Wednesday, 25 April 2007

Cambio di carriera?

Veramente sono stufo di cercare lavoro come DBA. Qualche posto c'é, ma di rado.

L'ultimo colloquio (per un posto come sviluppatore Oracle) e' andato al cavolo quando ho chiesto che ora fosse (!) Volevo capire quanto tempo fosse pasato per decidere se cominciare a ricapitolare tutto il mio CV... o se c'era da prolongare ancora il colloquio fino ad arrivare ai mitici 40 minuti. E appena ho chiesto, ho capito di avere fatto una gaffe colossale.

Cmq, sarei molto piú deluso e arrabbiato con me stesso se non fosse per la SECONDA obiezione che il cliente ha fatto alla mia agenzia: hanno detto che avevo un "background" troppo forte come DBA, e una personalitá ugualmente forte e decisa. E sicuramente avrei litigato con il loro attuale DBA.

Il quale mi fa pensare a diverse cose. La prima é... ma da quando cazzo uno con due anni di sperienza come DBA ha un "strong background" in qualcosa? La seconda é, se erano sicuri che avrei litigato con il loro DBA, che cazzo di DBA é? E' cosí negato e scarso che avrei perforza litigato con lui?

In ogni modo, questa situazione di disoccupazione ha portato a due cose. La prima e' che mi sto studiando anche il MySQL, tanto per diventare piú versatile.

E la seconda é una offerta che mi ha fatto Sonja. Lei dice che se riesce a trovare un lavoro permanente, appagante e ben retribuito prima di luglio... e se io rimango ancora disoccupato, lei é disposta a lavore per entrambi mentre io faccio un corso di disegnatore grafico alla universitá statale. Il corso dura quattro mesi e alla fine uno riceve il piú elementare dei certificati, che dimostra che sai aprire Photoshop senza dannegiare il PC o giú di la. Ah, e il corso costa $4000 ovvero €2.000. Peró Sonja dice che poi ti aiutano a trovare un posto di lavoro.

La idea di diventare grafico é molto interessante. Ho sempre avuto un certo amore per i font, la progettazione di una pagina, ecc. Ho un po' di sperienza come fumettista e non ho nessun desiderio di essere un "artista". Voglio essere un graphic designer e basta. Credo, dunque, che potrei risultare anche bravino. Pero vorrebbe dire un calo strepitoso nei ns. ingressi. E per almeno due anni.

Credo che la cosa, pero, rimarrá un sogno nel cassetto, Sonja non sembra piú vicina di me a trovare un posto come quello che desidera. Pero nel fratempo, sto imparando a utilizzare Photoshop e familiarizandomi con l'opera di Milton Glasser. Ci sono modi piú noiosi di spendere le giornate. :D

Ciao,
Vince.

Gli infarti del 2000

Il padre di Sonja ha avuto un infarto giovedí scorso, ma e' giá tornato a casa.

E' stata una sperienza strana. Ero a casa a smanettare con il PC quando squilla il telefono. A volte non mi e' facile raggiungere il telefono, ma questa volta c'e' l'ho fatta. E dall'altro lato, c'e' Ron, il padre di Sonja che mi dice di non sentirsi bene e di avere appena chiamato una ambulanza. Molto "British" la cosa. Se non fosse per il dettaglio dell'ambulanza poteva avermi detto di aversi pescato un raffredore.

Cmq, per fortuna, Sonja, che era andata in palestra stava rientrando a casa quando ho risposto al telefono. Dunque siamo risaliti in macchina e andati a trovare il padre.

Quando siamo arrivati, quindici minuti dopo, quelli della ambulanza erano giá arrivati e avevano la situazione sotto controllo. Lo avevano messo su una sedia a rotelle e lo stavano per mettere in ambulanza. Mentre guardavamo, lo hanno caricato nell'ambulanza e hanno chiuso gli sportelli.

E poi ci fu una pausa molto tesa mentre aspettavamo e aspettavamo che l'ambulanza partissi. E rimaneva la, ferma con le porte chiuse. Dopo cinque, sei minuti abbiamo tentato di guardare dentro e dopo un po' uno dei paramedici ci ha visto e ci ha detto che era tutto a posto e che dovevano prepararlo bene per il viaggio in ospedale. Fu un grande sollievo, per un momento ho creduto che Ron fosse gia morto.

Mi aspettavo un grande coro di sirene, luci ecc. ma le ambulanze neozelandese possono solo usare la sirena se c'e' bisogno, cioé se c'é un ingorgo. E partita in un silenzio pazzesco.

E poi l'ospedale. Ci hanno lasciato guardare tutta la procedura. Ormai eravamo in tre, con Teina, una sorella di Sonja. Se fossimo stati un in pronto soccorso in Italia sicuramente ci avrebbero cacciati via. Ron aveva il batito a 170bpm e per fermarlo hanno dovuto indurre un'altro infarto per poi tirarlo fuori. Una specie di "reboot", come si fa con i PC.

Il cardiologo ci ha spiegato che le loro scelte erano molto limitate. L'infarto e' stato causato da un cuagulo di sangue. Potevano fare una angiografía, ma per quella dovevano sospendere momentaneamente i reni, con un forte rischio di condannare Ron a una vita di dialisi. Altrimente, potevano tentare di darli qualche farmaco per rendere il sangue piú sottile. Ma come Ron prende giá quel Warfarin del cazzo, c'era una forte probabilitá che il tutto avrebbe causato un ictus, che in un'uomo di 82 anni, non é poco.

E poi, dopo 72 ore, lo hanno mandato a casa. Quando ero piccolo, c'era uno spot che recitava "Credere o no, due settimane fá, questo uomo ha avuto un attacco di cuore" mentre un tizio che sembrava un cadavere malsepolto faceva qualche passo assistito verso casa sua.

Ron invece, non puó guidare per sei settimane, deve avere qualcuno che faccia certi facende per lui (tipo aspirare, stendere, fare il letto, ecc) ma altrimenti non c'e' niente di drammatico. Infatti, devo starli sempre adosso per evitare che lui faccia cose troppo faticose per il suo cuore.

Ci stiamo prendendo turni a fare il badante. Io spendo le giornate con Ron, facendo tantissime tazze di thé. Sono lí dalle 9:30 fino a verso le 17:00. Poi, la sera viene Teina, che lo porta a casa sua per preparare da mangiare. E cosí via dicendo.

Sono strani, gli infarti del 2000.

Thursday, 5 April 2007

Cavoli, mi fanno pure votare.

Ieri ho ricevuto una lettera dalla commissione elettorale. Vogliono che mi iscriva alla lista, cosí posso votare. ("nel blu, dipinto di blu..." ;o) )

All'inizio ho creduto che si tratasse di un errore. Ovviamente, non sono un cittadino. Ma sul depliant che mi hanno inviato diceva, chiaro e tondo, che dopo un'anno di permanenza legale in NZ, ti fanno votare.

E adesso c'é il problema di capire per chi devo votare. E anche per chi NON si deve votare.

Purtroppo, i Verdi, la mia scelta di "default" da quando ho presso la bici, non mi attirano per niente. Sono stato proprio i Verdi a proporre la legge "anti-ceffoni", e recentemente si sono messi a fare una campagna contro i girl scout cookies. Avete presenti i girl scout cookies? Sono quei biscottini che vendono le ragazze scout nei film americani. Li vendono pure qui e i Verdi volevano forzarli a cambiare la ricetta per evitare questo richiamo alla obesitá. Per altro volevano vietare ai bambini da portare a scuole le torte fatte in casa oppure di vendere torte casalinghe in luoghi pubblici. L'idea sarebbe proteggere coloro che hanno allegie strane e, incautamente, mangiano torte senza ettichette di avvertenza. E finalmente, per finire in bellezza, hanno voluto ridurre le pene per quelli in possessione della pedopornografía.

Dunque, no... mi sa che non voteró per i Verdi.

Poi, c'é ACT ("Aggisci!") , una specie di partito liberale che stava per la responsabilita fiscale e personale finche una loro ministro non ha speso i soldi per non so quale fondo per bambini per farse la plastica. Uno dei loro fondatori é un ex editore hippy che ha speso una grande parte della sua vita adulta scapando ai creditori. Non grazie.

C'é il partito Maori, che come si puo suporre, é lí per proteggere gli interessi dei Maori.

Ci sono i Libertarians, dei quali non so molto. Credo che sono stati loro a legalizzare la pornografía, ma non altro.

E poi ci sono i due mega partiti, i Labour e i Nationals, sinistra e destra rispettivamente. Ci sono certe cose dei Labour che non mi convincono ma, alla fine saranno sempre (per me, almeno) meglio dei National.

Quali cose non mi convincono? Beh, discorsi tipici della Nuova Zelanda. Si sono incazzati perché la tivú ha ripresso una seduta parlamentare, con i soliti politici che si ficcavano le dite nel naso, dormivano, facevano gesti osceni alla opposizione, quel tipo di "normale amministrazione". E i Labour hanno seriamente tentato di bloccare l'accesso televisivo al parlamento. Hanno poi voluto stanziare millioni di dollari per installare la propria rete di telecamere che, ovviamente, riprenderebbero solo le cose permesse dal governo. L'affare ha durato solo qualche giorno prima che il governo si accorgessi che facevano brutta figura, ma comunque, mi urla "sogni di totalitarianismo" e non mi piace.

Vedremo.

Monday, 2 April 2007

i Garibaldini

Due settimane fa' siamo andati ad una specie di "fiera della italianitá" all'Overseas Terminal, uno spazio per fiere e manifestazioni commerciali situato sul porto. Qualsiasi gruppo che avessi un legame con l'italia sembrava di essere presente. C'erano quelli che vendono auto europee, quelli che vendono le Vespa o importano forni a legno per la pizza e cosí via dicendo. A proposito... Sapevate che, per un tempo, la Fiat 500 é stata prodotta in Nuova Zelanda con il nome "Fiat Bambino"?

La fiera é stata molto divertente: ho mangiato un panino con la porchetta (piuttosto buono, direi), del gelato alla stracciatella e nocciola (fatto dai neozelandesi e un po' cosi' cosa', a dire il vero), dei calamari fritti (che sono sempre buoni, li faccia chi li faccia) e questi strani dolci fritti sorrentini chiamati, apparentemente, "zeppolé". Molto buone le/i zeppolé. Piú avanti, nel pomeriggio, hanno ballato la tarantella ed un tizio cantó canzoni napoletane. Nel fratempo c'era un disco con "Santa Lucia", "Funiculí, Funiculá" e altre melodie tipiche in "repeat" costante. :)

Comunque, tra gli espositori, c'era anche un tavolone del "Garibaldi Club", ovvero il club italiano a Wellington. Allora... con Sonja abbiamo sempre voluto diventare membri del club e, vedendo che la quota familiare era solo di $50 dollari (attorno ai €25) annui, abbiamo chiesto di diventare membri immediatamente.

A dire il vero, ero un pó preoccupato perché, per diventare membro, devi poter dimonstrare di essere discendente di italiani. Io lo sono, ma non ho nessun documento che lo dimostri. Non e' il tipo di cosa che uno ricorda di tenere sempre nel portafoglio, no? Ho il passaporto, ma quello non parla dei miei avi. Comunque, appena ho detto, in italiano, di avere la cittadinanza non mi hanno chiesto piú dettagli riguardanti ai miei antenati.

E ieri, domenica, siamo andati al nostro primo incontro con gli altri membri del club.

Pare che a quarantatre anni suonati siamo ancora i beniamini del club. Molti degli altri membri sono gia' in pensione dopo di essere arrivati in Nuova Zelanda decenni fa. La sede del club condivide un palazzone a tre piani con un locale di musica latina e uno spazio per la musica "alternative" (mi sa che, tra una cosa e un'altra, spenderó molto tempo in quel palazzone!) Il salone del club é elegante e messo molto bene, con un bel busto di Garibaldi all'entrata, un bar con la Peroni in bottiglietta, tanti tavoli per giocare a carte e un tapetto per giocare a bocce. Un grosso televisore con la RAI International mostrava un programma di pattinaggio.

Peró, malgrado la differenza di etá, Sonja ed io ci siamo divertiti tantissimo. I latini, secondo me, abbiamo sempre una specie di scintilla che rende tutto piú divertente. C'era da farsi tante risate, ed é buffo vedere che certe cose non cambiano mai. C'era un socio di Trieste e i soci del Meridione ci hanno avvertito subito di tenerlo sotto occhio perche, "Quello lá non é italiano... E' un serbo! Anzi, un serbo-croato!" e quello di Trieste scherzava che tutti i soci venuti da sud del Po' erano marrocchini. In somma, le solite battute, le solite risate. Forse non sembra un granché, ma dopo tutti questi mesi mi sono divertito come un matto. Anche il sentirmi libero di fare certi gesti (inoffensivi) e sapere che gli altri capivano i gesti, e' stato molto bello. Ho provato una specie di sollievo. Stranamente, peró, i soci parlano tra di loro in un quasi 50/50 inglese/italiano. Supongo che sia una necessitá, vista la gamma di dialetti che sicuramente parleranno a casa.

...

Anche dopo queste ultime settimane di fisioterapie, ci sono certi movimenti che non mi vengono facilmente. Inginocchiarmi e' uno di loro. Dunque, quando dopo un'ora di chiaccherare ci hanno invitato a gioccare a bocce, ho desistito e Sonja ha giocato per entrambi. Che cosa buffa, dopo tutti quegli anni in Italia, venire a Wellington per imparare a giocare a bocce! E diventare parte di una specie di circolo bocciofilo! Comunque, devo dire che le bocce sono molto piú interessanti di quanto avrei creduto, posso capire come il gioco abbia sopravissuto tanti milleni.

Con Sonja abbiamo giá deciso di tornare domenica prossima e giocare un'altra partita!