Saturday, 30 June 2007

La spedizione... che casino.

Adesso sono alle presse con un'altro problema: la spedizione.

Ovviamente, la stessa maglietta, spedita in diversi paesi, avra' un costo totale diverso a secondo del paese scelto. Spedire qualcosa in America mi costa piu' di spedire lo stesso oggetto in Australia, no?

Da un punto di vista puramente HTML, questo non e' un grande problema, basta avere un select (cosi' si chiamano le liste in HTML). Ogni voce della lista contiene il nome del paese... e potrei settare il costo di spedizione come il VALUE di ogni voce. VALUE e' come un campo nascosto nelle liste HTML.

In pseudocode, la cosa viene fuori cosi'

select
option (value="$x.xx")America
option (value="$x.xx")Australia
option (value="$x.xx")Andorra
/select

(devo usare pseudocode altrimenti mi viene fuori una lista vera e propria. So che c'e un tag HTML che rende tutto come testo ma non la ricordo adesso).

Quando l'utente clicca sul pulsante di SUBMIT, il VALUE della OPTION scelta va passato al server del shopping cart e basta. Abbastanza semplice.

Allora, il problema si presenta se qualcuno sceglie di comperare piu' magliette.

Ovviamente, cinque magliette messe insieme non pesano lo stesso di tre magliette individuali, perche' la busta e una sola. E poi', il costo di spedizione fa un "gradino" all'inizio (la differenza tra spedire niente e spedire qualcosa che pesa anche un solo gramo) e poi, questo "gradino" diventa piu' sottile con ogni incremento di peso.

Dunque, il problema diventa: come calcolare la differenza in peso (e costo di spedizione) per diversi paesi con accesso al solo HTML, linguaggio stateless. Il carrello mi permette un prezzo di spedizione, e UN prezzo per ogni item aggiuntivo. Ma quando il prezzo per oggetti aggiuntivi varia a secondo del paese... capite? Dovrei potere calcolare i costi di spedizione prima di pasare al carrello, ma l'HTML non permette i calcoli matematici.

Una soluzione sarebbe avere una seconda lista, tipo

America: 1 magliette
America: 2 magliette
America: 3 magliette
Australia: 1 magliette
Australia: 2 magliette

e cosi' via dicendo, ma sarebbe una cosa goffissima. Mi fa schifo al solo pensarci.

Potrei risolvere la cosa subito con uno scriptino JavaScript, ma a secondo dei settaggi di sicurezza del browser del client, lo javascript potrebbe tirare fuori un warning e non eseguire. E penso che molta gente (io compresso, per carita') sia paranoica di un sito sconosciuto che tira fuori i warning di sicurezza. Per'altro, la maggior parte del pubblico fa gli acquisti online utilizzando i PC del loro ufficio, dunque e' quasi scontato che i setting di sicurezza dei loro browser sarano piuttosto alti.

Sto studiandomi il discorso PHP (mio host permette pagine php) ma c'e' il problema che, finche l'utente non preme il pulsante di SUBMIT, non si sa (informaticamente parlando) che cosa sia sulla pagina. Forse posso creare una funzioncina con PHP che venga chiamata dal pulsante di "Buy", e che questa funzioncina esegua il SUBMIT. Ma che palle, pero'..!

Dunque oggi vado in biblioteca per vedere se c'e' qualche manualone di PHP. I tutorial online, compresso quelli delle php.net (sito ufficiale) non sono molto chiari. Tutti presumono un'accesso al server (ovvio: e' un linguaggio per server). Ma il server al quale devo accedere con tutti i costi giusti e' quello di PayPal. E non posso modificare niente sulla loro pagina.

Potrei avere una pagina tra il pulsante di SUBMIT e il sito di PayPal, ma se il cliente ha una connessione dial-up (molto comuni qui) il potenziale compratore si trovera', perplesso, davanti a una pagina vuota, aspettando di essere ridiretto al carrello. Neanche quella e' una bella soluzione, anche con tutti gli "attendere, prego" del mondo. E poi c'e' gente con paranoia dei redirect.

Qualcuno (Marco?) ha delle idee/suggerimenti/consigli in merito? Il mio webhost mi permette anch gli script in Perl, un'altro linguaggio per me sconosciuto. Niente ASP, purtroppo.


Ciao,
Vince.

Thursday, 28 June 2007

...

Le prove col gruppo sono andate cosi' cosi'. Ho continuato a provare un dolore boia alla mano destra, una cosa che mi perplime in quanto, al solito, i problemi di tendinite (nei chitarristi) si rivelano sulla mano sinistra. Poi ho capito che, in almeno un brano, sto cominciando a ripetermi. Dovro' riscrivere le mie parti e diventare un po' piu' creativo. E visto che non eravamo molto pronti, ho lasciato perdere l'idea della registrazione. Dobbiamo rivederci lunedi' sera, forse andra' meglio allora e ci sara' qualcosa degna di registrare.

Tornando a casa, mi sono fermato al supermercato della stazione di treno per comprare un cioccolato bianco. Non c'erano e per scherzo ho raccontato un mucchio di balle su la mia moglie che mi aveva chiesto di comprarli un pezzo di cioccolato bianco e mi hanno aiutato a cercare qualcosa. Provavo pudore a dimostrarmi cosi' goloso, e percio' mi sono inventato questa moglie con desideri inapellabili.

Poi, sul treno, c'era un ragazzo che ha incontrato un'amica. Si e' distratto parlando con lei e non e' riuscito ad andare in cesso prima che partisse il treno, come poi ha spiegato che voleva fare. Il treno si e' fermato per dieci minuti buoni mentre lavoravano sui binari e questo ragazzo, facendo la tradizionale danza di quelli a chi scappa la pipi', chiedeva alla guardia di lasciarlo scendere. E la guardia si rifiutava, citando le ovvie regole di sicurezza. Credo che tutti nel vagone scomettevano tra se e se sul potere di resistenza di quel poveraccio. Ho sentito uno dietro di me che diceva ad un amico "Non me ne frega niente. Ho le scarpe impermeabili".


Oggi, pero', e' stata una giornata divertente. Per tentare di rimediare il problema alla mano, ho deciso di lasciare il PC in pace. Un proposito splendido... ma inutile. Al solito mi alzo e vado direttamente al PC, attorno alle 8:00 del mattino, e lo spengo attorno all'una del mattino. O anche piu' tarde. Nel fratempo, ovviamente faccio altre cose, ma spendo quasi tutto il mio tempo libero davanti alla macchina. E si capisce, ho tante amicizie "online", ho Photoshop, ho CuBase per registrare brani, insomma: ho un piccolo (ma dettagliatissimo) mondo li' dentro.

Cmq, oggi sono riuscito a leggere un po' (un libro sull'arte caraibico), ho risolto un altro pezzo del puzzle per le magliette, abbiamo fatto un'ordinazione iniziale di sessanta magliette, ho cominciato a raccogliere la documentazione che mi serve per pagare le mie tasse (con solo due mesi di ritardo!), abbiamo frugato un po' nel PC di Ron, il padre di Sonja e noleggiato un DVD da guardare.

Frugare nel PC e' stato molto triste, esp. per Sonja. Ron era molto interessato alle WebCam e Skype in particolare, e percio' abbiamo trovato qualche videolettera dove lui parla di quanto si sente solo dopo la morte di Betty, la madre di Sonja. E, si fa per dire, anche tanti spezzoni irrelevanti dove lui aggiusta la webcam, dice parole a caso e cosi' via dicendo. Non tutti i filmini erano ugualmente punzanti.

Che secolo strano (e meraviglioso), dove uno puo' trovare non solo le solite lettere in carta resa giallastra dagli anni, ma pezzi di video, soundbytes, foto digitali e chissa quant'altro! Una volta ho letto un'articolo nella rivista "Time" sui piccoli "santuari" che fanno i giapponesi nelle loro case per onorare gli avi. Il nodo dell'articolo era che adesso/allora i fabbricanti gli offrivano con un videoregistratore incorporato, cosi' i famigliari potevano guardarsi video dei difunti. La nostra sperienza e' stata un po' cosi'.

Cmq, poi abbiamo guardato un film che purtroppo non ho fatto in tempo per vedere al cinema. Non so come si chiamera' in Italia, ma in inglese si chiama "Stranger Than Fiction", ed e' quello che tratta di uno che sente una voce che narra la sua vita..? Mi e' piaciuto un sacco, ed e' bello vedere un film che non consiste nell'intramontabile "Lui ha un segreto. Non sa di saperlo. Ma qualcuno e' disposto a ucciderlo!" cosi' amato a Hollywood.

Parlando di copioni scontati... Sonja e' veramente incredibile... quando abbiamo visto "Road To Perdition/Era mio padre" alla TV l'altra sera, lei e' andata a letto presto, ma quando l'ho raggiunta, mi ha raccontato la trama per filo e per segno... senza aver mai visto il film. Aveva solo qualche curiosita' per piccoli dettagli.

Ok. Adesso vi saluto!

Ciao,
Vince.

Wednesday, 27 June 2007

Avendo venduto la macchina...

Mi sono messo a cercare un grossista di magliette.

Di quattro, uno non mi ha cagato minimamente (anche dopo ripetute telefonate), uno mi ha detto che mi spediva un catalogo che non e' mi mai arrivato, un'altro era ok ma relativamente caro e l'ultimo mi ha inviato tutto, aveva i prezzi piu' economici per la miglior qualita e ha anche un casino di colori diversi. Il cottone, come forse non sapete, si misura in GSM e, piu' alto e' il GSM, miglior e' la qualita'. Una maglietta promozionale, come quelle che ti rigalano nelle fiere, ha un GSM attorno ai 125. Questi qua hanno un cottone Americano di 205 GSM (cavoli!) Tutto il resto dei grossisti ronzavano attorno ai 185 o 195 GSM. Una favola.

Poi c'era da scegliere i colori. Un discorso simpatico perche', per capire quali colori vendono, basta guardarsi in giro per strada. Come penso vendere principalmente magliette per donne e ragazze (anche se c'e' pure un bel mucchio di disegni unisex!) la ricerca e' stato piuttosto svagante! :)

Alla fine abbiamo scelto i seguenti colori: argento, verde militare, khaki, e crema. Con un po' di tristezza ho rinunciato ai colori piu' bizarri tipo "wasabi", "banana" e "Texas orange". Forse dopo..! Alla fine non abbiamo preso le magliette attilatte semplicemente perche' mi e' sembrato un casino decidere le taglie. Qui in NZ, l'obesita' e' veramente di casa, dunque forse e' meglio non scegliere stili che richiedono il corpo "giusto".

Adesso mi aspetta solo pagare la fattura delle magliette (altrimenti non spediscono un tubo) e che mi arrivi il codice per Paypal, cosi' posso linkare il sito al loro carrello. Carino il loro carrello, al cliente non serve l'account con Paypal e tutto succede sul loro secure server. Se qualcuno vuole depositare i soldi direttamente nel nostro conto, anche questo sara' possibile (e' pazzescamente normale in NZ), ma prima ci devono mandare una mail, tanto per evitare tutti i truffatori e hacker nigeriani del mondo.

Perche' parlo di tutta questa roba..? *mboh* non lo so. Da un lato, e' quello che mi sta succedendo adesso, dunque lo racconto. Per altro, penso che serva come guida per chiunque voglia aprire una attivita' online. Quando parta l'attivita', pero, credo che cancellero' queste ultime pagine, semplicemente perche forse non e' buono avere troppi dettagli sul prodotto (qualsiasi prodotto) in giro per l'internet.

Adesso sto ingannando un po' il tempo prima di andare a provare col gruppo. Tentero' di registrare qualcosa stasera, cosi' ho qualcosa di diverso da raccontare la prossima volta!

Ciao,
Vince.

Monday, 25 June 2007

Vendiamo una macchina

Qualche giorno fa' abbiamo deciso di vendere la Mitsubishi. Non ho ancora fatto nemmeno i primi paso verso prendere la patente e Sonja e' molto contenta con la Rav. E poi, vorrei avere un po' di soldi per comprare magliette da processare. E poi e' una palla avere due macchine sullo stesso paso carrabile. C'e' sempre da spostare una o entrambe... insomma, con una macchina cu basta e avanza.

Dunque, abbiamo messo la macchina in vendita su Trade Me, una spudorata copia locale di eBay.

Entro cinque minuti (giuro!) di aver messo l'inserzione, la pagina e' stata visionata cinque volte. Dopo dieci minuti, ci hanno telefonati da Wainuiomata (un paesone a due ore di distanza) per chiederci ulteriori detaggli riguardanti la macchina. Dopo una breve chiaccherata ci hanno offerto $800, ma abbiamo chiesto $850. Hanno accettato immediatamente il prezzo e ci hanno chiesto di ritirare subito l'inserzione. In quei pocchi minuti, l'inserzione era gia' stata visionata da 14 utenti. Si vede che i neozelandesi hanno passione per le auto.

In realta', ci e' andata piuttosto bene. Avevamo chiesto $1000 (trattabili), ma non ci aspettavamo piu' di $900. $850 in pocchi minuti non e' male.

E questa sera sono venuti a portare via la Mitsubishi. Una famigliola che voleva una macchina grossa (cioe' sicura) e di poco valore per la figlia sedicenne che ha appena preso la patente.

La macchina porta, come unico documento, un pezzo di carta con i dati del proprietario. C'e ' una parte che si puo' staccare, che contiene i dati del venditore, un'altra con i dati del compratore. Noi abbiamo riempito la nostra metta' (che per altro era pronta per essere spedita alla motorizazzione con tanto di francoposta e destinatario pre-stampato), e loro hanno riempito la loro. Adesso dobbiamo solo spedire la ns. metta' del documento. Niente carte d'identita' e La RC e' addiritura un optional. Il tutto ha messo solo qualche minuto, compresso un giro di collaudo attorno all'isolato. Sorprendentemente semplice. :)

Sunday, 24 June 2007

Guardando gioccare a bocce

Oggi siamo tornati al Garibaldi. Era da mesi che non trovavamo l'occasione per tornare. Capita sempre qualcosa a ultimo momento. La domenica, scorsa, per esempio, Sonja si ha fatto male al pollice con lo sportello della macchina. Provava tanto dolore di sentire delle nausee. E' sempre qualcosa improvista.

Oggi, pero', non c'erano mori sulla costa e siamo riusciti ad andare al club. Come al solito c'era della gente che giocava a carte e tanti che giocavano e guardavano giocare a bocce.

E' molto interessante, quel gioco. Trovo che la forma parabollare, ellittica di lanciare le bocce sia' quasi una metafora per la forma di parlare latina. Una metafora per la forma nella quale tante conversazioni sembrano fatte di schiocchezze, di non sequitur eppure ogni frase viaggia inessorabilmente verso il cuore delle cose, ogni tanto spostando il centro, il nodo del discorso un po' di ui', un po' verso la'.

Bel gioco, le bocce.

Friday, 22 June 2007

Il possente atelier


Parlo sempre di questo cavolo di termopressa, e mi e' venuto in mente stamattina che forse non avete mai visto una. Percio', eccoVi una foto del mio possente atelier, termopressa compressa.

Questo e' il nostro box, e qualcuno di voi forse ricordera' i cavaletti che avevamo nella camera di letto a Via Milani.

Ho parlato con tre altri grossisti di magliette, ho registrato il nome della azienda e per sessanta dollari in piu' posso anche registrare la azienda. Devo studiare la cosa un attimino ancora. Credevo che aprire una azienda includesse perforza una visita all'avvocato o almeno a un commercialista(?) Sono anche andato in box a fare un po' di prattica con la termopressa ma pare che avevamo trovato il metodo giusto l'altro ieri. Oggi mi riusciva tutto perfettamente ogni volta. Mi sento molto piu' confidente.


Ah, e ho anche fatto qualche foto alla Mitsubishi Galant, che abbiamo deciso di vendere al piu presto: non ha senso avere due macchine e, quando impari a guidare, posso sempre prendermi un'altro cattorcio da Perry, il nostro meccanico di fiducia. E poi siamo andati in centro a mangiare del sushi a pranzo. Una giornata davvero bella.


Sto anche pensando a che fare per i swing-tag, che sarebbero quelle etichette di cartoncino che sono attacatte al capo di abbigliamento e dicono cose tipo "Complimenti, Lei ha fatto un'ottima scelta! Adesso, non rovini il momento lavando questo bellissimo capo di abbigliamento in acqua fredda!" o giu' di li'.

Credo che la cosa piu' economica sarebbe farmi fare un timbro, col logo della azienda e tutto quello la' e timbrare il contenuto dello swing-tag su un pezzo di cartone ruvido o simile (fa molto "commercio ecquo", no?) Forse potrei prendere dell'inchiostro colorato, preferibilmente in stile arcobaleno.


Altrimenti potrei fare qualcosa piu' figa con il PC (grandi cose, i PC!) e stampare le ettichette su carta fotografica. Dipende un po' del prezzo della carta e del timbro, immagino.

Ciao,
Vince.

PS: Dopo avere "postato" questa emozionante puntata, Sonja mi ha fatto ricordare che, tra le cose che abbiamo preso dalla stanzina del computer di Ron, c'era anche un mucchio di carta fotografica "gloss" per stampanti. Ho fatto un tentativo, e sono venuti fuori dei swingtag di tutto rispetto. Un'altro pezzo del puzzle. :o)

Tuesday, 19 June 2007

Alle presse con la termopressa

Oggi abbiamo presso consegna della termopressa.

E con l'entusiasmo tipico, non ho letto bene le istruzioni della carta dei transfer e sono rimasto con il transfer appiccicato alla plancia della termopressa. Fumo, puzza di bruciato, ecc. Abbiamo speso il resto del pomeriggio tentando di pulire la cosa. Non siamo riusciti al 100%, il quale mi preoccupa perche la tp e' a nolo, dunque a qualche punto la mia sbadatezza ci potrebbe causare problemi col negozio. Spero di no. :)

Cmq, dopo la miglior pulizia possibile, con detersivo per i piati e una spugna ruvida, abbiamo capito che le macchie sulla plancia non passano sul transfer... dunque la cosa e' ancora perfettamente utilizzabile. Fiuuu. Abbiamo anche capito che si vuole una vera skill per fare un lavoro pefetto. E' una cosa molto artigianale ed e' facilissimo finire con angoli alzati, rughe, ecc. Alla fine, dopo sei o sette tentativi, e un po' di intuito, ci siamo considerati a un buon punto e siamo tornati dentro casa per farci una tazza di the (la termopressa e' su un tavolo nel box)

Adesso rimane solo trovare un grossista di magliette (oltre a migliorare la percentuale di transfer benriusciti, e' chiaro). Abbiamo ricevuto un catalogo molto bello ieri, ma alla fine e' piu' economico comprare le maglietta da The Warehouse, una specie di All'Onesta neozelandese. Adesso devo richiedere un campione delle magliette da quelli del catalogo per vedere se la differenza di qualita' giustifica il costo aggiuntivo.

Ma la cosa piu' affascinante di questo pomeriggio e' stato capire che operare una termopressa e', anche esso, un lavoro. Mi spiego... non mi ero mai accorto di fino a quale punto la mia idea di "lavorare" includesse, perforza, un PC. Tante grazie, non ho fatto altro che informatica fin dagli anni 80. Mi e' venuto subito un pensiero tipo "Oddio... vuoi dire che c'e' gente che fa questo tutto il giorno... e viene pagata?" Che mondo strano. La famiglia di Sonja fa un mucchio di lavori diversi (impiegati, muratori, chef, commessi, manager, poliziotti, ecc) e la varieta' di lavori possibili su questo mondo non smette mai di stupirmi. Spero di non sembrare troppo snob, non e' la mia intenzione! E' solo che la gente parla dei loro mestieri e quasi-quasi aspetto sempre che finiscano per dire "...e poi, torno alla mia scrivania e mi metto a sistemare un baco nella maschera di login" Stranamente, non lo fanno mai. Pensare che adesso, o almeno per ora, il mio lavoro non si svolgera' in un ufficio e tantomeno in una software house mi lascia un po' spaesato.



In altre notizie, il fisioterapeuta mi ha detto che non devo tornare alla palestra dell'ospedale, bensi' passare a farmi un controllo tra sei settimane. Potrebbe mettermi un anno, o anche di piu' tornare alla normalita' fisica, ma d'ora in poi sono da solo. Mi ha consigliato di continuare a fare giri in bicicletta e fare anche qualche esercizio a casa.

La idea di girare in bicicletta mi ha lasciato un po' giu'... non e' che abbia perso il mio amore per il pedallare, e' solo che qui siamo nella suburbia piu' suburbana e girare in bici e' noiosissimo. C'e' anche un ventaccio continuo, che sviluppa il carattere, immagino, ma e' una vera palla. Ma non uso la bici da un pezzo principalmente perche' nel Hutt Valley, dove abbitiamo, e' noioso. A Milano le strade erano piene di gente, vetrine, altre bici, monumenti, cani, ecc. C'era molto piu' da vedere e uno di svagava molto di piu' Qui, se vedi qualche macchina per strada e' gia tanto. :P

Mah! Dovrei trovarmi qualche motivazione in piu'. Guardare le case o i loro giardini. O qualcosa. :)

Ciao,
Vince.

Saturday, 16 June 2007

Sviluppando il mega sito delle magliette

Dio... che casino. Sono stanchissimo.

Sto sviluppando il sito delle magliette, prima di mettere tutto in linea. Il primo problema e' stato scegliere uno stile attraente. Come sono convinto che vendero' le mie tee-shirt alle donne (ma farano acquisti on-line?) sto facendo un sito molto feminile, pieno di colori al pastele. Sembra un gelato!

Poi c'era da trovare un carrello. Per voi che non avete mai acquistato niente dall'internet, un carrello e' un pezzo di software che calcola i costi della merce desiderata e prende e conferma i dati della carta di credito del cliente. Insomma, e' un pezzo di software che gestisce l'acquisto, interfacciando con l'azienda responsabile per la carta di credito. E' un affare molto complesso, perche' c'e' da calcolare la valuta, costi di spedizione, tasse, ecc. E spesso, i carrelli ti permettono di aggiungere della roba per chiudere l'acquisto un'altro giorno. Per esempio, io ho un paio di libri nel mio carrello con la amazon.com, una libreria in linea.

Alla fine, alle tre di notte, ho trovato che PayPal ha un carrello bellissimo. Loro ti dano il sorgente per un pulsante che aggiungi a un form HTML. Ci sono diversi campi che il sito deve fornire (tipo il nome dell'item, il prezzo, ecc) e, cliccando sul pulsante, il cliente e' portato sul sito della PayPal... e sono LORO a prendere i dati della carta di credito, fare i calcoli, ecc. In scambio vogliono una percentuale minima del prezzo di acquisto e treinta centesimi di dollaro per acquisto. Mica male quando pensi che molti altri chiedono una somma attorno ai US$40 mensili, anche se non vendi niente.

Andando avanti... quando qualcuno compra qualcosa, PayPal mi manda automaticamente una mail con i dettagli del cliente e io evado l'ordine. Mi pare abbastanza semplice e il bello e' che non mi devo mettere a rifare tutto il look and feel del mio sito, come con gli altri carrelli. Stavo guardando diversi disegni ieri e non mi e' piaciuto nessuno. Con questo devo solo aggiungere un pulsante per ogni pagina, e posso anche disegnare il mio prorio pulsante, se voglio. Si puo' fare!

Ma avere un look non troppo casalingo e' una rottura di marroni. Ho visto che il mio browser (IE6) mi tira un warning se una pagina tenta di eseguire JavaScript (il mio alleato di preferenza). Chissa se altri utenti (o "cibernauti" come le chiamavano una volta) hanno gli stessi settings di sicurezza? Dunque, non posso utlizzare scripts di nessun tipo. Potrebbe compromettere il loro uso del sito.

Oggi, peraltro, ho spesso tutto il giorno a imparare come gestire i .css. Questi sono file che contengono metadati per i diversi elementi HTML. Per esempio, uno puo definire attributi aggiuntivi per diversi tag. Decidere a priori che il testo utilizzera' sempre questo o quell'altro font, di tanti punti, ecc. Che le pagine saranno tutte di qualche colore, e cosi via dicendo. E' una specie di file di header. Come tutte le pagine del sito hanno un link a questo unico file, posso cambiare tutto il look del sito cambiando l'unico file. I cambi sono propagati appena un client richiede la pagina.

Adesso devo aspettare fino a lunedi' per vedere se posso avere quel cavolo di termopressa. Sto anche aspettando diversi cataloghi e qualche campione di fabbricanti di magliette "blank" (cioe' senza scritte) per valutare quale mi conviene di piu'. Potrei comprarle in linea, ma mi preoccupa pensare che mi potrebbe arrivare una partita sbagliata lasciandomi col sederino per terra e ordini da evadere ASAP. Preferisco un fornitore locale. E poi, e' sempre meglio avere contatto con gente "in carne e ossa" piuttosto che qualche ignoto cinese o americano con un fuso orario diverso, no?

Credo che un'altro problema interessante sara' il discorso prettamente logistico di capire quante magliette e di quali taglie e colori devo tenere come stock on hand. E a che punto devo riordinare le cose. Essendo completamente alle prime armi, non mi e' possibile fare un forecasting adeguato.

Cmq, mi sto divertendo un mondo!

Thursday, 14 June 2007

E' arrivata la carta di credito!

Ma niente paura... ho deciso di prendere la solita carta "alla italiana", cioe', una carta di adebbito. In tante parole, Visa si fa responsabile dei miei acquisti ma devo avere sempre i soldi nel mio conto con la banca.

Nel resto del mondo, una carta di credito vuole dire proprio quello. Puoi spendere fino al tuo limite ma, alla fine del mese puoi scegliere di pagare solo una percentuale. Le aziende che gestiscono le carte di credito (Visa, Mastercard, Diners e compagnia cantante) guadagnano tantissimo con quello perche', ovviamente, anche se scegli di pagare il minimo mensile, ci sono sempre gli interessi da pagare. Non grazie, preferisco sapere quanto ho speso, fino al centesimo.

In realta', il discorso "credito" e' molto importante qui. Una fetta enorme della popolazione e' indebitata fino al collo. C'e' addiritura un programma televisivo dove un "dottore dei soldi" (in realta', un durissimo ex sergente dei marines brittanici) va a vivere con i partecipanti per aiutarli (a gridi molto militari) a sistemare il loro debiti. In quasi tutte le puntate, i problemi sono: lo sperpero con carta di credito in mano, l'acquisto di falsi beni "d'investimento" (molta gente crede, o si fa convincere, che un'auto sia un investimento mentre che, ovviamente, comincia a devaluare appena giri la chiave di accensione. Lo stesso vale per roba elettronica tipo gli stereo, tivu' a plasma, ecc). L'altra cosa sulla quale tutti spendono, e che costa un'occhio della testa e' (assurdamente) farsi arrivare i pasti. C'e' una marea di cose in offerta alla tivu', tipo la pizza, gli hamburger, ecc. e la consegna costa una fortuna. E pare che nessuno se ne accorga. La gente su questo programma televisivo a volte si trova con una spesa per i soli cibi pronti equivalente a parecchie centinaie di euro all'anno. Rob de matt.

L'altra situazione bizarra ha a che fare con i "student loans", cioe' i prestiti che fa il governo ai giovani che vogliono studiare alla universita'. Il governo ti paga una somma abbastanza generosa per vivere mentre studi ma gli interessi sono salatissimi e tanti ragazzi (che alla fine sono solo ragazzi) si spendono i soldiin fare vacanze, comprare erba oppure un'auto nuova. E quando si laureano trovano che non hanno come ripagare il governo. Consequentemente, molti neo laureati si vedono costretti a emigrare per lavorare e guadgnare in Euro o dollari americani. E alla fine il governo e il settore privato si trovano ad invitare professionisti stranieri a lavorare qui perche con il discorso degli interessi, un medico neolaureato non lo trovi neanche per scherzo.

Ma stringendo... no. Non ho preso la carta di credito, una carta da bancomat con il logo della Visa mi basta e avanza.

E che cosa ho comprato con la carta di credito? Un sito web per le magliette. Ancora non e' attivo (mettera' un paiodi giorni) , ma si chiama http://www.bunnyhoptees.com perche cosi' ho deciso di batezzare l'attivita' delle magliette... Bunnyhop. "bunnyhop.com" era gia preso da un sito di cuori solitari in America.

Bunnyhop vuol dire "saltello di coniglietto" ma ha anche un doppio senso. I "bunnyhop" sono anche i balzi che fa l'auto quando uno non mette la frizione correttamente. Credo che il doppio senso possa funzionare per proporre magliette per ragazze e anche ragazzi, a secondo del senso che uno le dia. Mi interessa dipiu' il discorso feminile perche' pare che ci sia poco in giro che una donna possa indossare in ufficio per i venerdi "casual". I "casual Friday" sono una tradizione irrenunciabile qui, dove il venerdi' puoi indossare quello che vuoi al lavoro. Ma ovviamente le cose troppo spinte sono malviste.

Cmq, sta sera sto preparando il sito. Era da un pezzo che non facevo un sito HTML "con le palle" (o anche con una tastiera!) e mi sto divertendo un mondo. Poi devo studiare un po' il discorso del carrello degli acquisti (shopping cart o shopping trolley) per il sito. C'e' uno abbastanza bello che propone Yahoo! che gestisce tutto, perfino calcolando le spese di trasporto, tasse varie ecc. Ovviamente, c'e' tanto da imparare, ma almeno sto facendo qualcosa!

Ciao,
Vince.

Wednesday, 13 June 2007

Entrando nel mondo degli affari... inciampo sul gradino

Stamattina dovevamo andare a farci mostrare diversi tipi di heat press (Ho appena capito, dopo una sbircciata a google, che il termine italiano e' "termopressa", devo ricordarlo d'ora in poi!)

Allora, l'idea era che ci portavamo qualche foglio stampato e l'importatore ci faceva vedere la qualita' ottenuta con le diverse termopresse, quelle cinese piuttosto che quelle americane, ecc. Tanto per incominciare, la qualita' di stampa con la nuova vecchia stampante ereditata non e' stata un granche'. C'era uno striscione (sottile ma visibile) su ogni pagina stampata e anche se ho fatto tutte le cose possibili per sistemare la cosa (allineare le testine, pulire i cartucci, ecc) , lo striscione non andava via con niente.

Alla fine abbiamo deciso che l'idea era controllare la qualita' delle termopresse, non quella della nostra stampante e, prendendo i fogli stampati (striscione compresso), siamo saliti in macchina per andare dall'importatore.

Che non c'era. In ufficio c'era solo il socio che non gestisce la parte termopresse.

Siamo riusciti, pero', a parlare col tizio (che fa "Milan" da nome... sara' figlio di jugoslavi?) e lui ci ha detto, seccato, che loro non fanno "showroom" e che, dunque, non ci avrebbe mai potuto suggerire un giro di prova di tutte le termopresse. Ok... vabbene che il tipo non faccia "showroom", ma Sonja ed io ci ricordavamo benissimo dell'offerta, fatta, peraltro, solo qualche giorno fa. E poi parlando, viene fuori che il tipo ha solo le termopresse cinese in magazzino. Che fine hanno fatto le termopresse americane delle quali ci ha parlato?

E vabbene. L'industria cinese mi fa una forte antipatia, ma se non c'e' altro in magazzino, che dobbiamo fare? Ho tanta voglia di mettermi all'opera.

Ci mettiamo, quindi, a fare accordi al telefono e il tipo vuole certe "garanzie" prima di noleggiarci la termopressa. E questo e' interessante... voleva/vuole: una fotocopia a colori della mia patente (unico documento comune che porta la foto), qualche boletta come comprovante del nostro indirizzo, la metta' superiore di uno strattoconto bancario (la metta' superiore ha, come in Italia, le generalita' del titolare del conto) e poi dobbiamo avviare un pagamento automatico mensile. Appena lui trova il pagamento sul suo conto, accetta tutte le fotocopie, bolette, ecc. varie e ci da la termopressa.

A volte i neozelandesi mi fanno tenerezza: il socio (che e' una persona dolcissima, devo dire) mi fa' "Se vuoi, puoi farti la copia della patente a casa". Io sono rimasto stupito... e ho dovuto spiegarle che se uno si fa la copia della patente a casa, uno puo' scrivere quello che cavolo vuole, visto che si tratta di un banalissimo .jpg A volte sono cosi' "contadini" 'sti neozelandesi.

Cmq... per un discorso di organizazzione e pulizia, abbiamo deciso, appena risaliti in macchina, di aprire un conto a parte per il discorso magliette. Io avevo deciso che non volevo spendere (per ora) piu' di NZ$500 (vale dire attorno ai €250) quindi abbiamo deciso di aprire un conto e versare subito i $500 (o quello che ci rimane dopo aver comprato inchiostri vari e qualche maglietta di prova)

La banca ha incominciato per aprirci un conto dove non si possono utilizzare i contanti. E' un conto tutto 21esimo secolo e fighissimo... ma non prevede il deposito dei contanti. Quindi siamo arrivati davanti al cassiere e trovato che non si poteva fare niente. Alla fine abbiamo versato i soldi su un'altro ns. conto col proposito di girare i soldi sul conto giusto una volta arrivati a casa (fare cose bancarie sull'internet e molto comune qui e non costa niente).

Purtroppo, una volta versati i soldi ho capito che il nuovo conto non ti permette neanche di fare pagamenti automatici. Visto che l'elenco telefonico non ha i numeri delle varie agenzie, ho chiamato il numero verde, dove una ragazza irlandese (a giudicare dall'accento) mi ha cambiato al volo il tipo di conto. Putroppo, i cambiamenti non "prendono" fino a dopo mezzanotte.

Ed eccomi qui, dunque, cari amici a scriverVi mentre arriva mezzanotte. Vorrei avviare il pagamento automatico prima che l'importatore controlli i suoi conti, semplicemente per una questione di orgoglio e di voler fare bella figura. Ma immagino che il cambio di tipologia del mio conto sara' parte di uno dei tanti "batch" della banca e non e' detto che succeda attorno alla mezzanotte. Vediamo come va.

Ciao,
Vince.

PS: Alla fine lo striscione sulle immagini stampate era dovuto ad una scelta sbagliata del tipo di carta.

Se volete vedere le cose finora, guardate su http://www.geocities.com/max_diecipezzi

Mi piace un sacco l'idea di essere Max Diecipezzi il "designer"! :oD

Tuesday, 12 June 2007

Mondo (dei) Cani

Quando ero ancora a Milano, una delle cose che volevo fare al mio arrivo in Nuova Zelanda era prendere un cane. Non so perche'... immagino che volevo il cane fedele sognando accanto al foccolare nelle notti di inverno. Quel tipo di cosa la'. Possibilmente un Setter (per estra fedelta') ma Sonja avrebbe preferito un Labrador.

Ma come tante altre cose, sembra che avere un cane sia diventato molto piu' complesso di quanto lo ricordavo.

Una volta, quando ero piccolo, e a Sydney (che vabbene, e' in Australia, cioe' un paese a parte, ma anche qui era molto simile), tu avevi un cane e, tendenzialmente, li davi da mangiare (e da bere), giocavi un po', lo portavi ogni tanto dal veterinario e basta. Il cane spendeva i suoi giorni allegramente girovagando per il quartiere con tutti gli altri cani. Bastava che l'animale avesse la targhetta ed era tutto a posto. A meno che non mordesse qualcuno, in quale caso dovevi pagare una multa e se succedeva troppo il cane veniva distrutto. Semplice, no?

Adesso, facendo fast forward sedici anni (e attraversando il mare Tasman), risulta che non puoi piu' avere un cane a piede (oppure a zampa) libera. Prima e inanzitutto devi avere un recinto sicuro attorno al tuo cortile. Per "cortile" intendo, ovviamente, il "back-yard" cioe' prato e tutto quello, non un cortile da palazzo di appartamenti. Cmq, un recinto. E deve essere sicuro e alto e appena vai a iscrivere il cane al registro del comune vengono a controllare e farti consigli per la manutenzione del recinto. Poi, se il cane scappa, c'e' la finimondo. Multe varie, e a volte il comune non ti restituisce il cane finche non siano soddisfatti che il recinto sia a posto. E proprio come a Milano, devi passeggiare il cane e raccogliere tutte le sue cacche. Altro che girovagare per il quartiere.

Certo che anche il comune non ha tutto il torto. Ieri, sul tg, c'era la notizia della galera per un ragazzo i cui cani avevano ucciso la zia ad aprile. E a South Auckland (una specie di Bronx Nuovozelandese) ci sono dei problemi con i branchi di cani selvaggi che minacciano la gente. A volte la polizia si trova costretta ad ucciderli a colpi di pistola.

Quale pensiero non ci ha fatto molta allegria quando, qualche settimana fa', i cani dei vicini si sono stabiliti nel ns. cortile. Sono entrambe delle cagne di pit bull, una e' anche un po' amareggiata perche le hanno recentemente tolto i cuccioli. E sarano cagne ma sono cmq dei pit bull. Siamo andati a lamentarci con i vicini (muratori Maori che abitano in una casa popolare) ma, prevedibilmente, non e' successo un granche'. Nel frattempo i cani caccavano ovunque e prendevano il sole spudoratamente sulla nostra driveway. Ok, andavano via appena uno batteva le mani, ma le cacche le lasciavano li. Sonja le prendeva con una pala e le gettava oltre il recinto. Certo, potevamo lamentarci col comune, ma allo stesso tempo, non volevamo avere cattivo sangue tra noi e i vicini.

Adesso, pero', con la galera per quello la' e il clima generale di paranoia dei cani, pare che i vicini abbiano finalmente riparato il loro recinto! :)

Vince.

Monday, 11 June 2007

Un giorno cosi cosi

Ieri sera ho provato vera paura.

Eravamo nella ns. sala di prove a tentare di scrivere qualche brano e mi ha cominciato a fare un male boia alla mano destra. Ho sempre avuto tantissima paura della RSI (non ricordo come si dice in Italiano... cmq, sta per "Repetitive Strain Injury" ed e quel danno ai muscoli e nervi che si fa la gente che fa lo stesso movimento troppe volte. E' tipico di gente che lavora nelle fabbriche o fa il data entry.

La cosa strana e' che, se tantissimi chitarristi finiscono con questa sindrome, capita quasi sempre alla mano sinistra, cioe' quella con la quale si premono le corde. Ci sono tantissimi esercizi di riscaldamento per la mano SX ma niente per la mano DX.

Cmq, sono andato a vedere il mio fisioterapista oggi e lui mi ha detto che non ho l'RSI, ma solo che sto facendo troppo sforzo. Abbiamo parlato anche del mio progresso post-incidente. Lui dice che anche se il mio sussidio governamentale sta per finire in questi giorni, potrebbe mettermi attorno ai due (2!) anni tornare alla normalita' fisica totale. Io, pero', mi sento abbastanza guarito. Oggi, per esempio, sono arrivato all'ospedale in bicicletta. Riesco a camminare senza bastone e non sento dolori ne troppa stanchezza.

Ma tutt'ora ci sono delle piccole noie. Quando mi siedo sul pavimento, per esempio, ho una sensazione stranissima, come se avessi una mela nella tasca dei pantaloni. Mi dicono che questo e' perche i muscoli sopra la testa del femore non hanno ancora la dovuta forza. E poi provo difficolta nel alzarmi. Allo stesso tempo, se mi metto a caminare, sento, dopo un po', che i tendoni si spostano sopra l'osso. E' una sensazione come avere degli elastici che si spostano di qua e di la. Una volta mi sconvolgeva questo fatto e credevo che stavo per cadere a pezzi! Adesso sono piu' sereno ma cmq e' una bella seccatura.

Che altro e successo... beh, mi hanno scritto per dirmi che non saro' considerato per un lavoro come tecnico HTML. Probabilmente ero troppo qualificato per fare una boiata del genere. Ma voglio dire, perche non vanno tutti a fare in c...

Stamattina , Sonja ha preso l'aereo per andare a Auckland per una riunione di lavoro. Era molto contenta perche' ha vinto $78 al Lotto. Ben vengano. Dopo aver spesso $14 alla settimana durante tutto il tempo che siamo stati qui, almeno $78 hanno sganciato, no? :)

Ciao,
Vince.

Friday, 8 June 2007

Secondi pasi...

Ieri, cercando un grossista delle plastiche iron-on, ho trovato un negozio appena fuori dal centro che non solo le vende, ma noleggia pure le stampanti a caldo. Queste stampanti sono vagamente simili a le striratrici a vapore che si trovano nelle lavanderie a secco. Ci sono due grandi plance che si premono insieme evitando cosi i problemi di stiro.

Oggi siamo andati a conoscere questi distributori e ci hanno venduto dieci fogli con un bello sconto e abbiamo fatto anche qualche chiaccherata sui diversi metodi di preparare una maglietta.

Fu una sperienza veramente utile (non voglio utilizzare la parola "preziosa", perche' mi ha sempre sembrata una spressione eccessivamente leccaculo... ma forse questo e' un caso a se!) Ci hanno spiegato le differenza tra la stampa a getto d'inchiostro (ink-jet) e laser e ci hanno detto di tornare con qualche plastica stampata e loro ci faranno vedere le differenze tra le diverse stampanti a caldo. E' stato un grande sollievo perche c'e' poca gente in giro che ti sapia dare un consiglio riguardo le magliette. Se ti devi affidare agli equivalenti dei commessi di Media World, sei fritto. Bravi ragazzi, certo, ma con esperienza zero.

Siamo anche riusciti a prendere in prestito la stampante di Ron, diverse settimane prima che l'avvocato dia il via libera. L'avremo a casa domani. In realta', la stampante non e' un grande problema perche ormai costano pocchissimo, ma non aveva senso spendere €125 per una stampante se poi, tra qualche settimana ci arriva una "a sbaffo".

Sonja e' anche andata a trasferire la assicurazione della ns. macchina su quella di Ron, che lei ha deciso di comprare. E' una Toyota RAV di metta' anni novanta. Quella piccola a due porte. Ron l'ha presa perche, essendo cosi' alta, non c'era bisogno di piegarsi in due per salire dentro. Utile se soffri di reumatismi vari.

Io non sono molto convinto di questa macchina. Per me e' troppo piccola per portare il mio basso e l'ampli, ma Sonja non vuole vedere ragione e la desidera sul serio. E' un ricordo.

Ma abbiamo gia' cominciato con le cazzate: l'assicurazione costa un pacco, perche essendo (in teoria) una fuoristrada, allora e' in un gruppo a parte. Immagino che anche i ricambi, prezzati per i yuppie segaioli, costerano un occhio della testa. Poi e' automatica e a Sonja piace la guida manuale, ecc. ecc. Come ho detto, non sono convinto.

La soluzione ovvia e' che io prenda lezioni di guida e mi prenda cura della Mitsubishi (o "Mistupisci", come le chiamava un collega). Ho quasi 44 anni e non ho mai imparato a guidare una macchina. L'idea di emigrare comprende quella di fare nuove sperienze, dunque sono abbastanza entusiasta. Il problema e' che anche con le lezioni dovro' avere un accompagnante per i primi sei mesi e per altro, non posso guidare dopo le 22:00. Dunque, avro' ancora bisogno di Sonja per andare a concerti, ecc. :P

Poi, nel pomeriggio, il mio fisioterapista mi ha detto che in ogni probabilita' sto per finire (per bene o per male) le sessioni di fisioterapia. Da un lato, non mi sento 100% in forma (le scale mi danno filo da torcere) ma dall'altro, sono stufo di andare tre volte alla settimana a fare palestra. Arrivo a casa sfinito e mi devo fare una siesta. E poi le gambe mi fanno male per giorni dopo.

Poi, qualche ora fa' Sonja si ha messa a piangere perche sente la mancanza dei suoi genitori. In realta', questo succede quasi ogni giorno. Il nostro tempo qui e' stato durissimo per lei, poverina.

E voi come state?

Wednesday, 6 June 2007

Primi tentativi

Oggi ho fatto i primi passi con le magliette.

Non avendo una stampante a colori, ieri siamo andati ad un negozio di fotocopie per farci stampare qualche disegno di prova sulla plastica.

Per voi che non conoscete il processo, uno disegna qualcosa col PC e poi stampa il disegno su fogli di plastica speciali. Poi si posa il foglio sulla stoffa e si passa il ferro di stiro sopra diverse volte, con molta cura. Si deve lavorare su una superficie rigida, la solita asta di stiro non va bene. La spugna la rende troppo morbida. Tutti raccomandano l'utilizzo di un tavolo, con un pezzo di cartoncino sotto. Poi, quando raffredda la plastica, si stacca quello che rimane e.. voila! Il disegno rimane sulla stoffa.

Il primo tentativo, su una maglietta bianca, non e' andato male. C'era qualche macchia su uno dei disegni, dovuto ad un incorretto uso del ferro di stiro. Serve un po' di prattica, mi sa. Ah, e abbiamo lasciato pezzi di cartoncino fusi sul tavolo del padrone di casa ma credo che con una spugnetta di acciao si risolve tutto. O almeno cosi' lo spero! :D

Poi, un secondo tentativo, su una maglietta grigia e' stato molto deludente. Ci sono due tipi di plastica, una per stoffe chiare, uno per stoffe scure. Il problema e' che "stoffe chiare" vuol dire "stoffe bianche" (non "chiare"). Quando c'e' bianco sul disegno, si vede la stoffa sotto. Ah, e si vede la stoffa sotto il disegno pure.

Adesso ho capito che devo prendere soltanto le plastiche per stoffe scure, che sono piu' difficile di trovare in giro. Con Sonja stiamo pensando che a qualche punto ci servira' una macchina industriale per fare lo stiro (costano piu' o meno €500), e con quella non ci sarebbero problemi dovuti agli errori di stiro... ma la macchina (e la spesa) puo' aspettare.

Ora c'e' da lavare e stirare diverse volte la maglietta bianca per vedere quanto durano, precisamente i disegni stampati prima di sbiadire troppo.

Ciao,
Vince.

Sushi Bar

Stasera siamo andati a mangiare il sushi con la famiglia di uno dei fratelli di Sonja. Loro abitano da anni in Adelaide, in Australia e dunque non li vediamo spesso.

Non avevo mai mangiato il sushi, non so perche'. Ma mi e' piaciuto un sacco. Il posto, per altro, era una favola. C'era un nastro scorrevole (? intendo un conveyor-belt) con tutti i diversi piattini di sushi sopra, e li prendevi quando ti passavano davanti. I prezzi variano a secondo del colore del piattino. Per esempio, tutti quelli su un piattino rosa costavano tot, quelli su un piattino nero costavano tot + qualcosa, ecc. ecc.

Questo era gia' abbastanza simpatico, ma ci hanno raccontato che in Adelaide c'e' un posto dove invece del nastro, utilizzano due trenini elettrici. I piatti viaggiano sui vagoni. Deve essere un'amore.

Dopo, siamo andati a prendere un caffe' veramente buono (sapevano addirittura fare il ristretto!) e una panacotta mica male. Forse Wellington ha ancora molte possibilita' inesplorate! ;)

Domani devo restituire il mio bastone all'ospedale della zona. Non so se comprarmi uno o no. Vedremo.

Monday, 4 June 2007

La ns. prima serata!!!



Mi sento molto soddisfatto, abbiamo suonato la ns. prima serata!

This Charming Mystery ha suonato ad una festa sabato scorso, insieme a ben tre altre band. E' stata una serata piuttosto bella, veramente, e abbastanza "fai-da-te". Nostro chitarrista condivide una vecchia casona enorme con dieci altri ragazzi, molti di loro studenti universitari. Cosi', c'era una tonnellata di spazzatura e vecchi moblili malandati da spostare prima di poter anche pensare di montare la roba.

Davanti a una scelta tra forzeggiare con mobili pesanti ed erm... fare i piatti, sono diventato un po' vigliacco e mi sono messo a fare i piatti. Un po' terrificante: ogni possibile superficie orizzontale nella cucina era coperta da montagne e colline e dossi di vecchi piatti sporchi e abbandonati. Non c'era ancora la muffa, ma poco bastava. Mi ha messo piu' di un'ora buona per pulire tutto.

Suonare alla festa, pero', e' stato fantastico. Ero un po' preoccupato perche qui siamo nel mezzo di un ponte (compleanno della regina) e molta gente ha lasciato la citta'. Molta gente alla festa era "del posto" oppure suonava in qualcuno dei gruppi. Pero', anche se non c'era una folla allucinante, almeno era tutta gente appasionata di musica. Intenditori, come si dice. Abbiamo suonato per una trentina di persone.

E la band e' piaciuta a tutti.

Ero un po' sorpreso, a dire il vero, perche abbiamo sbagliato parecchie cose. Non siamo veramente una "jam band" pero normalmente non cantiamo e dunque, molti dei nostri arrangiamenti consistono in "Suoniamo questa parte finche non comincia ad annoiare e poi passiamo al ritornello!". Tenendo questo in considerazione, le possibilita' per sbagliare sono numerose. Comunque, abbiamo fatto la ns. brava scaletta (sette brani finora) ed e' stato stupendo. Amo quella sensazione che provi quando stai facendo un concerto ben riuscito e ti trovi a pensare "Cavoli, pare che andra' bene dopo tutto!"

Stringendo... abbiamo finito e a un tratto mi sono trovato circondato di gente che mi diceva che eravamo stati bravissimi. Gli altri gruppi ci hanno detto che siamo veramente "Flying Nun". La "Flying Nun" e' una casa discografica neozelandese legendaria e per me, essere paragonati a quei gruppi... beh, e' la cosa piu' lusinghiera che mi possono dire. Poi hanno aggiunto che nella Wellington di adesso c'e' tanto spazio per un gruppo come il nostro, che eravamo molto "rootsy", che io ero un bassista fantastico e che dobbiamo darci da fare e andare a suonare ni bar. Ad ogni paso per uscire dalla stanza dove abbiamo suonato c'era della gente offrendo complimenti strvaganti. Credo che sia stato il miglior concerto che abbia fatto in venti anni!

E si, e' stata una serata fantastica, incredibile, magica!

Ecco qualche foto. Eravamo troppo distanti mentre suonavamo dunque Sonja non e' riuscita a fare una foto di tutto il gruppo. La giacca di pelle di serpente non mi dona molto. Credo che trovero' qualcosa diversa per indossare la prossima volta!

Questa e' Britta, la nostra batterista. Essendo piccolina, com'e', non si direbbe... ma e' sorprendentemente brava. Molto potente e aggressiva ma anche con un grande senso delle dinamiche. Quando suona piano riesci a sentire anche una mosca che starnutisce nel piano di sopra.

E questo e Billy, cantando la nostra unica canzone con testi, ecc. Non so come fanno di cognome, e ormai e' diventato quasi un gioco. Non voglio sapere come si chiamano, mi pare piu' divertente cosi!