Oppure i Business Networks International! Sonja ed io siamo molto emozionati.
E che cosa e' il BNI? OK. E' una associazione di networking per professionisti ed imprenditori e funziona cosí:
L'organizzazione e' fatta da capitoli, il nostro, per esempio e' il capitolo del mercoledi' di Lower Hutt.
E per ogni capitolo, c'e' un socio per professione, mestiere, ecc. Per esempio, c'e' un idraulico, un'avvocato, un agente immobiliare e cosi' via dicendo in tantissime voci possibili.
L'idea e' che i soci del capitolo si riuniscono per fare colazione assieme un giorno alla settimana (accipicchia, alle sette del mattino!). Per fare colazione e per conoscersi tra di loro. Nel nostro caso, ci vediamo tutti i mercoledí nel club di golf di Lower Hutt.
Ognuno deve parlare della sua attivitá per un minuto (ed e' pazzesco quanto si puo dire in un minuto!) e sopratutto di che tipo di clienti si cerca. Eventualmente si deve anche fare una presentation di dieci minuti sulla propria attivita. E ogni socio si compromette, inoltre, anche a visitare ciascuno degli altri per almeno 45 minuti per capire la loro realtá.
E dunque... se qualcuno poi ti dice, "Pippo, sto cercando casa" tu hai un agente immobiliare di fiducia da raccomandare. Ed E' di fiducia perche' lo vedi ogni settimana, perche' sei andato dal suo lavoro e perche' sai vita e miracoli di lui. L'idea non e' tanto che BNI ti trova clienti, l'idea e' che tu indirizzi eventuali clienti verso gli altri soci, che poi hanno (naturalmente) voglia di ricambiare.
Dover fare il piccolo discorso di sessanta secondi sulla propria attivitá e' anche molto benefico: ti aiuta a prendere confidenza e parlare bene in pubblico e anche a chiarire le proprie idee su quello che uno fa.
C'e' un sito italiano se siete incuriositi davvero
http://www.bni-italia.it/menu.asp
Stringendo... c'erano tre o quattro altre aziende web e dopo un periodo di quasi un mese di andare a colazione, siamo fierissimi e molto lusingati di essere stati scelti. E' una gran bella pacca sulla schiena per la Rio Bravo. BNI ha parlato con i nostri clienti, ha visto la qualitá del nostro lavoro, insomma, siamo stati misurati, pesati, divisi ma non ci hanno trovato mancanti. :D
C'e' ancora molto lavoro da fare, tra arrivare a conoscere ventidue nuove persone e stare sempre all'erta in caso che qualcuno possa volere i loro servizi (per dire niente di svegliarsi presto ogni mercoledí per andare a fare colazione!) ma mi sento fortemente incoraggiato da questo fatto.
Se mi fermo a pensare che ho sempre lavorato per altri (cioé, mamma Pride) e che abbiamo aperto la azienda come ultima scelta visto che non trovavamo di meglio, se mi fermo a pensare quanta strada abbiamo fatto (e quanta, quanta c'e' ne ancora da fare)... e' pazzesco! :D
Wednesday, 31 March 2010
Ultime immagini del Kolossal
Barry ha quasi finito di girare il suo film, e devo dire che mi dispiace un attimo. Mi manchera tutta la gente e venuta ad aiutare, mi manchera' il puro divertimento di stare tutto il giorno a scattare foto... insomma. Mi manchera collaborare al Kolossal. Adesso manca una scena con una macchina che va via e tutto il montaggio, che potrebbe mettere parecchio tempo.
Per il ultimo giorno di riprese siamo andati ad una fermata di autobus in un posto chiamato Karaka Bay, vicino a dove Peter Jackson (Signore Degli Anelli) ha la sua casa. E' una zona molto tranquilla con piccoli caffe' che guardano sull'acqua e tante stradine strette che costeggiano la... la costa, ecco.

Ecco la fermata al tramonto.

Questa e' la attrice nei panni della sorella vampiressa. L'attore che s'intravede (o meglio, il personaggio interpretato dall'attore) e' il capo di una banda di teppisti che tenterá di stuprarla prima di morire dissanguato. Ho scattato la foto attraverso della finestra, graffiata e sporca, della fermata.

Abbiamo dovuto girare all'aperto e mettere tutto (truccatrici, catering, ecc) in una tenda. E come l'unico posto al riparo dei venti fortissimi che c'erano era molto lontano dall generatore, hanno dovuto lavorare a luce di pila. Mi piaceva il gioco di luci all'interno della tenda.

Ecco La Macchina che passa davanti alla fermata. Quella luna e nuvoli e' fighissima.
Per il ultimo giorno di riprese siamo andati ad una fermata di autobus in un posto chiamato Karaka Bay, vicino a dove Peter Jackson (Signore Degli Anelli) ha la sua casa. E' una zona molto tranquilla con piccoli caffe' che guardano sull'acqua e tante stradine strette che costeggiano la... la costa, ecco.

Ecco la fermata al tramonto.

Questa e' la attrice nei panni della sorella vampiressa. L'attore che s'intravede (o meglio, il personaggio interpretato dall'attore) e' il capo di una banda di teppisti che tenterá di stuprarla prima di morire dissanguato. Ho scattato la foto attraverso della finestra, graffiata e sporca, della fermata.

Abbiamo dovuto girare all'aperto e mettere tutto (truccatrici, catering, ecc) in una tenda. E come l'unico posto al riparo dei venti fortissimi che c'erano era molto lontano dall generatore, hanno dovuto lavorare a luce di pila. Mi piaceva il gioco di luci all'interno della tenda.

Ecco La Macchina che passa davanti alla fermata. Quella luna e nuvoli e' fighissima.
Tuesday, 23 March 2010
Strana nuova truffa via eMail
Mi e' appena arrivata una mail da un conosciuto. Nella mail, racconta di essere a Londra e derubato di tutto, soldi compressi. Prega agli amici (in BCC) di spedire qualunque soldi possano ad un account di Western Union.
WU ha il vantaggio, dal punto di vista delle truffe, che loro pagano i soldi e poi chi si e' visto si e' visto.
MORALE DELLA FAVOLA: Se vi arriva una mail dove vi prego di spedirmi soldi, perche sono stato vittima di un teppista, allora non sono io.
Ma lo sapevate giá, no?
V.
WU ha il vantaggio, dal punto di vista delle truffe, che loro pagano i soldi e poi chi si e' visto si e' visto.
MORALE DELLA FAVOLA: Se vi arriva una mail dove vi prego di spedirmi soldi, perche sono stato vittima di un teppista, allora non sono io.
Ma lo sapevate giá, no?
V.
Wednesday, 17 March 2010
Un nuovo sito
Abbiamo fatto un nuovo sito web per una piccola azienda che fa cucine (e bagni)
Date una occhiata se volete, sono abbastanza fiero del design.
http://www.wkbc.co.nz
Date una occhiata se volete, sono abbastanza fiero del design.
http://www.wkbc.co.nz
Tuesday, 16 March 2010
Altre foto nel capannone
Ieri sono andato a fare altre foto di Barry e la crew mentre girano il kolossal di vampiri. In realtá mi piace scattare foto in quella luce che rende tutto un po' Caravaggesco.
Jay Berryman, il tecnico suono "ufficiale" a volte non c'e' e qualcuno di deve improvvisare tecnico suono. Mi raccontava ieri sera che e' di St. Louis nel Missouri ma che abita a Wellington dal 1974. Si vede che li piace. ;)

Roy, che interpreta il serial killer Phil aspetta fuoricampo mentre Barry prepara la ripresa (credo che si dice cosí)

Un'altra foto di Roy che aspetta, mi piaceva un casino quella luce.

Marian, che fa la controfigura (body double) della attrice, mentre le truccatrici lavorano

Barry prepara la sua cinepresa

Le truccatrici che giocano ad essere Fighissimi Tecnici Audio

Ritocco al trucco, ma che luce...

Ripetto, che luce. Peccato che il palo del boom mike non si veda bene, ma... che luce! ;)
Jay Berryman, il tecnico suono "ufficiale" a volte non c'e' e qualcuno di deve improvvisare tecnico suono. Mi raccontava ieri sera che e' di St. Louis nel Missouri ma che abita a Wellington dal 1974. Si vede che li piace. ;)

Roy, che interpreta il serial killer Phil aspetta fuoricampo mentre Barry prepara la ripresa (credo che si dice cosí)

Un'altra foto di Roy che aspetta, mi piaceva un casino quella luce.

Marian, che fa la controfigura (body double) della attrice, mentre le truccatrici lavorano

Barry prepara la sua cinepresa

Le truccatrici che giocano ad essere Fighissimi Tecnici Audio

Ritocco al trucco, ma che luce...

Ripetto, che luce. Peccato che il palo del boom mike non si veda bene, ma... che luce! ;)
Saturday, 13 March 2010
Serata di solidarietá con i terremotati cileni
E che bella serata che e' stata.
Una settimana fa, Sonja rincasa e mi racconta che un suo collega cileno fa parte del comitato organizzatore di una serata di solidarieta' per i terremotati, da farsi tra una settimana (cioé, oggi). Ho chiesto immediatamente se potevano suonare i 3Cities e, un po' sorprendentemente, il comitato ha accettato.
Mi hanno spiegato al telefono che volevano che, piuttosto che fermarsi ad ascoltare una band, il pubblico facesse cose di piú aiuto ai terremotati, tipo spendere soldi, comprare biglietti di riffa, ecc. Mi hanno anche chiesto se ci dispiaceva suonare musica di fondo... e anche molto piano per lasciare che la gente parlasse tra di loro. Visto che siamo una band maggiormente strumentale, un po' jazz con tocchi di world music, lounge... e completamente acustica, abbiamo detto di si.
Non so perche, sapendo che si trattava di latinoamericani, ho avuto quest'immagine di 3Cities come quelle band jazz che si vedono sempre nei film degli anni 60, suonando col frac nelle feste eleganti. Ho anche chiesto Barry e Marian venissero in abiti di sera (l'idea e' naufragata perche non li possiedono).
Ma anche se non abbiamo indossati il frac e anche se la Sonja doveva lavorare, lasciandoci ridotti ad un trio, e' stata una serata magnifica.
All'inizio, l'idea di avvicinarmi ai cileni mi sembrava strana: sono cresciuto con una certa diffidenza nei loro confronti. E' una di quelle classiche antipatie tipo greci/turchi, tedeschi/olandesi, ecc (di fatto, il loro inno nazionale dice (tradotto da Wikipedia)
Maestosa è la bianca montagna
Que ti dette per baluardo il Signore,
e presumibilmente, il baluardo sarebbe contro gli argentini)
Cmq, me ne sono accorto di non conoscere cileni, di non aver parlato con un cileno in quasi trentacinque anni e di non sapere assolutamente niente su di loro. Una per la serie, "Ma perche che cazzo penso cosí?"
E per il mio grandissimo piacere, oggi mi sono trovato nel mezzo di gente simpaticissima, con la quale avevo molto piú in comune di quanto pensavo. Non avevo idea che ci fossero tanti latinoamericani a Wellington. In fatti, la serata mi ha rammentato un po' al club degli uruguaiani al quale andava la mia famiglia quando ero piccolo a Sydney (tutti quanti riescono a formare un fottutissimo club... tranne gli argentini) E non avevo idea che ci fossero tanti latinoamericani a Wellington, ad un tratto mi sono trovato in una stanza gremita di una folla che strillava allegramente tra di loro per farsi sentire, sempre in un'ottimo Spanglish. Molti bambini, che sfrecciavano ovunque, quei visi latinoamericani, quella gente che non conoscevo ma che potrei benissimo conoscere... che bella serata!
Anche la musica e' stato bella. Come da copione, un trio di amici (bravissimi, come da copione) ha cantato "Gracias A La Vida" attorno ad una chitarra. Come si fa ad avere orecchie che funzionano e non emozionarsi al sentire una canzone talmente bella? A volte il solo pensiero di quella canzone mi fa venire i brividi. Credo di non aver mai sentito una brutta versione di quella canzone.
Poi c'era il solito ragazzo Cubano (come sempre molto bravo ma a) incomprensibile con quel accento e b) un po' scontato ma sempre pur bravo). Poi c'era un gruppo abbastanza insolito, con un cantate boliviano, un coreano che suonava il cajón, un ragazzo tedesco (biondo) che suonava il charango e un neozelandese di area molto accademica che suonava il bombo. Molto ma molto bravi, ho sentito un po' di pudore di suonare dopo di loro.
Poi hanno chiuso "la parte musicale della serata" e dato il palco (che in realtá era un angolo della stanza) ad "un gruppo argentino che fará musica ambient" Mi sono chiesto momentaneamente di chi si parlassi, ho capito che si parlava di noi e ci siamo messi a suonare.
E il pubblico e' rimasto. Immagino che qualcuni semplicemente stavano comodi e non hanno voluto alzarsi ma mi ha stupito vedere anziane signore latinoamericane scuottendo a testa, qualcuno che batteva le mani col ritmo, ecc. Roba da matti. Alla fine, una donna ci ha chiesto dove poteva comperare il ns. CD e due signore dell'Irlanda ci hanno chiesto se volevamo fare altre serate a beneficenza dei profughi. Ma certo! :D
Insomma, mi sono divertito un mondo. Ho scoperto che c'e' un club spagnolo/latinoamericano, che c'e' una radio latinoamericana in spagnolo, insomma che c'e' tutto un'altro mondo insospettato qui a Wellington. Ma che roba.
Ciao,
Vince.
Una settimana fa, Sonja rincasa e mi racconta che un suo collega cileno fa parte del comitato organizzatore di una serata di solidarieta' per i terremotati, da farsi tra una settimana (cioé, oggi). Ho chiesto immediatamente se potevano suonare i 3Cities e, un po' sorprendentemente, il comitato ha accettato.
Mi hanno spiegato al telefono che volevano che, piuttosto che fermarsi ad ascoltare una band, il pubblico facesse cose di piú aiuto ai terremotati, tipo spendere soldi, comprare biglietti di riffa, ecc. Mi hanno anche chiesto se ci dispiaceva suonare musica di fondo... e anche molto piano per lasciare che la gente parlasse tra di loro. Visto che siamo una band maggiormente strumentale, un po' jazz con tocchi di world music, lounge... e completamente acustica, abbiamo detto di si.
Non so perche, sapendo che si trattava di latinoamericani, ho avuto quest'immagine di 3Cities come quelle band jazz che si vedono sempre nei film degli anni 60, suonando col frac nelle feste eleganti. Ho anche chiesto Barry e Marian venissero in abiti di sera (l'idea e' naufragata perche non li possiedono).
Ma anche se non abbiamo indossati il frac e anche se la Sonja doveva lavorare, lasciandoci ridotti ad un trio, e' stata una serata magnifica.
All'inizio, l'idea di avvicinarmi ai cileni mi sembrava strana: sono cresciuto con una certa diffidenza nei loro confronti. E' una di quelle classiche antipatie tipo greci/turchi, tedeschi/olandesi, ecc (di fatto, il loro inno nazionale dice (tradotto da Wikipedia)
Maestosa è la bianca montagna
Que ti dette per baluardo il Signore,
e presumibilmente, il baluardo sarebbe contro gli argentini)
Cmq, me ne sono accorto di non conoscere cileni, di non aver parlato con un cileno in quasi trentacinque anni e di non sapere assolutamente niente su di loro. Una per la serie, "Ma perche che cazzo penso cosí?"
E per il mio grandissimo piacere, oggi mi sono trovato nel mezzo di gente simpaticissima, con la quale avevo molto piú in comune di quanto pensavo. Non avevo idea che ci fossero tanti latinoamericani a Wellington. In fatti, la serata mi ha rammentato un po' al club degli uruguaiani al quale andava la mia famiglia quando ero piccolo a Sydney (tutti quanti riescono a formare un fottutissimo club... tranne gli argentini) E non avevo idea che ci fossero tanti latinoamericani a Wellington, ad un tratto mi sono trovato in una stanza gremita di una folla che strillava allegramente tra di loro per farsi sentire, sempre in un'ottimo Spanglish. Molti bambini, che sfrecciavano ovunque, quei visi latinoamericani, quella gente che non conoscevo ma che potrei benissimo conoscere... che bella serata!
Anche la musica e' stato bella. Come da copione, un trio di amici (bravissimi, come da copione) ha cantato "Gracias A La Vida" attorno ad una chitarra. Come si fa ad avere orecchie che funzionano e non emozionarsi al sentire una canzone talmente bella? A volte il solo pensiero di quella canzone mi fa venire i brividi. Credo di non aver mai sentito una brutta versione di quella canzone.
Poi c'era il solito ragazzo Cubano (come sempre molto bravo ma a) incomprensibile con quel accento e b) un po' scontato ma sempre pur bravo). Poi c'era un gruppo abbastanza insolito, con un cantate boliviano, un coreano che suonava il cajón, un ragazzo tedesco (biondo) che suonava il charango e un neozelandese di area molto accademica che suonava il bombo. Molto ma molto bravi, ho sentito un po' di pudore di suonare dopo di loro.
Poi hanno chiuso "la parte musicale della serata" e dato il palco (che in realtá era un angolo della stanza) ad "un gruppo argentino che fará musica ambient" Mi sono chiesto momentaneamente di chi si parlassi, ho capito che si parlava di noi e ci siamo messi a suonare.
E il pubblico e' rimasto. Immagino che qualcuni semplicemente stavano comodi e non hanno voluto alzarsi ma mi ha stupito vedere anziane signore latinoamericane scuottendo a testa, qualcuno che batteva le mani col ritmo, ecc. Roba da matti. Alla fine, una donna ci ha chiesto dove poteva comperare il ns. CD e due signore dell'Irlanda ci hanno chiesto se volevamo fare altre serate a beneficenza dei profughi. Ma certo! :D
Insomma, mi sono divertito un mondo. Ho scoperto che c'e' un club spagnolo/latinoamericano, che c'e' una radio latinoamericana in spagnolo, insomma che c'e' tutto un'altro mondo insospettato qui a Wellington. Ma che roba.
Ciao,
Vince.
Thursday, 11 March 2010
"Wellywood"
Adesso Peter Jackson (regista del "Signore Degli Agnelli" ahahah) ha deciso che sarebbe fighissimo avere un cartellone come quello di Hollywood su una colina vicina all'aeroporto. Il cartellone direbbe "Wellywood"
(In inglese, "wood" si attacca, ormai, alla fine di ogni posto che fa film, Bombay per esempio, e' diventata "Bollywood")
Comunque, questa mossa cosi brutta e tamarra ha causato Paura e Disgusto in tanta gente. Tanti aderenti al classico gruppo FaceBook ecc.
A me personalmente, la idea mi fa caccare. Si suppone che Wellington sia la capitale creativa della Nuova Zelanda e la forma di dimostrarlo sarebbe di copiare il simbolo di un altro posto. Che banalita' galoppante.
Un'agenzia pubblicitaria ha creato un generatore di cartelli. Se volete dunque vedere il vs. messaggio su una bella collina di Wellington, andate su...
http://wellywood.skullandbones.co.nz/
Ciao per ora,
Vince.
(In inglese, "wood" si attacca, ormai, alla fine di ogni posto che fa film, Bombay per esempio, e' diventata "Bollywood")
Comunque, questa mossa cosi brutta e tamarra ha causato Paura e Disgusto in tanta gente. Tanti aderenti al classico gruppo FaceBook ecc.
A me personalmente, la idea mi fa caccare. Si suppone che Wellington sia la capitale creativa della Nuova Zelanda e la forma di dimostrarlo sarebbe di copiare il simbolo di un altro posto. Che banalita' galoppante.
Un'agenzia pubblicitaria ha creato un generatore di cartelli. Se volete dunque vedere il vs. messaggio su una bella collina di Wellington, andate su...
http://wellywood.skullandbones.co.nz/
Ciao per ora,
Vince.
Tuesday, 9 March 2010
Altre foto dal film
Abbiamo girato un'altra scena dal film, quando Phil l'omicida convince ad Anna da salire in macchina con lui. In realtá questa e' la scena precedente a tutto l'ambaradan nel capannone.
Non e' andata cosí male. Abbiamo fatto tutto in cinque ore (o forse sei). Purtroppo Barry ha attaccato due riflettori ad una unica presa e ha fatto saltare i fusibili del caffe. Poco male, era chiuso e per altro la luce, ecc. funzionava ancora/
PERO... Barry ha dimenticato di dirglielo alla proprietaria. La quale, aprendo il caffé il giorno dopo, si ha trovato con un frigo industriale spento e tanto di pollo, pesce e gelato da buttare via. Presumibilmente c'era anche di pulire il frigo. E senza sbilanciarmi, credo che questo aggiungerá qualcosa al costo del film.
Cmq, carrellata!
L'interno del caffe' (chiamato il Mayfair). Negli anni 50 era un cinema. Adesso e' un posto piuttosto bello. Se guardate nello specchio potrete notare a Roy nella poltrona della truccatrice.

Gli attori che chiacchierano durante una pausa.

Barry che gira un closeup della protagonista che si allaccia la cintura di sicurezza

Tom avvicina il microfono per registrare il suono dei passi dell'omicida mentre fa il giro alla macchina.

Roy nei panni di Phil, l'omicida.
Non e' andata cosí male. Abbiamo fatto tutto in cinque ore (o forse sei). Purtroppo Barry ha attaccato due riflettori ad una unica presa e ha fatto saltare i fusibili del caffe. Poco male, era chiuso e per altro la luce, ecc. funzionava ancora/
PERO... Barry ha dimenticato di dirglielo alla proprietaria. La quale, aprendo il caffé il giorno dopo, si ha trovato con un frigo industriale spento e tanto di pollo, pesce e gelato da buttare via. Presumibilmente c'era anche di pulire il frigo. E senza sbilanciarmi, credo che questo aggiungerá qualcosa al costo del film.
Cmq, carrellata!
L'interno del caffe' (chiamato il Mayfair). Negli anni 50 era un cinema. Adesso e' un posto piuttosto bello. Se guardate nello specchio potrete notare a Roy nella poltrona della truccatrice.

Gli attori che chiacchierano durante una pausa.

Barry che gira un closeup della protagonista che si allaccia la cintura di sicurezza

Tom avvicina il microfono per registrare il suono dei passi dell'omicida mentre fa il giro alla macchina.

Roy nei panni di Phil, l'omicida.
Tuesday, 2 March 2010
Ciak! Si gira! :D
Devo dire che, anche se ho dubitato molto su questo film, mi sto divertendo un mondo.
Barry si ha trovato una crew di attorno alle nove persone e ha partito col suo film di vampiri. In realtá, con tanta gente attorno che veramente vuole una carriera nel cinema ed e' "del mestiere" non c'era bisogno di me ma, come avevo giá detto che sarei andato a dare una mano sono... andato a dare una mano. Una questione di onore, insomma.
Ho tappato le finestre di un grosso capannone, ho fatto delle foto "di produzione" e sto gestendo un po' la parte web, cioe' ho creato una pagina FaceBook. Ho pensato a una "tagline" per il film, e ho preso (sbadatamente) gli appunti di certi scene verso la fine quando qualcuni della crew hanno dovuto andare.
Non so come verrá fuori attraverso la cinepresa, ma sono rimasto colpito di quanto sia organizzato il Barry nel girare ogni ripresa.
Ma che palle fare un film, peró! Ogni angolo deve essere girato, uno alla volta. In piú di dieci ore di lavoro abbiamo girato (direi) meno di cinque minuti di film.
E si trattava soltanto di due attori, mica eserciti di comparse in costume che lottano in qualche campo di battaglia.
Ma girare anche una cosa semplice questa e' davvero un processo molto lento e rigoroso. Se si vedono le scarpe di un attore, si deve girare quell'immagine e si devono (a quanto pare) annotare tutte le informazioni della cinepresa, fare foto delle scarpe (per poter ricreare l'immagine anche mesi dopo, se necessario), ecc. ecc. ecc. Tutto molto minuzioso e (perforza) pignolo. Difatto, non abbiamo nemmeno finito quella scenetta: il giorno dopo c'era da girare i primi piani di uno degli due attori e il lunedí prossimo si devono girare altre immagini nello stesso capannone.
In confronto, se dovesi scegliere, credo che preferirei essere un regista di teatro piuttosto che di cinema perche' mi sembra un modo di raccontare molto piú diretto. Il pubblico guarda la scena da solo, una buona performance di parte degli attori e sempre una buona performance (non c'e' da preoccuparsi per il montaggio) e se da un giorno all'altro l'attore cambia colore di scarpe, non muore nessuno. Insomma, vai avanti e racconti senza perderti in dettagli puramente tecnici.
Cmq, ecco qualche foto del primo giorno di riprese. La scena consiste in un serial killer (possibilmente neofito) che porta la protagonista nel famoso capannone e sta per scuoiarla (non che ci arriva a quel punto) per poi essere ucciso dalla sorella scomparsa della protagonista che e' diventata vampira ma e' tornata a proteggerla dalla morte.
Ecco la protagonista nella macchina. Roy, quello che recita la parte del serial killer e' un aficionado delle macchine classiche e ha prestato quel bel Jaguar a Barry.

Piazzando i microfoni nella macchina. L'uomo nel sedile posteriore e' un tecnico suono professionista che sta aiutando a tempo perso per il puro piacere di fare un'altro film ancora.

Le truccatrici e la protagonista

Fa caldo in quella macchina!

Una scena tumultuosa col tecnico suono seduto nel sedile posteriore della Jaguar. Ovviamente, non si vedrá nella versione finale

Le truccatrici e la protagonista con una parrucca.

Barry dimostra come sembrare di essere legata. In realta' e' stato buffo perche' l'idea originale era che il serial killer legasi i polsi della protagonista al maniglione della macchina, che poi si e' staccato. :P

Una veduta del capannone, e questo e' soltanto la meta' dello spazio. E' veramente spazioso.
Barry si ha trovato una crew di attorno alle nove persone e ha partito col suo film di vampiri. In realtá, con tanta gente attorno che veramente vuole una carriera nel cinema ed e' "del mestiere" non c'era bisogno di me ma, come avevo giá detto che sarei andato a dare una mano sono... andato a dare una mano. Una questione di onore, insomma.
Ho tappato le finestre di un grosso capannone, ho fatto delle foto "di produzione" e sto gestendo un po' la parte web, cioe' ho creato una pagina FaceBook. Ho pensato a una "tagline" per il film, e ho preso (sbadatamente) gli appunti di certi scene verso la fine quando qualcuni della crew hanno dovuto andare.
Non so come verrá fuori attraverso la cinepresa, ma sono rimasto colpito di quanto sia organizzato il Barry nel girare ogni ripresa.
Ma che palle fare un film, peró! Ogni angolo deve essere girato, uno alla volta. In piú di dieci ore di lavoro abbiamo girato (direi) meno di cinque minuti di film.
E si trattava soltanto di due attori, mica eserciti di comparse in costume che lottano in qualche campo di battaglia.
Ma girare anche una cosa semplice questa e' davvero un processo molto lento e rigoroso. Se si vedono le scarpe di un attore, si deve girare quell'immagine e si devono (a quanto pare) annotare tutte le informazioni della cinepresa, fare foto delle scarpe (per poter ricreare l'immagine anche mesi dopo, se necessario), ecc. ecc. ecc. Tutto molto minuzioso e (perforza) pignolo. Difatto, non abbiamo nemmeno finito quella scenetta: il giorno dopo c'era da girare i primi piani di uno degli due attori e il lunedí prossimo si devono girare altre immagini nello stesso capannone.
In confronto, se dovesi scegliere, credo che preferirei essere un regista di teatro piuttosto che di cinema perche' mi sembra un modo di raccontare molto piú diretto. Il pubblico guarda la scena da solo, una buona performance di parte degli attori e sempre una buona performance (non c'e' da preoccuparsi per il montaggio) e se da un giorno all'altro l'attore cambia colore di scarpe, non muore nessuno. Insomma, vai avanti e racconti senza perderti in dettagli puramente tecnici.
Cmq, ecco qualche foto del primo giorno di riprese. La scena consiste in un serial killer (possibilmente neofito) che porta la protagonista nel famoso capannone e sta per scuoiarla (non che ci arriva a quel punto) per poi essere ucciso dalla sorella scomparsa della protagonista che e' diventata vampira ma e' tornata a proteggerla dalla morte.
Ecco la protagonista nella macchina. Roy, quello che recita la parte del serial killer e' un aficionado delle macchine classiche e ha prestato quel bel Jaguar a Barry.

Piazzando i microfoni nella macchina. L'uomo nel sedile posteriore e' un tecnico suono professionista che sta aiutando a tempo perso per il puro piacere di fare un'altro film ancora.

Le truccatrici e la protagonista

Fa caldo in quella macchina!

Una scena tumultuosa col tecnico suono seduto nel sedile posteriore della Jaguar. Ovviamente, non si vedrá nella versione finale

Le truccatrici e la protagonista con una parrucca.

Barry dimostra come sembrare di essere legata. In realta' e' stato buffo perche' l'idea originale era che il serial killer legasi i polsi della protagonista al maniglione della macchina, che poi si e' staccato. :P

Una veduta del capannone, e questo e' soltanto la meta' dello spazio. E' veramente spazioso.
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