Saturday, 31 October 2009

Abbiamo messo le scritte sulla macchina!

Oggi credo di aver raggiunto una milestone, un traguardo o quello che sia: siamo andati dal nostro cartellaio(?? come cavoli si dice??) di fiducia e abbiamo messo le scritte sulla RAV. Il tutto ci ha costato $300 (con uno generoso sconto) ovvero E150.

Ci sentiamo molto fieri di oggi: qualche mese fá tentavamo disperatamente di lavorare per qualcuno, adesso ci siamo messi in proprio e stiamo facendo (nel ns. piccolo) un po' di auto pubblicitá (scusando il gioco di parole)

Sonja si ha trovato un lavoretto part-time facendo marketing per film. Qualche soldo in piú non nuoce e, trovandosi in centro, tra tanta gente, magari salta fuori altro business per noi. L'unica pecca é che si tratta di una azienda molto piccola (credo che siano soltanto marito e moglie), perció possono pagare poco, e praticamente a cottimo.

Lei ha suggerito, inizialmente, che potrebbe andare da loro quattro giorni alla settimana, ma adesso sta pensando di offrire di lavorare solo tre, oppure anche due, gg. alla settimana, e forse fare un po' di training per uno stagista cosi riescono a contenere i costi.

Ma c'e' anche il fatto che si scoccia di lavorare per qualcuno. Il primo giorno lí, lei voleva chiamare una azienda ad Auckland per proporre un film e ha trovato che il suo telefono ha il blocco e puó solo fare numeri locali. :P Ha dovuto spiegare che per fare una campagna di marketing, ha bisogno di telefonare altre cittá, e ha dovuto richiedere cortesemente che togliessero il blocco. Macheroba...

Pensandoci sopra, l'idea di tornare ad avere un padrone sembra molto aliena anche a me, l'idea di dover chiedere sempre se posso fare qualcosa, se "il capo" pensa che questo o quello sia una buona idea, di aspettare a che "il capo" mi dica che devo fare. Blergh...

Cmq, ecco qualche foto della macchina (e madonna, vedo dalle foto che stare seduto davanti a un PC tutto il giorno non fa niente per il mio fisico. Vedo adesso che sono ingrassato di brutto) :P

Ecco la classica foto, peccato il brutto tempo, ma su quello non ho controllo! :D





Da dove ho capito che, veramente, dovevo imparare a usare il timer.


Molto tempo fá, Edi ci ha chiesto una foto di noi davanti alla casa. Non so perche sia venuta fuori con quest'area patinata, sembra ritoccata. Ma forse tutte le foto di quelli che comprano la sua prima casa vengono fuori cosi. Non capisco perché sembriamo cosí americani, pero! Allora, se qualcuno mi passa il banjo...



In realtá, ho dovuto smanettare un'attimino con la foto: il trepiede ha una vite da aggiustare e nell'originale, sembrava che avessimo comprato una casa su una colina molto ripida. ;) La metto su per dimostrare che questo é un blog molto onesto e trasparente! :D

Thursday, 29 October 2009

Il Farmers' Market

Ovvero, il mercato dei contadini.

Questa e' una idea che sta prendendo un po' di rincorsa (da queste parti) recentemente. Si tratta di un mercato di roba comestibile (cioé, niente artigianato ne cacciaviti cinesi) e tutto quello che va in vendita deve provenire da una zona entro cento (a volte duecento) chilometri dal mercato.

Se uno produce "valore aggiunto" (tipo una marmellata piuttosto che il pesce salato piuttosto che pane piuttosto che ecc.) l'ottanta percento del prodotto base deve essere dalla zona circondante. Ossia che, tornando alla marmellata, lo zucchero e il barattolo possono venire da altrove ma la frutta deve essere di zona. C'e' anche un tavolone a parte per tutti coloro che non fanno il contadino da mestiere ma forse hanno un melo dietro casa e vogliono vendere la frutta.

E parlo di questa cosa, e la spiego pure, perché fino a stasera dovevo gestire il mercato a Upper Hutt, che parte questa domenica. Ma l'organizzatore ha capito oggi di essere rimasto senza fondi disponibili e il mio spirito civico non e' tale di farmi uscire da casa alle sette del mattino di una domenica senza essere pagato. Si riparla tra un mese.

La gestione in se pare che sia una cazzata: si deve visitare ogni stand per controllare che abbiano i certificati in regola, prendere i soldi per il noleggio dello stand, e generalmente prendermi carico di tutto (segnaletica per il traffico, per esempio), ma visto che non si tratta di fisica nucleare dovrebbe essere un lavoretto piuttosto semplice.

La cosa interessante, peró, e' che siamo nel mezzo di una specie di guerra malcelata tra i piccoli commercianti e quelle grosse catene che pullulano nel centro commerciale.

La storia e' cosi: da qualche anno abbiamo un centro commerciale che non cagava nessuno. Era un mortoio totale. Stava dietro la via principale (chiamata "Main Street" come nei film americani!) e tranne che per un paio di grossi magazzini, non c'era molto di piú. Recentemente, la multinazionale a chi appartiene il centro commerciale, si ha dato una svegliata e stano tentando di prendere il sopravento.

E fanno cose veramente sporche: per esempio, hanno comprato un mucchio di negozi su Main Street attorno al centro commerciale e hanno apertamente dichiarato la loro intenzione di lasciarli sfitti finche non si riempi il Centro Commerciale. La nostra Main Street e', dunque, piena di negozi vuoti. Va bene che ci sia una crisi e che tanti di quei negozi erano in affitto a aziende fallite ma dio, adesso mi sembra di vivere in una canzone di Bruce Springsteen. :P

L'idea dietro del mercato dei contadini sarebbe quella di attirare un po' di pubblico a Main Street e dare un attimo di fiato ai piccoli commercianti. Il Centro Commerciale, invece, ha deciso di fare contemporaneamente, un "mercato dei cibi freschi", con tanto di palloncini per i primi cento bimbi e una grossa campagna pubblicitaria a livello locale. Campagna che, per altro, usa font e colori simili al Farmers' Market.

E' buffo perche' uno pensa a le multinazionali, i monopoli commerciali, ubi maior minor cessat, ecc e spesso (a me almeno) vengono in mente i Zapatisti, la United Fruit Company e cose del genere. Hombres molto magri con dei grossi baffi. Ed eccoci davanti a una cosa che, nel suo piccolo, e' molto simile ma in un contesto locale del tutto inatteso.

Abbiamo deciso con Sonja che andremo in giro, sabato mattina, a distribuire i volantini del Farmer's Market. Crediamo che ci saranno molte famiglie sui campi sportivi locali a guardare i figlioletti che giocano a rugby, ossia che forse raggiungeremo tanti. Promette di essere una giornata divertente e cmq quello dei volantini é una buona scusa per farci un bel giro in bici. Vi faró sapere.

Ciao per ora,
Vince.

Monday, 26 October 2009

Uno in piú

Ed ecco un'altro 25 di ottobre che arriva e va via, ed eccomi un'anno piú anziano. :P Adesso ne ho 46, il quale non smette di stupirmi. Ogni volta che ci penso mi viene il dubbio finche capisco che si, 2009-1963 fanno, ahem! 46.

Non abbiamo fatto molto con la giornata. Questo 25 e' caduto proprio nel mezzo di un ponte, perció molti delle mie conoscenze erano fuori cittá. Siamo andati a prendere un boccone a Eastbourne, che sarebbe un piccolo sobborgo di mare a una ventina di minuti da qui. Anche se non e' molto lontano sulla carta, c'e' una sola strada per arrivare, piuttusto stretta e tortuosa e credo que questo aiuti a dare a Eastbourne un carattere tutto suo.





Quella deve essere una delle foto piú brutte che mi abbiano mai scattati, ma veramente ci sono pochissime foto mie in tutto questo blog (se non ricordo male, l'ultima risale ai primi mesi del 2007) e percio' tentaró di aggiungerne altre.

Cmq, dopo di Eastbourne siamo andati a fare un giro, ci siamo persi e finiti in una valle piena di vacche che ci guardavano. Sonja ha trovato la strada giusta e, dopo, tornare a casa siamo andati a cena da una coppia di amici. Come ogni buona cena neozealandese, ci aspettavano alle 18:30 (qui mangiano prestissimo) ma tra un po' di conversazione e qualche bicchiere, ecc. non siamo tornati a casa fino a dopo mezzanotte. Mica male, tutto sommato.

Saturday, 24 October 2009

Sulla intraducibilita.

Qualche mese fa', siamo andati al 21esimo di una nipote di Sonja. Una festa un po' misera, devo dire, un BBQ a casa, tra i genitori, con qualche amico/a. Ah, e anche con noi (alla faccia del divertimento, no?)

Mah... contenta lei, ma se io avessi 21 anni un'altra volta (e domani ne faccio 46) insisterei su qualcosa piú memorabile. Se qualcuno si sta chiedendo, "e allora, tu che hai fatto?", devo confessare (come omaggio alla sinceritá) che per il mio 21enissimo ho fatto una specie di picnic a lume di candela tra amici, nel salotto della casa che condividevo col resto della band. Abbiamo bevuto un casino e c'era anche un bel po' di fumo, che ci ha durato fino al mattino dopo, quando siamo andati a crepare nel parco che c'era davanti a casa. Per dare una certa eleganza alla festa, abbiamo scelto di fare un evento "gala", e cosí indossavamo tutti giacca e cravatte mentre che le ragazze indossavano abiti di sera. O almeno quello che si riusciva a trovare di 2a mano perche eravamo tutti squattrinati.

Non ci furono delle orgie, ne camerieri travestiti di animali della giungla, ma ricordo che, tuttavia, ci siamo divertiti molto.

Allora, non faccio questo post per rimproverare la nipote per la sua vita noiosa e suburbana. Faccio questo post perche tra gli ospiti c'erano anche dei cosidetti boy racers. Mi ricordo che ci sono "boy racers" italiani, specialmente a Roma, ma non ricordo il termine preciso. Cmq, sono dei coatti che gareggiano per strada con le loro macchine truccatissime e molto rumorose.

Dire che mi stano sul cazzo e dire ben poco. D
etesto tutto quel rumore inutile e quanto sia misera e pietosa quella vita di andare in giro in macchina da una punta di qualche paesino all'altra. Capisco che ci sará una certa poesia in tutto quello (guardate American Graffiti, volendo) ma mi scoccia il rumore. Dio, ma quanto mi scoccia.

Se volessi, potrei anche parlare di come, ogni tanto, scappa pure il morto. Ma se devo essere sincero, i morti scappano in qualsiasi attivitá, anche mangiando (peripatetici, quei morti).

Allora, dunque, appena abbiamo capito la compagnia nella quale ci eravamo cacciati, abbiamo partito con "certo, in italia non ci sono gente come voi perche' le macchine non si possono truccare. Secondo me, fanno bene!" e cosi via dicendo.

E allora uno dei boy racer (che aveva provato con la nipote, mesi fa, solo per essere respinto quando lei lo ha beccato frugando nella casetta delle sue mutandine e facendosi una bella annusata)(ma va..!) ci ha fatto qualche commento su come non capivamo il piacere che si prova a guidare una macchina truccata.

Ho risposto che forse aveva ragione, ma che lui sicuramente proverebbe
risultati migliori col Viagra. Ma la cosa che mi ha colpito é che appena lui ha tirato fuori questo discorso sul piacere che si prova, blah blah blah, ho sentito una vocina dentro di me che traduceva le sue banalitá come "ma Cristina, non dirmi che rinunci cosí facilmente ai piaceri della vita!"

E questo e' il punto del blog post di oggi. Ci sono tante cose che non riesco a tradurre all'inglese, nemmeno a renderle in un modo che vagamente faccia capire la bellezza e l'assurdo di tutto.

Un altro esempio: qualche giorno fá ho capito che cosa fosse quel brano che ho sentito alla radio anni e anni fá, di uno che diffida delle vacanze greche della fidanzata. Ma come cavoli tradurre una frase come "accarezzare nuovi scampoli di assenza" per condividerla con quelli che mi circondano? Ho provato simili difficoltá con i testi dei Pitura Freska. Mi dispiace perché in realtá, sto tentando di condividere tutto un pezzo del mio mondo e non c'e' proprio come fare.

Il peggio e' che non mi sento arricchito, in compenso, da altre parole. Certo, ci sono termini nuovi, spesso arrivati dal Maori (o te reo Maori, la lingua dei Maori) ma quelli mi servono piú che altro per parlare dei Maori col gergo giusto* Per esempio, hanno la parola whanau (pr: "fanau") che vuol dire "famiglia", anche se per i Maori (e i polinesiani in genere) "familia" vuol dire familia estesa, piú un clan che una famiglia "nucleare" come la pensiamo nel Occidente. Ma non userei mai il termine "whanau" per parlare della famiglia di Sonja. Esiste il termine "pakeha", che i Maori usano per descrivere gli europei e quello e' uno dei pochi che in uso comune tra i bianchi.

Personalmente, lo trovo un termine odioso. L'Europa va dalla Sicilia fino a Groenlandia, siamo alti, bassi, scuri, biondi, rossi, anche. Qualcuno ha addirittura gli occhi a mandorla. Parliamo centinaia di lingue diverse, abbiamo tante religioni diverse, ecc. ecc. Eppure si suppone che vada bene un unico termine per descriverci a tutti (anche i LatinoAmericani, gli Africani bianchi, ecc. che hanno tutti sviluppati un'interpretazione diversa dell'europeanitá. Pero non fare la gaffe di scambiare un maori con un samoano perché quello é razzismo o quanto meno una cafoneria. :P

Ciao per ora,
Vince.




*(vabene, ci sono piante e uccelli con nomi locali, ma quello si fa per dire)

Un nuovo sito in linea

Abbiamo messo in linea il sito per l'avvocato. L'orsetto fa parte dell'intestazione (intendo il banner sopra la pagina) ma il banner cambia in maniera random, ossia che forse non si vedrá subito.

Non abbiamo finito del tutto, manca qualche foto del organico e devo mettere in linea qualche foto dei trofei che hanno vinto come azienda.

Ecco l'URL: http://www.jgwilliam.co.nz Da qui tutto sembra bello, se avete tempo e trovate qualche (ahem) sbavatura, fatemi sapere.

E poi c'e' questa situazione strana, dove loro avevano giá un server Microsoft Exchange, che c'era da rispettare. Adesso ricevono mail da tutti tranne noi, credo che ci sia confusione dove le ns mail per l'avvocato vanno a un indirizzo IP e le mail del resto del pianeta vanno verso un'altro. :P Un attimino imbarazzante ma a) non posso fare niente fino a martedí (lunedí é festivo) e b) almeno non ci sono problemi per i loro clienti. Cmq, qualcosa da investigare al piú presto.

Friday, 16 October 2009

L'Italian Film Festival di Wellington

Ogni anno, dal (oramai lontano) 1996, il Cav. Tony Lambert organizza l'Italian Film Festival di Wellington. Non so perché non siamo andati prima, ma il fatto resta che siamo andati ieri per la prima volta.

Prima di tutto: bel cinema. Un posto gigantesco, della vecchia scuola, con uno schermo gigantesco e il tutto piuttosto liberty. Come dicono tutti, il cinema e' stato restaurato per la prima del Signore Degli Anelli. Ecco, adesso l'ho ripetuto pure io ;o)

E che siamo andati a vedere? Tutta La Vita Davanti, che ok, capisco che non sia di ultimissima ora ma molti film italiani si vedono qui soltanto durante il festival. Bello. Divertente, forse un attimino prevedibile ma dopo di aver visto migliaia di film in questi quaranta e rotte anni, e' difficile non prevedere certi sviluppi nella trama, no?

Interessante, piuttosto, vedere quanto sia diversa Roma a Wellington. A volte uno dimentica..! :D



Ed riecco l'orsetto un po' ritoccato. Capisco che le ombre potrebbero essere fatte meglio, ma non questa sera. ;) E certo che poteva andarmi peggio. Se volete vedere dei veri disastri Photoshoppati, guardate questo blog, intitolato, a punto, Photoshop Disasters.

http://photoshopdisasters.blogspot.com/

Ciao,
Vince.

Tuesday, 13 October 2009

Avventure col Orsetto

Il ns. disegno per uno dei clienti avvocati prevede un banner generato in modo random che mostra un'immagine emblema di ogni tipo di diritto che trattano. Per esempio, una delle possibili varianti del banner é "diritto lavorativo" (o come cavolo si dica) e mostra un tizio col casco da operaio che guida un bulldozer. Roba del genere.

Ho trovato tutto in siti di "stock photography", cioe, di foto generiche per le pubblicitá. Le avete visto parecchie volte, cose tipo "famiglia ridente in spiaggia", "coppietta facendo un picnic" e cosi via dicendo. Se non capite ancora, guardate qui http://www.istockphoto.com/file_browse.php?page=2 per esempio

Allora, una delle cose nelle quali si specializza quel studio legale é la "family law", cioe' la parte della legge che riguarda i divorzi, divisione di beni, ecc. All'ultimo momento ho trovato un'immagine piuttosto carina di un orsetto seduto accanto a un mucchio di libri antichi e uno di quei martelli da magistrato o judice. Secondo me raffigurava il concetto molto della family law eloquentemente, almeno per un pubblico anglosassone. L'unico problema ("problema" per il quale non mi sono preoccupato assai) era che ho trovato l'imagine attraverso Google e non qualche sito di foto stock.


(ecco la foto)

ma che cavolo, e' talmente una foto stock che sicuramente avrei trovato l'autore e comperato una licenza in questione di pochi minuti, no? Ehm... no.

Risulta che quella benedetta foto dell'orsetto non contiene alcun dato sull'autore (neache guardando con notepad.exe) . Ho trovato diversi siti (due in America, uno in Inghilterra e uno in Cecoslovacchia) che utilizzano l'immagine ma nessuno risponde alle mie mail chiedendo il nome dell'autore. Secondo me, si sono tutti fregati l'immagine a vicenda, nessuno ha la licenza e si sono tutti caccati in mano credendo che stavo per fare causa a nome dell'autore. :D

Alla fine, dopo giorni e giorni di girare per questi siti abbiamo deciso di scattare la nostra propria versione della foto. L'orsetto c'era, anche se diverso. I libri c'erano pure. Il cliente si e' fatto prestare il martellino del sindaco di Upper Hutt(!) e finalmente eravamo pronti per scattare la foto.

Ma c'era bisogno di uno sfondo bianco, perfettamente bianco per combaciare col resto della pagina.

Abbiamo tentato prima di tutto con una lenzuola, ma era impossibile stirare via tutte (ma tutte) le pieghe. Abbiamo pensato a una tenda della doccia, ma anche quella avrebbe avuto pieghe. Avevamo un grosso pezzo di legno (1200mm x 1200 mm) che abbiamo cominciato a dipingere di bianco ma poi a cominciato a piovere e comunque stavamo usando un casino di vernice (il legno succhia molta vernice)

Siamo saliti in macchina e andati a Mitre 10, che e' come dire il Bricco e ci hanno mostrato di tutto, compreso il materiale utilizzato per le doccie. Poi abbiamo fatto il giro dei tipografi locali tentando di localizzare qualche metro di carta pesante. Niente.

E adesso sto tentando di fare qualcosa con GIMP. Vedremo... :P

Ecco lui finora.





Ciao per ora,
Vince.

Abbiamo rifiutato il ns. primo lavoro!

Ebbene, si. Ci siamo permessi di rifiutare un lavoro.

Successe che un'amico, la cui azienda fa da fornitori per una fiorente azienda di elettronica, ci ha telefonato per avvertirci che questi suoi clienti stavano pensando di rifare il sito web. Abbiamo subito chiesto un colloquio e ci siamo presentati. Fin li, tutto bene. Ma poi... :P

Parlando con la marketing manager, i prospettivi clienti risultarono essere una piccola media impressa locale con una decina di grossi clienti (banche, linee di autobus, ecc) e un 80% di piccoli clienti che fanno una sola spesa, forse di sette "badge" per i dipendenti e poi spariscono.

La manager aveva giá un disegno che voleva implementare per il sito (e che per altro non ci piaceva) ma i dettagli dell'implementazione erano un po' vaghi. C'era un'elenco di siti che piacevano alla marketing manager e un elenco di siti che non piacevano, con altretante vaghe ragioni per le quali non piacevano ("troppa grafica", "disegno affollato", ecc).

Poi volevano che preparassimo "suggerimenti" su come utilizzare i blog e Twitter per farsi pubblicitá (ossia che dovevamo anche fare il loro marketing). Avevano anche il testo pronto per il sito, ma non si capiva niente: era tutto molto tecnico e per niente utile ad uno che voleva passare dal sito e comperare quei famosi sette badge e basta (ossia che c'era da riscrivere tutto il testo). Per finire in bellezza, il capo di IT (non presente al colloquio) aveva giá detto che i migliori designer sono tutti diciottenni appena usciti dalla scuola (ma scusateci tanto, no?)

La Marketing Manager ci ha anche avvertito che l'IT manager ha idee molto chiare sul design "di ultima ora" e che il ns. disegno doveva essere di ultima ora e di tendenza (ma, non e' che volevano che implementassimo il loro disegno?)

Cmq, alla fine c'era da prendere le specifiche e preparare una presentation, per una settimana dopo, dove sarebbe presente questo bravo IT manager. E dove dovevamo tirare a indovinare che cavolo lui ritenessi "di tendenza" in quanto a design. E dovevamo presentare una marketing strategy per loro (ma quella "marketing manager", che cavolo fará tutto il santo giorno?) E come potevano dire di averci dato testo e disegno, non era che potevamo chiedere troppo in termini di soldoni.

E il tutto con una data "go live" del 28 Ottobre. Ma va..?

Ho chiesto come mai una azienda elettronica (con tanti informatici a portata di mano) non poteva farsi il sito da sola e lei mi rispose che erano tutti troppo impegnati.

Abbiamo pensato molto, abbiamo perfino parlato con uno molto altolocato (vendite) nel settore dell'informatica a Wellington. Per fortuna, e' il marito di una amica dunque la consulta la abbiamo fatto a gratis.

Avevamo un grosso dubbio, per la serie... e se questo fosse come uno di quei film americani, dove i ns. simpatici eroi gettano la cautela al vento, escono dalla loro comfort zone e imparano a vivere la vita ad un'altro livello (bla bla bla) (mi viene in mente la frase di Dylan, "starry-eyed and laughing")

Oppure... oppure questa era una banalissima situazione della vita reale dove quella furbacchiona della marketing manager ci chiedeva l'impossibile per quasi niente? A pelle, la cosa ci metteva a disagio. C'era una terza opzione, ovvero fregarcene delle specifiche e presentare un nostro disegno (ovviamente vincente, e ancora un'altra volta come nei film americani)

E l'altolocato ci ha detto di lasciar perdere, per diverse ragioni, un 75% di loro completamente impreviste da noi. Abbiamo spedito una mail alla Marketing Manager lunedí PM per ringraziare e scusarci per non prendere in mano il loro progetto.

Ci sentiamo un po' confusi. Da un lato ci inorridisce l'idea di non prendere un lavoro, specialmente dopo tutte queste sventure. Da un'altro lato, mi fa piacere sentire che non siamo cosí disperati da dover prendere un lavoro che sarebbe diventato un'assurdo.

Monday, 12 October 2009

Qualche foto di casa.

Visto che fa una bella giornata, faccio qualche foto della ns. casa. Queste sono soltanto delle thumbnail, cliccate sopra per vedere le foto in dimensioni piú accettabili

Devo ammettere che non avevo notato che questo albero era in fiore fino a quando non stavo per scattare la foto. Non so come si chiami, sembrano dei cavolfiori, ma mi sembra poco probabile.



Questa e' l'entrata. Gli stivaloni di gomma erano del padre di Sonja. Lei ha questa idea di, un giorno, piantare dei fiori dentro. Un giorno.



Qui c'e' la RAV che abbiamo ereditato dai genitori di Sonja. Non e' una brutta macchinina (disse colui che non guida) pero c'e' pochissimo spazio per portare cose. Un peccato visto che gli amplificatori per basso non sono piccolissimi e che spesso dobbiamo andare a cercare legna per il fuoco. Abbiamo anche il piatto per SKY pero non hanno niente che ci interessi (come, alla sua volta, Telepiú non aveva niente di interessante a Milano)



Un'altra veduta della casa. Mio ufficio in primo piano. Tra qualche settimane ci saranno delle grosse rose bianche.



Un'altra veduta della casa, insieme alla potente RAV.

Friday, 9 October 2009

GIMP?

Qualcuno di voi (che sicuramente ci siete, e in grandi numeri, no?) utilizza GIMP? (ovvero: Gnu Image Manipulation Program)

Il mio vecchio PC era di seconda mano e ho trovato una copia di Photoshop 7 sopra. Poi, quando ho comprato un PC nuovo e ho capito che non era facile trasferire Photoshop da un PC all'altro mi sono scaricato GIMP, che e' open source e freeware. (Ho ancora accesso al mio vecchio PC e a Photoshop tramite Team View, ma tutto va sulla rete dunque e' micidiale nella sua lentezza)

Qualcuno di voi ha esperienza con GIMP? Io ho una relazione di amore/odio con lui. Da un lato, mi piace che sia open source, freeware e molto politically correct. Da un altro lato, é un tool un po' particolare che forse gira meglio su Linux che su Windows. Ci sono tantissime delle feature presenti su Photoshop pero in posti strani e con combinazioni di tasti impreviste. *mboh* il vero e' che ogni giorno lo utilizzo di piú. Chissá che un giorno non finisca per piacermi.

Thursday, 8 October 2009

Una bella giornata.

Oggi siamo andati a vedere gli avvocati colla coscienza sociale, quelli che ho menzionato un paio di post fa. Adesso vogliono che il sito abbia uno sfondo in un colore "caldo e accogliente", che vuol dire... piú o meno qualsiasi cosa, no? (come dicono in inglese, "how long is a piece of string?")

Alla fine pare che ci siamo messi d'accordo su un colore vagamente "avorio" e ci hanno dato una specie di ok per proseguire col sito. Il problema é che sembrano di prendere le decisioni collettivamente e quello che ci dice il nostro liason puo' essere bocciato dagli altri durante il prossimo meeting.

Sonja ha deciso che faremo le modifiche richieste ma solo su un file formato .jpg. Molto sensata la Sonja.

Poi siamo tornati nella valle. Passando dalla biblioteca comunale, Sonja ha preso un libro sul cosidetto crowdsourcing. Quest'ultimo é un fenomeno che avevo presente, ma al quale non ho mai fatto molto caso. La parola "crowdsourcing" e' un gioco di parole tra "crowd" (folla) e "outsourcing". L'idea e' piuttosto semplice di afferrare se prendiamo un'esempio concreto.

C'e' un sito chiamato Threadbare.com che vende magliette "d'autore". Il sito, peró, é un perfetto esempio del crowdsourcing.

I designer (tantissimi, praticamente anonimi, da ogni parte del mondo) inviano disegni delle loro magliette e la community sul sito, cioé centinaie di altri designer, votano per i disegni piú belli e i cinque disegni piú acclamati dalla "folla" sono messi in produzione limitata e il designer riceve tot soldi. Il sito vende la maglietta.

Come business model e' una figata: la maglietta che finalmente va in produzione ha un disegno che ha gia succitato interesse da parte di centinaia, se non migliaia di persone che peraltro vengono da ogni parte del mondo. Non c'e' rischio alcuno per il sito.

Il libro parla anche di un'altro sito simile, iStockPhoto.com, che vende foto "stock" fornite da una gigantesca communitá di fotografi che si fanno suggerimenti e critiche tra di loro. In entrambi i casi, la cosa che vendono questi siti (piú che la maglietta o la foto di una famigliola felice del Virginia) é la communitá stessa. La folla (virtuale) si gestisce da sola, scegliendo il disegno o la foto piú bella. Immagino che ci siano certi paralleli col mondo del open source dove qualcuno sviluppa un prodotto iniziale é poi tanti altri aggiungono plugins, fanno il testing, adottano standard, ecc.

CMQ:

Siamo tornati in Upper Hutt, e un'altro avvocato (ma di dove escono?) che dovevamo vedere re: un sito ci ha chiesto di rimandare l'appuntamento per mezz'ora. Va bene, siamo andati a prendere un kebab per pranzo (si, anche qui ci sono!) Poi, quando finalmente siamo riusciti a vedere l'avvocato, lui ci ha chiesto qualche piccola modifica. Abbiamo suggerito di prendere il testo per il sito tramite un processo di "interviste" con i suoi vari soci e dipendenti e lui ci ha dato il primo assegno e il "via" per il sito. :D

Ho anche comprato una SIM nuova per il telefonino. Da 2Degrees, una azienda nuova. Telefonare con loro costa la mettá di quello che pretendono Telecom e Vodafone.

POI... avevo anche un colloquio di lavoro in centro. Sviluppatore web, tre mesi. Non voglio lavorare come dipendente, preferisco cavarmela da solo. Ma se posso avere un po' di libertá con le ore e posso lavorare anche in proprio, perché no? E certo che i soldi non puzzano.

Mi sono presentato, ed era una di quelle maledette interviste a panello, ma con tre donne. Prima volta che mi capita. Nella mia gioia di aver avuto il via (e l'assegno) per l'altro sito, ciascuna mi sembrava piú splendida dell'altra. Credo che sia stato il colloquio piú animato e divertente che abbia mai fatto qui in NZ.

La capo tecnica aveva un po di grigio nei capelli spettinati, jeans e maglietta e un orecchino al naso. Una specie di punkabestia frichettona. Non ricordo colloqui con gente vestita cosi in Italia ma qui ce ne sono a palate, almeno nell'antro tecnico. Pero lei (come credevo) sapeva un casino di roba su bachi interbrowser, CSS e abbiamo parlato un mucchio su diversi CMS e per fortuna non mi ha chiesto (come temevo che facesse) "Come faresti ad impostare un array multidimensionale in PHP5?" (non mi ricordo mai!) Le domande mi sono sembrate facili perció sicuramente ho risposto un mucchio di cazzate. Devono intervistare altri candidati dunque, chissa?

Poi, tornando a casa, mi arriva un SMS dalla 2Degrees. Avevo chiesto di trasferire il mio numero dalla Vodafone. Il sito della 2Degrees sosteneva che l'operazione potesse richiedere un paio di gg. lavorativi pero sono riusciti a fare tutto in un paio di ore. Pazzesco.

Finalmente, Sonja ha andato a vedere a Barry per scroccare un po' di legna per il fuoco di stasera e Barry ha commentato en passant che dovava ricordarsi di buttare via tutta questa lana che aveva trovato nel box di uno zio invalido. Barry voleva il bauletto che conteneva la lana ma era scocciato di aver trovato tutta questa lana dentro. E di dover fare tempo per andare fino alla pattumiera municipale per buttare la lana che c'era dentro.

Sonja, che va matta per la maglia, ha presso tutto, diversi centinaia di dollari in lana. Una bella giornata, si! :D

Bob Blount

Questo e' un'altro Bob, non il mio vicino di case. Qui si parla di Bob Blount con chi ho fatto amicizia a Sydney, nei lontani anni 80.

Bob scriveva una fanzine, cioe' una piccola rivista artigianale dedita al rock alternativo. Era un discorso molto rozzo, la rivista "Blunt" era scritta rigorosamente su una vecchia e malandata macchina di scrivere e poi fotocopiata.

E questo e' il buffo, la prima volta che ho conosciuto a Bob, volevo ucciderlo. Credo che fosse il 1984 e facevamo una serata in un piccolo ma affollatissimo bar chiamato The Strawberry Hills. Questo era prima che lui cominciasse a scrivere la rivista. L'ho trovato tra un set (scaletta) e un altro che parlava sul marciapiede con la mia allora ragazza. Le parlava di un disco chiamato "Brilliant Trees" di David Sylvian :D A quei tempi ero un tipo molto geloso e prima di qualsiasi altra cosa ho detto a Bob di andare a farsi fottere, lui e David Sylvian.

Qualche hanno dopo ero in un'altra band e ho fatto amicizia con lui, senza capire che si trattasse dello stesso tipo del marciapiede(!) Poi, dopo mesi di bere insieme e parlare parecchio di band e di musica, Bob ha detto qualcosa su quel famoso David Sylvian e allora ho capito chi fosse. E stranamente, non mi ha rimproverato per averlo trattato cosi male ai tempi.

Cmq, stringo.

Col tempo, la rivista e' cresciuta un filino (anche se era ancora fotocopiata), Bob ha pubblicato qualche compilation su cassette di queste band underground e finalmente ha pubblicato tutto un libro di interviste e foto che apparsero una volta nella sua fanzine. Pazzesco. E' uscito quando eravamo ancora a Milano e ho comprato subito una copia da una libreria australiana.

Poi Bob ha deciso che voleva fare un'altra vita ed e' diventato insegnante di inglese nell'Asia. Ha fatto Corea, Vietnam e adesso insegna inglese in una universitá a Pecchino e, lavorando 12 ore alla settimana riesce a campare.

Pero..!

E racconto tutta questa roba perché adesso e' in vacanza e come la sua donna e nata un po' al nord di Wellington, sono passati da qui. E' stato bello vederlo. E un po' piu' grosso, massiccio, direi, ha perso un po di capelli e ha il pizzetto. E' stato bellissimo rivederlo e tra il passato comune delle band e di Sydney e il fatto che ho vissuto a Hong Kong ci siamo divertiti a parlare e scambiare opinioni.

Ho la sensazione che non lo vedro per altri venti anni, ma che saremo amici anche allora.

Wednesday, 7 October 2009

Twitter

Qualcuno di voi usa Twitter?

...per quelli di voi che abitate sulla luna, Twitter e' un sito che permette di fare micro-blogging, di una lunghezza massima di 140 caratteri. Si utilizza in diverse maniere, sia per fare piccoli commenti durante l'arco della giornata oppure per segnalare siti e cose d'interesse a tutti coloro che fanno parte del proprio network sociale.

Oggi siamo andati a vedere un possibile cliente che ha molto entusiasmo per questo benedetto Twitter e ci ha chiesto di pensare in come possono utilizzare Twitter in forma commerciale. L'unico problema e' che sono un fabbricante di Smart Cards. Al solito, quelli che utilizzano Twitter per fare delle campagne pubblicitarie sono aziende giovani e all'arrembaggio (o che almeno vogliono sembrarlo)

Tanto per ambientarmi, ho aperto un'account Twitter per la Rio Bravo, ma non sono sicuro di che cosa dire (tendenzialmente, l'idea sarebbe che, se riusciamo ad avere una presenza Twitter, saremo in grado di fare lo stesso per un cliente. Dunque, che dire?

Vabbene, stiamo preparando un blog per un cliente, ma come faccio a convincere a un'eventuale pubblico che questo e' un fatto veramente affascinante..?

E andiamo avanti!

Ok, e' da parecchio che non posto qui. Sono successe diverse cose, che racconteró, ma che forse divideró in piu post.

L'azienda non va troppo male. Abbiamo avuto un periodo un po' buio, dove uno dei ns. due clienti metteva parecchio a pagarci e non ci cagava nessuno. Sonja si e' messa a telefonare qualsiasi azienda che non avesse un sito web. Il rifiuto peggiore e' arrivato da uno studio legale dove la centralinista le ha detto, testualmente, "Noi abbiamo giá troppo lavoro, non ci servono altri clienti". (Ma che cavolo rispondi a una cosa del genere..?) Sonja, pero, non si ha lasciato abbattere e ha insistito a lasciare i ns. dati. E brava, la Sonja.

E, per pazza che possa sembrare la cosa, qualche giorno dopo ci ha telefonato il capo ufficio dello studio legale per dirci che in realtá vogliono una presenza web. E vogliono un sito che sia bello, "ma che non attiri troppi clienti... mi raccomando, eh?"

Abbiamo fatto una riunione con loro e si, veramente, hanno tanti clienti. Si specializzano in casi di abusi storici (rappresentano, per esempio tutti i bambini violentati in qualche istituzione durante ultimi trent'anni. tutti i membri di una tribu, ecc. ecc) perció non scherzavano: hanno diverse centinaia di clienti. E si vede dal loro ufficio: piccolo, con scatoloni di pratiche ovunque, nessuno in giacca e cravatta, la viva immagine degli avvocati con tanta coscienza sociale.

Adesso abbiamo preparato un progetto web per loro ma stiamo tergiversando con i colori :P Domani dobbiamo tornare da loro col portatile, per fare un'altra riunione e scegliere una tavolozza, di una volta per tutte e, con un pó di vento un poppa, magari firmare un contratto per fare il sito, gestire il hosting, ecc.