Thursday, 31 December 2009

un altro sito da sviluppare.

Questo e' stato difficile: Ben, il chitarrista della band ci chiesto di fare un sito per lo studio di post production audio. Lui e' il socio minoritario ossia che c'era da vendere un look al socio maggioritario che non conoscevamo. Fin lá tutto normale, ma... *mboh* come pensa un tecnico suono? Che concetto di "bello" hanno?

Ho dato un'occhiata in giro ad altri siti e tutti sembravano di essere lo stesso: sfondo nero, caratteri in bianco, un pochino di argento qui e la. E mi e; venuto il dubbio: se tutti i siti del genere si somigliano... si tratta di poca fantasia, oppure di un gusto comune che hanno tutti i recording engineer? Ho fatto un po' di disegni coloriti, e qualcuno con... sfondi neri e testo in bianco come richiesto.

Ecco uno dei disegni un po' fuori dalla norma che ho preparato.



Ho fatto una piccola anteprima per Ben e, cavolo, nessuno dei disegni che avevo lo ha convinto! Specialmente quelli un po' fantasiosi o colorati. Quelli sono stati bocciati senza appello. Davvero voleva qualcosa in nero, bianco con qualche tocco in argento. Sono rimasto stupito.

E non mi veniva in mente niente, sono stato giorni e giorni a pensare e fare schizzi, bozze, a cercare altri siti ai quali potevo ispirarmi. Il problema e' che non ho "feeling" per quello che fanno Ben e il socio. Cioe', registrare narrative, dialoghi aggiuntivi e il foley per film e show televisivi. Non mi veniva il lampo. E alla fine, il giorno prima della riunione ho cominciato a tirare fuori disegni e ci siamo presentati con diciotto disegni diversi, dei quali ho mostrato sei.

Beh, ecco il disegno scelto.



Devo dire che sono molto contento col disegno, e' semplice e pulito. Quei tipi nella foto sono da uno show locale chiamato "Here To Stay", che parla delle varie etnie che abitano qui in Nuova Zealanda. Per puro caso, una delle poche puntate che avevano una foto sul sito ufficiale del show era quella su gli italiani. :D Come non utilizzarla nella bozza!

Beh, raga... visto che e' il 30, credo che non mi resta che dirVi "buona fine e buon inizio!". Questo e' stato un decennio di merda dal crack del dot com, all undici di settembre, a tutte le guerre e cazzate varie, a quest'ultima crisi bancaria. E, vivendo qui, ho avuto un casino dopo l'altro. Ma in questi ultimi mesi sono stato piuttosto felice Speriamo che duri.

Ciao,
Vince.

Tuesday, 29 December 2009

Non conosco a nessuno che...

Allora, la sera del 25 facciamo una cenetta per una coppia di amici e il loro figlio ventenne che fa roba con flash. E ci mettiamo a parlare di libri e lui (il marito) si lancia a dire che non conosce a nessuno che legga i classici. A questo punto, Sonja s'incazza un po' e dice che IO (cioé me) leggo "i classici". La moglie s'incazza di brutto e dice che anche lei legge i classici tipo Jane Austen (beh... "classici"..?) e che e' disgustata che dopo tanti anni di matrimonio lui la conosca cosí poco. Ecc. Ecc. Ecc.

La cosa strana e' che fin'allora non mi era venuto in mente che forse io fossi l'unico sul mio isolato che legge a Svetonio (anche se in inglese) per passare il tempo. Non sono particolarmente dotto, successe che quando ero ragazzo leggevo molta fantascienza e i pochi libri di fantasy che c'erano in giro. Questo era prima del boom degli anni 80 dunque non c'era tutta quella scelta. E vista la mancanza di libri fantasy, leggevo molto i testi che dovevamo studiare per il corso di istoria antica. Tucidide, Erodoto e cia. Res Gestae Divi Augusti, Salustio. Poi ho scoperto le saghe dell'islandese Sturlurson, le lettere dei conquistadores spagnoli, ecc.

Come ho detto, non sono particolarmente dotto, é semplicemente che mi piace leggere di questi mondi perduti, quando Plinio il Veccio sparava delle cazzate sugli animali dell'Africa, lui ci credeva in tutti quelle meraviglie.

Allora, oggi sono andato in ospedale per una uveite e mi sono portato l'Edda in Prosa per leggere mentre aspettavo il mio turno. Per quelli di voi che non conoscete l'Edda, e' una specie di manuale per scrivere saghe. Spiega cose tipo l'origine delle kennigars, ecc. ecc. C'e' (come era da aspettarsi) l'apposito articolo in Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Edda_in_prosa

E una cosa che mi ha colpito e' che i norreni credevano che i vecchi dei pagani, Odino e compagnia cantante, fossero vissuti (una volta) a Troia. E anche i romani antichi credevano di essere discendenti dei troiani.

Mi sono chiesto se non e' possibile che la caduta di Troia fosse un evento veramente cataclismico, che non vedemo come tale semplicemente per l'ottica judeo-cristiana che ci dice che fu tutto una leggenda.

Ma alla fine, se i dei veramente dimoravano tra le muraglie di Troia, e un uomo e' riuscito ad ingannare agli dei lasciandoli un gigantesco cavallo di legno... forse quello e' stato un traguardo gigantesco, un "passaggio di consegna" da un mondo ad un'altro, dall'etá degli eroi all'etá dei uomini comuni. Veramente epico.

Solo un'idea...

Friday, 25 December 2009

Lucine di Natale

Abbiamo fatto il salto di qualitá nella vita suburbana e abbiamo preso le lucine. Queste almeno hanno il bon ton di non lampeggiare ne formare parole. Non abbiamo ne rene ne babbi natale. Dettaglio interessante, usano l'energia solare. Non ci avrei mai pensato.



Ancora un'altra volta, @#!! con quel trepiede che fa che tutto sembri di essere su una colina molto ripida.



Domani, il giorno dopo Natale ci saranno tutti i saldi, vedremo di prenderci altri lucine ancora, forse per il retro della casa.

Nel fratempo, non mi rimane altro che farvi gli auguri! :D AUGURII!!!!!

Ciao,
Vince.

Saturday, 19 December 2009

Non ho postato molto 'sto mese perche'...

Perche abbiamo diversi *possibili* clienti ma sto cominciando a capire che qui, appena diventa Dicembre, si ferma tutto. Non intendo i negozi, perche quelli solo chiudono un paio di giorni all'anno. Gli uffici, invece rimandano molte cose all'anno venturo. Perció volevo avere notizie, buone o cattive da condividere ed eccomi, una settimana prima di natale e non ho niente da raccontare. :P

Friday, 18 December 2009

Stanchezza

Mi sento sempre un po' stanco. Dormo e mi sveglio stanco come prima. Anche Sonja.

Abbiamo un vago sospetto che si tratti di una mancanza di ferro a causa del vegetarianismo (e' tutta esperienza, ossia che la cosa e' piú interessante che allarmante) ma allo stesso tempo, lei ha fatto qualche turno serale e io la spetto sveglio ogni volta. E poi parliamo un po' decidiamo che fare il giorno dopo, ecc. Morale: dormiamo pochissimo.

Polemiche Natalizie...

Ad Auckland, la chiesa anglicana di St. Matthew in the City (cioé, S. Matteo in Cittá) aveva chiesto alla Saatchi & Saatchi, (un'agenzia pubblicitaria molto prominente) di creare una campagna natalizia per loro. Con risultati poco incoraggianti. Insomma, la Saatchi e Saatchi, ha tirato fuori questa ideona:



La caption dice (nella traduzione di questo sito: http://pensierimadyur.blogspot.com/2009/12/foto-del-giorno-17-dicembre-2009.html) "Povero Giuseppe, e' duro seguire a Dio".

Il billboard ha durato soltanto cinque ore prima di essere imbrattato con vernice marrone (ma perché marrone?) da qualche Cristiano furibondo. La Saatchi e Saatchi e' stata licenziata e ci saranno indagini all'interno della chiesa anglicana. Grandi e piccole proteste di ogni gruppo Cristiano immaginabile per il tono del billboard.



L'idea, secondo l'arcidiacono Cardy era di fare riflettere sul senso del Natale. Nelle sue parole, "Se si tratta di un dio spirito che manda giú la sperma per fare nascere un figlio maschio... o si tratta, piuttosto, dell'amore di Cristo in mezzo a noi?" Credo che si faccio uno sforzo posso intravedere quello che intendeva, ma che concetto strano... :P Eppure, la St. Matthew in the City ha bocciato idee ancora piú pazze, un'alternativa era un billboard con uno sperma che scende dalle nuvole, con la didascalia "Joy To The World". Che mondo..!

Monday, 30 November 2009

Diventeremo vegetariani!

Ebbene si. Almeno per qualche settimana. Fino al 24 dic.

E no, non so perche.

Diversi motivi, immagino. Da un lato (secondo me) Sonja non ha un buon occhio per la carne, e spesso compra roba con tanto di quel grasso. E non ha senso che tenti la dieta, solo per mangiarsi a tavola tutto il grasso che vuole perdere. Non ho mai visto un vegetariano grasso, perció forse riusciamo a perdere qualche chilo.

Per altro, tutte quelle storie delle factory farm con gli animali che crescono torturati, nel buio e in quelle gabbie minuscole ci mettono a disagio.

Per altro, la carne costa (secondo me) uno sproposito. Ci scoccia pagare tanto per la carne.

L'altra faccia della medaglia, peró, e' che pure la verdura costa uno sproposito. Una volta mi e' stato detto da uno chef che, con la nascita dell'industria enologica in New Zealand, tanti contadini si sono messi a fare il vino. E questo vuol dire che la frutta e la verdura scarseggiano. Tutti quelli che possono si sono messi a crescere l'uva e le arance spesso vengono dagli Stati Uniti e le mele dall'Australia. :P

Morale della fragola, costa meno prendere una pizza surgelata o da Pizza Hut che farla da zero. :P Difatto, grazie al fatto che la merda surgelata e il fast food costano cosí poco in confronto al cibo "cibo", abbiamo un tasso di obesitá pazzesco: siamo terzi al mondo in termini di obesitá, dietro gli Stati Uniti e il Messico.


C'era anche da risolvere la questione di "vegetariani fino a quale punto?" e ci siamo messi d'accordo su una regola semplice: se cammina non lo mangiamo. Il pesce e' ancora sul menu, non abbiamo deciso che fare in riguardo alle cose che saltellano oppure strisciano. Ma le occasioni per mangiare passeri, rane e vipere sono limitate dunque non credo che ci siano problemi! Latte, formaggio, uova, tutto quello va ancora bene.

Oggi ho fatto il primo giorno da vegetariano e... nespoli! (come dice Topolino) Non e' facile.

Adesso capisco perche' tutti i vegetariani sembrano di avere tanto interesse nella cucina. Non e' facile trovare cibo vegetariano pronto in giro e, soluzioni "basilari" tipo "mboh, vado a prendere qualcosa dal Burger King" non sono possibili.

Alla fine, ho deciso che volevo prendere i sushi per pranzo. E giusto oggi al supermercato non c'erano. Miglia di salumi, tanti panini pronti, ma tutti col prosciutto o qualcosa di immangiabile.
Ho presso delle banane e un mucchio di cozze per questa sera.

Ora sono seduto qui davanti al PC e ho fame. Ma probabilmente sono idee mie.

Vedremo come va. Tanto e' solo fino al 24.

Nuovo conto flickr

Adesso che ho una camera fotografica degna del nome, sono tornato a scattare foto in continuazione. E col digitale, e' cosi facile scattare tante, troppe foto. Perció, ho aperto un account con Flickr e le cose che non mi servono le metteró lí. Per ora ho un mucchio di foto di Main Street, Upper Hutt che ho scattato per il sito di Experience Upper Hutt ma che alla fine non ho usato.

Se volete curiosare, http://www.flickr.com/riobravo

Tuesday, 24 November 2009

Notizia Bizzarra

(ora con "z" aggiuntive per Marco!) ;)

http://www.corriere.it/animali/09_novembre_23/canguro-sfregia-uomo-che-difende-cane_ff48ef92-d81d-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

In realtá, ho visto dei filmati con i canguri che lottano. Si poggiano sulla loro coda e danno dei calci micidiali...

Le icone e i ricordi

(che titolo Calvinesco, no?)

Mah. Posto questo perché sto finendo il sito per i printer (oppure per i tipografi o quello che volete) e ho dovuto creare un mucchio di icone.

Ecco il sito http://www.rapidcopy.co.nz

Loro avevano giá un depliant dove elencano tutte le cose che fanno (stampa semplice, reprografica, piegature, ecc. ecc) e ho avuto l'idea di creare un'icona per ogni attivitá (ci sono decine). E avendo un mucchio di foto sul PC, e ben poca voglia di spendere giorni interi frugando in iStock.com ho fatto qualche icona con le foto che avevo giá sotto mano.

Perció, se guardate attentamente all'icona di "Photographs" (nella pagina di "Colour") vedrete che e' composto di due foto: un primo piamo di Gianna e Beppe e l'altra di Beppe che solleva sulle spalle a Gilda. La prima foto (quella di Gianna e Beppe) l'ho scattata la prima notte che ho avuto una macchinetta digitale.

Beppe ci aveva dato appuntamento a un ristorante arabo (oppure libanese) che stava dietro al Viale Coni Zugna. Dopo cena, Johnny ed io siamo rimasti a parlare sul marciapiede (credo che aspettavamo che Sonja trovasse la macchina) e lui mi parlava della sua relazione con la Raffa. Come passa il tempo: sembra quasi una vita fá... come, per altro lo é. Ricordo che dopo siamo andati a bere qualcosa all'Arci Bellezza.

La seconda foto, quella di Beppe e Gilda l'ho scattata dopo un pranzo natalizio a casa di Enzo e Carmela. Eravamo giú nella tavernetta e finalmente siamo saliti per prendere un pó di caffé e pan dolce. Madonna, ma quanto c'era da magná. :D Sonja ed io siamo rimasti zavorrati per giorni dopo.

Poi, la foto dell'icona intitolata "Postcards" (con tanto di "Greetings!") é in realta il Cimitero Monumentale. (Mah... qui che ne sanno?) In un momento credevo di aver scattato la foto il giorno del funerale del padre di Johnny ma poi ho capito che non mi sarei mai permesso una caduta di stile come portare una macchina fotografica ad un funerale... ossia che sicuramente l'ho scattata durante qualche giro in bici.

E mi stupisce pensare a quanto usavo la bici a Milano e a quanti luoghi si poteva andare. Qui tutto e' molto lontano, sono i suburbi, vagamente tipo Vimercate o qualche posto del genere. Ossia che se vuoi arrivare in un tempo ragionevole devi prendere la macchina. Adesso che sto lavorando a casa sto cominciando a tirare fuori la bici un'altra volta, ma e' da anni che non lo faccio sul serio. :P

Beh, vi saluto per ora.

Monday, 16 November 2009

Domani prendiamo una camera fotografica nuova!

Finalmente!

Domenica mi hanno chiesto di scattare qualche foto alle vetrine di Main Street. C'e' un concorso per trovare il commerciante con la vetrina piú natalizia e dobbiamo pubblicizzare la cosa sul blog di Experience Upper Hutt.

E sono stato lí con la camerina di due soldi che ho, tentando inutilmente di scattare foto delle vetrine senza riprendere anche i riflessi delle macchine che passavano. E pensavo a quanto sarebbe facile avere una SLR con lenti lenti. Lenti ai quali si púo attaccare un filtro UV, ecc. ecc. per uccidere quei riflessi maledetti. E domani andiamo a prenderci una Canon D400 di 2a mano che abbiamo trovato su "Trade Me", la spudorata copia locale di eBay.

Non vedo l'ora. Prima delle digitali point-and-click, ero abituato a una SLR con tanto di controllo sull'apertura e la velocita dello shutter, campo di profonditá, ecc. Sara bellissimo tornare ad avere controllo su tutte quelle cose, fare foto sul serio e, buon dio, non dover sistemare sempre i colori dopo col PC.

La prima macchina digitale che ho avuto era bellina, una Nikon CoolPix che stava cominciando a mostrare la sua etá. E poi, quando é morto il Flash, ho comprato la prima che mi e' capitata (lo so, uno sbaglio) che sarebbe una Sanyo VPC S600, che e' brutta come la fame. Nel centro di Upper Hutt, qualcuno ha pensato a vernicciare tutti i pali della luce in un colore arancione quasi fluoro che certo, si fa vedere, ma viene fuori uno schifo con la Sanyo. L'arancione é terribilmente accesso e tutti i rossi sembrano radioattivi. Una palla sulla quale ho sprecato ore e ore a casa in un inutile tentativo di sistemare tutto. Adesso spero che vada meglio.

Ho giá diverse cose che devo scattare (un ufficio legale, il negozio delle fotocopie, le vetrine, ecc) ossia che si viene un periodo abbastanza attivo. Speriamo bene.

Ciao per ora,
Vince.

Sunday, 15 November 2009

Anche la Nuova Zelanda andrá a Sud Africa.

Ebbene, si. Per assurdo che possa sembrare, la Nuova Zelanda si e' qualificata per Sud Africa 2010.

Dico "assurdo" perché questo é un evento clamoroso. La Nuova Zelanda non e' stata rappresentata ai mondiali dal 1982. Difatto, il nome della squadra, gli "All Whites" fa riferimento al fatto che la squadra nazionale sono gli All Blacks e tutti gli altri sport sono, chi piú, chi meno, una sorte di dopopensiero. Il calcio fa la parte del parente povero.

E cosi' stupisce vedere tanto entusiasmo per il pallone: si voleva avere "uno stadio bianco" e lo hanno avuto. Uno stadio strapieno, e moltissimi tifosi vestiti di bianco. Molti con caschi di moto bianchi per completare il look. :)

La partita..? Beh, si giocava col Bahrain, che non e' proprio il Brasile. Si dice che le condizione metereologiche (10 gradi centigradi, moltissimo vento, pioviggine) che qui sono normali anche a tarda Primavera, abbiano avuto un grande impatto su i bahreiniti (si, Marco. si chiamano cosí!) abituati, senza dubbio ad allenarsi nelle sabbie roventi del golfo.

Per il mio gusto, c'erano troppi "spettatori" sul campo. Giocatori che guardavano mentre i bahreiniti (che figata, quel nome!) li passavano davanti, correndo via con il pallone. Spero che per i mondiali sappiano mostrare una difesa piú fitta, ma almeno per ora, gli All Whites hanno fatto istoria.

Friday, 13 November 2009

E cosi, Sonja trovo un'altro lavoro

Ha molato il lavoro di marketer di film e il proprietario insoffribile e ha trovato un nuovo lavoro nella cabina di controllo di una emittente di TV.

Il lavoro in se non sembra molto emozionante. L'emittente mette in onda soltanto le gare ippiche (ah, e anche quelle dei cani). Il lavoro consiste in cliccare un tasto che manda in onda un tavellone con i favoriti per la gara e poi, su ordine del regista, cliccare un secondo pulsante (o forse lo stesso, non ho fatto molto caso) per mandare in onda la gara stessa.

Lei e' un po' indecisa. Da un lato e' lo stesso lavoro che faceva appena ha lasciato il liceo, ventun anni fa. I soldi sono ancora pochi e la tecnologia ha reso il lavoro noiosissimo. Una volta c'era di preparare i nastri, calcolare i tempi per andare in onda (tenendo conto della velocitá del nastro), ecc. ecc. adesso c'e' soltanto da premere un tasto, gara dopo gara, per sei ore al giorno. E le prime due settimane ha un ruolo di osservatrice, il quale vuol dire che per sei ore al giorno dovrá guardare a qualcun'altro schiacciare il pulsante. Per'altro, c'e' il fatto che molte di queste gare hanno un finale scontatissimo: sempre vince un cavallo.

MA... il lavoro ha anche i suoi vantaggi: si lavora la sera oppure il mattino (é rotativo) , perció avremo sempre tempo per la Rio Bravo. Nonostante la noia, si tratta cmq di un lavoro in televisione che potrebbe portare a qualcosa di meglio e, migliore di tutto, non deve accollarsi piú al tipo dei film. :D

Wednesday, 11 November 2009

Monte Erebus, la Sciagura (1979)

Dopo due settimane, Sonja non sopporta piú il posto dove lavora.

Peccato, perché Iddio sa che ha messo abbastanza trovare anche questo part-time. Ma non c'e' caso: lei vuole licenziarsi e basta.

Sulla carta, il lavoro non e' male: c'e' una azienda che ha preso un mucchio di vecchi documentari neozelandesi con l'idea di trovare compratori e Sonja dovrebbe fare il marketing. L'atro ieri abbiamo guardato uno sulla tragedia del monte Erebus.

Ed ecco il tema di questo post. Ho guardato ma non c'e' una pagina sulla Wikipedia italiana, ossia che vi la racconto io.

Nel lontano 1979, il volo 901 di Air New Zealand, portava passeggeri molto benestanti a fare un po' di sightseeing nel polo sud. E' stato un successone, con molti interessati e una campagna pubblicitaria che metteva depliant in ogni casa neozelandese (immagino che non ci fossero tante!) Cmq, dopo qualche edizione, il volo 901 si e' scontrato col Monte Erebus nell'Antartide. Incidente assurdo, il velivolo era completamente fuori rotta e hanno sprecato molto tempo cercando inutilmente sulla rotta pianificata. Non ci furono superstiti, 257 morti. Ai tempi, una delle peggiori sciagure aeree della istoria e anche adesso non e' tra le minori.

Il tutto dovuto, assurdamente, a un'errore di battitura mentre Air New Zealand programmava il computer di bordo. E anche a un regolamento aziendale molto libero che permetteva ai piloti a portare i DC-10 a quote molto basse pur di permettere ai turisti di apprezzare il panorama ghiacciale.

L'aerolinea ha immediatamente dato la colpa al pilota. Ma si sono anche coperti, fino al punto di entrare in casa della vedova per rubare gli appunti di volo del pilota morto. Ma il giudice che gestiva la inchiesta ha giudicato lo stesso contro l'Air New Zealand. Che poi, ha appellato il verdetto nei tribunali londinesi e ha girato il verdetto. La carriera del giudice (ai fini pratici) e' finita piú o meno a quel punto. :P )

E anche se il discorso risale al '79, gli echi del caso non si sono ancora spenti (cosí diceva un avvocato in un fumetto che ho) L'Air New Zealand ha finalmente chiesto scusa per la forma nella quale hanno trattato ai superstiti, immagino che adesso si potrebbe cominciare a parlare di compenso ma quello sicuramente mettera qualche anno ancora.

E dunque, ecco a voi, raga. Un altro esempio di come tutto il mondo e' paese e in quanto ai coverup qui non hanno niente da imparare.

E tutto va avanti

E tutto va avanti. Adesso sto preparando un sito per una piccola azienda (marito e moglie) di printing. Sono sicuro che c'e' un termine in Italiano ("tipografia", forse? Ma se ormai e tutto in base a fotocopie..?)

Divertente!

Che roba, il lavoro ci e' arrivato tramite la moglie di uno che e' venuto a casa per sistemarci un vecchio PC, mesi e mesi fá. A lavoro compiuto, lui si e' messo a parlare con Sonja, e' venuto fuori che la moglie lavorava in qualche ufficio neozelandese di commercio a Bruxelles, ci sono "presentati" tramite LinkedIn e poi, la moglie e' venuta a vederci e parlare di questa piccola azienda che stava cercando un sito web.

Abbiamo fatto il colloquio col cliente, siamo tornati una settimana dopo per presentare tre possibili disegni (tra i quali hanno scelto uno come era senza richiedere grandi modifiche) e dopo, Tony il proprietario, mi domanda (coll'area furba di uno che mi sta dicendo una passaparola) "...ma questo nome per la vostra azienda, di dove lo avete presso..?" e ho spiegato tutto fino ad arrivare a "E c'e' pure anche un western anni 50 molto famoso, especialmente per la sua controposizione a 'Mezzo Giorno di Fuoco'..." al quale punto Tony mi ferma con un gran "aha!" e risulto essere un grande appassionato di vecchi western. Ossia che il nome della azienda ha anche avuto la sua parte nella decizione!

Wednesday, 4 November 2009

Primo giorno del Farmers' Market

E il tempo ha fatto il signore e ci ha regalato una stupenda giornata di sole, senza vento (rarissimo a Wellington) e una certa folla si ha fatto presente. Certo che "la folla" era piccola per gli standard dell'Italia, ma per una prima giornata, in un paese dove tutti fanno la spesa al supermercato, non e' andata male.

Una coppia di Canadesi che gestiscono il lato Web del mercato hanno scattato qualche foto che hanno messo su Flick. Se volete, potete sbirciare qui

http://www.flickr.com/photos/uhfm/

Una foto in particolare e' da segnalare, peró, in questa stiamo quasi tutti gli integranti di Three Cities, la mia nuova band. :o) Ci siamo incontrati per caso.



Quello con il capellino (blu dei New York Yankees quello li sei...) (scherzi a parte) e' Ben il chitarrista, con i suoi due figlioletti. Poi c'e' la Sonja, io che mi sono voltato, e poi' c'e' Marian che suona il flautino e il clarinetto. Barry, che suona maggiormente le percussioni e canta e' dietro Marian e perció non e' venuto fuori nella foto. La ragazza bionda col sedere che sta guardando il camion del caffe e' una stagista Americana che sta aiutando con le iniziative per salvare il centro. Viene da un paese chiamato "Defiance" nell'Ohio. Quel nome e' tutto un programma. Magari noi avessimo nomi cosi rimbombanti. :)

Oggi e' uscito il giornale della zona e' c'era un articolo abbastanza infuocato sul mercato e il "contromercato" organizzato per questa prossima settimana dal centro commerciale. Anche se l'articolo suggeriva l'ipotesi che i due mercati erano solo il prodotto di un onesto fraintendimento e che e' un grande peccato che due iniziative commerciali non si sono messe d'accordo in tempo, bla bla bla, leggendo tra le righe si vede che il centro commerciale sta tentando di incularci.

Poi c'erano pure delle lettere dai lettori lamentandosi dell'atteggiamento del centro comm. e pare che oggi il sindaco sia andato a parlare col gestore del centro commerciale. Speriamo che gli altri la smettano e presto.

Saturday, 31 October 2009

Abbiamo messo le scritte sulla macchina!

Oggi credo di aver raggiunto una milestone, un traguardo o quello che sia: siamo andati dal nostro cartellaio(?? come cavoli si dice??) di fiducia e abbiamo messo le scritte sulla RAV. Il tutto ci ha costato $300 (con uno generoso sconto) ovvero E150.

Ci sentiamo molto fieri di oggi: qualche mese fá tentavamo disperatamente di lavorare per qualcuno, adesso ci siamo messi in proprio e stiamo facendo (nel ns. piccolo) un po' di auto pubblicitá (scusando il gioco di parole)

Sonja si ha trovato un lavoretto part-time facendo marketing per film. Qualche soldo in piú non nuoce e, trovandosi in centro, tra tanta gente, magari salta fuori altro business per noi. L'unica pecca é che si tratta di una azienda molto piccola (credo che siano soltanto marito e moglie), perció possono pagare poco, e praticamente a cottimo.

Lei ha suggerito, inizialmente, che potrebbe andare da loro quattro giorni alla settimana, ma adesso sta pensando di offrire di lavorare solo tre, oppure anche due, gg. alla settimana, e forse fare un po' di training per uno stagista cosi riescono a contenere i costi.

Ma c'e' anche il fatto che si scoccia di lavorare per qualcuno. Il primo giorno lí, lei voleva chiamare una azienda ad Auckland per proporre un film e ha trovato che il suo telefono ha il blocco e puó solo fare numeri locali. :P Ha dovuto spiegare che per fare una campagna di marketing, ha bisogno di telefonare altre cittá, e ha dovuto richiedere cortesemente che togliessero il blocco. Macheroba...

Pensandoci sopra, l'idea di tornare ad avere un padrone sembra molto aliena anche a me, l'idea di dover chiedere sempre se posso fare qualcosa, se "il capo" pensa che questo o quello sia una buona idea, di aspettare a che "il capo" mi dica che devo fare. Blergh...

Cmq, ecco qualche foto della macchina (e madonna, vedo dalle foto che stare seduto davanti a un PC tutto il giorno non fa niente per il mio fisico. Vedo adesso che sono ingrassato di brutto) :P

Ecco la classica foto, peccato il brutto tempo, ma su quello non ho controllo! :D





Da dove ho capito che, veramente, dovevo imparare a usare il timer.


Molto tempo fá, Edi ci ha chiesto una foto di noi davanti alla casa. Non so perche sia venuta fuori con quest'area patinata, sembra ritoccata. Ma forse tutte le foto di quelli che comprano la sua prima casa vengono fuori cosi. Non capisco perché sembriamo cosí americani, pero! Allora, se qualcuno mi passa il banjo...



In realtá, ho dovuto smanettare un'attimino con la foto: il trepiede ha una vite da aggiustare e nell'originale, sembrava che avessimo comprato una casa su una colina molto ripida. ;) La metto su per dimostrare che questo é un blog molto onesto e trasparente! :D

Thursday, 29 October 2009

Il Farmers' Market

Ovvero, il mercato dei contadini.

Questa e' una idea che sta prendendo un po' di rincorsa (da queste parti) recentemente. Si tratta di un mercato di roba comestibile (cioé, niente artigianato ne cacciaviti cinesi) e tutto quello che va in vendita deve provenire da una zona entro cento (a volte duecento) chilometri dal mercato.

Se uno produce "valore aggiunto" (tipo una marmellata piuttosto che il pesce salato piuttosto che pane piuttosto che ecc.) l'ottanta percento del prodotto base deve essere dalla zona circondante. Ossia che, tornando alla marmellata, lo zucchero e il barattolo possono venire da altrove ma la frutta deve essere di zona. C'e' anche un tavolone a parte per tutti coloro che non fanno il contadino da mestiere ma forse hanno un melo dietro casa e vogliono vendere la frutta.

E parlo di questa cosa, e la spiego pure, perché fino a stasera dovevo gestire il mercato a Upper Hutt, che parte questa domenica. Ma l'organizzatore ha capito oggi di essere rimasto senza fondi disponibili e il mio spirito civico non e' tale di farmi uscire da casa alle sette del mattino di una domenica senza essere pagato. Si riparla tra un mese.

La gestione in se pare che sia una cazzata: si deve visitare ogni stand per controllare che abbiano i certificati in regola, prendere i soldi per il noleggio dello stand, e generalmente prendermi carico di tutto (segnaletica per il traffico, per esempio), ma visto che non si tratta di fisica nucleare dovrebbe essere un lavoretto piuttosto semplice.

La cosa interessante, peró, e' che siamo nel mezzo di una specie di guerra malcelata tra i piccoli commercianti e quelle grosse catene che pullulano nel centro commerciale.

La storia e' cosi: da qualche anno abbiamo un centro commerciale che non cagava nessuno. Era un mortoio totale. Stava dietro la via principale (chiamata "Main Street" come nei film americani!) e tranne che per un paio di grossi magazzini, non c'era molto di piú. Recentemente, la multinazionale a chi appartiene il centro commerciale, si ha dato una svegliata e stano tentando di prendere il sopravento.

E fanno cose veramente sporche: per esempio, hanno comprato un mucchio di negozi su Main Street attorno al centro commerciale e hanno apertamente dichiarato la loro intenzione di lasciarli sfitti finche non si riempi il Centro Commerciale. La nostra Main Street e', dunque, piena di negozi vuoti. Va bene che ci sia una crisi e che tanti di quei negozi erano in affitto a aziende fallite ma dio, adesso mi sembra di vivere in una canzone di Bruce Springsteen. :P

L'idea dietro del mercato dei contadini sarebbe quella di attirare un po' di pubblico a Main Street e dare un attimo di fiato ai piccoli commercianti. Il Centro Commerciale, invece, ha deciso di fare contemporaneamente, un "mercato dei cibi freschi", con tanto di palloncini per i primi cento bimbi e una grossa campagna pubblicitaria a livello locale. Campagna che, per altro, usa font e colori simili al Farmers' Market.

E' buffo perche' uno pensa a le multinazionali, i monopoli commerciali, ubi maior minor cessat, ecc e spesso (a me almeno) vengono in mente i Zapatisti, la United Fruit Company e cose del genere. Hombres molto magri con dei grossi baffi. Ed eccoci davanti a una cosa che, nel suo piccolo, e' molto simile ma in un contesto locale del tutto inatteso.

Abbiamo deciso con Sonja che andremo in giro, sabato mattina, a distribuire i volantini del Farmer's Market. Crediamo che ci saranno molte famiglie sui campi sportivi locali a guardare i figlioletti che giocano a rugby, ossia che forse raggiungeremo tanti. Promette di essere una giornata divertente e cmq quello dei volantini é una buona scusa per farci un bel giro in bici. Vi faró sapere.

Ciao per ora,
Vince.

Monday, 26 October 2009

Uno in piú

Ed ecco un'altro 25 di ottobre che arriva e va via, ed eccomi un'anno piú anziano. :P Adesso ne ho 46, il quale non smette di stupirmi. Ogni volta che ci penso mi viene il dubbio finche capisco che si, 2009-1963 fanno, ahem! 46.

Non abbiamo fatto molto con la giornata. Questo 25 e' caduto proprio nel mezzo di un ponte, perció molti delle mie conoscenze erano fuori cittá. Siamo andati a prendere un boccone a Eastbourne, che sarebbe un piccolo sobborgo di mare a una ventina di minuti da qui. Anche se non e' molto lontano sulla carta, c'e' una sola strada per arrivare, piuttusto stretta e tortuosa e credo que questo aiuti a dare a Eastbourne un carattere tutto suo.





Quella deve essere una delle foto piú brutte che mi abbiano mai scattati, ma veramente ci sono pochissime foto mie in tutto questo blog (se non ricordo male, l'ultima risale ai primi mesi del 2007) e percio' tentaró di aggiungerne altre.

Cmq, dopo di Eastbourne siamo andati a fare un giro, ci siamo persi e finiti in una valle piena di vacche che ci guardavano. Sonja ha trovato la strada giusta e, dopo, tornare a casa siamo andati a cena da una coppia di amici. Come ogni buona cena neozealandese, ci aspettavano alle 18:30 (qui mangiano prestissimo) ma tra un po' di conversazione e qualche bicchiere, ecc. non siamo tornati a casa fino a dopo mezzanotte. Mica male, tutto sommato.

Saturday, 24 October 2009

Sulla intraducibilita.

Qualche mese fa', siamo andati al 21esimo di una nipote di Sonja. Una festa un po' misera, devo dire, un BBQ a casa, tra i genitori, con qualche amico/a. Ah, e anche con noi (alla faccia del divertimento, no?)

Mah... contenta lei, ma se io avessi 21 anni un'altra volta (e domani ne faccio 46) insisterei su qualcosa piú memorabile. Se qualcuno si sta chiedendo, "e allora, tu che hai fatto?", devo confessare (come omaggio alla sinceritá) che per il mio 21enissimo ho fatto una specie di picnic a lume di candela tra amici, nel salotto della casa che condividevo col resto della band. Abbiamo bevuto un casino e c'era anche un bel po' di fumo, che ci ha durato fino al mattino dopo, quando siamo andati a crepare nel parco che c'era davanti a casa. Per dare una certa eleganza alla festa, abbiamo scelto di fare un evento "gala", e cosí indossavamo tutti giacca e cravatte mentre che le ragazze indossavano abiti di sera. O almeno quello che si riusciva a trovare di 2a mano perche eravamo tutti squattrinati.

Non ci furono delle orgie, ne camerieri travestiti di animali della giungla, ma ricordo che, tuttavia, ci siamo divertiti molto.

Allora, non faccio questo post per rimproverare la nipote per la sua vita noiosa e suburbana. Faccio questo post perche tra gli ospiti c'erano anche dei cosidetti boy racers. Mi ricordo che ci sono "boy racers" italiani, specialmente a Roma, ma non ricordo il termine preciso. Cmq, sono dei coatti che gareggiano per strada con le loro macchine truccatissime e molto rumorose.

Dire che mi stano sul cazzo e dire ben poco. D
etesto tutto quel rumore inutile e quanto sia misera e pietosa quella vita di andare in giro in macchina da una punta di qualche paesino all'altra. Capisco che ci sará una certa poesia in tutto quello (guardate American Graffiti, volendo) ma mi scoccia il rumore. Dio, ma quanto mi scoccia.

Se volessi, potrei anche parlare di come, ogni tanto, scappa pure il morto. Ma se devo essere sincero, i morti scappano in qualsiasi attivitá, anche mangiando (peripatetici, quei morti).

Allora, dunque, appena abbiamo capito la compagnia nella quale ci eravamo cacciati, abbiamo partito con "certo, in italia non ci sono gente come voi perche' le macchine non si possono truccare. Secondo me, fanno bene!" e cosi via dicendo.

E allora uno dei boy racer (che aveva provato con la nipote, mesi fa, solo per essere respinto quando lei lo ha beccato frugando nella casetta delle sue mutandine e facendosi una bella annusata)(ma va..!) ci ha fatto qualche commento su come non capivamo il piacere che si prova a guidare una macchina truccata.

Ho risposto che forse aveva ragione, ma che lui sicuramente proverebbe
risultati migliori col Viagra. Ma la cosa che mi ha colpito é che appena lui ha tirato fuori questo discorso sul piacere che si prova, blah blah blah, ho sentito una vocina dentro di me che traduceva le sue banalitá come "ma Cristina, non dirmi che rinunci cosí facilmente ai piaceri della vita!"

E questo e' il punto del blog post di oggi. Ci sono tante cose che non riesco a tradurre all'inglese, nemmeno a renderle in un modo che vagamente faccia capire la bellezza e l'assurdo di tutto.

Un altro esempio: qualche giorno fá ho capito che cosa fosse quel brano che ho sentito alla radio anni e anni fá, di uno che diffida delle vacanze greche della fidanzata. Ma come cavoli tradurre una frase come "accarezzare nuovi scampoli di assenza" per condividerla con quelli che mi circondano? Ho provato simili difficoltá con i testi dei Pitura Freska. Mi dispiace perché in realtá, sto tentando di condividere tutto un pezzo del mio mondo e non c'e' proprio come fare.

Il peggio e' che non mi sento arricchito, in compenso, da altre parole. Certo, ci sono termini nuovi, spesso arrivati dal Maori (o te reo Maori, la lingua dei Maori) ma quelli mi servono piú che altro per parlare dei Maori col gergo giusto* Per esempio, hanno la parola whanau (pr: "fanau") che vuol dire "famiglia", anche se per i Maori (e i polinesiani in genere) "familia" vuol dire familia estesa, piú un clan che una famiglia "nucleare" come la pensiamo nel Occidente. Ma non userei mai il termine "whanau" per parlare della famiglia di Sonja. Esiste il termine "pakeha", che i Maori usano per descrivere gli europei e quello e' uno dei pochi che in uso comune tra i bianchi.

Personalmente, lo trovo un termine odioso. L'Europa va dalla Sicilia fino a Groenlandia, siamo alti, bassi, scuri, biondi, rossi, anche. Qualcuno ha addirittura gli occhi a mandorla. Parliamo centinaia di lingue diverse, abbiamo tante religioni diverse, ecc. ecc. Eppure si suppone che vada bene un unico termine per descriverci a tutti (anche i LatinoAmericani, gli Africani bianchi, ecc. che hanno tutti sviluppati un'interpretazione diversa dell'europeanitá. Pero non fare la gaffe di scambiare un maori con un samoano perché quello é razzismo o quanto meno una cafoneria. :P

Ciao per ora,
Vince.




*(vabene, ci sono piante e uccelli con nomi locali, ma quello si fa per dire)

Un nuovo sito in linea

Abbiamo messo in linea il sito per l'avvocato. L'orsetto fa parte dell'intestazione (intendo il banner sopra la pagina) ma il banner cambia in maniera random, ossia che forse non si vedrá subito.

Non abbiamo finito del tutto, manca qualche foto del organico e devo mettere in linea qualche foto dei trofei che hanno vinto come azienda.

Ecco l'URL: http://www.jgwilliam.co.nz Da qui tutto sembra bello, se avete tempo e trovate qualche (ahem) sbavatura, fatemi sapere.

E poi c'e' questa situazione strana, dove loro avevano giá un server Microsoft Exchange, che c'era da rispettare. Adesso ricevono mail da tutti tranne noi, credo che ci sia confusione dove le ns mail per l'avvocato vanno a un indirizzo IP e le mail del resto del pianeta vanno verso un'altro. :P Un attimino imbarazzante ma a) non posso fare niente fino a martedí (lunedí é festivo) e b) almeno non ci sono problemi per i loro clienti. Cmq, qualcosa da investigare al piú presto.

Friday, 16 October 2009

L'Italian Film Festival di Wellington

Ogni anno, dal (oramai lontano) 1996, il Cav. Tony Lambert organizza l'Italian Film Festival di Wellington. Non so perché non siamo andati prima, ma il fatto resta che siamo andati ieri per la prima volta.

Prima di tutto: bel cinema. Un posto gigantesco, della vecchia scuola, con uno schermo gigantesco e il tutto piuttosto liberty. Come dicono tutti, il cinema e' stato restaurato per la prima del Signore Degli Anelli. Ecco, adesso l'ho ripetuto pure io ;o)

E che siamo andati a vedere? Tutta La Vita Davanti, che ok, capisco che non sia di ultimissima ora ma molti film italiani si vedono qui soltanto durante il festival. Bello. Divertente, forse un attimino prevedibile ma dopo di aver visto migliaia di film in questi quaranta e rotte anni, e' difficile non prevedere certi sviluppi nella trama, no?

Interessante, piuttosto, vedere quanto sia diversa Roma a Wellington. A volte uno dimentica..! :D



Ed riecco l'orsetto un po' ritoccato. Capisco che le ombre potrebbero essere fatte meglio, ma non questa sera. ;) E certo che poteva andarmi peggio. Se volete vedere dei veri disastri Photoshoppati, guardate questo blog, intitolato, a punto, Photoshop Disasters.

http://photoshopdisasters.blogspot.com/

Ciao,
Vince.

Tuesday, 13 October 2009

Avventure col Orsetto

Il ns. disegno per uno dei clienti avvocati prevede un banner generato in modo random che mostra un'immagine emblema di ogni tipo di diritto che trattano. Per esempio, una delle possibili varianti del banner é "diritto lavorativo" (o come cavolo si dica) e mostra un tizio col casco da operaio che guida un bulldozer. Roba del genere.

Ho trovato tutto in siti di "stock photography", cioe, di foto generiche per le pubblicitá. Le avete visto parecchie volte, cose tipo "famiglia ridente in spiaggia", "coppietta facendo un picnic" e cosi via dicendo. Se non capite ancora, guardate qui http://www.istockphoto.com/file_browse.php?page=2 per esempio

Allora, una delle cose nelle quali si specializza quel studio legale é la "family law", cioe' la parte della legge che riguarda i divorzi, divisione di beni, ecc. All'ultimo momento ho trovato un'immagine piuttosto carina di un orsetto seduto accanto a un mucchio di libri antichi e uno di quei martelli da magistrato o judice. Secondo me raffigurava il concetto molto della family law eloquentemente, almeno per un pubblico anglosassone. L'unico problema ("problema" per il quale non mi sono preoccupato assai) era che ho trovato l'imagine attraverso Google e non qualche sito di foto stock.


(ecco la foto)

ma che cavolo, e' talmente una foto stock che sicuramente avrei trovato l'autore e comperato una licenza in questione di pochi minuti, no? Ehm... no.

Risulta che quella benedetta foto dell'orsetto non contiene alcun dato sull'autore (neache guardando con notepad.exe) . Ho trovato diversi siti (due in America, uno in Inghilterra e uno in Cecoslovacchia) che utilizzano l'immagine ma nessuno risponde alle mie mail chiedendo il nome dell'autore. Secondo me, si sono tutti fregati l'immagine a vicenda, nessuno ha la licenza e si sono tutti caccati in mano credendo che stavo per fare causa a nome dell'autore. :D

Alla fine, dopo giorni e giorni di girare per questi siti abbiamo deciso di scattare la nostra propria versione della foto. L'orsetto c'era, anche se diverso. I libri c'erano pure. Il cliente si e' fatto prestare il martellino del sindaco di Upper Hutt(!) e finalmente eravamo pronti per scattare la foto.

Ma c'era bisogno di uno sfondo bianco, perfettamente bianco per combaciare col resto della pagina.

Abbiamo tentato prima di tutto con una lenzuola, ma era impossibile stirare via tutte (ma tutte) le pieghe. Abbiamo pensato a una tenda della doccia, ma anche quella avrebbe avuto pieghe. Avevamo un grosso pezzo di legno (1200mm x 1200 mm) che abbiamo cominciato a dipingere di bianco ma poi a cominciato a piovere e comunque stavamo usando un casino di vernice (il legno succhia molta vernice)

Siamo saliti in macchina e andati a Mitre 10, che e' come dire il Bricco e ci hanno mostrato di tutto, compreso il materiale utilizzato per le doccie. Poi abbiamo fatto il giro dei tipografi locali tentando di localizzare qualche metro di carta pesante. Niente.

E adesso sto tentando di fare qualcosa con GIMP. Vedremo... :P

Ecco lui finora.





Ciao per ora,
Vince.

Abbiamo rifiutato il ns. primo lavoro!

Ebbene, si. Ci siamo permessi di rifiutare un lavoro.

Successe che un'amico, la cui azienda fa da fornitori per una fiorente azienda di elettronica, ci ha telefonato per avvertirci che questi suoi clienti stavano pensando di rifare il sito web. Abbiamo subito chiesto un colloquio e ci siamo presentati. Fin li, tutto bene. Ma poi... :P

Parlando con la marketing manager, i prospettivi clienti risultarono essere una piccola media impressa locale con una decina di grossi clienti (banche, linee di autobus, ecc) e un 80% di piccoli clienti che fanno una sola spesa, forse di sette "badge" per i dipendenti e poi spariscono.

La manager aveva giá un disegno che voleva implementare per il sito (e che per altro non ci piaceva) ma i dettagli dell'implementazione erano un po' vaghi. C'era un'elenco di siti che piacevano alla marketing manager e un elenco di siti che non piacevano, con altretante vaghe ragioni per le quali non piacevano ("troppa grafica", "disegno affollato", ecc).

Poi volevano che preparassimo "suggerimenti" su come utilizzare i blog e Twitter per farsi pubblicitá (ossia che dovevamo anche fare il loro marketing). Avevano anche il testo pronto per il sito, ma non si capiva niente: era tutto molto tecnico e per niente utile ad uno che voleva passare dal sito e comperare quei famosi sette badge e basta (ossia che c'era da riscrivere tutto il testo). Per finire in bellezza, il capo di IT (non presente al colloquio) aveva giá detto che i migliori designer sono tutti diciottenni appena usciti dalla scuola (ma scusateci tanto, no?)

La Marketing Manager ci ha anche avvertito che l'IT manager ha idee molto chiare sul design "di ultima ora" e che il ns. disegno doveva essere di ultima ora e di tendenza (ma, non e' che volevano che implementassimo il loro disegno?)

Cmq, alla fine c'era da prendere le specifiche e preparare una presentation, per una settimana dopo, dove sarebbe presente questo bravo IT manager. E dove dovevamo tirare a indovinare che cavolo lui ritenessi "di tendenza" in quanto a design. E dovevamo presentare una marketing strategy per loro (ma quella "marketing manager", che cavolo fará tutto il santo giorno?) E come potevano dire di averci dato testo e disegno, non era che potevamo chiedere troppo in termini di soldoni.

E il tutto con una data "go live" del 28 Ottobre. Ma va..?

Ho chiesto come mai una azienda elettronica (con tanti informatici a portata di mano) non poteva farsi il sito da sola e lei mi rispose che erano tutti troppo impegnati.

Abbiamo pensato molto, abbiamo perfino parlato con uno molto altolocato (vendite) nel settore dell'informatica a Wellington. Per fortuna, e' il marito di una amica dunque la consulta la abbiamo fatto a gratis.

Avevamo un grosso dubbio, per la serie... e se questo fosse come uno di quei film americani, dove i ns. simpatici eroi gettano la cautela al vento, escono dalla loro comfort zone e imparano a vivere la vita ad un'altro livello (bla bla bla) (mi viene in mente la frase di Dylan, "starry-eyed and laughing")

Oppure... oppure questa era una banalissima situazione della vita reale dove quella furbacchiona della marketing manager ci chiedeva l'impossibile per quasi niente? A pelle, la cosa ci metteva a disagio. C'era una terza opzione, ovvero fregarcene delle specifiche e presentare un nostro disegno (ovviamente vincente, e ancora un'altra volta come nei film americani)

E l'altolocato ci ha detto di lasciar perdere, per diverse ragioni, un 75% di loro completamente impreviste da noi. Abbiamo spedito una mail alla Marketing Manager lunedí PM per ringraziare e scusarci per non prendere in mano il loro progetto.

Ci sentiamo un po' confusi. Da un lato ci inorridisce l'idea di non prendere un lavoro, specialmente dopo tutte queste sventure. Da un'altro lato, mi fa piacere sentire che non siamo cosí disperati da dover prendere un lavoro che sarebbe diventato un'assurdo.

Monday, 12 October 2009

Qualche foto di casa.

Visto che fa una bella giornata, faccio qualche foto della ns. casa. Queste sono soltanto delle thumbnail, cliccate sopra per vedere le foto in dimensioni piú accettabili

Devo ammettere che non avevo notato che questo albero era in fiore fino a quando non stavo per scattare la foto. Non so come si chiami, sembrano dei cavolfiori, ma mi sembra poco probabile.



Questa e' l'entrata. Gli stivaloni di gomma erano del padre di Sonja. Lei ha questa idea di, un giorno, piantare dei fiori dentro. Un giorno.



Qui c'e' la RAV che abbiamo ereditato dai genitori di Sonja. Non e' una brutta macchinina (disse colui che non guida) pero c'e' pochissimo spazio per portare cose. Un peccato visto che gli amplificatori per basso non sono piccolissimi e che spesso dobbiamo andare a cercare legna per il fuoco. Abbiamo anche il piatto per SKY pero non hanno niente che ci interessi (come, alla sua volta, Telepiú non aveva niente di interessante a Milano)



Un'altra veduta della casa. Mio ufficio in primo piano. Tra qualche settimane ci saranno delle grosse rose bianche.



Un'altra veduta della casa, insieme alla potente RAV.

Friday, 9 October 2009

GIMP?

Qualcuno di voi (che sicuramente ci siete, e in grandi numeri, no?) utilizza GIMP? (ovvero: Gnu Image Manipulation Program)

Il mio vecchio PC era di seconda mano e ho trovato una copia di Photoshop 7 sopra. Poi, quando ho comprato un PC nuovo e ho capito che non era facile trasferire Photoshop da un PC all'altro mi sono scaricato GIMP, che e' open source e freeware. (Ho ancora accesso al mio vecchio PC e a Photoshop tramite Team View, ma tutto va sulla rete dunque e' micidiale nella sua lentezza)

Qualcuno di voi ha esperienza con GIMP? Io ho una relazione di amore/odio con lui. Da un lato, mi piace che sia open source, freeware e molto politically correct. Da un altro lato, é un tool un po' particolare che forse gira meglio su Linux che su Windows. Ci sono tantissime delle feature presenti su Photoshop pero in posti strani e con combinazioni di tasti impreviste. *mboh* il vero e' che ogni giorno lo utilizzo di piú. Chissá che un giorno non finisca per piacermi.

Thursday, 8 October 2009

Una bella giornata.

Oggi siamo andati a vedere gli avvocati colla coscienza sociale, quelli che ho menzionato un paio di post fa. Adesso vogliono che il sito abbia uno sfondo in un colore "caldo e accogliente", che vuol dire... piú o meno qualsiasi cosa, no? (come dicono in inglese, "how long is a piece of string?")

Alla fine pare che ci siamo messi d'accordo su un colore vagamente "avorio" e ci hanno dato una specie di ok per proseguire col sito. Il problema é che sembrano di prendere le decisioni collettivamente e quello che ci dice il nostro liason puo' essere bocciato dagli altri durante il prossimo meeting.

Sonja ha deciso che faremo le modifiche richieste ma solo su un file formato .jpg. Molto sensata la Sonja.

Poi siamo tornati nella valle. Passando dalla biblioteca comunale, Sonja ha preso un libro sul cosidetto crowdsourcing. Quest'ultimo é un fenomeno che avevo presente, ma al quale non ho mai fatto molto caso. La parola "crowdsourcing" e' un gioco di parole tra "crowd" (folla) e "outsourcing". L'idea e' piuttosto semplice di afferrare se prendiamo un'esempio concreto.

C'e' un sito chiamato Threadbare.com che vende magliette "d'autore". Il sito, peró, é un perfetto esempio del crowdsourcing.

I designer (tantissimi, praticamente anonimi, da ogni parte del mondo) inviano disegni delle loro magliette e la community sul sito, cioé centinaie di altri designer, votano per i disegni piú belli e i cinque disegni piú acclamati dalla "folla" sono messi in produzione limitata e il designer riceve tot soldi. Il sito vende la maglietta.

Come business model e' una figata: la maglietta che finalmente va in produzione ha un disegno che ha gia succitato interesse da parte di centinaia, se non migliaia di persone che peraltro vengono da ogni parte del mondo. Non c'e' rischio alcuno per il sito.

Il libro parla anche di un'altro sito simile, iStockPhoto.com, che vende foto "stock" fornite da una gigantesca communitá di fotografi che si fanno suggerimenti e critiche tra di loro. In entrambi i casi, la cosa che vendono questi siti (piú che la maglietta o la foto di una famigliola felice del Virginia) é la communitá stessa. La folla (virtuale) si gestisce da sola, scegliendo il disegno o la foto piú bella. Immagino che ci siano certi paralleli col mondo del open source dove qualcuno sviluppa un prodotto iniziale é poi tanti altri aggiungono plugins, fanno il testing, adottano standard, ecc.

CMQ:

Siamo tornati in Upper Hutt, e un'altro avvocato (ma di dove escono?) che dovevamo vedere re: un sito ci ha chiesto di rimandare l'appuntamento per mezz'ora. Va bene, siamo andati a prendere un kebab per pranzo (si, anche qui ci sono!) Poi, quando finalmente siamo riusciti a vedere l'avvocato, lui ci ha chiesto qualche piccola modifica. Abbiamo suggerito di prendere il testo per il sito tramite un processo di "interviste" con i suoi vari soci e dipendenti e lui ci ha dato il primo assegno e il "via" per il sito. :D

Ho anche comprato una SIM nuova per il telefonino. Da 2Degrees, una azienda nuova. Telefonare con loro costa la mettá di quello che pretendono Telecom e Vodafone.

POI... avevo anche un colloquio di lavoro in centro. Sviluppatore web, tre mesi. Non voglio lavorare come dipendente, preferisco cavarmela da solo. Ma se posso avere un po' di libertá con le ore e posso lavorare anche in proprio, perché no? E certo che i soldi non puzzano.

Mi sono presentato, ed era una di quelle maledette interviste a panello, ma con tre donne. Prima volta che mi capita. Nella mia gioia di aver avuto il via (e l'assegno) per l'altro sito, ciascuna mi sembrava piú splendida dell'altra. Credo che sia stato il colloquio piú animato e divertente che abbia mai fatto qui in NZ.

La capo tecnica aveva un po di grigio nei capelli spettinati, jeans e maglietta e un orecchino al naso. Una specie di punkabestia frichettona. Non ricordo colloqui con gente vestita cosi in Italia ma qui ce ne sono a palate, almeno nell'antro tecnico. Pero lei (come credevo) sapeva un casino di roba su bachi interbrowser, CSS e abbiamo parlato un mucchio su diversi CMS e per fortuna non mi ha chiesto (come temevo che facesse) "Come faresti ad impostare un array multidimensionale in PHP5?" (non mi ricordo mai!) Le domande mi sono sembrate facili perció sicuramente ho risposto un mucchio di cazzate. Devono intervistare altri candidati dunque, chissa?

Poi, tornando a casa, mi arriva un SMS dalla 2Degrees. Avevo chiesto di trasferire il mio numero dalla Vodafone. Il sito della 2Degrees sosteneva che l'operazione potesse richiedere un paio di gg. lavorativi pero sono riusciti a fare tutto in un paio di ore. Pazzesco.

Finalmente, Sonja ha andato a vedere a Barry per scroccare un po' di legna per il fuoco di stasera e Barry ha commentato en passant che dovava ricordarsi di buttare via tutta questa lana che aveva trovato nel box di uno zio invalido. Barry voleva il bauletto che conteneva la lana ma era scocciato di aver trovato tutta questa lana dentro. E di dover fare tempo per andare fino alla pattumiera municipale per buttare la lana che c'era dentro.

Sonja, che va matta per la maglia, ha presso tutto, diversi centinaia di dollari in lana. Una bella giornata, si! :D

Bob Blount

Questo e' un'altro Bob, non il mio vicino di case. Qui si parla di Bob Blount con chi ho fatto amicizia a Sydney, nei lontani anni 80.

Bob scriveva una fanzine, cioe' una piccola rivista artigianale dedita al rock alternativo. Era un discorso molto rozzo, la rivista "Blunt" era scritta rigorosamente su una vecchia e malandata macchina di scrivere e poi fotocopiata.

E questo e' il buffo, la prima volta che ho conosciuto a Bob, volevo ucciderlo. Credo che fosse il 1984 e facevamo una serata in un piccolo ma affollatissimo bar chiamato The Strawberry Hills. Questo era prima che lui cominciasse a scrivere la rivista. L'ho trovato tra un set (scaletta) e un altro che parlava sul marciapiede con la mia allora ragazza. Le parlava di un disco chiamato "Brilliant Trees" di David Sylvian :D A quei tempi ero un tipo molto geloso e prima di qualsiasi altra cosa ho detto a Bob di andare a farsi fottere, lui e David Sylvian.

Qualche hanno dopo ero in un'altra band e ho fatto amicizia con lui, senza capire che si trattasse dello stesso tipo del marciapiede(!) Poi, dopo mesi di bere insieme e parlare parecchio di band e di musica, Bob ha detto qualcosa su quel famoso David Sylvian e allora ho capito chi fosse. E stranamente, non mi ha rimproverato per averlo trattato cosi male ai tempi.

Cmq, stringo.

Col tempo, la rivista e' cresciuta un filino (anche se era ancora fotocopiata), Bob ha pubblicato qualche compilation su cassette di queste band underground e finalmente ha pubblicato tutto un libro di interviste e foto che apparsero una volta nella sua fanzine. Pazzesco. E' uscito quando eravamo ancora a Milano e ho comprato subito una copia da una libreria australiana.

Poi Bob ha deciso che voleva fare un'altra vita ed e' diventato insegnante di inglese nell'Asia. Ha fatto Corea, Vietnam e adesso insegna inglese in una universitá a Pecchino e, lavorando 12 ore alla settimana riesce a campare.

Pero..!

E racconto tutta questa roba perché adesso e' in vacanza e come la sua donna e nata un po' al nord di Wellington, sono passati da qui. E' stato bello vederlo. E un po' piu' grosso, massiccio, direi, ha perso un po di capelli e ha il pizzetto. E' stato bellissimo rivederlo e tra il passato comune delle band e di Sydney e il fatto che ho vissuto a Hong Kong ci siamo divertiti a parlare e scambiare opinioni.

Ho la sensazione che non lo vedro per altri venti anni, ma che saremo amici anche allora.

Wednesday, 7 October 2009

Twitter

Qualcuno di voi usa Twitter?

...per quelli di voi che abitate sulla luna, Twitter e' un sito che permette di fare micro-blogging, di una lunghezza massima di 140 caratteri. Si utilizza in diverse maniere, sia per fare piccoli commenti durante l'arco della giornata oppure per segnalare siti e cose d'interesse a tutti coloro che fanno parte del proprio network sociale.

Oggi siamo andati a vedere un possibile cliente che ha molto entusiasmo per questo benedetto Twitter e ci ha chiesto di pensare in come possono utilizzare Twitter in forma commerciale. L'unico problema e' che sono un fabbricante di Smart Cards. Al solito, quelli che utilizzano Twitter per fare delle campagne pubblicitarie sono aziende giovani e all'arrembaggio (o che almeno vogliono sembrarlo)

Tanto per ambientarmi, ho aperto un'account Twitter per la Rio Bravo, ma non sono sicuro di che cosa dire (tendenzialmente, l'idea sarebbe che, se riusciamo ad avere una presenza Twitter, saremo in grado di fare lo stesso per un cliente. Dunque, che dire?

Vabbene, stiamo preparando un blog per un cliente, ma come faccio a convincere a un'eventuale pubblico che questo e' un fatto veramente affascinante..?

E andiamo avanti!

Ok, e' da parecchio che non posto qui. Sono successe diverse cose, che racconteró, ma che forse divideró in piu post.

L'azienda non va troppo male. Abbiamo avuto un periodo un po' buio, dove uno dei ns. due clienti metteva parecchio a pagarci e non ci cagava nessuno. Sonja si e' messa a telefonare qualsiasi azienda che non avesse un sito web. Il rifiuto peggiore e' arrivato da uno studio legale dove la centralinista le ha detto, testualmente, "Noi abbiamo giá troppo lavoro, non ci servono altri clienti". (Ma che cavolo rispondi a una cosa del genere..?) Sonja, pero, non si ha lasciato abbattere e ha insistito a lasciare i ns. dati. E brava, la Sonja.

E, per pazza che possa sembrare la cosa, qualche giorno dopo ci ha telefonato il capo ufficio dello studio legale per dirci che in realtá vogliono una presenza web. E vogliono un sito che sia bello, "ma che non attiri troppi clienti... mi raccomando, eh?"

Abbiamo fatto una riunione con loro e si, veramente, hanno tanti clienti. Si specializzano in casi di abusi storici (rappresentano, per esempio tutti i bambini violentati in qualche istituzione durante ultimi trent'anni. tutti i membri di una tribu, ecc. ecc) perció non scherzavano: hanno diverse centinaia di clienti. E si vede dal loro ufficio: piccolo, con scatoloni di pratiche ovunque, nessuno in giacca e cravatta, la viva immagine degli avvocati con tanta coscienza sociale.

Adesso abbiamo preparato un progetto web per loro ma stiamo tergiversando con i colori :P Domani dobbiamo tornare da loro col portatile, per fare un'altra riunione e scegliere una tavolozza, di una volta per tutte e, con un pó di vento un poppa, magari firmare un contratto per fare il sito, gestire il hosting, ecc.

Friday, 31 July 2009

Le difficolta' di mantenere il blog

Non "posto" tanto come una volta, lo so.

Ma una ragion c'e', e' buona e' sarebbe questa: per molti mesi ho aiutato la camera di commercio italiana locale come webmaster, sviluppatore, ecc. L'incarico non mi risulta particolarmente oneroso, ma molte delle situazioni che mi sono capitate in questi mesi coinvolgono persono che non solo abitano qui a Wellington, ma che parlano pure l'italiano.

Ci e' giá capitato che una sconosciuta fraintendesse quello che ho scritto mesi fa' e, insieme alla sua allucinante incapacitá nel navigare l'internet, ha causato un po' di (diciamo) "attrito" al telefono. E anche se quella telefonata e' un ricordo sempre piú vago (successe, dopo tutto, all'inizio di questo anno) la cosa che mi e' rimasta chiara e che c'e' anche gente qui che capita su questo blog.

Ma adesso che nella nostra capacitá di sviluppatori web stiamo facendo altre esperienze e conoscendo piú gente, la camera occupa meno del mio tempo e, piú importantemente penso meno a loro.

Volevo soltanto spiegare perche non "posto" tanto come una volta. :o)

Saturday, 11 July 2009

Un'altro funerale

E ieri siamo andati ad un'altro funerale ancora, ormai e' il terzo al quale vado da quando siamo qui. Questa volta, per fortuna, noi non c'entravamo.

L'altro ieri Bob il fornaio passa da noi per parlare di un nuovo mucchio di legno che aveva avvistato quel pomeriggio e quasi in passant ci ha detto che era morto il suo padre. Non so se lo ha detto in passant ma con la famosa freddezza anglosassone, era un po' difficile capire quanto fosse sconvolto. Ha anche aggiunto che non si vedevano molto spesso dunque non so che cosa provasse lui. Ma abbiamo detto subito che saremo andati al funerale.

E signorsi, siamo andati.

C'era una piccola folla e credo che era ovvio che non eravamo del loro giro. Eravamo troppo ben vestiti. Bob, per esempio e' venuto direttamente dalla forneria ossia che era tutto spettinato, sudato e con una giacca un po' malandata con la griffa aziendale. Qualche vecchio col completo, uomini con i pantaloni di jogging, scarpe di tennis e cosi via dicendo. Strano non vestirsi bene per andare ad un funerale (l'idea m'inorridisce) ma immagino che i morti non fanno caso e se ai vivi non importa, che male c'e'?

Cmq, nei film Americani c'e' un certo filone di storie dove uno o piú dei protagonisti si diverte ad andare ai funerali degli sconosciuti, divertendosi a osservare i diversi atteggiamenti della gente davanti alla morte. Se devo essere sincero, l'idea mi ha sempre sembrata il prodotto di menti molto superficiali perche, in realta, i funerali sono molto monotoni e si somigliano molto tra di loro.

Ma allo stesso tempo ho sempre conosciuto al defunto o almeno h avuto una buona ragione per esserci. Questa, invece, era una situazione dove potevo vedere se si prova qualcosa, qualche scintilla di divertimento a guardare il funerale di uno sconosciuto. E poi, c'era l'occasione di capire, attraverso le panegiriche, che tipo fosse George, il padre di Bob.

E beh. Era uno a chi piaceva farsi una birra con gli amici. Oppure due. Oppure tante birre. E lui era uno molto testardo, che quando si faceva una opinione era inamovibile dunque non era possibile discutere con lui. Ha fatto la naia. Ha lavorato per molti anni a Moore Wilson, una specie di supermercato per le aziende, poi si ha trovato in esubero e ha lavorato nel "bottleshop" di un pub per i prossimi dieci anni. Poi trovandosi in esubero un'altra volta ha fatto lavoretti per il comune finche non e' andato in pensione. Verso la tarda etá ha fatto qualche viaggio al'estero per la prima volta, andando in Australia e a Singapore, due posti dove vanno cani e porci.

Ci sono stati tre panegiriche, una per ogni generazione della famiglia. Ha parlato prima uno che doveva essere un fratello molto minore, che ha detto (in parole povere) di non aver conosciuto bene al fratello e di non vederlo spesso. Poi ha parlato per i figli il fratello di Bob (e qui siamo rimasti stupiti, quello la era molto ben vestito, con i capelli ben tagliati e sapeva parlare in pubblico: era dificile accettare che fossero fratelli) Lui era un piu' sconvolto che lo zio, ma allo stesso tempo ha detto di non sapere molti dettagli della vita del padre. Poi finalmente ha parlato una nipote che era in lacrime e ha letto una specie di poema, credo.

Abbiamo dovuto cantare due inni protestanti, uno dei quali era l favorito di George. E c'erano canzoni di Jim Reeves (http://www.youtube.com/watch?v=ztHcGoSS_vA per gli interessati)

Beh, insomma... credo di non aver assolutamente niente in comune col buon George. Niente contro di lui, ma se Sonja ed io abbiamo portato via qualcosa dall'esperienza é soltanto un forte desiderio di fare qualcosa col tempo che ci rimane ancora e non finire come George, con una visione del mondo cosi ridotta. E sono convinto piu che mai che i funerali sono giá abbastanza repetitivi senza dover andare anche a quelli degli sconosciuti.

Thursday, 2 July 2009

Risorge la Rio Bravo?

Quando ero a Milano sono stato costretto dalla Pride a lavorare da consulente. Una nuova sperienza, almeno per me. E come dovevo avere una azienda, e come l'azienda bisognava battezzarla, l'abbiamo chiamata "Rio Bravo Computers. Questo attorno all'anno di grazia 1994.

Ho voluto quel nome perché in quelli anni, tante case informatiche si trovavano a California, in posti con nomi spagnoleggianti. Adesso non mi ricordo tutti, ma c'era la Santa Cruz Organization, la Embarcadero, e cosi via dicendo. "Rio Bravo" (che in realta' e' il titolo di un western degli anni 50) aveva un nome abbastanza simile.

E adesso siamo qui a Wellington (che sorpresa visto il nome del blog, no? NdR) e non c'é lavoro e se c'é non ci fanno avere nemmeno il colloquio. E a un certo punto abbiamo deciso di metterci in proprio. Dovevamo andare ad un corso su "a trafficologia" (detto con accento Siciliano cf. Johnny Stecchino) e come ci volevano fare un mini colloquio prima, abbiamo dovuto fare finta di essere una piccola/media impressa. E mettendoci "nel personaggio" e prevedendo le possibili risposte a possibili domande abbiamo capito che ben potevamo essere una azienda. Quello e' giá tutto in qualche post precedente.

Appena abbiamo deciso che volevamo metterci in proprio, Sonja ha insistito in alzare la vecchia bandiera della Rio Bravo. Un paio di giorni dopo abbiamo preso una rivista di cinema e toh! c'era un'intervista con Tarantino, che diceva che "Rio Bravo" e' uno dei suoi film favoriti.

Per quelli che non hanno mai visto il film, "Rio Bravo" e' una specie di "risposta" a "Mezzo Giorno di Fuoco" dove John Wayne, deve affrontare (come fece Gary Cooper in Mezzogiorno di Fuoco) i cattivi che tornano in paese. Come Gary Cooper, scopre che gli unici in paese disposti ad aiutarlo sono solo dei poveri diavoli. Ma diversamente di Gary Cooper, John Wayne non si abbatte, accetta il loro aiuto, e alla fine (ma figurati!) hanno la vittoria sui cattivi. Una specie di piccola parabola, anche se preferisco di gran lunga "Mezzogiorno di Fuoco".

E stranamente, sta cominciando a entrarci lavoro. Dico "stranamente" perché magari tutto funzionasse cosi': se dichiaro di essere una aziena e ci arriva lavoro, chissá che succederebbe se mi dichiarassi miliardario?

Il lavoro non e' niente di impressionante dal punto di vista dei soldi. Bisogna ammerterlo. Siamo nuovi e cmq stiamo cercando di lavorare per piccoli commercianti di quartiere. Ma come inizio non e' male. Abbiamo un sito in cantiere (per una allenatrice sportiva a domicilio) e un'altro (per una associazione di commercianti locali) in fase di analisi. Sonja ha consegnato un'informe sul finanziamento del cinema e la televisione in Italia e Spagna per un ministero a Wellington. Ho tradotto qualcosa all'inglese per una piccola azienda di Milano. Sonja ha fatto una presentation (davanti a pocchi, ma buoni) sul bisogno di una presenza web e forse qualcosa nascera da li'. Devo andare a vedere un'altro cliente lunedí mattina, c'e un altro che vuole il mio (??) parere su un carrello della spesa online e non ho tempo di fare un cavolo se non e' lavorare. :P Ma sono felice.

I soldi per ora non sono un granché ed e' possibile che dovremmo trovare anche lavoro a part-time, almeno per ora. Ma Sonja ed io siamo decisi a lavorare part-time per poter dedicare tempo a questa ns. attivita'.

E piú importante di tutto, stiamo facendo qualcosa e fermando un po' l'uscita dei ns. risparmi. E non mi sento piú avilito, come una volta. Se tutto si va al mambo, e' per colpa mia, non perche' qualche idiota non mi ha scelto per un colloquio, e quello é sempre un paso avanti, no? Come dicono in Casablanca, "Adesso so che vinceranno i nostri". Speriamo bene!

Ciao,
Vince.

Tuesday, 16 June 2009

La nuova band

Sto entrando a fare parte di una band, molto diversa dal solito.

Non mi ricordo se ho parlato giá di Barry, quel filmmaker amico di Sonja. Quello con chi siamo andati alla spiaggia di Peka Peka per intervistare una donna per un film.

Comunque, stringo. Barry é un ex musicista, e con Marian la moglie (? credo che sia la moglie) a volte fanno delle serate nei bar in centro. A volte suonano nel atrio del cinema del quartiere per farsi dare dei biglietti. Organizzano insieme una serata "unplugged" in un caffe' locale dove i musicisti locali pagano $10 per esibirsi. Insomma, si arrangiano. Lei canta, suona il clarinetto e il flautino e adesso sta imparando il mandolino. Barry canta e suona la chitarra.

E un pomeriggio stavo parlando col buon Barry e ho suggerito che forse potremo suonare insieme. Lui ha aggiunto che se imparassimo un mucchio di cover forse si potrebbe guadagnare qualcosina e il discorso é andato avanti da solo. Abbiamo deciso di proporre una cosa tra il folk e il country, con forse qualcosa del celtic. I propositi sono assolutamente a fini di lucro, con la intezione di evitare ogni specie di originalitá che potrebbe renderci "difficili"

Tendenzialmente, questa sarebbe il tipo di band che mi ha sempre fatto dare di stomaco, ma allo stesso tempo sono stranamente entusiasta. Tanto per incominciare, non mi sono disturbato di imparare a suonare un cover (neanche un triste Wish You Were Here dei Pink Floyd) in oltre venti anni. Forse di piú. Imparare le canzoni altrui e, per me, una cosa cosí bizzarra che sta diventando quasi un progetto avantgarde. Mi pare una cosa molto affascinante. Peraltro, ho capito (da solo e qualche mese fa) di aver difficoltá ormai a capire come funzionano le canzoni altrui. Molti giri non mi vengono automatici, come dovrebbero venirmi dopo tutti questi anni, e questo e' un peccato. E certo che fare qualche soldo non nuoce.

Ma e' a questo punto che tutto sta andando un attimino a monte! :D

Tanto per incominciare, Barry, che io credevo uno abituato a suonare in una cover band, in realtá non ha molta piú idea di me. Non é talmente mercenario come lo credevo. Peccato.

E qui c'e' il primo problema: la scelta di materiale. Io sostengo che se vogliamo fare denaro, allora dobbiamo fare cose tipo canzoni degli Eagles per la serie Hotel California e roba del genere, canzoni tipiche ormai delle radio emittenti "Ricordi di Oro". O almeno proporre canzoni che tutti conoscono. Barry invece conosce giá un mucchio di brani e le vuole riproporre ma, anche se le sue scelte non sono per niente brutte, non riesco a immaginare agli ubriachi in un bar che si rifiutino di andare a casa senza prima sentire Johnny Too Bad dei Slickers.

Sul lato positivo, lo stile country che abbiamo scelto mi piace da morire: dopo anni di suonare in uno stile tra il punk e il funky, dover fare brano dopo brano con un ritmo tipo "bum-cia! bum-cia!" e molto divertente. L'unica delusione e' che credevo di aver inciampato su una cosa facile: suonare poco, fare quattro cazzate, lasciare che Barry facesse tutto il resto e alla fine della sera, raccogliere i soldi. Invece mi trovo che finora sembro di aver piú buonsenso e piú senso commerciale di Barry. :P

Un secondo problema e' che Barry e' troppo abituato a suonare in un duo con la moglie, perció e' uno strimpellatore svergognato. Al solito non un grande problema, ma come il basso e la chitarra suonano le stesse note in certi parti, l'arrangiamento diventa impastato. Dunque, c'e' da rifare tutti gli arrangiamenti per lasciare spazio al basso. La chitarra deve suonare accordi meno pieni e forse note piú acute. Ma anche questo ha il suo lato positivo: una delle cose che mi fanno piu' piacere nella musica é trovare arrangiamenti interessanti, e forse un pó particolari. E qui c'e' da reideare un mucchio di cose.

E poi ci sono tante altre cose interessanti. Il suono del clarinetto, le armonie che cantano Barry e Marian. E tutto molto interessante e apre tante nuove possibilitá. Credo che Marian sia la chicca di tutto il discorso. Ha un talento ovvio e sa suonare cioé, se le dai qualche accordo lei sa improvvisare e portare la musica avanti. Barry, invece, sembra di aver bisogno di qualcosa piu' strutturata.

Barry ha anche insistito (quasi) in coinvolgere a Sonja come percussionista. Lei (come sempre) ha fatto un pó di storie al'inizio ma adesso si diverte. Ed e' molto simpatico spendere una serata provando brani con Barry e Marian. Mi fa pensare a gente del '900 riunita attorno al pianoforte.

Credo che Sonja non aveva mai sentito i brani che stiamo facendo (a volte mia moglie mi stupisce) ma quello si rimedia facilmente grazie alla magia di YouTube. Certo che lei non e' per niente brillante sulla percussione ma come stiamo facendo questa roba folk/country non ha bisogno di essere un genio, solo di tenere il tempo.

Idealmente vorrei spostare il tutto verso una musica piú rozzamente folk. E scrivere i nostri propri brani. Ma fare delle polche scatenate, dei valzer. Roba del genere. Musica... dei pioneri, degli immigranti. Non so neanche io che cosa intendo ma sicuramente mi verra in mente prima o poi.

Per ora qualcuno dei brani che stiamo imparando

I Want You: Bob Dylan
Tangled Up In Blue: Bob Dylan
Wild Horses: Rolling Stones
You Can't Always Get What You Want: Rolling Stones
You Ain't Going Nowhere: Bob Dylan (anche se il cover dei Byrds e' piu' conosciuto)
Johnny Too Bad: Slickers (dalla colonna sonora di The Harder They Come)
The Road Goes On Forever (And The Party Never Ends) : Ray Earl Keene
The Sunny Side of Life: The Carter Family
Man of Constant Sorrows: (dalla colonna sonora di O Brother Where Art Thou)


Come ho detto, non e' roba famosissima. Almeno per ora! ;)

Ciao,

Vince.

Wednesday, 10 June 2009

Abbiamo perso una gatta

E no, non mi aspetto che qualcuno in Italia l'abbia trovata.

Sto attraversando un periodo molto intenso in questi gg. quindi racconto un po' alla volta.

La prima cosa e: abbiamo perso una gatta. Abbiamo (avevamo, oramai?) due gatti, "Chloe" e "Button". Entrambi provengono dal SPCA, cioé, la societá per la protezione degli animali, e Button é figlio di Chloe. O almeno cosi' ci dicono.

Button e' un gatto arancione e bianco, molto simile a quel Pippo che avevamo a Milano (e a milioni di altri gatti qualsiasi in tutto il mondo, suppongo). Lo hanno chiamato cosi perche ha una piccola macchia arancia sulla pancia che rammenta un pulsante. Chloe, invece, e una gatta "europea" a striscia e dunque neanche lei era un'animale assai "nobile". E si fa per dire che non ci volevano vendere l'uno senza anche l'altra ("ma non vorrá mica separarli, no? Una famigliola talmente bella come la loro!" e altri antropomorfismi del genere)

Alla fine ci hanno venduto entrambi al prezzo di uno. Sonja, abituata a tenere i gatti in un appartamento, infatti voleva due gatti (cosi si fanno compagnia durante la giornata) e abbiamo preso entrambi volontieri. Non che ci fosse bisogno, peró. Qui nei sobborghi, i gatti sono sempre in giro e i nostri hanno subito fatto amicizia (e non) con i gatti dei vicini. Ci sará almeno una trentina sul nostro isolato.

A volte dubito che ci sia infatti un parenteggio tra i Chloe e Button e a volte sospetto pure che l'SPCA abbia abbinato un gattino piccolo e molto vivace con una gatta grassona e col caratteraccio a fini di trovare casa per lei, ma sarebbe .

Mesi dopo ho saputo che Chloe, che veniva di un quartiere povero e molto malfamato chiamato Wainuiomata, ha ricevuto il nome in onore di "Chloe di Wainuiomata", star improvissata di un reality su i residenti di quella zona. Credo di capire che la Chloe dello show era una donna un pó (ahem!) allegra con una passione per le pantofole in pelle di tigre (finta) e il sogno di diventare cantante di lirica. Insomma, un personaggio piuttosto tamarro ma di una simpatia travolgente.

E beh, vorrei poter raccontarvi qualcosa di piú drammatico, ma i fatti sono molto semplici. Una sera siamo usciti e al rincasare non c'era Chloe ad aspettarci alla porta, non c'era Chloe al mattino dopo e non ci fu Chloe per ogni giorno di quest'ultima settimana.

Ovviamente abbiamo fatto diversi giri del quartiere, in macchina e a piede, e Sonja ha fatto il giro delle case vicine con la foto di Chloe in mano... ma niente.

Ho diverse teorie: Chloe e' sparita un martedí, mentre che quelli della raccolta della spazzatura sono passati il mattino dopo. Se e' stata investita da una macchina e uccisa, allora é anche possibile che sia finita nel camion delle immondizie.

Per'altro, a Chloe piaceva salire in macchina e nascondersi (era come una piccola tana tutta sua). A volta Sonja ha preso la macchina per andare in supermercato e dopo qualche minuto ha sentito Chloe che miagolava incuriosita dal sedile posteriore. Forse la gatta é saltata in una macchina altrui, l'autista non ha saputo dove restituirla e una di due: l'ha lasciata per strada oppure l'ha portata a casa sua.

Per un po' abbiamo sperato che Chloe fosse rinchiusa in qualche casa o box e che tornarebbe a noi appena qualcuno aprisse la porta del box (o della casa).

La unica cosa che mi preoccupa é la possibilitá che qualcuno le abbia fatto del male, ma non voglio parlare di quello con Sonja che e' abbastanza triste per questa difezione felina.

E poi, a volte tornano. Quando ero piccolo, ho avuto un gatto che e' sparito di casa solo per tornare qualche settimana dopo (ma e' stata una visita molto breve e lui e' tornato dopo alla casa che lui aveva scelto)

Nel fratempo restiamo fiduciosi (e beh, che dobbiamo fare altrimenti?) Come molti pet, lei ha il microchip e indossava anche il collarino ossia che se qualcuno la trova (e vuole restituirla) non sara difficile.

Ciao per ora,
Vince.

Saturday, 16 May 2009

Libiam' ne' lieti calici

In questi ultimi mesi ho avuto una specie di flirt con la lirica. Strano perché e' da molti anni che assolutamente detesto la lirica. Come disse una'amico una volta, "La lirica e' il equivalente musicale del body building. E' molto impressionante ma non serve a niente"

Da un lato, ho sempre disprezzato un certo snobbismo che avverto quasi ogni volta che parlo con un vero fan della lirica. Da un'altro, lo spettacolo in se mi e' sembrato ridicolo: gente che stracanta in un modo talmente drammatico che mi risulta difficile non scoppiare a ridere.

Perció spero che il gentile lettore mi creda quando dico che nessuno e' rimasto piu' sorpreso di me al scoprirmi frugando in YouTube alla ricerca di spezzoni di varie opere liriche. Successe cosi... (immaginate uno schermo che diventa nebbioso e ondeggiante come nei vecchi film)

Eravamo in biblioteca e stavo aspettando a Sonja. Mi trovavo nella sezione delle riviste e su un tavolino accanto a me, qualcuno aveva lasciato un numero di Gramophone. Allora, Gramophone e' una rivista che ho visto ogni tanto dal giornalaio. Visto che e' una rivista di musica la mettono spesso tra altre riviste piu' biricchine o rozze tipo Teen Beat e Kerrang! dove rimane, tappandosi il naso finché qualcuno non la compra (Per l'appunto, io l'ho notata mentre cercavo Guitar Player, no Teen Beat) .

Cmq, do una occhiata mentre aspetto e la prima cosa che noto e' un articolo su "I tesori musicali di YouTube", che mi e' parso un discorso inattesamente moderno. E poi' c'era un'articlo che cominciava con "Rimarrá ancora qualcosa da scrivere su Charles Ives?" Una bella domanda: io, che ritengo di avere una certa cultura musicale, non avevo mai sentito nominare a questo Charles Ives, eppure qui c'era un mondo dove non solo lo conoscevano tutti: avevano addirittura esaurito il tema. Ho prelevato (si dice cosí?) la rivista e mi sono messo a leggere.

Ho avuto l'impressione di un mondo molto vivace e interessante, anche se troppo vasto per esplorarlo tutto in breve tempo.

Ma il CD che accompagnava la rivista... molto interessante. C'era un programma piuttosto lungo, (30 minuti) ma per niente noioso sulla vita di Verdi (con riferimento alle parti che ha scritto per baritoni) e qualche estratto di nuovi CD in recensione nella rivista propria.

Durante il programma su Verdi c'erano spezzoni di varie sue opere e quello che mi ha piaciuto di piu' e' stato Pura siccome un angelo da La Traviata. E stranamente, mi ha piaciuto. Ho tovato un mucchio di altre parti di La Traviata in giro, specialmente su YouTube. Ho capito che la mia interprete di Violetta preferita e' Stefania Bonfadelli e poi' una settimana dopo sono andato in centro alla biblioteca di Wellington (10.000 migliore della nostra) per vedere che Verdi c'era. E avevano La Traviata, una registrazione di quella versione ultra moderna che hanno fatto di recente (ricordo che si vede in uno dei nuovi film di James Bond ma dimentico quale)

E no. L'incantesimo si era spezzato.

Prima di andare in biblioteca avevo ascoltato anche una intervista col tenore, Di Stefano. Lui sosteneva che tanti interpreti cantano "per cantare", senza fare molto caso al personaggio che interpretano. E questa versione di La Traviata era proprio cosi'. Note impressionanti, modulazione molto bella, ma un disconnect totale coi personaggi. Eppure quella e' stata una performance molto riuscita. con i fan che, disperati per avere biglietti per la premiere, offrivano assegni "in bianco" in pagamento. In tante parole, credo di non avere capito niente e adesso, tranne per il fatto che certi canzoni da La Traviata mi ci sono appiccicati, credo di essere guarito.

Il barocco, invece... quello si che mi piace. :o)