Tuesday, 26 December 2006

Il Natalone

Ieri, il 25, fu' una giornata abbastanza importante per Sonja ed io.

Tanto per incominciare e per ragioni geografiche, non avevamo mai celebrato il Natale con la sua famiglia. Siamo andati, dunque, a casa di Sheryle, la sorella maggiore di Sonja. Lei e' una donna piuttosto bassa e di Forte Carattere che abita a Levin, una cittadina un po' anonima a un paio di ore da Wellington. Mi piace moltissimo Sheryle. E' una senza nemmeno la idea di avere peli sulla lingua, ma ha anche un grandissimo cuore.

Communque... non avevamo speranze alcuna di trovare uno dei famosi taxi per i disabili che fosse disponibile per un viaggio cosi' lungo il giorno di Natale e abbiamo dovuto rassignarci a prendere la macchina.

Allora, non so se Vi siete mai accorti, ma salire in una macchina e', fisicamente, tutta una impresa. Ci sono parecchi movimenti inusuali da fare e molti spostamenti del equilibrio, especialmente se la macchina non e' altissima. Provate a farlo "a moviola" e senza usare la gamba sinistra la prossima volta e... capirete che cosa intendo. Ah, e' poi ci sono anche le bucche per strada! :)

Infatti, l'ultima volta che ci avevo tentato, per un viaggetto di solo dieci minuti, tre settimane fa', salire e' stato un vero inferno che mi ha lasciato a letto per tutto il resto del giorno. Avevo, dunque, una fifa incredibile di affrontare un viaggio in macchina di almeno due ore.

Pero si vede che sto guarendo. Ho fatto il viaggio, sdraiato sul sedile posteriore senza alcun problema. Mi sono anche appisolato per qualche minuto, volete credere?

Ma tornando al racconto... e' sempre un piacere andare a trovare Sheryl. Ha una cagna simpaticissima (Sassie), e un marito inglese, Bryan, che e' un tipo molto buffo e irreverente con un mucchio di storie sulla sua vita nelle fabbriche piu' schifose della Nuova Zelanda. A volte mi stupiscono le sue storie. Ha perso delle ditta ed e' stato anche travolto da una appianatrice, il quale lo rende di per se, in un tipo piuttosto particolare. Poi, c'erano le loro figlie, Jo e Melissa con i rispettivi mariti e i tanti loro bambini. Ron, il padre di Sonja e' venuto con noi in macchina.

Sonja ed io credevamo che sarebbe stata una giornata piena di tensione, vista la presenza di Abe, il marito cornificatore di Melissa. Pero sembra che abbiamo tutti deciso separatamente di fare finta di niente. Uno da fuori avrebbe detto che lo scandalo della settimana precedente non fosse mai successo. Anzi, non lo averebbe mai sospettato. Meglio cosi'. Direi che quei ragazzi hanno tanta roba da sistemare tra di loro e non hanno bisogno di ulteriori censura.

Il pranzo? Un mucchio di carni fredde e patate e zucca arroste. Stranamente per una isola non c'era del pesce. Un menu ideale, communque, per il clima solare e estivo che il meteo ci aveva promesso ma non consegnato. Per dessert abbiamo portato un tiramisu importato dalla Italia che ha riscosso un successone, anche in confronto con la tradizionalissima Pavlova, una torta fatta con crema e merenghe.


(una parentesi: la Pavlova e' pratticamente un casus bellis da queste parti... all'estero e' conosciuta (semmai) come una invenzione australiana, ma tutti quanti i neozelandesi brontolano amaramente che sono stati loro i responsabili della sua invenzione. E che questo e' un'altro caso ancora della perfida Australia che tenta di fregarli. Avendo cresciuto in Australia, la cosa mi fa sbeliccare, ma loro prendono il dibattito molto sul serio. Ho imparato a tacere!)


In quanto ai regali, devo dire che anche se i miei parenti sono gente molto carina, sono un po' scarsi di fantasia.

Il mio primo regalo fu un trio di libri di puzzle (due di Sudoku, che non riesco mai a capire, il terzo di parole incrociate "cryptic" che spieghero dopo). L'altro componente del pacco era una bottiglia di docciaschiuma. :P

Come questo regalo mi arrivava da Anne, La Cognata Con il Cane Che Mi Odia, ho creduto subito che fosse qualche commento bastardo sulla mia igiene personale e mi sono segretamente incazzato. Ma poi mi sono messo a guardare i regali che ricevevano (con tanta gioia) gli altri e sembra che regalare articoli per la doccia sia una sorte di consuetudine in Nuova Zelanda. Sara' gente molto pulita... ma che mancanza di fantasia, no? :D Alla fine ho ricevuto anche una maglietta, e altri prodotti per la doccia. Sonja mi ha regalato un video e un CD dei Dandy Warhols, una delle mie band favorite.

Poi, dopo una chiaccherata di qualche oretta, durante la quale Sonja ha insegnato a Rachel, la figlia di Melissa a fare la maglia, siamo saliti un'altra volta in macchina. Questa volta per andare a cena a casa di Teina, la sorella minore di Sonja.

Lei e' un'altra persona dolcissima... forse un attimino piu' "libera" di Sheryl, ma certamente dello stesso stampo. Teina e' divorziata da Nigel, un ex poliziotto, e da anni convive con un ispettore di polizia piuttosto divertente e geniale. A quel punto pero, ero un po' in sovvracarico mentale con i regali e non ricordo che altro ho ricevuto. Una bottiglia di vino e qualcos'altro. Dovro' aspettare un po' per assaggiare il vino: sto prendendo gli antibiotici e non posso bere.

A cena c'erano anche BJ e Kruger, figli di Ron, l'ispettore. C'era Christine, la figlia di Teina e il buon Perry, un amico di famiglia e di una certa eta' che si guadagna la vita preparando e vendendo macchine. E' stato lui a venderci la nostra a un prezzo interessante.

BJ e Kruger non potrebbero essere piu' diversi. Tanto per incominciare, sono di madri diverse. Mentre BJ e' parte Maori, molto sbadato, spensierato, simpaticissimo e spesso in qualche specie di piccolo guai, Kruger e' biondo, inscrutabile, cupo e tiene sempre un occhio freddo e inpersonale sul business. Un giorno inventera' una forma di venderci l'aria e saremmo tutti fritti. Tutta la famiglia crede che Kruger sia molto timido e che si nasconda dietro i soldi come autodifesa. Forse c'e' del vero in quello... l'abbiamo visto due o tre volte senza che lui ci rivolgessi mai la parola. Adesso dopo cinque mesi di frequentarci, sta cominiciando a dare qualche piccolo segno di interesse in noi ma si capisce che non e' bravo a portare avanti una conversazione.

La cena e' stata ancora una volta un miscuglio di carni fredde e insalata con molta birra che non ho potuto bere. Pero eravamo gia' un po' stanchi e mentre i giovani sono usciti a fare cose da giovani siamo rimasti a casa a guardare dei DVD. E beh... un giorno di questi potro' uscire anche io.

Come e' stato il vostro natale?


i Cryptic Crosswords

Non ho mai visto una cosa del genere nella Settimana Enigmistica. Sto tentando di inventare un esempio in italiano... vediamo...

Un indizio (a caso e molto imperfetto) potrebbe essere "senza la prima romana diventa un regalo primaverile!" e la risposta sarebbe "omaggio". Ovvero, "roma" senza la prima lettera, "R", diventa "oma" e poi c'e' il mese di maggio che cade a primavera. E un omaggio e' un regalo.

Esiste questo tipo di parole incrociate in Italia? Aparentemente, la regina Elisabetta e' bravissima e riesce a fare il "cryptic" del Times in pocchi minuti! A Sonja ed io mette ancora un po' di piu'! :)

Sunday, 24 December 2006

Un problema in meno

Oggi Sonja ha trovato un messaggio sulla segreteria telefonica del suo cellulare.

Era la polizia, che chiamava per dire che, nella loro opinione, Sonja ed io avevamo gia' sofferto abbastanza e che avevano chiuso la mia prattica. Ci hanno augurato un buon Natale e chiuso.

Che bella cosa! :)

Legalmente sono stato completamente responsabile per l'incidente, ma non mi ero preoccupato assai, visto che avevo la assicurazione RC e che non avevo lasciato nemmeno un graffio sul retro del caminocino.

Ma e' stato bello avere la conferma ufficiale.

Auguri a tutti voi! :D

Vince.

Wednesday, 20 December 2006

5 More Sleeps Till Santa

Si, come dice il titolo, ci sono cinque dormitate (si dice cosi?) prima di Babbo Natale. Oggi siamo andati, dunque, al centro commerciale per comperare i regali per i parenti vari.

E' stata una giornata molto movimentata e Vi la racconto mentre i ricordi sono freschi.

Tanto per incominciare, ieri mi hanno telefonato urgentemente dalla clinica "anti-coagulazioni" per dirmi di NON prendere il Warfarin. Questa e' una medicina per fare che il sangue diventi piu' magro. Ed e' necessaria perche' dopo l'incidente hanno trovato che avevo qualche specie di coagulo in un polmone. Potrebbe venirmi un ictus.

Come ho detto, mi hanno telefonato per dirmi che il livello desiderato era di 2,3 e che avevo un livello di 8,2 (!) Dunque meglio saltare il Warfarin per ora. Peccato che lo avevo preso qualche minuto prima. Ho speso una serata veramente del cavolo, con lividi che saltavano fuori ogni cinque minuti: Sonja mi ha fatto una carezza sul braccio e ha lasciato il segno delle ditte in lividi. E poi mi e' venuto mal di pancia. Indigestione? O mi stavo disanguando internamente? Non ho dormito una fava in tutta la notte. :P

Oggi, dunque, abbiamo dovuto andare alla clinica che fa gli esami del sangue a prima ora per farmi un'altro controllo. Per fortuna, il taxi dei disabili e' arrivato in tempo e mi hanno visitato per primo. Avevo ancora un mal di pancia terribile e ho capito che la codeina mi aveva "bloccato", come mi avevano detto che sarebbe successo. :P

Cmq, dopo il controllo, siamo andati dal parruchiere. Yippiii! :) Era da una vita che non mi facevo tagliare i capelli. E saro' vanitoso (arrestatemi, prego!), ma mi da molto fastidio quando viene a vedermi una donna e sembro un barbone. Anche se e' una infirmiera che sicuramente ha visto di peggio. Dunque, il taglio ci voleva e come.

Allora, questo parruchiere dove vado sempre ha il negozio in un centro commerciale piuttosto moribondo in un posto chiamato Taita, a pocchi minuti da casa. Una volta era un suburbio molto fiorente ma adesso rimane poco di quei tempi. Tuttavia mi piace moltissimo il suo negozio.

Ray Stott, il proprietario, e' li' da una vita. Comincio' come apprendista qualche decennio fa e la' e' rimasto per sempre. Scherzando, la gente lo chiama "il sindaco di Taita". Il negozio e' un po' buio e molto piccolo, visto che la meta' e' adibito a ufficio postale. Le pareti sono ricoperte con fotografie ufficiali di ogni squadra di rugby che Taita ha prodotto dagli anni '70 fino ad oggi. Mi fa' pensare al parrucchiere nella canzone dei Beatles "Penny Lane". Ci sono, prevedibilmente, molti poster degli All Blacks. Molte delle foto sono scolorite e sbiadite con gli anni e anche se a volte non si capisce quali colori indossano e' bello vederle. Ray ha tagliato i capelli a ogni maschio della famiglia di Sonja fin da quando molti erano bambini e mi piace il senso di tradizione che provo quando mi siedo su une di quelle poltrone un po' malandate e antiche.

Dopo il parrucchiere siamo tornati a casa per aspettare il padre di Sonja e, una volta arrivato abbiamo preso un altro taxi per andare a fare la spesa di Natale a Queensgate, il centro commerciale. Ci vediamo speso con lui, tanto nessuno di noi ha molto di fare in questi giorni ed e' buono farlo uscire della sua casa che sicuramente ha tanti ricordi.



Queensgate e' un posto veramente grosso, un po' come il Carosello a Carugate, ma a tre piani. Adesso hanno anche aperto un cinema multisala. Credevo che sarebbe stato molto piu' affollato e pericoloso per uno in sedia a rotelle, tra la gente sbadata, i bambini che corrono, ecc, ma in realta' non e' stato cosi' male.

La cosa piu' stancante pero', e' stato affrontare tutti quegli sguardi. La gente che ti guarda apertamente, la gente che fa finta di non guardare, la gente che viene e ti racconta di un parente o un amico che ha fatto un incidente/e' rimasto paraplegico/vuole prendere la moto... insomma. Una chiaccherata interminabile con gli sconosciuti. Poi c'e' anche da capire come relazionarsi con gli altri disabili. Devo guardarli? Fare finta di niente? Fare un sorriso solidale? *mboh*

Alla fine ho presso una guida sulla Arabia Saudita per uno dei miei nipoti che aspetta tempi migliori per viaggiare in Medio Oriente, un'altra guida (su Milano!) per Christine, un'altra nipote che vuole vedere l'Europa nel 2007. Quella su Milano non e' male, a dire il vero, ma sembra scritta per i ricconi annoiati (voglio dire, chi cazzo va al bar di Armani per prendere l'aperitivo?). Ho presso un kit di giardinaggio per Sonja (lo ha voluto lei) e una tracolla di chitarra per Abe, il marito di un'altra nipote. Quest'ultima fu un'acquisto vagamente azzardato. Lo hanno beccato a cornificare la moglie qualche giorno fa' e non sapevo quale attaggiamento prendere.

E' stato un vero scandalo, con il marito dell'altra che lo ha picchiato a sangue, intervento della polizia, denuncie, ecc. Veramente un casino ma adesso hanno deciso di mettere la loro relazione a posto, andare a vedere un counsellor, ecc. Spero che vada tutto bene.

Beh, tutto qui. La palla di essere nella mia situazione e' che non mi capita mia niente di particolare. Cmq, se non ci sentiamo prima, auguri a tutti!

Saturday, 16 December 2006

Coabitando coi morti

Molti anni fa', a scuola, ci hanno parlato dei popoli della micronesia (o era la polinesia?) e le loro strane usanze funebri.

Questo popolo, chiunque sia, ha la costume di affumicare lentamente i morti, e le salme diventano leggerissime e sottili. Come le aringhe, immagino.

Dopo la ceremonia, la famiglia si porta il cadavere a casa e se lo tengono, insieme a tutti i cadaveri degli altri loro avi. A volte, i bambini piu' avventurosi legano una corda al cadavere del nonno e lo utilizzano come un aquilone. Spiegano che stanno giocando col nonno.

Beh, cosi' ci hanno raccontato.

Forse l'insegnante solo ripeteva legende urbane che i nativi spacciano tra i turisti per farsi quattro risate... ma cosi' ci hanno detto a scuola, e cosi' vi la racconto io.

Comunque, la morale della fragola era che quel popolo aveva un bellissimo rapporto con la morte, e non si lasciava suggestionare come noi occidentali. Per loro, i morti erano parte della loro vita quotidiana e i vivi non si facevano questioni per quello.

Ok, e adesso passiamo al dunque.

Mercoledi', Sonja e' andata a prendere le cenere della mamma dal crematorio. E' tornata con: una borsa di plastica griggia, che teneva dentro una scatola di cartone, che teneva dentro una scatola di pino, che teneva dentro le cenere. E per ora abbiamo il tutto a casa. Sabato mattina consegneremo il tutto a Ron, il padre di Sonja.

Ma e' strano avere i morti a casa. Personalmente, sono piu' abituato all'idea tradizionale, dove i morti hanno una casa tutta loro (cioe', il cimitero) e se ne stanno li', tranquili e beati. Almeno finche il comune non decide di spostarli. Ma ecco, sono in un cimitero. Tutti al loro posto, noi e loro.

E strano vedere le reazioni della gente adesso che abbiamo le cenere a casa.

Dopo averle dimenticate in macchina, Sonja aveva posato le cenere sul tavolo del salotto, pero poi, Teina (sorella di Sonja) e' pasata a saltutarci ieri sera e si e' arrabbiata, dicendo che non potevamo mettere la Mamma sul tavolo. Dopo qualche negoziato (ma perche cavoli non sul tavolo?) siamo rimasti d'accordo di mettere le cenere sotto l'albero di Natale. Allora... perche' stare li', tra i regali vari, dovrebbe essere piu'... dignitoso... di stare su un tavolo mi sfugge. Ma cosi' e'.

Oggi pero', doveva passare a visitarci il padre di Sonja e non volevamo che lui vedesse le cenere prima di Sabato. Abbiamo, quindi, messo il tutto in un ripostiglio. Non so se quello sia piu' o meno dignitoso di stare sotto un'albero di natale in plastica verde. Ma cosi' e'.

Pensadoci sopra, ho capito che la scelta di Teina aveva poco di razionale, e molto piu' a che fare con il naturale sconvolgimento di una che vede, per prima volta, quello che resta di un essere amato. Ma ho capito che la gente prende le situazioni diversamente.

La cosa che mi mette in difficolta', personalmente, e la *praticalita'* delle cenere. Quando un morto e' in una bara, uno e' colpito dalla massa dell'oggetto. E' grande, ha maniglioni in ottone e ci vuole diversa gente per muoverlo. Dunque uno SA che dentro c'e' qualcosa d'importante, di riguardo. La cosa e' ovvia e il simbolismo e ben scelto. E poi va a finire tutto in cimitero risolvendo tutte le questioni di rispetto dovuto, ecc. Le linee sono ben tracciate.

Adesso non so come vedo l'avere le cenere a casa. In una certa forma, mi sento "guardato" da Betty. E veramente non so che atteggiamento prendere verso l'oggetto che, in fin dei conti e oggetto e anche persona. Se essere giocoso, cupo, o simplemente fare finta di non notare mai quella borsa di plastica griggia. Finalmente c'e' il timore (remoto) di rovesciare il tutto in qualche momento di sbadatezza.

Voi avete vissuto con una situazione simile? Mi piacerebbe sentire i vs commenti.

Tuesday, 12 December 2006

Al "Green Parrot"

Ieri sera siamo andati al Green Parrot, una istituzione culinaria a Wellington. E' stato li' dal 1926, un tempo nel quale non c'erano molti ristoranti nella citta'.

Secondo uno di quei articoli, invariabilmente intitolati "come eravamo" e che si trovano sempre nei giornali della domenica, nel lontato '26, se volevi uscire a cena c'erano:

  • un cafe' frequentato dalla mala vita,
  • un albergone per la gente per bene... e
  • il Green Parrot per il resto dei mortali.


Poi c'erano dei barracconi, come si trovano a Milano tarde la sera. Come si dice, un posto di frontiera. ;o)

E come al solito in Australasia, il Green Parrot fu aperto da un greco che si e' fatto il "grill" da solo, fondendo canne di fucile.

Siamo usciti con Ron, padre di Sonja, John e Teina (fratello e sorella di Sonja) e i loro consorti (Ron - un altro) e Gayle. In realta', non volevamo tanta gente: la idea originale era portare al padre di Sonja in giro per farlo dimenticare un po' ma alla fine si sono aggregati gli altri. Inatteso, ma poco male.

(Ah, e se Vi e' difficile tenere conto di tutti questi nomi, ho aggiunto una specie di albero genealogico qualche post in giu')

Sono arrivato con il mitico taxi dei disabili e, questa volta, mi e' toccato un autista un po' cupo che mi ha raccontato di un suo amico che aveva appena perso una gamba facendo il boscaiolo. Sembra che fare il boscaiolo sia meno pericoloso di fare il kamikaze, ma non per molto. Ma devo dire che ebbene si, il vecchio tassista aveva ragione. (Quante ne sanno, i tassisti!) Sono stato fortunato. Anzi, fortunatissimo.

Cmq, saro' fortunato ma tornniamo al discorso.

Il Green Parrot e' un posto molto tradizionalista, con fette di pane bianco e burro sui tavoli e pocche pretensioni. Il cibo, pero', come capita in questi casi era buono e abbondante. Ho ordinato un T-Bone, cioe' la fiorentina, che era grande come mezza tastiera di PC e dello stesso spessore. Al meno 10 cm. Con patatine, insalata di patate e insalata verde, tutto per €17.00 Mica male! :D Sto anche cominciando ad abituarmi alle ore locali: la cena e' cominciato puntualmente alle 19:00. :P

La cameriera era piuttosto bonna. Alta, bruna, e con un accento che non riuscivo a individuare.

Verso la fine della serata, pero', il tavolo accanto a noi si e' riempito di una comitiva di uomini appena usciti dall'ufficio, che si sono messi a fare delle domande un po' goffe ed e' venuto fuori che la cameriera era braziliana.

Per un'attimo mi sono sentito strano, quelli del tavolo accanto mi sembravano cosi' goffi e campagnuoli mentre tentavano di fare colpo con la cameriera. Credo che mi sentivo un po' in imbarazzo.

Ma all'uscire, ho urtato una delle loro sedie con la mia sedia a rotelle. E quello che avevo urtato si e' alzato subito per farmi passare, e poi tutti mi hanno salutato e augurato una buona serata, senza ironia alcuna. A prima vista potevano sembrarmi goffi ma erano anche delle buone persone. Fu uno di quei momenti nei quali senti di aver imparato qualcosa.

Poi, aspettando il taxi sul marciapiedi, ho avuto dei problemi con la sedia a rotelle. Il pezzo dove poggio la gamba ha cominciato a staccarsi e Sonja si e' messa a tentare di riavvitarlo. Non mi sorprende, la sedia e' arrivata alla ns. porta di casa in uno scattolone di cartone e senza istruzioni per il assemblaggio.

Ma ecco uno sconosciuto e un po' anziano che, senza nemmeno domandare se avevamo bisogno di aiuto, si tuffato subito a forzeggiare con il pezzo svitato, tentando di metterlo a posto per noi. Avevamo bisogno di una chiave inglese o qualcosa del genere e quindi, alla fine ha dovuto desistere. Si e' scusato, ci ha dato qualche consiglio sugli attrezzi da utilizzare, ci ha augurato una buona serata ed e' andato via senza un'altra parola. Questa gente e' davvero bravissima. Ogni volta che mi capita una cosa del genere mi sento terribilmente commosso. Mi sentivo bene, su quel marciapiedi.

Alla fine, e' arrivato il taxi con il suo kit di attrezzi e siamo riusciti a riattacare il pezzo e tornare a casa. Sul ritorno, il tassista (lo stesso dell'amico boscaiolo) ha raccontato a Sonja di aver perso 38 chili in otto mesi. Il tutto grazie a una dieta basata su un esame del sangue. Mica male per un settantenne.

Sonja si e' interessata subito, visto che e' stufa della solita dieta Atkins e che, con questa dieta, non c'e' bisogno di comprare cibi speciali o dietettici. Oggi stesso, a mezzo giorno, andra' a vedere una presentazione sulla dieta. Pare che costi €400, ma se funziona davvero, e non ci sarano piu' sbattimenti con i cibi diettetici per il resto della vita, mi sembrano soldi ben spesi.



Oggi, pero' c'e' stato il resoconto con il resto della famiglia. Anne, la cognata del cane che mi odia e David il suo marito sono rimasti male perche non gli abbiamo invitati a cena. In realta', non avevamo invitato a nessuno, tranne il padre di Sonja.

Vedremo che succede nella prossima puntata... credo che si la questione con la cognata e il cane si dovra' sistemare a qualche punto, preferibilmente prima di Natale, ma sto ancora aspettando le sue scuse.

Monday, 11 December 2006

Risposte a commenti vari

Corbezzoli... non vedo come fare per rispondere ai commenti individuali. Pare che il SW di questo blog non lo permetta. Faccio dunque, una specie di lista della spesa! :)

MAX: Qui si celebra il natale ma il clima certo non e' stato di aiuto finora.

In teoria, il Natale e' un tempo per fare dei BBQ e andare in spiaggia ma questo e' l'inizio di estate piu' freddo degli ultimi venti anni, dopo la primavera piu' ventosa degli ultimi quaranta. Questo secondo il Dominion Post, il giornale di Wellington. Pare che i negozi hanno tutti i loro stock di vestiti estivi, roba da spiaggia, ecc. e non stanno vendendo un bel niente.

Per la nostra parte, credo che andremo a celebrare a casa di Sheryle, una mia cognata (che ha un cane molto piu' simpatico di quello di Anne, a proposito) ma, tra la morte della mamma di Sonja e il mio incidente non so che Natale sara'. Credo che in altre due settimane (cioe' per il 25) saro' molto piu' in forma. Non potro' ballare ma al meno non sembrero' qualche specie di moribondo.

Marco: Che bello vedere che Vi siete sposati! Bella foto, anche. Non per farmi cavoli vostri, ma a che Vi serve un frigo a due porte? Voglio dire, non mi risulta che nessuno di voi due siate dei grandi mangioni! :D

Per la bomboniera di vetro, se hai paura di spedirla, non preoccuparti troppo. O possiamo prenderla (eventualmente) in persona oppure mettila in una di quelle scattole che vende Posta Italia. Non mi ricordo se ho mai venduto qualcosa di ugualmente fragile su eBay, ma ricordo che le cose (inc. una chitatarra) sono sempre arrivate intatte.

Auguri anche per eventuali serate al Pacific, raga! Qui, vista la prossimita' a quel continente, c'e' cibo asiatico ovvunque ma il Pacific, (e perche' no? la bella compagnia) sono un mito. Almeno a casa nostra. :)

Barebow: Hai ragione. Il Warfarin non mi vieta ne il caviare ne le ostriche ma blergh! non mi piace nessuna delle due cose. E' per questo (sob!) che non ho mai fatto carriera come spia. :(

Prima del Warfarin dovevo prenderlo sotto un'altro nome, "Meravan", che, come nome, sembrava qualche citta' nel Signore Degli Anelli. Il titolo del post, pero', faceva riferimento al primo(?) disco di Steve Vai, "Passion and Warfare". Forse uno di questi gg. faccio un bel photoshop della copertina del CD. Ho tentato di mettere un link ma il blog si ha mangiato la metta' del link.

Sul positivo, adesso ho capito come staccare le braccie alla sedia a rotelle, dunque potrei (tendenzialmente) andare a tirare qualche freccia. Purtroppo sto ancora avendo problemi a salire in macchina dunque mi sa' che aspettero' fino a risolvere quel problema prima di tornare in campo. Non e' il caso di prendere dei taxi per fare le scampagnate ogni fine di settimana. :(

Un po' di genealogia...

Parlo un casino dei miei nuovi parenti, dunque ho pensato che la cosa piu' semplice per tutti sarebbe se metto giu' una specie di albero genealogico della famila cosi si capisce un po' chi e' chi in questo blog. Tenete in mente che molti della gente qui sotto hanno figli e anche nipoti. Un'albero completo, dunque, sarebbe un po' piu' complesso di questo.

Pero, senza altri preliminari e in ordine cronologico...

Albero Genealogico della Famiglia Maddock.


  • Ron & Betty Maddock

    • John & Gail Maddock

      • Dean
      • Jason
      • Grant


    • David & Anne Maddock

      • Todd
      • Kim


    • Sheryle & Bryan Thompson

      • Andrew
      • Reuben (morto)
      • Joanna
      • Melissa


    • Teina King (adesso con Ron Phillips)

      • Christine King
      • Kruger (figlio di Ron)
      • BJ (figlio di Ron)

    • Sonja & Vince Cabrera



Friday, 8 December 2006

Passion And Warfarin

Ieri ho dovuto cominciare a prendere una nuova medicina, droga o quello che sia, il Warfarin.

In realta', il numero di possibili contoindicazioni (insieme agli usi secondari come topicida) mi fanno un po' di paura.

Come ho gia' detto da qualche parte, i medici hanno capito dopo l'incidente che avevo un coagulo di sangue in un pulmone. Non sanno se e' sempre stato li, neppure se si tratta davvero di un coagulo di sangue. Potrebbe anche essere un pezzo di grasso uscito dalle osse rotte (che schifo. no?)

Comunque, e a scanso di equivoci, mi hanno chiesto di prendere 'sto Warfarin, un anticoagulante con le palle. E dovro' prenderlo per i prossimi sei mesi. Dopo di quel tempo, in teoria, il coagulo dovrebbe essere sparito. Altrimenti rischio l'ictus.

Dunque, non posso bere alcool, ne fumare, ne mangiare ne cavoli ne broccoli (per i broccoli credo che mi arrangero'),, ne spinacci, ne frutti di bosco, ne troppa insalata in generale, ne fegato, ne aspirina ne piroxicam, che mi serviva per l'artrite. Idealmente dovrei usare un rassoio elettrico e uno spazzolino di denti morbido, in caso di emorragie. Devo andare a farmi un controllo del sangue ogni tre giorni, ma per fortuna hanno deciso che possono farmi i controlli a casa. Per ora non riesco ancora a salire in macchina.

Wednesday, 6 December 2006

Mica sono scemi! :o)

Ho capito oggi che, quando quelli dell'INPS locale (ACC) dicevano "possiamo pagarVi fino all'ottanta percento della Sua busta paga fino al suo ritorno al lavoro!", lo dicevano "a grandi linee".

In realta', come non ho pagato un anno intero di contributi, mi tocca molto di meno.

Insomma, mi danno $265 dollari alla settimana. Quando si calcola che prima che mi cancellassero il contratto, stavo prendendo la bellezza di $55 all'ora, si capisce quanto siano pocchi $265. Certo che sono piu' di quanto mi avrebbe pagato (come consulente) L'Italia Turrita ma e' tuttavia una bella delusione.

Pero, facendo due conti, non e' cosi terribile. Almeno l'affitto ($270 alla settimana) e' coperto. Credo che la spessa maggiore in questi gg. sarebbe il trasporto: ho tentato di fare un giro in macchina con Sonja e veramente non e' una sperienza che voglio ripettere nel futuro prevedibile. E se il governo mi paga il taxi dei disabili, al meno per ora, credo che andra' tutto bene.

Con la gamba in questo stato, non credo che saremo in grado di uscire per qualche settimana. L'entertainment, dunque, consistira' in guardare qualche DVD se non c'e' niente alla TV. Non uscendo di casa, non avro' bisogno ne di benzina ne di vestiti.

In parole povere, anche se non tiriamo la cinghia, non credo che spenderemmo un granche' per i prossimi mesi. Forse c'e' la faremo, maggiormente con i soldi della mia ultima busta paga. Sara interessante da vedere. :)

Ciao,
Vince.

Tuesday, 5 December 2006

Un funerale laico

Non ero mai stato ad un funerale laico, ma la vita e' sempre piena di nuove esperienze e come non abbiamo dei cosidetti "Funeral Home" in Italia, pensavo di condividere un po' con voi la storia di quel giorno.

La famiglia di Sonja non sono religiosi e hanno deciso di fare un funerale "non religioso" per Betty, la mamma. Non e' che siano questi grandi mangiapreti, semplicemente se ne fregano.

Dalla mia parte, e' stato difficile capire che potevo indossare a un funerale avendo tutto questo metallo attorno alla gamba. I pantaloni di certo non mi li posso mettere. Alla fine abbiamo preso i pantaloni di un track suit (si dice "jogger", no?) e poi mi sono messo sopra giacca e cravatta. Tutto sommato non era brutto come completino :)

Il giorno e' cominciato con il viaggio al mortorio. Entrare e uscire di una macchina e' una cosa piuttosto penosa per ora, e visto che ho una sedia a rotelle, ho chiamato il taxi per i disabili. Codesto taxi consiste in un mini bus con un montacarichi sul retro e tante chingie e corde per legare la sedia (e me) una volta saliti dentro. Ho fatto il viaggio da solo.

Il tassista era un tipo gentile, che mi ha fatto le solite domande e ha fatto i soliti "tsk" e "ahia!" nei momenti giusti del mio racconto. Nonnostante la giornata uggiosa, e' stato bellissimo uscire di casa e vedere le strade e gente un'altra volta.

Arrivando al mortorio, nel distretto commerciale di Lower Hutt, fu veramente sorprendente vedere quanta gente era venuta. Parliamo di duecento persone o anche di piu'. Certo che Wellington e' un paesone e se spendi 80 anni qui, come fece Betty, alla fine fai amicizia con tutti quanti. Per altro, lei era una di undici figli (o erano quindici?) dunque i cugini, nipoti, pro-nipoti e cosi' cia dicendo non mancano. Neanche Sonja li conosceva tutti.

La prima sorpresa, per me almeno, fu la scelta della musica. Alla Betty adolescente piaceva scappare di casa la notte per andare a ballare con gli Americani che si fermavano a Wellington tra una battaglia con i Giapponesi ed un'altra. Di fatto fu in un dance hall che lei ha conosciuto a Ron, il padre di Sonja, che allora faceva il marinaio mercante. Dunque, prima di cominciare il funerale, la musica e' pasata dal solito pianoforte un po' New Age all'"In The Mood" di Glen Miller. Parara-PaPaRaRaRaRaaaaa... Fu un po' scioccante. Ma ai fin dei conti, perche' no? Dava un bel indizio sul carattere forte e vivace di Betty. Per la foto sul prgramma, la famiglia aveva scelto una bellissima e alegra foto di Betty a Disneyland, accanto a Tigger, la tigre di Winnie The Pooh.

Il celebrante, ha parlato un po' sulla vita di Betty, che ha amesso di non conoscere molto in vita per poi soffermarsi sul fatto che anni fa', lui aveva comprato la sua casa da Ron e Betty. Come ho detto, e' un paesone. :)

Sonja ha fatto un piccolo discorso che e' andato molto bene anche se Sonja era, come potete capire, molto emozionata e vicina alle lacrime. Fare il discorso in se fu un piccolo trionfo. Il giorno dopo la mote di Betty, quando il celebrante ha domandato alla famiglia se c'era qualcuno che intendeva dire qualche parola "in memoriam", John, ikl fratello maggiore di Sonja, che abita in Australia, ha detto qualcosa tipo "Mah, si. Quacuno scriva qualcosa e la leggo io". Sonja ha deciso che quello non era lo spirito giusto e si e' pressa carico della panegirica.

Dopodiche', hanno suonato "I Can't Stop Loving You" di Ray Charles e come musica di uscita dopo il funerale hanno suonato la canzone favorita di Betty, "Luna Rossa". La canzone ha riscosso un certo successo alla radio in occasione della Coppa Americas qualche anno fa. Fu molto bello sentire un po' di musica Italiana. Un pocchino di sole in una giornata cosi' uggiosa e grigia.

A quel punto, la famiglia ha presso in mano la bara e siamo usciti tutti per strada dove pioveva in quella forma leggerina, ma rompiscattole cosi' tipica di Wellington. Fu una buona occasione per conoscere molti altri membri della famiglia Maddock ma alla fine c'erano tanti, e poi tanti! Credo che mi mettera' molto tempo ancora prima di conoscerli a tutti, anche a vista.

La famiglia ha scelto la cremazione per le salme ma solo Sonja ha voluto fare il viaggio completo fino al crematorio. Per altro, c'era poco posto in macchina. E' andata con una amica di lunga data, Renee.

Non abbiamo ancora ricevuto le cenere, ma non e' da stupirsi: mi dicono che fanno le cremazioni di notte, per non sconvolgere ai vicini.

Altro..? mboh... Ci fu il rinfresco al Cosmopolitan Club (normalmente storpiato a "Cossi Club"), che e' una specie di club con ristorante e macchinette "Las Vegas" per la classe operaia, ma quello lo lascio per un altro giorno.

Ciao,
Vince.

Saturday, 2 December 2006

Il mio incidente e morte della mamma di Sonja

Oggi ho tanto da raccontare.

Un paio di lunedi' fa' sono andato a un colloquio di lavoro in centro sullo scooter. Mi e' andata male e tornando a casa sull'autostrada non era in grande forma. Ancora non ho capito come e' successo ma ho tamponato un camioncino.

Beh, in realta' non e' molto difficile di spiegare. Ho la patente "L" (di "Learner" o "apprendista") e per legge non posso andare oltre i 70 kmh. Andavo, dunque, sulla corsia di emergenza per non intralciare il traffico. Ho fatto quel pezzo di autostrada qualche volta ma non mi e' mai piaciuta.

Cmq, stavo arrivando a una uscita e cercavo un varco nel traffico uscente per continuare diritto avanti fino a casa. La uscita era su un piccolo dosso e uno di quei cartelloni elettronici mi bloccava un po' la visibilita, Immagino che normalmente dice qualche banalita' tipo "La Prudenza Non e' Mai Troppa!" o qualcosa del genere :) Cmq, quel giorno era spento. Stavo tentando di capire che cosa diceva il cartellone seguente, quando all'improvista ho notato una pickup ferma sulla corsia di emergenza.

Non ho avuto tempo di fermare lo scooter. (Che schifo, questi freni a tamburo). Potrei aver tentato di schivare il camion, uscendo dalla mia corsia ma avevo anche paura di essere falciato dal resto del traffico. Ho fatto una decisione (oppure la decisione fu fatta per me) di andare adosso al camion. E andarle adosso l'ho fatto. Ho urtato il retro con un suono come un saccheto di carta che scoppia. Sono rimasto apesso al retro del camion, con un male boia alla gamba sinistra e tanta paura di guardare giu'. Urlavo all'autista stupito di chiamare una ambulanza. Subito. Per favore.

Ed ecco la cosa strana. Credo che lui avesse piu' paura di me. Era proprio disperato mentre mi toglieva dal camion e mi posava dolcemente sull'asfalto.

E in una certa forma, per me quel pomeriggio conta un po' come il momento nel quale sono arrivato davvero in NZ. Ho conosciuto tanta gente, tra i VVFF, la polizia e le tante persone premurose che si sono fermati a chiedere se potevano essere di aiuto. Wellington (pop. 400,000) e' veramente un paesone. La prima persona ad aiutarmi fu una della croce rossa che aveva finito il turno e tornava a casa. Mia dichiarazione l'ha pressa una della squadra cinofila, anche lei fuori turno, con una faccia che avrebbe impaurito un doberman, ma un buon cuore. Tra un colpo di morfina e un'altro, ho visto a Tal, il conducente, che dava la sua dichiarazione avvolto in una coperta. Credo che anche lui era in shock. Il camion era fermo perche rimasto senza benzina.

Non voglio sembrare uno che fa il duro ma, tra la morfina, lo shock, il bel pomeriggio di sole e la gentilezza di tutti quanti, non posso dire che sia stato un brutto momento. Per quando e' arrivata la Sonja, mi sentivo un po' come se fossi in una festa. A Santorini, credo. Scherzavo con la gente, urlavo bestemmie alle macchine che rallentavano per vedere se c'era del sangue, ecc.

Beh, comunque, dopo un po' e' arrivata l'ambulanza vera, che mi ha portato all'ospedale di Wellington. Tra la distanza e l'orario di punta, ha messo una vita ma mi sono divertito abbastanza chiaccherando con la ragazza dell'ambulanza e tentando di salutare alla Sonja attraverso il finestrino dell'ambulanza. Sonja mi ha detto dopo che l'ingorgo che ho causato fu menzionato sulla radio di quel pomeriggio.

E beh... eccomi qua davanti al PC dopo due settimane. Mi sono rotto il femore, e la tibia in diversi posti. Adesso ho questi ferri molto fantascientifici attorno alla gamba inferiore sx e un tubo di titanio dentro il femore.

Mi dicono che dovrei portare sti "fissatori esterni" per quattro mesi, ma che dopo qualche settimana potro' gia' cominciare a mettere un po' di peso sopra la gamba rotta. Racconterei di piu' ma gli ospedali sono sempre quelli... lunghe notte senza dormire, il classico vecchio senile che declama nella notte, le gride, le infermiere gentili, la solita roba di ovvunque. Stranamente, per un paese dove dire "cibo gustoso" e dire una bestemmia, il cibo dell'ospedale era veramente buono. Arrosto, curry, di tutto! :) Ah, e il chirurgo sembrava qualche specie di supereroe... era alto e piuttosto fusto. Indossava una completino blu con questi stivali di gomma bianchi. Cmq, sono ancora qui dunque immagino che sapeva i fatti suoi.

Cmq, sono vivo e sono qui ma niente estate: non posso fare il bagno o andare in spiaggia. Niente bici, niente moto. Blergh. Tuttavia, sono a casa e posso fare cose tipo andare al cesso da solo. Sono piccoli trionfi scemi ma appaganti a modo loro. Ed e gia' tanto che non ho avuto problemi ne di testa ne di torace. Posso ancora suonare, respirare, scrivervi delle lunghe mail e non sono rimasto scemo (beh, ditemi voi, no?)

L'altra cosa pazzesca e' che anche come *consulente* sono eligibile per ricevere compensazione. Visto che avevo gia' pagato l'IVA e che sono un lavoratore regolare con tutte le carte, il governo e' disposto a pagarmi fino all'ottanta percento della mia ultima busta paga, fino a che possa tornare al lavoro. Credo che mi daro' sei settimane di convalescenza, veramente non ho voglia di rompermi le corne per andare in qualche ufficio. Almeno per ora.

Ah, e mi prestano tutte le attrezzature che ora mi servono a casa (un pappagallo per la notte, le stampelle e robe varie di mettere attorno al cesso, nella vasca di bagno, ecc). Ogni giorno alle 14:00 viene una infermiera a pulire i chiodi dei fissatori esterni. Hanno anche scoperto che ho un battufolo di sangue (o qualcosa) in un pulmone e mi hanno mandato a fare le cure con una medicina che mi asottiglia (si dice cosi'?) il sangue.

Beh, quello e' quanto. Per me. La Sonja ha problemi suoi.

E' morta la sua madre, di un cancro al fegato. Fu una di quelle cose un po' veloci. Si capiva che Betty avesse qualche problema e che non aveva superato completamente una influenza recente, ma lei era una della "vecchia scuola" che sempre diceva di stare bene. Anzi, insisteva. Quando aveva l'influenza, per esempio, fu necessario forzarla ad andare dal medico (Sonja le ha dato una scelta: o andava per le buone o la famiglia chimamava una ambulanza che venisse a visitarla a casa). Quando e' tornata a casa, continuava ad inistere che il medico non aveva trovato niente.

Tre settimane fa' il medico le ha fatto capire che aveva il cancro e, dopo quel momento, la salute di Betty e andata in piccata. In realta' mi sento come uno scemo avendo spesso in ospedale quei ultimi giorni della vita di Betty. Il funerale e' domani.

Vi saluto per ora.

Saturday, 11 November 2006

Tutt i robb che gh'han principio...

Oggi finisco il mio contratto. Un mese prima del previsto, *a richiesta del cliente*. E' una sperienza un po' tra il dolce e l'amaro (un po' come la conversazione dopo cena, no?)
Da un lato, mi dispiace moltissississimo che mi facciano finire con un mese di anticipo. Non e' tanto un discorso dei soldi, ma semplicemente della figuraccia implicita nel vedere mio contratto cancellato in anticipo. Mi sento licenziato,e in realta, c'e' un po' del licenziamento in tutto questo.

Ma dal altro lato...

Insomma, la storia e' cosi'. Dovevo preparare dei report per il progetto ma nessuno mi diceva in che consistevano i report ne che dati dovevano mostrare. Chiedo, dunque, una riunione con la team leader e domando sul contenuto dei report.

E lei, tutta fresca, mi dice "ma quello dovresti saperlo tu, come BA!" (Premessa: BA = "Business Analyst") Ho contato fino a tre e ho risposto, con tutta la serenita' alla mia portata, "Ma io non sono un BA. E non ho mai detto di esserlo!"

A questo punto, la tipa si spaventa e con uno sguardo di allarme mi domanda, "Allora, che sei?" (una interessante domanda esistenziale) Mi sono trovato nella situazione assurda di dover spiegare a una *che ha letto il mio CV* e *che dopo la lettura ha firmato un contratto* che sono stato presso come sviluppatore. E che vorrei delle specifiche per fare i report. Per favore.

E il giorno dopo la team leader mi ha datto 20 gg lavorativi di preavviso e buona notte.
Un paio di giorni dopo, mi e' venuta in mente una spiegazione: la tipa ha letto "DBA" (database admministrator) e ha creduto che si tratasse di qualche tipo di Business Analyst.

Dunque, sono stato licenziato, ma dal posto sbagliato. E ho un racconto divertente per quelle notti di inverno.

Il lavoro consisteva in fare delle query per trovare gente che aveva ricevuto troppi sconti sulle tasse o che non aveva pagate abbastanza. Ma "fare le query" consisteva in fare dei drag and drop delle tabelle. Il contenuto tecnico del lavoro si spiegava in pocchi minuti. beh, in somma... in pocchi secondi. La cosa che veramente contava era la conoscenza del "business" e quello non si impara in pocche settimane.

Per'altro, la tassazione e' un discorso complessissimo, qui o su marte, con gente che prende in cura dei nipotini (sconto FAM sulle tasse) ma allo stesso tempo fa lavori saltuari e forse ricevono soldi da piu' di un ministero e poi, hanno avuto una sanatoria sulle tasse nel 2003, e una sanatoria parziale nel 2001... Allo stesso tempo che il nipotino ha trovato un lavoretto dopo scuola e non c'e' piu' lo sconto FAM ma il nipotino adesso deve anche pagarsi le tasse da solo. Capite quale casino e'? :) E non l'ho imparato in tre mesi. Mah!

Sul lato positivo, adesso ho un'altra chance di trovare un lavoro piu' "tecnico", in centro, prima di dimenticare le poche skills che avevo. Speriamo bene.

E poi, il cibo in mensa faceva proprio schifo!

Ciao,
Vince.

Monday, 9 October 2006

Ok... qualche foto



Ecco qualche foto della casa, etc. Non credo di aver spedito niente del genere, dunque, eccociqua'. Ho dovuto aspettare un po' ad avere la felice coniunzione di un PC, la macchina fotografica e un giorno di sole. Finalmente, dopo tre mesi si sono presentate tutti i requisiti. :D



C'e' una foto della ns. casa, con la macchina parcheggiata accanto. La macchina va ancora, malgrado la sua eta' (1992). L'unico problema serio e' che di notte non si accendono le luci del cruscotto, impossibilitandoci di capire a che velocita' andiamo. Un giorno ci arrivera' il multone!


La casa e' la tipica casa di legno bianca con qualche alberetto davanti. Adesso che secondo loro e' tornata la primavera ci sono anche dei fiori, ecc. Dico "secondo loro" perche questa settimana ci e' arrivata una buffera polare con tanto di neve al sud, temperature sotto zero qui a casa, e compagnia bella.






Poi c'e' una foto della casa davanti alla ns. Vedete? La tipica casa sulla tipica strada. :)








Poi c'e' lo scooter, con la mia "L" di "Learner", cioe' principiante o apprendista o quello che sia.








Finalmente, ci sono delle foto del posto dove teniamo la ns. roba fino a trovare un'altra casa, ancora tipica, ma piu' grande. E li' c'e tutto il ns. appartamento di Lambrate, in 90 scattoloni di cartone.







Allora. Qualche foto vostra?

Ciao,
Vince.

Monday, 31 July 2006

Per Cavoli Nostri

Abbiamo deciso che la cosa piu' saggia e' lasciare la cognata e il suo cane in pace e andarcene per cavoli ns. E' un po' imprevisto, ma al meno possiamo vivere la nostra vita e non adeguarci a quella degli altri. E veramente si vuolke tnato per adeguarsi. David, il mio cognato muratore, va al letto alle 21:00 spaccate ogni sera, e Anne non ci vuole fuori del letto prima delle 7:00 del mattino, cosi non intralciamo a David. Voglio dire, non e' forma da vivere se uno e' adulto e vaccinato e ha cazzi suoi da fare. Una volta che trovi lavoro, questo regime di "non prima delle 7:00 e' improponibile, especialmente visto che la casa e' in un posto chiamato Stokes Valley. Si vuole una ora buona per arrivare in centro con i mezzi.

Pero abbiamo trovato una casa piu' vicina al centro commerciale. Sara' libera domenica prossima. E' una bella casetta di una settantina di mq, arredata, con salotto, due camere di letto e un giardino, ma il padrone di casa (un croato) deve mantenere la sua promessa di fare una BUONA pulizia alla casa prima di consegnarcela. per ora e' un porcile indicibile. Per ora embra la casa di quelli di un "Tranquilo Weekend Di Paura". Vestiti, giocattoli, cibo ovunque. Piatti sporchi. Un gattaccio che non ci ha nemmeno fatto il complimento di svegliarsi quando siamo venuti a guardare la casa. Ci sono anche delle isole di muffa sul soffito del bagno. Ma come fanno a bagnare un bimbo in quello schifo? E poi, non voglio nemmeno pensare a che bestiami si nascondono nei matterassi. Per fortuna, il padrone di casa e' disposto a portarsi via anche quelli.

Speriamo bene, speriamo.

Ciao,
Vince

Thursday, 27 July 2006

Esclusi Dal Cane...

Per ora le cose non sono brillanti.

Abbiamo litigato di brutto con la mia cognata, Anne. Un casino, perche e' a casa loro che volevamo fermarci per un po'.

Stringendo... lei e' molto affezionata a un cane piccolo e bruttissimo (il Barney, parte cihuahua e parte cacca) che abbaia in continuazione e, martedi', quando ero mezzo adormentato, il cane si e' messo a urlarmi. Allora io gli urlato "fuck off!!!!!!!!!!!" e la cara cognata si e' incazzata di brutto.

Eravamo soli in casa e lei si e' messa a urlarmi che sono pigro, che devo crescere di una volta per tutte, che Sonja fa tutto e io faccio nulla, ecc. Poi e' andata via a fare non so che cosa, portandosi il cane con se.

Ma era prevedibile.

La tipa stava sempre a controllare se mandavo il mio CV in giro, etc. Mi faceva commenti sul tempo che spendevo sul telefonino, ecc. Un mucchio di piccole cose, ma continue. Due palle, veramente.

Poi Sonja e' tornata a casa e al ritorno di Anne, l'ha interpelata, dicendo che se lei (Sonja) mi faceva il caffe' al matino, questi non erano cazzi ne di Anne ne di nessuno. E che poi, la cara cognata fa' il caffe' per il suo marito, no? Anne ha risposto che il suo marito LAVORA, non come me. E' fu inutile farle notare che siamo arrivati meno di una settimana fa.

A quel punto l'ho detto che mi dava fastidio essere controllato ogni mattina riguardo il CV e Anne si ha messo a dire che voleva solo dimonstrare interesse e che... a lei... non piace parlare con la gente al mattino. Si e' messa a piangere e ha corso a rinchiudersi nella loro camera di letto. (!) Credo che sia qualcosa ormonale (menopausa forse?)

Ah, e abbiamo comprato uno scooter. :o) Molto Italiana, la cosa. Lo scooter e'cinese, un 50cc a quattro tempi. Mai sentito nominare la marca prima. Cmq, fa piu' o meno 80km all'ora e non e' troppo brutto.

Ho un mucchio di colloqui con le agenzie due al giorno, ma sembra che siano tutti per gli stessi posti.