Noi siamo nel bel mezzo del tormentone che il meteo ci aveva promesso. E dicono che e' stata la peggior buffera in decenni.
A noi non ci e' andata cosi' male. Il vento strappo' il cancello di entrata dai suoi cardini e ci ha lasciato senza internet per qualche giorno. Altrimente, tutto a posto. E meglio il cancello che il tetto, oppure la casa intera come succese a qualcuno. Cmq, tentaro di mettere su qualche foto del cancello.
Ieri fu il giorno peggiore e ho rischiato due volte di essere spazzato via dalla piattaforma della stazione e sui binari del treno... ma mi sono fermato in tempo!
Divertente, comunque! :D
Ciao,
Vince.
Thursday, 31 July 2008
Saturday, 26 July 2008
Tormentone in arrivo
Il meteo ci ha promesso una buffera storica e, in quanto riguarda le parti piu' settentrionali, il meteo non scherzava.
Stavo appena leggendo la notizia di una studentessa italiana, finita in ospedale dopo che e' stata trascinata dal suo ombrello sotto una macchina.
Roba da non credere.
Se la buffera arriva fino a Wellington, pero, rimane da vedere.
Stavo appena leggendo la notizia di una studentessa italiana, finita in ospedale dopo che e' stata trascinata dal suo ombrello sotto una macchina.
Roba da non credere.
Se la buffera arriva fino a Wellington, pero, rimane da vedere.
Certi nomi...
Non so se avrete visto la notizia (che fighi, 'sti link!), un giudice ha dato in affidamento una bambina di nove anni, il cui nome "Tallula Does The Hula From Hawaii" era troppo ridicolo e causava imbarazzo alla bambina, che si faceva chiamare "K". Tanto per risparmiare tempo, immagino. Il tutto e' venuto fuori durante un'udienza per stabilire i diritti custodiali sulla bambina.
I media non sono chiari in riguardo alla durata dell'affidamento. Qualche fonte dice che e' solo finche i genitori trovino un'altro nome, qualche altra non menziona questo dettaglio.
Se siete troppo pigri per seguire il link (o se dovesse sparire la pagina), l'articolo va avanti a spiegare che sebbene certi nomi come Yeah Detroit, Fish and Chips (per i gemelli), Fat Boy, Cinderella Beauty Blossom e Sex Fruit sono sono stati rifiutati, altri tipo Benson & Hedges (ancora per i gemelli) e Number 16 Bus Stop sono stati accettati senza questione dall'anagrafe. Ed e' perfettamente legale: la legge si limita a vietare i nomi piu lunghi di cento caratteri o che potrebbero recare offesa. E quest'ultimo e' molto soggetivo e cmq cambia da generazione a generazione.
Non so come la vedo.
Mi hanno sempre dato fastidio quelle leggi che c'erano una volta in molti paesi latini, quelle che vietavano i nomi che non formassero parte dell'agiografe cattolico. Da un lato, e' un oltraggio alla liberta' personale e da un'altro e' un'idea miope e potenzialmente crudele. Che farebbe una coppia cinese? Non ci sono tanti santi con nomi cinesi tra i quali scegliere e, se volevate nominare il vs. figlio in onore dei nonni, allora ciccia.
E poi, non per chiamarsi come un santo eviti il ridicolo: una volta ho visto la lapida di una signora di nome "Fruttuosa". Ma dai. Spero che abbia avuto tanti bambini per eviatare battute ironiche (bah, immagino che le battute ironiche non sarebbero mancate, aldila' del numero di figli, no?)
Ah, e' c'era anche la madre di Sonja, che si chiamava "Elizabeth Betty", ovvero "Elizabetta Bettina". Entrambi nomi perfettamente comuni ma insieme un po'... beh, un po' qualcosa. Segno di poca fantasia, di certo, ma, essendo una di undici figli posso capire che i genitori non si prendessero la stessa cura che con il primo.
Ma tornando al discorso originale... anche se parlo di questi oltraggi alla liberta' personale, devo ammettere che ai miei tempi, un nome strano, fricchettone e poco convenzionale per una ragazza era "Sky", oppure "India". Adesso quei nomi non sorprendono piu a nessuno. E forse mi piace l'idea di un nome tradizionale, ti fa sentire parte di qualcosa.
Ciao,
Vince.
I media non sono chiari in riguardo alla durata dell'affidamento. Qualche fonte dice che e' solo finche i genitori trovino un'altro nome, qualche altra non menziona questo dettaglio.
Se siete troppo pigri per seguire il link (o se dovesse sparire la pagina), l'articolo va avanti a spiegare che sebbene certi nomi come Yeah Detroit, Fish and Chips (per i gemelli), Fat Boy, Cinderella Beauty Blossom e Sex Fruit sono sono stati rifiutati, altri tipo Benson & Hedges (ancora per i gemelli) e Number 16 Bus Stop sono stati accettati senza questione dall'anagrafe. Ed e' perfettamente legale: la legge si limita a vietare i nomi piu lunghi di cento caratteri o che potrebbero recare offesa. E quest'ultimo e' molto soggetivo e cmq cambia da generazione a generazione.
Non so come la vedo.
Mi hanno sempre dato fastidio quelle leggi che c'erano una volta in molti paesi latini, quelle che vietavano i nomi che non formassero parte dell'agiografe cattolico. Da un lato, e' un oltraggio alla liberta' personale e da un'altro e' un'idea miope e potenzialmente crudele. Che farebbe una coppia cinese? Non ci sono tanti santi con nomi cinesi tra i quali scegliere e, se volevate nominare il vs. figlio in onore dei nonni, allora ciccia.
E poi, non per chiamarsi come un santo eviti il ridicolo: una volta ho visto la lapida di una signora di nome "Fruttuosa". Ma dai. Spero che abbia avuto tanti bambini per eviatare battute ironiche (bah, immagino che le battute ironiche non sarebbero mancate, aldila' del numero di figli, no?)
Ah, e' c'era anche la madre di Sonja, che si chiamava "Elizabeth Betty", ovvero "Elizabetta Bettina". Entrambi nomi perfettamente comuni ma insieme un po'... beh, un po' qualcosa. Segno di poca fantasia, di certo, ma, essendo una di undici figli posso capire che i genitori non si prendessero la stessa cura che con il primo.
Ma tornando al discorso originale... anche se parlo di questi oltraggi alla liberta' personale, devo ammettere che ai miei tempi, un nome strano, fricchettone e poco convenzionale per una ragazza era "Sky", oppure "India". Adesso quei nomi non sorprendono piu a nessuno. E forse mi piace l'idea di un nome tradizionale, ti fa sentire parte di qualcosa.
Ciao,
Vince.
Thursday, 24 July 2008
Un mistero risolto... piu' o meno.
Uno dei miei dischi italiani favoriti e' l'inossidabile "Buon Compleanno, Elvis" di Ligabue. Uno dei brani, "Vivo, Morto O X", pero', ha una linea nel testo che mi ha sempre lasciato perplesso. A me sembrava che dicesse
"Siamo sempre qui, come cosacchi,"
e invece, ieri ho capito che dice
"Siamo sempre qui, come cosa chi?"
Non mi sono mai preoccupato troppo per quel strano riferimento ai cavalieri della steppa: una volta un collega nell'ENI (il grande Luciano) mi ha spiegato che Ligabue e' famoso per i suoi testi opacchi e vaghi. Paragonarsi ai cosacchi e' abbastanza vago e opacco. Ma almeno mi dava qualcosa alla quale aferrarmi. Voglio dire, i cosacchi. Tutto un programma. Si capisce di che cosa si parla, e solo questine di fare filare la cosa.
Adesso devo tentare di rinterpretare il senso del brano, e aveva ragione il grande Luciano. Non si capisce un cazzo.
"Siamo sempre qui, come cosacchi,"
e invece, ieri ho capito che dice
"Siamo sempre qui, come cosa chi?"
Non mi sono mai preoccupato troppo per quel strano riferimento ai cavalieri della steppa: una volta un collega nell'ENI (il grande Luciano) mi ha spiegato che Ligabue e' famoso per i suoi testi opacchi e vaghi. Paragonarsi ai cosacchi e' abbastanza vago e opacco. Ma almeno mi dava qualcosa alla quale aferrarmi. Voglio dire, i cosacchi. Tutto un programma. Si capisce di che cosa si parla, e solo questine di fare filare la cosa.
Adesso devo tentare di rinterpretare il senso del brano, e aveva ragione il grande Luciano. Non si capisce un cazzo.
Wednesday, 23 July 2008
Il forum dei dissidenti
L'altro giorno, prima di andare in ufficio, stavo facendo un giro dei message boards del Yahoo! locale e ho trovato un link ad un sito scritto da qualcuno a chi la Nuova Zelanda Non Piace Per Niente.
A quanto pare, il governo fa una campagna pubblicitaria piuttosto aggressiva in certi paesi dell'estero per convincere alla gente a migrare qui. E questo qua col suo sito vuole essere una specie di opposizione, facendo notare i punti meno piacevoli della vita qui. Punti sui quali la campagna del governo apparentemente sorvola egregiamente. Qualifico il discorso sulla campagna pubblicitiaria perche' veramente, non l'ho mai vista.
Comunque, stringo.
Sono rimasto piuttosto stupito a leggere qualcuni dei suoi commenti. Stupito perche' non avevo mai sentito a qualcuno lamentarsi di essere qui (io non mi sognerei di farlo pubblicamente) Il sito in se aveva un punto di vista molto di destra, per la serie ("macertochequie'tuttounamerdamachevuoiquandocisonodeicommunistialgoverno", bla, bla, bla, "lo Stato mamma", "solo la mediocrita' va premiata" bla, bla) La solita zolfa, insomma. C'erano dei link pero', compresso uno a un forum pieno di immigrati delusi.
Per qualche giorno ho letto i loro thread ed e' stato una cosa molto liberatoria. Come dice a volte il loro banner "No, it's not just you" (ovvero "no, non sei l'unico" oppure "no, non sono idee tue") In effetto, il consenso e' che le case sono fatte malissimo, piene di umidita e assurdamente fredde, la gente non e' molto amichevole e spesso incapace di affrontare un discorso che non comprenda il rugby, si guadagna poco, e gli orizzonti culturali sono molto limitati. Non erano idee mie, e' davvero cosi'.
Dovete capire che se qualcosa non mi va, non ho molta gente con cui parlarne. Se sono dispiaciuto per qualcosa, Sonja si sente in colpa, dunque devo essere sempre piuttosto diplomatico. Al lavoro devo tentare di essere simpatico dunque criticare il paese non e' una buona tattica. Lamentarsi davanti ai parenti della Sonja non ha senso perche non capirebbero niente del mio discorso: conoscono solo questa realta. Lamentarmi davanti agli amici? Non mi pare una buona idea, quei pochi nati qui non capirebbero e anche tra gli stranieri ci sono di quelli convintissimi (con chi finirei per litigare) e non e' facile capire chi e' veramente contento e chi no. Dunque, trovare tutto un forum di gente delusa fu una cosa molto liberatoria.
Ma dopo qualche giorno di essere d'accordo, ho cominciato a notare delle "crepe" nei loro discorsi. C'era qualcuno che diceva che il pane alla francese si puo solo comprare in una panetteria ("mentre che negli Stati Uniti si trova in ogni supermercato!") Quello, per esempio non e' affatto vero: i supermercati vendono il tipo di pane che vuoi (entro certi limiti: tra i pani tipo italiani si trovano le ciabatte e basta, ma e' gia' tanto, no?) Insomma, ho cominciato a notare che molti di loro abbitano in un paese che hanno osservato poco, e forse male. Un paese molto piu' cupo di quello da dove (cari amici) vi scrivo. E alla fine, l'unica cosa che avrei in comune con loro e' che siamo tutti un po' delusi con la Nuova Zelanda. Ma mica e' un campo di concentramento giapponese, come sperienza cimentaamicizie, postare a un forum non e' il massimo.
E fu quel momento di "Ehi, no! Spetta un'attimo!" con riguardo a un pane francese del cavolo che mi ha fatto capire che Sonja ed io non stiamo cosi' male qui. Davvero.
Certo, la Sonja finira' il suo contratto tra poco (i primi di agosto), e spero che trovi qualcosa presto cosi' non siamo alle solite, vivendo da un unico stipendio. E si, la gente e' fredda e poco amichevole, almeno in confronto con gli Italiani. Vabbeh, dovremmo fare amicizia con piu' italiani. Ah, e l'Australia ha un clima migliore. Insomma, pero', non ci va cosi' male.
A quanto pare, il governo fa una campagna pubblicitaria piuttosto aggressiva in certi paesi dell'estero per convincere alla gente a migrare qui. E questo qua col suo sito vuole essere una specie di opposizione, facendo notare i punti meno piacevoli della vita qui. Punti sui quali la campagna del governo apparentemente sorvola egregiamente. Qualifico il discorso sulla campagna pubblicitiaria perche' veramente, non l'ho mai vista.
Comunque, stringo.
Sono rimasto piuttosto stupito a leggere qualcuni dei suoi commenti. Stupito perche' non avevo mai sentito a qualcuno lamentarsi di essere qui (io non mi sognerei di farlo pubblicamente) Il sito in se aveva un punto di vista molto di destra, per la serie ("macertochequie'tuttounamerdamachevuoiquandocisonodeicommunistialgoverno", bla, bla, bla, "lo Stato mamma", "solo la mediocrita' va premiata" bla, bla) La solita zolfa, insomma. C'erano dei link pero', compresso uno a un forum pieno di immigrati delusi.
Per qualche giorno ho letto i loro thread ed e' stato una cosa molto liberatoria. Come dice a volte il loro banner "No, it's not just you" (ovvero "no, non sei l'unico" oppure "no, non sono idee tue") In effetto, il consenso e' che le case sono fatte malissimo, piene di umidita e assurdamente fredde, la gente non e' molto amichevole e spesso incapace di affrontare un discorso che non comprenda il rugby, si guadagna poco, e gli orizzonti culturali sono molto limitati. Non erano idee mie, e' davvero cosi'.
Dovete capire che se qualcosa non mi va, non ho molta gente con cui parlarne. Se sono dispiaciuto per qualcosa, Sonja si sente in colpa, dunque devo essere sempre piuttosto diplomatico. Al lavoro devo tentare di essere simpatico dunque criticare il paese non e' una buona tattica. Lamentarsi davanti ai parenti della Sonja non ha senso perche non capirebbero niente del mio discorso: conoscono solo questa realta. Lamentarmi davanti agli amici? Non mi pare una buona idea, quei pochi nati qui non capirebbero e anche tra gli stranieri ci sono di quelli convintissimi (con chi finirei per litigare) e non e' facile capire chi e' veramente contento e chi no. Dunque, trovare tutto un forum di gente delusa fu una cosa molto liberatoria.
Ma dopo qualche giorno di essere d'accordo, ho cominciato a notare delle "crepe" nei loro discorsi. C'era qualcuno che diceva che il pane alla francese si puo solo comprare in una panetteria ("mentre che negli Stati Uniti si trova in ogni supermercato!") Quello, per esempio non e' affatto vero: i supermercati vendono il tipo di pane che vuoi (entro certi limiti: tra i pani tipo italiani si trovano le ciabatte e basta, ma e' gia' tanto, no?) Insomma, ho cominciato a notare che molti di loro abbitano in un paese che hanno osservato poco, e forse male. Un paese molto piu' cupo di quello da dove (cari amici) vi scrivo. E alla fine, l'unica cosa che avrei in comune con loro e' che siamo tutti un po' delusi con la Nuova Zelanda. Ma mica e' un campo di concentramento giapponese, come sperienza cimentaamicizie, postare a un forum non e' il massimo.
E fu quel momento di "Ehi, no! Spetta un'attimo!" con riguardo a un pane francese del cavolo che mi ha fatto capire che Sonja ed io non stiamo cosi' male qui. Davvero.
Certo, la Sonja finira' il suo contratto tra poco (i primi di agosto), e spero che trovi qualcosa presto cosi' non siamo alle solite, vivendo da un unico stipendio. E si, la gente e' fredda e poco amichevole, almeno in confronto con gli Italiani. Vabbeh, dovremmo fare amicizia con piu' italiani. Ah, e l'Australia ha un clima migliore. Insomma, pero', non ci va cosi' male.
Sunday, 13 July 2008
Certi Spot...
Se c'e' una cosa che piace al governo e' fare degli spot pubblicitari alla TV. Due temi principali sono la violenza domestica e l'abuso del alcool.
Questo e' uno spot che passano abbastanza spesso. Forse occorre segnalare un paio di dettagli che potrebbero sfuggire a un pubblico italiano: il ragazzo bianco ("Dave") e' stato scelto per guidare quella notte, e per questo mostra le chiavi della macchina al barista. Ovviamente non dovrebbe bere, tanto meno di nascosto. "Mate", vorrebbe dire "amico": immagino che gli attori si siano divertiti molto a fare lo spot, in quanto quello di scegliere una parola e sprimersi con quella unica parola e' un gioco/esercizio abbastanza consueto in gruppi di teatro.
Quest'altro e' abbastanza auto-spiegatorio.
Non so come vedo sta mania per gli spot.
Da un lato, gli spot costano dei soldi, soldi che paghiamo in tasse e che potrebbero essere spessi in qualche forma piu' utile. Dall'altro, qui veramente NON SANNO come bere senza sputtanarsi, dunque gli spot finiscono per risparmiare soldi allo stato in quanto non ci sono tanti incidenti, giorni lavorativi mancati, ecc. O almeno cosi' dice lo stato. Da un terzo lato, quando ero in Italia sono tornato a casa sbronzo sul motorino diverse volte, e senza farmi mai ne anche un graffio. Mi pare assurdo che il governo spenda un patrimonio a dirmi che sono in pericolo di morte appena bevo due birre all'ora.
E si, ricordo benissimo che l'Italia non e' completamente ignara di storie di morte tra i ragazzi tornando a casa dalle discoteche. E forse i media italiani potrebbero prendere una linea piu; forte che i soliti *tsk tsk* dei telegiornali mostrando le macchine accatocciarte. Ma credo che in una popolazione di 59 milioni, il problema sia statisticamente minore. Qua, veramente e' una epidemia.
Poi ci sono le pubblicita' contro le sigarette (che sconsigliano di fumare in macchina, anche da solo), contro il gioco di azzardo, contro gli eccessi di velocita', a favore della nutrizione bilanciata, quelli che consigliano spendere piu' tempo con i figli e cosi' via dicendo. Solo dio sa' quanto costa tutta questa roba, e alla fine mi lascia con una sensazione di aver inciampato in un mondo alquanto totalitario, con tanti sani consigli dal Grande Fratello.
Ciao,
Vince.
Questo e' uno spot che passano abbastanza spesso. Forse occorre segnalare un paio di dettagli che potrebbero sfuggire a un pubblico italiano: il ragazzo bianco ("Dave") e' stato scelto per guidare quella notte, e per questo mostra le chiavi della macchina al barista. Ovviamente non dovrebbe bere, tanto meno di nascosto. "Mate", vorrebbe dire "amico": immagino che gli attori si siano divertiti molto a fare lo spot, in quanto quello di scegliere una parola e sprimersi con quella unica parola e' un gioco/esercizio abbastanza consueto in gruppi di teatro.
Quest'altro e' abbastanza auto-spiegatorio.
Non so come vedo sta mania per gli spot.
Da un lato, gli spot costano dei soldi, soldi che paghiamo in tasse e che potrebbero essere spessi in qualche forma piu' utile. Dall'altro, qui veramente NON SANNO come bere senza sputtanarsi, dunque gli spot finiscono per risparmiare soldi allo stato in quanto non ci sono tanti incidenti, giorni lavorativi mancati, ecc. O almeno cosi' dice lo stato. Da un terzo lato, quando ero in Italia sono tornato a casa sbronzo sul motorino diverse volte, e senza farmi mai ne anche un graffio. Mi pare assurdo che il governo spenda un patrimonio a dirmi che sono in pericolo di morte appena bevo due birre all'ora.
E si, ricordo benissimo che l'Italia non e' completamente ignara di storie di morte tra i ragazzi tornando a casa dalle discoteche. E forse i media italiani potrebbero prendere una linea piu; forte che i soliti *tsk tsk* dei telegiornali mostrando le macchine accatocciarte. Ma credo che in una popolazione di 59 milioni, il problema sia statisticamente minore. Qua, veramente e' una epidemia.
Poi ci sono le pubblicita' contro le sigarette (che sconsigliano di fumare in macchina, anche da solo), contro il gioco di azzardo, contro gli eccessi di velocita', a favore della nutrizione bilanciata, quelli che consigliano spendere piu' tempo con i figli e cosi' via dicendo. Solo dio sa' quanto costa tutta questa roba, e alla fine mi lascia con una sensazione di aver inciampato in un mondo alquanto totalitario, con tanti sani consigli dal Grande Fratello.
Ciao,
Vince.
Tuesday, 8 July 2008
Dopo una settimana al lavoro...
non ho molto da raccontare.
L'ufficio in se mi piace, ma sono ancora in fase di studiare la documentazione di progetto e di imparare il Java dunque non so come sara' lavorare li' "sul serio". Peraltro, dopo qualche settimana saro' messo in un'altro palazzo, su un'altra strada, in un team diverso, a lavorare direttamente con la Telecom dunque non so come sara' il lavoro "vero" (mi fa pensare, con non poca ansia, a quella barza sull'inferno che finisce con "E' finita la pausa caffe', tutti a testa in giu!")
I raga in ufficio sembrano simpatici, fino a quanto possono essere simpatici gli informatici anglo ("Buon giorno!" al quale rispondono con il consueto "mmf!" e poi click click click sulla tastiera).
In realta, mi sa che gli anglo (non gia' i neozelandesi) sono in netta minoranza. Tutti (tranne me, sob, sob) hanno una bandierina sopra la scrivania, che indica di dove sono. E la grande maggioranza sembrano di essere indiani: isole e isole di indiani. C'e' anche qualche australiano, un paio di americani, e poi orientali vari. Ah, e' due braziliani o portoghesi di passaggio che shtiano li a falare in portogeisc tudo el sciorno.
Beh, forse mi daranno una bandierina dopo. O forse mi la devo meritare, un po' come la spada di legno dei gladiatori. Capisco benissimo che le bandierine probabilmente fanno parte di qualche iniziativa un po' cretina ideata da HR nella notte dei tempi, ma preferisco fantasticare sulle bandierine piuttosto che domandare da dove vengono. Voglio il tricolore.
Il lavoro in se', quello che riesco a intravedere dalla documentazione, mi mette un po' di ansia. Consisterebbe nel sistemare problemi col loro sistema. Un sistema di gestione di servizi telefonici. Uno di quelli sistemi dove tu clicchi un pulsante su qualche pagina web e ti fanno avere immediatamente la segreteria telefonica in linea insieme a l'avviso di telefonata in attesa, per esempio. Di quelli dove il diagramma di flusso del sistema e' una giungla di scattole e freccette che attraversano diversi strati di server e wrapper e... :P "Complesso", in tante parole.
Il peggio e' che come troubleshooter, pare che non avro' possibilita' di scrivere software, solo di correggere problemi altrui, che spesso sono problemi con i dati che arrivano da fuori piuttosto che bachi veri e propri. E dando la riperibilita' una settimana su quattro. Non mi attira molto.
Il giorno prima di firmare il contratto sono stato contattato dall'agenzia che mi ha trovato l'ultimo contratto. Pare che l'HP finalmente stia per riprendere il progetto dove lavoravo. Sono andato a fare un colloquio segreto durante la pausa pranzo ma non so se mi prenderanno. E non so se voglio andarci neanche. Il loro contratto sarebbe per un'anno, piuttosto che i sei mesi che ho adesso, ma c'e' sempre la possibilita' che il mio contratto venga esteso comunque. Non c'e' da dare la riperibilita', ma allo stesso tempo dovrei lavorare con una data warehouse e non e' che ci sia tanto da programmare neanche li'. Sono tutte query e basta. E poi, Alcatel mi sta pagando per farmi una cultura sulle reti, il Java, ecc. ecc. Veramente non so che cosa voglio. Ma che ironia del cavolo, tutto questo tempo a cercare lavoro e saltano fuori due allo stesso tempo. E nessuno dei due mi fa impazzire. :P
Beh, adesso devo finire di vestirmi (oggi fa un freddo non gia' da cani, ma da cani boia!) e andare in ufficio. :)
Ciao ciao,
Vince.
L'ufficio in se mi piace, ma sono ancora in fase di studiare la documentazione di progetto e di imparare il Java dunque non so come sara' lavorare li' "sul serio". Peraltro, dopo qualche settimana saro' messo in un'altro palazzo, su un'altra strada, in un team diverso, a lavorare direttamente con la Telecom dunque non so come sara' il lavoro "vero" (mi fa pensare, con non poca ansia, a quella barza sull'inferno che finisce con "E' finita la pausa caffe', tutti a testa in giu!")
I raga in ufficio sembrano simpatici, fino a quanto possono essere simpatici gli informatici anglo ("Buon giorno!" al quale rispondono con il consueto "mmf!" e poi click click click sulla tastiera).
In realta, mi sa che gli anglo (non gia' i neozelandesi) sono in netta minoranza. Tutti (tranne me, sob, sob) hanno una bandierina sopra la scrivania, che indica di dove sono. E la grande maggioranza sembrano di essere indiani: isole e isole di indiani. C'e' anche qualche australiano, un paio di americani, e poi orientali vari. Ah, e' due braziliani o portoghesi di passaggio che shtiano li a falare in portogeisc tudo el sciorno.
Beh, forse mi daranno una bandierina dopo. O forse mi la devo meritare, un po' come la spada di legno dei gladiatori. Capisco benissimo che le bandierine probabilmente fanno parte di qualche iniziativa un po' cretina ideata da HR nella notte dei tempi, ma preferisco fantasticare sulle bandierine piuttosto che domandare da dove vengono. Voglio il tricolore.
Il lavoro in se', quello che riesco a intravedere dalla documentazione, mi mette un po' di ansia. Consisterebbe nel sistemare problemi col loro sistema. Un sistema di gestione di servizi telefonici. Uno di quelli sistemi dove tu clicchi un pulsante su qualche pagina web e ti fanno avere immediatamente la segreteria telefonica in linea insieme a l'avviso di telefonata in attesa, per esempio. Di quelli dove il diagramma di flusso del sistema e' una giungla di scattole e freccette che attraversano diversi strati di server e wrapper e... :P "Complesso", in tante parole.
Il peggio e' che come troubleshooter, pare che non avro' possibilita' di scrivere software, solo di correggere problemi altrui, che spesso sono problemi con i dati che arrivano da fuori piuttosto che bachi veri e propri. E dando la riperibilita' una settimana su quattro. Non mi attira molto.
Il giorno prima di firmare il contratto sono stato contattato dall'agenzia che mi ha trovato l'ultimo contratto. Pare che l'HP finalmente stia per riprendere il progetto dove lavoravo. Sono andato a fare un colloquio segreto durante la pausa pranzo ma non so se mi prenderanno. E non so se voglio andarci neanche. Il loro contratto sarebbe per un'anno, piuttosto che i sei mesi che ho adesso, ma c'e' sempre la possibilita' che il mio contratto venga esteso comunque. Non c'e' da dare la riperibilita', ma allo stesso tempo dovrei lavorare con una data warehouse e non e' che ci sia tanto da programmare neanche li'. Sono tutte query e basta. E poi, Alcatel mi sta pagando per farmi una cultura sulle reti, il Java, ecc. ecc. Veramente non so che cosa voglio. Ma che ironia del cavolo, tutto questo tempo a cercare lavoro e saltano fuori due allo stesso tempo. E nessuno dei due mi fa impazzire. :P
Beh, adesso devo finire di vestirmi (oggi fa un freddo non gia' da cani, ma da cani boia!) e andare in ufficio. :)
Ciao ciao,
Vince.
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