Sonja mi ha convinto di aprire l'account con Linked In, che sarebbe una specie di MySpace ma per i grandi. Si utilizza piú che altro per fare contatti di lavoro o affari.
In realtá, l'idea mi pare un po' strana, un pó troppo "giovane in carriera" e non mi sento al mio agio col concetto base. Ma forse poi mi attira di piu'. Anche MySpace mi ha fatto senso all'inizio, anche se mi e' pasato quando ho capito che tanti su MySpace sono dei semplici deficenti.
Qualcuno di voi ha l'account ("la presenza") su LinkedIn?
Tuesday, 30 December 2008
Ok, forse "correre", no.
Mi sa che smettero' di correre ogni mattino. Avevo gia' il menisco sx rotto e poi mi sono rotto il resto del ginocchio quella volta che ho fatto l'incidente.
Morale della fragola, dopo questi pochi giorni, il gionocchio sinistro mi fa male appena comincio a correre. Mi sa che mi tengo sulla bici che e' meno "high impact".
Morale della fragola, dopo questi pochi giorni, il gionocchio sinistro mi fa male appena comincio a correre. Mi sa che mi tengo sulla bici che e' meno "high impact".
Friday, 26 December 2008
Auguri!!!
Ok, e' Natale, dunque vi faccio il post di Natale.
E quest'anno e' stato interessante, abbiamo speso la giornata da soli. Non e' cosi' terribile. La famiglia di Sonja aveva pianificato di andare a pranzo a casa di una nipote di Sonja. Che abita in campagna, a due ore di macchina. Ha un marito che fa l'insegnante e parla sempre con tono di maestrino (si cari lettori, avete indovinato, mi sta antipatico). La casa, inoltre a essere lontana, si sarebbe riempita di bambini strillanti
:P
Dunque, quando la famiglia non ci ha invitato (sicuramente per disguido) non ci siamo offesi troppo. In realta', pian piano che passa il tempo, Sonja si sente piu' lontana dalla sua famiglia. Ci vogliamo tutti bene, ma loro difficilmente hanno mai lasciato il paese. Caso mai hanno fatto qualche vacanza in Australia. Non abbiamo molto da dirci, anche se ci lo diciamo con affetto.
Cmq, oggi il bello e' che ho fatto una cosa nuova. Sono andato a correre.
Non so perche ho smesso di correre, attorno ai quatordici, quindici anni. Non che fossi uno da fare gare o giocare a qualche sport o quella roba lá, ma fino a una certa etá, i bambini corrono senza bisogno di movente. Non che fossi completamente inerte, fino ai ventiqualcosa mi piaceva saltellare. A volte, tornando a casa di notte tarde, dopo andare a vedere qualche band, saltellavo per isolato dopo isolato, migliaia di metri senza fermarmi. Era divertente ed una volta preso il ritmo, era veloce.
Comunque, oggi sono riuscito a fare il giro all'isolato. A volte ho dovuto smettere di correre ma ho continuato comunque a caminare. Ho usato il Ventolin una volta in tutto, una cosa impensabile sei mesi fa.
Ci ho pensato per qualche giorno prima, l'idea di correre mi sembrava cosi' bizarra, una cosa completamente insolita. Mi chiedevo come avrei fatto, e' un movimento che avevo completamente dimenticato. Percio, per qualche giorno prima mi sono limitato a correre da fermo (non so come si dice, "running on the spot") tanto per farmi alla idea.
Domani ci vado ancora, e forse il giorno dopo.
E quest'anno e' stato interessante, abbiamo speso la giornata da soli. Non e' cosi' terribile. La famiglia di Sonja aveva pianificato di andare a pranzo a casa di una nipote di Sonja. Che abita in campagna, a due ore di macchina. Ha un marito che fa l'insegnante e parla sempre con tono di maestrino (si cari lettori, avete indovinato, mi sta antipatico). La casa, inoltre a essere lontana, si sarebbe riempita di bambini strillanti
:P
Dunque, quando la famiglia non ci ha invitato (sicuramente per disguido) non ci siamo offesi troppo. In realta', pian piano che passa il tempo, Sonja si sente piu' lontana dalla sua famiglia. Ci vogliamo tutti bene, ma loro difficilmente hanno mai lasciato il paese. Caso mai hanno fatto qualche vacanza in Australia. Non abbiamo molto da dirci, anche se ci lo diciamo con affetto.
Cmq, oggi il bello e' che ho fatto una cosa nuova. Sono andato a correre.
Non so perche ho smesso di correre, attorno ai quatordici, quindici anni. Non che fossi uno da fare gare o giocare a qualche sport o quella roba lá, ma fino a una certa etá, i bambini corrono senza bisogno di movente. Non che fossi completamente inerte, fino ai ventiqualcosa mi piaceva saltellare. A volte, tornando a casa di notte tarde, dopo andare a vedere qualche band, saltellavo per isolato dopo isolato, migliaia di metri senza fermarmi. Era divertente ed una volta preso il ritmo, era veloce.
Comunque, oggi sono riuscito a fare il giro all'isolato. A volte ho dovuto smettere di correre ma ho continuato comunque a caminare. Ho usato il Ventolin una volta in tutto, una cosa impensabile sei mesi fa.
Ci ho pensato per qualche giorno prima, l'idea di correre mi sembrava cosi' bizarra, una cosa completamente insolita. Mi chiedevo come avrei fatto, e' un movimento che avevo completamente dimenticato. Percio, per qualche giorno prima mi sono limitato a correre da fermo (non so come si dice, "running on the spot") tanto per farmi alla idea.
Domani ci vado ancora, e forse il giorno dopo.
Wednesday, 24 December 2008
La Camera Di Commercio
Sonja é membro della camera di commercio italiana in Nuova Zelanda (si, esiste!) da un pezzo. Come idea non e' male, in realta' c'e' un bel po' di commercio tra le due nazioni e anche se Il Bel Paese non e' il trading partner principale della Nuova Zelanda, non e' neppure l'ultimo.
Cmq, un mese fa' siamo andati a pranzo a casa del presidente della camera e sentendoli parlare di cose che si potrebbero fare, mi sono proposto come sviluppatore del loro sito web. Cosi', per ingannare un po' il tempo e anche per desiderio di aiutare altri italiani.
Adesso sono nella terza settimana di sviluppo. L'idea sarebbe di migrare il sito da una cosa statica basata sul HTML a un sito dinamico con una bella base dati dietro (PHP 5/MySQL). Mi sono venuti diverse idee in mente e sto portando un mucchio di loro nel nuovo sito.
Sto facendo tutto a gratis, senza altri fini che poter mettere altra roba sul mio curriculum. Ma anche se non sto facendo soldi, al meno mi sto occupando di qualcosa ed e veramente bello aver qualcosa da fare. Forse non guadagno niente, ma sto lavorando.
Devo mettere tutto in linea tra qualche giorno, appena finisco vi do l'URL.
Ciao,
Vince.
Cmq, un mese fa' siamo andati a pranzo a casa del presidente della camera e sentendoli parlare di cose che si potrebbero fare, mi sono proposto come sviluppatore del loro sito web. Cosi', per ingannare un po' il tempo e anche per desiderio di aiutare altri italiani.
Adesso sono nella terza settimana di sviluppo. L'idea sarebbe di migrare il sito da una cosa statica basata sul HTML a un sito dinamico con una bella base dati dietro (PHP 5/MySQL). Mi sono venuti diverse idee in mente e sto portando un mucchio di loro nel nuovo sito.
Sto facendo tutto a gratis, senza altri fini che poter mettere altra roba sul mio curriculum. Ma anche se non sto facendo soldi, al meno mi sto occupando di qualcosa ed e veramente bello aver qualcosa da fare. Forse non guadagno niente, ma sto lavorando.
Devo mettere tutto in linea tra qualche giorno, appena finisco vi do l'URL.
Ciao,
Vince.
Monday, 8 December 2008
Alleluia il PC funziona
Non ricordo se ho parlato del "tecnico" locale.
E' da un pezzo che ho lo stesso PC e col tempo mi stava cominciando a stare stretto. Sonja ha un PC che, chissá come mai e' morto e allora abbiamo deciso di togliere il disco "C:\" dal suo PC e metterlo come slave sul mio. Lei smanettava col server del consolato e allora si e' messa all'opera per aggiungere questo disco. Senza grandi successi. Il PC "saliva" ma non vedeva il disco nuovo.
Alla fine, dopo qualche reboot ho deciso di portare il PC da un negozio che si trova su una traversa della strada principale del paese (chiamata "Main Street", come nei migliori film Americani!). Il tecnico mi ha fatto dei discorsi pazzeschi sul mio PC dicendomi che e' un disastro, un cattorcio, che sicuramente non reggerebbe un secondo disco, ecc. Alla fine, dopo quasi un ora e mezza (!) e' riuscito a fare che il PC vedesse il disco nuovo.
Mi sono portato la macchina a casa e appena mi sono messo a lavorare, ho capito che il PC era rallentato moltissimo. Non scherzo mica, aprire un banalissimo "Risorse Del Computer" del cazzo metteva un paio di minuti buoni. Una volta che un'applicazione si apriva, tutto andava bene, ma navigare il sistema era un suplizio. Un calvario. Una porcheria indicibile.
Ma il tizio mi aveva avvertito che forse la cosa non era possibile. Mi sono chiesto, a volte, come fanno tutti gli altri che usano ancora Windows XP per avere due dischi, ma almeno riuscivo a usare il PC dunque non ci ho pensato troppo.
Alla fine, pero', mi sono stufato. Il negozio si stava trasferendo ma nel frattempo il tecnico veniva a domizilio. Un pomeriggio l'ho chiamato. Lui e' venuto e si ha portato il PC a casa sua...
Per tornare il giorno dopo con una soluzione implementata. Mi aveva disconnesso il disco nuovo. Il disco dove avevo messo tutti i miei file di dati. Ogni canzone che ho scritto, ogni disegno, ogni foto, ogni tutto era a quel punto su un disco disconnesso. Non ci potevo credere, ma almeno avevo un PC che funzionava a una discreta velocitá e potevo sempre connettere il secondo disco se volevo ricuperare qualcosa.
Un paio di giorni fa' abbiamo deciso di fare magliette per tutta la famiglia di Sonja e, come i disegni erano tutti sul disco che che "il tecnico" aveva staccato, Sonja si ha messo a riattaccare tutto.
E miracolosamente, adesso funziona tutto. Perfettamente. Ho due dischi e tutto gira alla stessa discreta velocitá di sempre.
Ancora non capisco che cazzo abbia fatto "il tecnico" per sputtanarmi cosí il PC, e il pensiero di quanti altri PC malcapitati avrá sputtanato nel suo tempo e' veramente raccapricciante. Forse il fatto che il negozio si sia trasferito e' molto piu' significativo di quanto abbia pensato ai tempi.
Posso capire un'errore, quelli ci capitano a tutti (pure a me!), ma la cosa che mi stupisce e trovo imperdonabile é l'idea di disconnettere il disco. Ma che cosa si avra' creduto, che la gente mette file sui dischi per il puro piacere di riempire spazio? Non ha pensato che se io avevo quei file era perché mi servivano? Praticamente tutti i manuali di informatica straparlano di avere un' approccio "customer oriented" e si prodigano in parlare del bisogno di ascoltare ai propri clienti, di intuire i loro bisogni, ecc. E io ho sempre pensato che quelle sezioni stavano li' per riempire pagine, ma no. Finalmente ho conosciuto il tipo di persona per la quale quelle pagine vanno scritte!
Ciao,
Vince.
E' da un pezzo che ho lo stesso PC e col tempo mi stava cominciando a stare stretto. Sonja ha un PC che, chissá come mai e' morto e allora abbiamo deciso di togliere il disco "C:\" dal suo PC e metterlo come slave sul mio. Lei smanettava col server del consolato e allora si e' messa all'opera per aggiungere questo disco. Senza grandi successi. Il PC "saliva" ma non vedeva il disco nuovo.
Alla fine, dopo qualche reboot ho deciso di portare il PC da un negozio che si trova su una traversa della strada principale del paese (chiamata "Main Street", come nei migliori film Americani!). Il tecnico mi ha fatto dei discorsi pazzeschi sul mio PC dicendomi che e' un disastro, un cattorcio, che sicuramente non reggerebbe un secondo disco, ecc. Alla fine, dopo quasi un ora e mezza (!) e' riuscito a fare che il PC vedesse il disco nuovo.
Mi sono portato la macchina a casa e appena mi sono messo a lavorare, ho capito che il PC era rallentato moltissimo. Non scherzo mica, aprire un banalissimo "Risorse Del Computer" del cazzo metteva un paio di minuti buoni. Una volta che un'applicazione si apriva, tutto andava bene, ma navigare il sistema era un suplizio. Un calvario. Una porcheria indicibile.
Ma il tizio mi aveva avvertito che forse la cosa non era possibile. Mi sono chiesto, a volte, come fanno tutti gli altri che usano ancora Windows XP per avere due dischi, ma almeno riuscivo a usare il PC dunque non ci ho pensato troppo.
Alla fine, pero', mi sono stufato. Il negozio si stava trasferendo ma nel frattempo il tecnico veniva a domizilio. Un pomeriggio l'ho chiamato. Lui e' venuto e si ha portato il PC a casa sua...
Per tornare il giorno dopo con una soluzione implementata. Mi aveva disconnesso il disco nuovo. Il disco dove avevo messo tutti i miei file di dati. Ogni canzone che ho scritto, ogni disegno, ogni foto, ogni tutto era a quel punto su un disco disconnesso. Non ci potevo credere, ma almeno avevo un PC che funzionava a una discreta velocitá e potevo sempre connettere il secondo disco se volevo ricuperare qualcosa.
Un paio di giorni fa' abbiamo deciso di fare magliette per tutta la famiglia di Sonja e, come i disegni erano tutti sul disco che che "il tecnico" aveva staccato, Sonja si ha messo a riattaccare tutto.
E miracolosamente, adesso funziona tutto. Perfettamente. Ho due dischi e tutto gira alla stessa discreta velocitá di sempre.
Ancora non capisco che cazzo abbia fatto "il tecnico" per sputtanarmi cosí il PC, e il pensiero di quanti altri PC malcapitati avrá sputtanato nel suo tempo e' veramente raccapricciante. Forse il fatto che il negozio si sia trasferito e' molto piu' significativo di quanto abbia pensato ai tempi.
Posso capire un'errore, quelli ci capitano a tutti (pure a me!), ma la cosa che mi stupisce e trovo imperdonabile é l'idea di disconnettere il disco. Ma che cosa si avra' creduto, che la gente mette file sui dischi per il puro piacere di riempire spazio? Non ha pensato che se io avevo quei file era perché mi servivano? Praticamente tutti i manuali di informatica straparlano di avere un' approccio "customer oriented" e si prodigano in parlare del bisogno di ascoltare ai propri clienti, di intuire i loro bisogni, ecc. E io ho sempre pensato che quelle sezioni stavano li' per riempire pagine, ma no. Finalmente ho conosciuto il tipo di persona per la quale quelle pagine vanno scritte!
Ciao,
Vince.
Abbiamo deciso di non fare i mandarini
Sono andato all'incontro per prospettivi case officer di WiNZ, dopodiche ho deciso che forse non e' il tipo di lavoro che fa per me.
Tanto per cominciare, ci hanno spiegato che i soldi non possono essere una motivazione per intraprendere quel tipo di lavoro. Innanzitutto uno deve essere motivato da un forte desiderio di aiutare la communitá. Dal famoso "give something back" E ci credo perche' ad un tratto hanno aggiunto (come chi non vuola la cosa) che un case officer guadagna E18.000 all'anno (tanto per mettere la cosa in perspettiva, un consulente informatico guadagna attorno ai E40.000 all'anno).
Poi ci hanno spiegato che si, a volte i clienti arrivano "un pochino alterati" nella sede del WiNZ, ma che non dovrebbe preoccuparci perche ci sono le guardie. Poi ci hanno spiegato che per almeno un anno, i nuovi case officer devono andare ovunque ci sia bisogno. Un dettaglio non trascurabile in una cittá con una rete di trasporto pubblico che fa cagare. E poi, i nuovi case officer farebbero parte di un programma sperimentale dove, piuttosto che stare seduti in ufficio aspettando "i clienti", i case officer andrebbero a visitare "i clienti" a casa loro per capire la loro situazione ecc. ecc. Bella cosa, dover andare a casa dei disoccupati, che forse sono gia' ubriachi e possibilmente "alterati" come risultato di essere ispezionati da un ficcanaso di un funzionario del governo. Secondo me, se finisci la settimana senza almeno uno che ti lancia i cani addosso e' un miracolo.
Poi, Sonja ha parlato con una amica che ha a che fare con i case officer di WiNZ (lavora in human resources per gli handicappati) e lei ha raccontato che difatto, i clienti di WiNZ si "alterano" (cioe', si "incazzano da bestia") perche' i case officer tendono a essere stronzi. Ci ha raccontato di pratiche che vanno direttamente al trittacarta (shredder) , di pratiche che non vengono evase per mesi, di gente che si tiene le pratiche nascoste per non dovere faticare di troppo. Insomma, un ministero pieno di gente scarsa ad un livello sovietico. L'amica ha aggiunto che se hai un minimo di cervello diventi matto in un mese.
Abbiamo deciso, dunque, di lasciar perdere. Se voglio davvero un lavoro frustrante, che paga poco e ti mette in contatto giornaliero con cani furibondi mi metto a fare il venditore ambulante e basta ;)
Tanto per cominciare, ci hanno spiegato che i soldi non possono essere una motivazione per intraprendere quel tipo di lavoro. Innanzitutto uno deve essere motivato da un forte desiderio di aiutare la communitá. Dal famoso "give something back" E ci credo perche' ad un tratto hanno aggiunto (come chi non vuola la cosa) che un case officer guadagna E18.000 all'anno (tanto per mettere la cosa in perspettiva, un consulente informatico guadagna attorno ai E40.000 all'anno).
Poi ci hanno spiegato che si, a volte i clienti arrivano "un pochino alterati" nella sede del WiNZ, ma che non dovrebbe preoccuparci perche ci sono le guardie. Poi ci hanno spiegato che per almeno un anno, i nuovi case officer devono andare ovunque ci sia bisogno. Un dettaglio non trascurabile in una cittá con una rete di trasporto pubblico che fa cagare. E poi, i nuovi case officer farebbero parte di un programma sperimentale dove, piuttosto che stare seduti in ufficio aspettando "i clienti", i case officer andrebbero a visitare "i clienti" a casa loro per capire la loro situazione ecc. ecc. Bella cosa, dover andare a casa dei disoccupati, che forse sono gia' ubriachi e possibilmente "alterati" come risultato di essere ispezionati da un ficcanaso di un funzionario del governo. Secondo me, se finisci la settimana senza almeno uno che ti lancia i cani addosso e' un miracolo.
Poi, Sonja ha parlato con una amica che ha a che fare con i case officer di WiNZ (lavora in human resources per gli handicappati) e lei ha raccontato che difatto, i clienti di WiNZ si "alterano" (cioe', si "incazzano da bestia") perche' i case officer tendono a essere stronzi. Ci ha raccontato di pratiche che vanno direttamente al trittacarta (shredder) , di pratiche che non vengono evase per mesi, di gente che si tiene le pratiche nascoste per non dovere faticare di troppo. Insomma, un ministero pieno di gente scarsa ad un livello sovietico. L'amica ha aggiunto che se hai un minimo di cervello diventi matto in un mese.
Abbiamo deciso, dunque, di lasciar perdere. Se voglio davvero un lavoro frustrante, che paga poco e ti mette in contatto giornaliero con cani furibondi mi metto a fare il venditore ambulante e basta ;)
Thursday, 20 November 2008
Una bella giornata, tutto sommato
Oggi, e non saprei dire perché, é stata una bella giornata.
Tanto per incominciare, c'era il "seminar" dei WINZ. "WINZ", ovvero "Work and Income New Zealand" sarebbe l'agenzia che paga il sussidio per la disoccupazione. Alla fine, dopo di molto dibatitto Sonja ed io abbiamo deciso di richiedere il sussidio. Alla fine della feria, le nostre tasse vanno a pagare per tutta quella rete di benessere sociale, tanto vale prenderci anche noi la nostra parte.
La cosa e' un'arma a due tagli perché, sebbene pagano qualche soldo per tenerti in vita e ti aiutano col alloggio, pagando anche una parte dell'affito (o nel ns. caso il mutuo), allo stesso tempo hanno delle condizioni un po' pesanti, tipo che devi prendere il primo lavoro che loro ti trovano.
Allora, non e' che io sia snob, (a meno che non sia un mese con una vocale) ma dopo tutti questi anni come informatico, non mi attira molto l'idea di andare a non so... imballare scatoloni di frutta o qualche stronzata del genere, specialmente per i due soldi che pagano. E' come ho detto, un'arma a due tagli.
Ma prima di fare niente o sborsare un misero soldo, ti "invitano" ad un "seminar" dove ti spiegano tutti gli obblighi. L'impiegato di WiNZ (un ciccione Maori chiamato "Fano") ci ha prenotato per fare il "seminar" alle 8:30 del mattino di oggi.
E stamattina ci siamo vestiti non troppo curatamente ma neanche troppo da straccioni e siamo andati al seminar. Davanti alla sede locale del WiNZ che non apriva e non apriva e non... cavoli. Finalmente, con dieci minuti di ritardo hanno aperto le porte. Poi c'era da fare la fila perche' c'erano pochissimi in ufficio e quasi nessuno in reception (ma che geni). E dopo fare la fila, la receptionist ci ha spiegato che in realta' il famoso seminar era alle 12. Il buon Fano ci ha tirato il pacco.
Io avevo un'altro appuntamento alle 11:00 ma ci hanno detto che se proprio non potevo farcela, bastava che uno dei due venisse al benedetto seminar. Sonja, che oggi era libera, ha preso la paglietta corta.
Mentre eravamo li', abbiamo visto che hanno dei posti di lavoro come "case officer" di WiNZ, cioe' essere un loro impiegato. E presumibilmente diventare responsabile per aprire l'ufficio in ritardo ogni mattina. Un carico oneroso. Il seminar che tratta di questo discorso, cmq, é per domani alle 8:30 e mi sono iscritto. Meglio di riempire scatoloni di frutta.
Beh. Vado avanti col racconto. Sto formando una band nuova e il mio appuntamento delle 11:00 era con una cantante/tastierista. Visto che, a un tratto ci siamo ritrovati con un'ora improvvisamente libera, siamo tornati a casa per bere un caffé. Poi ho preso il basso e finalmente, il treno in centro.
Una bellissima giornata di sole. Una di quelle giornate che ti mettono la carica.
Durante il viaggio, una agenzia mi ha telefonato per parlarmi di un possibile contratto di lavoro, ma e' caduta la linea e come mi chiamavano da un centralino, non c'era il numero del chiamante. Pazienza!
Alla stazione ho deciso di prendere qualcosa da mangiare (avevo dimenticato di fare colazione) e mi sono preso un Chelsea Bun, che sarebbe una specie di cubo di impasto con dello zucchero e, a volte, uva passa. La Nuova Zelanda non si distacca per la finezza della sua gastronomia. :)
Poi ho trovato il autobus giusto per andare dalla cantante, che guardacaso vive a cento metri della casa dove faceva le prove la mia ultima band. Allora, torvare l'autobus e un fatto del quale mi vanto. Non ero mai riuscito a trovare quello giusto e difatto ho sempre preso il taxi.
La cantante non era male, anche studente del corso di jazz alla universita', ma non c'era assolutamente feeling. Credo che lei mi ha trovato troppo vecchio e io dalla mia parte l'ho trovata troppo giovane e troppo poco carismatica per una eventuale front person.
Credo che forse mi abbia trovato un po' maniacale: mi dice che le piace molto la world music. Un affermazione che mi sembra un luogo comune banalissimo e fa scattare la domanda, "La world music da dove?" E parlando di World Music e venuto fuori che non sapeva nemmeno che cosa fosse il cante jondo e mi ha chiesto se potevo dimonstrare come fosse. :P
E cazzo... non e' facile. Ho fatto del mio meglio per cantare come un gitano di Andalusia ma veramente non e' facile, e che nessuno vi porti mai in inganno dicendovi diversamente. :D
Comunque siamo rimasti che lei pensava sopra e poi forse mi chiama. Mi farebbe comodo se lei mi chiamasse ma allo stesso tempo non mi frega piu' di tanto.
Parentesi: detesto il termine "world music", che mi pare schifosamente anglocentrico e presume che sia possibile ingabbiare insieme le musiche di quanti? Centosettanta paesi? E tutte le loro musiche regionali e metterle tutte sotto questo nome di "world music". Un termine che, piu' condiscendente e si muore. E si, e' un termine anglocentrico perche' i canti dei pastori vietnamesi sono "world music", ma i canti dei pastori Americani sono "folk". Che stronzata.
Poi sono tornato a casa. Frugando tra le mail ho trovato l'agenzia che sicuramente mi aveva telefonato ma il contratto risulto essere uno per il quale ero gia stato scartato per non avere esperienza OWB.
Ma poi, finalmente mi ha telefonato un'altra agenzia per parlarmi di un contratto nuovo di zecca. A tempo indeterminato e per una azienda che non mi piace. Ho parlato con qualche loro staff in un ascensore e mi hanno sembrato degli snob insopportabili.
Domani devo andare in centro per incontrare quelli dell'agenzia, cosi mi danno un'occhiata per vedere se sono vagamente presentabile al cliente.
Ed ecco a voi, una giornata che, sulla carta dovrebbe essere stata una giornata del piú assoluto cazzo e invece mi ha messo la carica. In realta', niente e' andato come doveva (il seminar non c'era, la cantante non fa per me, mi hanno chiamato per la ennesima volta per propormi un contratto del quale sapevo giá e l'unica intervista che ho e' con una azienda che mi sta antipatica) eppure... sto bene.
E voi? :)
Tanto per incominciare, c'era il "seminar" dei WINZ. "WINZ", ovvero "Work and Income New Zealand" sarebbe l'agenzia che paga il sussidio per la disoccupazione. Alla fine, dopo di molto dibatitto Sonja ed io abbiamo deciso di richiedere il sussidio. Alla fine della feria, le nostre tasse vanno a pagare per tutta quella rete di benessere sociale, tanto vale prenderci anche noi la nostra parte.
La cosa e' un'arma a due tagli perché, sebbene pagano qualche soldo per tenerti in vita e ti aiutano col alloggio, pagando anche una parte dell'affito (o nel ns. caso il mutuo), allo stesso tempo hanno delle condizioni un po' pesanti, tipo che devi prendere il primo lavoro che loro ti trovano.
Allora, non e' che io sia snob, (a meno che non sia un mese con una vocale) ma dopo tutti questi anni come informatico, non mi attira molto l'idea di andare a non so... imballare scatoloni di frutta o qualche stronzata del genere, specialmente per i due soldi che pagano. E' come ho detto, un'arma a due tagli.
Ma prima di fare niente o sborsare un misero soldo, ti "invitano" ad un "seminar" dove ti spiegano tutti gli obblighi. L'impiegato di WiNZ (un ciccione Maori chiamato "Fano") ci ha prenotato per fare il "seminar" alle 8:30 del mattino di oggi.
E stamattina ci siamo vestiti non troppo curatamente ma neanche troppo da straccioni e siamo andati al seminar. Davanti alla sede locale del WiNZ che non apriva e non apriva e non... cavoli. Finalmente, con dieci minuti di ritardo hanno aperto le porte. Poi c'era da fare la fila perche' c'erano pochissimi in ufficio e quasi nessuno in reception (ma che geni). E dopo fare la fila, la receptionist ci ha spiegato che in realta' il famoso seminar era alle 12. Il buon Fano ci ha tirato il pacco.
Io avevo un'altro appuntamento alle 11:00 ma ci hanno detto che se proprio non potevo farcela, bastava che uno dei due venisse al benedetto seminar. Sonja, che oggi era libera, ha preso la paglietta corta.
Mentre eravamo li', abbiamo visto che hanno dei posti di lavoro come "case officer" di WiNZ, cioe' essere un loro impiegato. E presumibilmente diventare responsabile per aprire l'ufficio in ritardo ogni mattina. Un carico oneroso. Il seminar che tratta di questo discorso, cmq, é per domani alle 8:30 e mi sono iscritto. Meglio di riempire scatoloni di frutta.
Beh. Vado avanti col racconto. Sto formando una band nuova e il mio appuntamento delle 11:00 era con una cantante/tastierista. Visto che, a un tratto ci siamo ritrovati con un'ora improvvisamente libera, siamo tornati a casa per bere un caffé. Poi ho preso il basso e finalmente, il treno in centro.
Una bellissima giornata di sole. Una di quelle giornate che ti mettono la carica.
Durante il viaggio, una agenzia mi ha telefonato per parlarmi di un possibile contratto di lavoro, ma e' caduta la linea e come mi chiamavano da un centralino, non c'era il numero del chiamante. Pazienza!
Alla stazione ho deciso di prendere qualcosa da mangiare (avevo dimenticato di fare colazione) e mi sono preso un Chelsea Bun, che sarebbe una specie di cubo di impasto con dello zucchero e, a volte, uva passa. La Nuova Zelanda non si distacca per la finezza della sua gastronomia. :)
Poi ho trovato il autobus giusto per andare dalla cantante, che guardacaso vive a cento metri della casa dove faceva le prove la mia ultima band. Allora, torvare l'autobus e un fatto del quale mi vanto. Non ero mai riuscito a trovare quello giusto e difatto ho sempre preso il taxi.
La cantante non era male, anche studente del corso di jazz alla universita', ma non c'era assolutamente feeling. Credo che lei mi ha trovato troppo vecchio e io dalla mia parte l'ho trovata troppo giovane e troppo poco carismatica per una eventuale front person.
Credo che forse mi abbia trovato un po' maniacale: mi dice che le piace molto la world music. Un affermazione che mi sembra un luogo comune banalissimo e fa scattare la domanda, "La world music da dove?" E parlando di World Music e venuto fuori che non sapeva nemmeno che cosa fosse il cante jondo e mi ha chiesto se potevo dimonstrare come fosse. :P
E cazzo... non e' facile. Ho fatto del mio meglio per cantare come un gitano di Andalusia ma veramente non e' facile, e che nessuno vi porti mai in inganno dicendovi diversamente. :D
Comunque siamo rimasti che lei pensava sopra e poi forse mi chiama. Mi farebbe comodo se lei mi chiamasse ma allo stesso tempo non mi frega piu' di tanto.
Parentesi: detesto il termine "world music", che mi pare schifosamente anglocentrico e presume che sia possibile ingabbiare insieme le musiche di quanti? Centosettanta paesi? E tutte le loro musiche regionali e metterle tutte sotto questo nome di "world music". Un termine che, piu' condiscendente e si muore. E si, e' un termine anglocentrico perche' i canti dei pastori vietnamesi sono "world music", ma i canti dei pastori Americani sono "folk". Che stronzata.
Poi sono tornato a casa. Frugando tra le mail ho trovato l'agenzia che sicuramente mi aveva telefonato ma il contratto risulto essere uno per il quale ero gia stato scartato per non avere esperienza OWB.
Ma poi, finalmente mi ha telefonato un'altra agenzia per parlarmi di un contratto nuovo di zecca. A tempo indeterminato e per una azienda che non mi piace. Ho parlato con qualche loro staff in un ascensore e mi hanno sembrato degli snob insopportabili.
Domani devo andare in centro per incontrare quelli dell'agenzia, cosi mi danno un'occhiata per vedere se sono vagamente presentabile al cliente.
Ed ecco a voi, una giornata che, sulla carta dovrebbe essere stata una giornata del piú assoluto cazzo e invece mi ha messo la carica. In realta', niente e' andato come doveva (il seminar non c'era, la cantante non fa per me, mi hanno chiamato per la ennesima volta per propormi un contratto del quale sapevo giá e l'unica intervista che ho e' con una azienda che mi sta antipatica) eppure... sto bene.
E voi? :)
Wednesday, 12 November 2008
Come sono furbi..!
Avevo un'assicurazione in Italia. Presso la ns. banca. In realtá era una specie di deposito a termine fisso, piuttosto che un'assicurazione, almeno nel senso che dopo dieci anni di quote uno puo' riavere i soldi.
E finalmente ha maturato (o fruttato o come si dica) un paio di mesi fa, e c'era il problema di "che fare con i soldi".
L'idea generale era, ovviamente, prendere il denaro e versarlo nel ns. conto corrente qui in Nuova Zelanda. Ma prima di partire (e quanto sembra lontana la Piazza V Giornate!), ci avevano detto che dovevo andare personalmente in banca a firmare tutti i moduli.
La cosa ci e' sembrata assurda, ma ci sono tante cose assurde al mondo. Insomma, una assurditá in piú non fa una piega. Abbiamo visto la cosa come un bel pretesto per farci una vacanza in Italia e dimenticato tutto.
Ma pensandoci sopra, la cosa diventava sommamente impratica: i soli biglietti presentavano un costo non trascurabile (E. 4.000) e poi c'erano le spese aggiuntive: uscire, fare un po' di shopping, ecc. Alla fine saremo tornati a Wellington con poco piu' dei soldi per un caffe.
Per fortuna, due mesi fa sono riuscito a parlare con uno in banca che ha capito l'assurditá di farci tornare in Italia per una firma e ha accettato di spedirci i moduli da firmare, a patti che io gl'inviasse anche una fotocopia della mia carta d'identitá. Bello! Allora, ho dettato le mie generalitá al telefono e la banca si e' messa di accordo per spedirmi il tutto.
Due mesi fa.
All'inizio non mi sono preoccupato assai perche' l'Italia e' molto lontana ecc. ecc. Ma due mesi ci sembravano tanti.
Alla fine e' arrivata la busta. E ho capito tutto.
Ho dettato il nostro indirizzo telefonicamente al impiegato della banca e, per finire in bellezza, una volta che ho costatato che lui avesse presso tutto correttamente, ho aggiunto "Ah, e giá che ci siamo, Vi do anche il nome della regione che sarebbe WGTN".
E caro diario e gentili lettori, l'impiegato ha aggiunto questo ultimo dettaglio DOPO le parole "New Zealand". E qualcuno in ufficio posta ha aggiunto un fatidico "USA" in biro alla fine dell'indirizzo. Indirizzo che, percio', divento'
Vince Cabrera
Bal bla bla Street,
Upper Hutt,
New Zealand WGTN USA.
Immagino che il impiegato della posta abbia preso "WGTN" per "Washington".
Ma come sono furbi... :D
E finalmente ha maturato (o fruttato o come si dica) un paio di mesi fa, e c'era il problema di "che fare con i soldi".
L'idea generale era, ovviamente, prendere il denaro e versarlo nel ns. conto corrente qui in Nuova Zelanda. Ma prima di partire (e quanto sembra lontana la Piazza V Giornate!), ci avevano detto che dovevo andare personalmente in banca a firmare tutti i moduli.
La cosa ci e' sembrata assurda, ma ci sono tante cose assurde al mondo. Insomma, una assurditá in piú non fa una piega. Abbiamo visto la cosa come un bel pretesto per farci una vacanza in Italia e dimenticato tutto.
Ma pensandoci sopra, la cosa diventava sommamente impratica: i soli biglietti presentavano un costo non trascurabile (E. 4.000) e poi c'erano le spese aggiuntive: uscire, fare un po' di shopping, ecc. Alla fine saremo tornati a Wellington con poco piu' dei soldi per un caffe.
Per fortuna, due mesi fa sono riuscito a parlare con uno in banca che ha capito l'assurditá di farci tornare in Italia per una firma e ha accettato di spedirci i moduli da firmare, a patti che io gl'inviasse anche una fotocopia della mia carta d'identitá. Bello! Allora, ho dettato le mie generalitá al telefono e la banca si e' messa di accordo per spedirmi il tutto.
Due mesi fa.
All'inizio non mi sono preoccupato assai perche' l'Italia e' molto lontana ecc. ecc. Ma due mesi ci sembravano tanti.
Alla fine e' arrivata la busta. E ho capito tutto.
Ho dettato il nostro indirizzo telefonicamente al impiegato della banca e, per finire in bellezza, una volta che ho costatato che lui avesse presso tutto correttamente, ho aggiunto "Ah, e giá che ci siamo, Vi do anche il nome della regione che sarebbe WGTN".
E caro diario e gentili lettori, l'impiegato ha aggiunto questo ultimo dettaglio DOPO le parole "New Zealand". E qualcuno in ufficio posta ha aggiunto un fatidico "USA" in biro alla fine dell'indirizzo. Indirizzo che, percio', divento'
Vince Cabrera
Bal bla bla Street,
Upper Hutt,
New Zealand WGTN USA.
Immagino che il impiegato della posta abbia preso "WGTN" per "Washington".
Ma come sono furbi... :D
Tuesday, 11 November 2008
Bob colpisce ancora
Sonja ed io abbiamo un "ufficio" ciascuno, cioe' una stanza dove abbiamo i ns. PC e roba varia tipo abbigliamento, libri e cosi via dicendo. Il mio "ufficio" da sulla strada, quello di Sonja sulla casa di Bob.
E oggi sento a lei che mi chiama dal suo "ufficio" (ma devo sempre mettere 'ste virgolette?)
"E' Bob!" mi dice.
"E allora?" rispondo io, dal mezzo di una partita di Spider.
"Sta caminando nel suo giardino!" aggiunge lei.
"Si? E allora?" rispondo io, ancora nel mezzo di una partita di Spider.
"E' nudo!" conclude la brava Sonja.
Per quando sono arrivato nella stanza di Sonjail buon Bob era fuori vista (e poi dicono che non c'e' dio) Apparentemente non ha capito che e' chiaramente visibile dalla scrivania di Sonja. Non ha fatto nessun gesto ne dimonstrato comportamenti di flasher.
"Sara' impazzito?" mi chiesse Sonja.
"E se forse e' sempre stato pazzo?" ho chiesto io.
Perche', in realta', e ora che ci penso, se uno fosse matto e faccese un lavoro semplice dove nessuno li chiede mai il suo parere, forse anche di notte, quando ha poco contatto col resto del mondo... come fai a capire se e' pazzo o meno? Potrebbe girare tranquilamente per anni. Perche' per essere pazzo non bisogna parlare degli alieni e la forma che ci controllano il pensiero. Basterebbe avere quei "tic" che Bob dimonstra cosi egregiamente, tipo scusarsi sempre.
Oppure basterebbe avere certi compulsioni... di indossare sempre mutande dello stesso colore, oppure di uccidere i pesciolini rossi, o i papagallini... cioe' cose che uno fa in privato, come farebbe uno a capire che a il Son Of Sam vivendo nella casa di accanto. Se ci fossero sempre papagallini diversi a casa sua, come farei a distinguerli?
In realta', dubito che Bob sia matto, ma certo che e' piu interessante cosi'!
E oggi sento a lei che mi chiama dal suo "ufficio" (ma devo sempre mettere 'ste virgolette?)
"E' Bob!" mi dice.
"E allora?" rispondo io, dal mezzo di una partita di Spider.
"Sta caminando nel suo giardino!" aggiunge lei.
"Si? E allora?" rispondo io, ancora nel mezzo di una partita di Spider.
"E' nudo!" conclude la brava Sonja.
Per quando sono arrivato nella stanza di Sonjail buon Bob era fuori vista (e poi dicono che non c'e' dio) Apparentemente non ha capito che e' chiaramente visibile dalla scrivania di Sonja. Non ha fatto nessun gesto ne dimonstrato comportamenti di flasher.
"Sara' impazzito?" mi chiesse Sonja.
"E se forse e' sempre stato pazzo?" ho chiesto io.
Perche', in realta', e ora che ci penso, se uno fosse matto e faccese un lavoro semplice dove nessuno li chiede mai il suo parere, forse anche di notte, quando ha poco contatto col resto del mondo... come fai a capire se e' pazzo o meno? Potrebbe girare tranquilamente per anni. Perche' per essere pazzo non bisogna parlare degli alieni e la forma che ci controllano il pensiero. Basterebbe avere quei "tic" che Bob dimonstra cosi egregiamente, tipo scusarsi sempre.
Oppure basterebbe avere certi compulsioni... di indossare sempre mutande dello stesso colore, oppure di uccidere i pesciolini rossi, o i papagallini... cioe' cose che uno fa in privato, come farebbe uno a capire che a il Son Of Sam vivendo nella casa di accanto. Se ci fossero sempre papagallini diversi a casa sua, come farei a distinguerli?
In realta', dubito che Bob sia matto, ma certo che e' piu interessante cosi'!
Sunday, 9 November 2008
10 anni dopo...
E si, venerdi' Sonja ed io abbiamo fatto dieci anni di sposati. E dodici in totale come coppia. A dire il vero, a volte il fatto a volte i sorprende. Tanti anni? Dove sara' andato il tempo?
Abbiamo fatto una piccola cena con Teina, sorella di Sonja e Ruth una sua amica. Niente di troppo memorabile, ma Teina mi ha spiegato che il poliziotto con chi ho parlato nel parco era sicuramente della "armed offenders squad" e che effettivamente stavano cercando uno fuggito dal carcere di Rimutaka.
L'idea di tentare di evadere il braccio forte della legge nascondendosi in un parco mi stupisce. Voglio dire, se uno vuole nascondere un elefante (putacaso), il nascondiglio migliore sicuramente sarebbe tra un mucchio di altri elefanti, no? Dalla stesa maniera, uno penserebbe che il miglior posto per nascondere un umano sarebbe in una citta piena di altri umani, no? Il parco, col suo fiume pero' ha un certo romanticismo che mi piace. Mi fa pensare subito a quei film americani degli anni 30 pieni di carcerati incatenati fuggendo dai sceriffi e i seguggi. Attraversando il fiume, cosi i cani perdono la traccia, no?
Cmq, come ho detto... una piccola cena. Ho fatto delle empanadas, che sono come degli involtini tradizionali argentini e Sonja ha fatto un pastelle di pollo e funghi e poi un tiramisu abbastanza riuscito. Bella cena, tutto sommato. Il giorno dopo siamo andati a votare, poi vi racconto.
Cmq, come ho detto... una piccola cena. Ho fatto delle empanadas, che sono come degli involtini tradizionali argentini e Sonja ha fatto un pastelle di pollo e funghi e poi un tiramisu abbastanza riuscito. Bella cena, tutto sommato. Il giorno dopo siamo andati a votare, poi vi racconto.
Thursday, 6 November 2008
In bici lungo il fiume
Certo che in quanto riguarda la natura, qui ad Upper Hutt, non mi posso lamentare.
E' una delle citta' piu' piccole della Nuova Zelanda in quanto a popolazione, ma la seconda in totale in termini di superficie. E' una zona piena di fiumi, montagne, foreste e fattorie e devo dire che, una volta che mi sono abituato alla idea che NON e' un posto molto cosmopolita e che non lo sara' mai, la cosa e' molto migliorata.
Uno dei miei passeggi favoriti e' in bici lungo il fiume (cioe' il Hutt) in un parco molto bello che scorre sulla riva. Ha anche un nome poetico, "Moonshine Park" e poi diventa un sentiero che arriva dopo una quarantina di chilometri, arriva al mare.
Avrei fatto qualche foto piu' all'interno del parco, dove ci sono boschi e campi con cavalli ma oggi (giusto oggi!) c'era un'auto della polizia e non mi hanno lasciato entrare al sentiero vero e proprio. Ho chiesto che cosa fosse successa (non tanto perche' mi interessassi la risposta ma soltanto perche' la gente, in queste situazioni sempre fa queste domande oziose, no?), ma il poliziotto non ha voluto divulgare niente. Peggio per lui perche non comparira' piu' in questo blog. Accusi impara.
E' una delle citta' piu' piccole della Nuova Zelanda in quanto a popolazione, ma la seconda in totale in termini di superficie. E' una zona piena di fiumi, montagne, foreste e fattorie e devo dire che, una volta che mi sono abituato alla idea che NON e' un posto molto cosmopolita e che non lo sara' mai, la cosa e' molto migliorata.
Uno dei miei passeggi favoriti e' in bici lungo il fiume (cioe' il Hutt) in un parco molto bello che scorre sulla riva. Ha anche un nome poetico, "Moonshine Park" e poi diventa un sentiero che arriva dopo una quarantina di chilometri, arriva al mare.
Avrei fatto qualche foto piu' all'interno del parco, dove ci sono boschi e campi con cavalli ma oggi (giusto oggi!) c'era un'auto della polizia e non mi hanno lasciato entrare al sentiero vero e proprio. Ho chiesto che cosa fosse successa (non tanto perche' mi interessassi la risposta ma soltanto perche' la gente, in queste situazioni sempre fa queste domande oziose, no?), ma il poliziotto non ha voluto divulgare niente. Peggio per lui perche non comparira' piu' in questo blog. Accusi impara.
In questa foto si vede la bici (ma va?!) che e' la stessa bici che avevo a Milano con ancora lo stesso zainetto che mi rigalo Sandro tanti anni fa'.

Tornando al presunto omicidio (anche se avevo detto che non sarei tornato sopra), immagino che sia stata qualcosa sul serio: quando lo sbirro mi ha chiesto perche' volevo entrare al parco e ho risposto "Per scattare qualche foto!" lui ha impallidito. Ho dovuto spiegare che ero solo interessato al paesaggio ma anche cosi' non ho potuto entrare. Fa niente, non ci sono omicidi ogni giorno, e' solo questione di beccare il giorno giusto. :D

O forse e' scapato qualche carcerato dalla prigione di Rimutaka? Non e' molto lontana. L'altro ieri ci fu la notizia di una fuga da un carcere piu' al nord. Il TG spiego che i due uomini erano pericolosi e forse armati, ma non potevano divulgare ne le loro generalita' ne le loro fotografie.
Dunque... temete a tutti! :P
Comunque... altre foto, gia' che ci siamo. In questa (con un certo je ne sais quoi tropicale) si vede il letto del fiume. Quando piove fortemente, tutte quelle rocce sono coperte dall'acqua.

Una roccia che mi ha fatto simpatia.

Qui si vede il fiume e la barriera dove c'era la macchina della police.

Vista l'impossibilita' di andare oltre, sono andato nella direzione opposta per scattare qualche foto da un ponte sopra il fiume e a pochi (con una sola "c") chilometri dal parco.

E per finire in bellezza e mostrare quanto sia mutevole il tempo in questa terra di forti venti, questa era la scena alla mia schiena mentre scattavo la foto precedente.

Tentero' di scattare altre foto nei gg. successivi.
Ciao per ora,
Vince.
Tuesday, 4 November 2008
Arrivano l'elezioni
Non, non quelle Americane (nelle quali tifo per Obama) ma quelle della Nuova Zelanda. E visto che siamo a testa in giu' in confronto agli USA, anche qui si prevede un landslide, ma per la destra.
A dire il vero, dopo nove anni di governo di centrosinistra la cosa era prevedibile. Il governo e' vecchio e scricchiola, la gente e' stufa e vuole uno che arrivi su un bel cavallo bianco e ci salvi a tutti.
La destra vince di sicuro ma allo stesso tempo c'e' da chiedersi fino a quale punto possono "vincere". Da un lato c'e' il fatto che siamo una caccattina di mosca sull'orlo del mondo e che alla fine saremmo sempre vittima degli eventi mondiali. Certe peculiarita' locali, tipo l'emorragia costante di gente e imprese verso l'Australia e le numeri ridottissimi della popolazione e dei redditi del governo.
Allo stesso tempo, volendo, la bella Nuova Zelanda e' un'ottima candidata per diventare una dittatura.
E si, perche' il governo consiste in una sola camera. Non c'e' una costituzione vera e propria (solo un mucchio di documenti sciolti) e se una legge passa nell'unica camera allora e' legge e basta. Non c'e' tutto quel percorso costituzionale dove qualche senato, qualche presidente alla fine puo' fermare una pazzia.
Abbiamo il rappresentante della corona si (immagino che avra' anche il capello con le piume), ma e' scelto dal governo e serve solo a firmare le leggi che le mettono davanti. In fatti, il governo puo chiedere alla corona di rimuovere un rappresentante che non sia piu' del gradimento del governo. Il regio rappresentante puo mandare il governo a casa, ma solo in casi dove il governo abbia perso un voto di fiducia. In tante parole, quando il governo sta per crollare da solo.
Dunque le elezioni sono da prendere sul serio. L'unica cosa e' che ancora non so per chi cavolo votare.
Le scelte fin'ora sono i Labour (cioe' il centrosinistra), i National (cioe, il centrodestra) e poi un mucchio di partitini diversi.
Tra di loro ci sono
i Verdi,
i New Zealand First (una specie di AN alla Forza Italia dei National) ma pieni di conspiracy theories sulla forma nella quale la stampa vuole infangare al loro leader, Winston Peters. Comunque erano alleati dei Labour in questo governo. Il suo pubblico consiste maggiormente dei vecchi pensionati.
gli ACT che sarebbero una specie di destra liberale con un'immagine di duri e puri e incorruttibili. Mi fanno una forte antipatia. (una delle loro parlamentarie si e' pagata il gastric bypass rubando i soldi di un fondo educativo per bambini Maori).
Erm... C'e' il Maori Party che rappresenta ehm... ai Maori. Hanno qualche bella idea, tipo abolire il sussidio per la disoccupazione per creare invece posti nel governo (un po' come quello che fa l'Italia)
C'e' un partito (non ricordo il nome) che tenta di rappresentare i polinesiani in Nuova Zelanda ma e' fondato da un'indagato. I polinesiani sono come gli albanesi della Nuova Zelanda.
E poi ci sono diversi partiti piu o meno di destra ("Libertarians" e compagnia cantante. Immagino che ci sia qualche partito di estrema sinistra e il solito, intramontabile parti per la liberazione dell'erba.
Come vedete, un po[' di scelta c'e' ma non c'e' niente che mi faccia impazzire. Immagino che votero' per i Labour, ma quella e' una scelta fatta praticamente col autopilota.
Nel Texas le cose non solo sono piu' grandi, le elezioni sono anche piu' semplici.
A dire il vero, dopo nove anni di governo di centrosinistra la cosa era prevedibile. Il governo e' vecchio e scricchiola, la gente e' stufa e vuole uno che arrivi su un bel cavallo bianco e ci salvi a tutti.
La destra vince di sicuro ma allo stesso tempo c'e' da chiedersi fino a quale punto possono "vincere". Da un lato c'e' il fatto che siamo una caccattina di mosca sull'orlo del mondo e che alla fine saremmo sempre vittima degli eventi mondiali. Certe peculiarita' locali, tipo l'emorragia costante di gente e imprese verso l'Australia e le numeri ridottissimi della popolazione e dei redditi del governo.
Allo stesso tempo, volendo, la bella Nuova Zelanda e' un'ottima candidata per diventare una dittatura.
E si, perche' il governo consiste in una sola camera. Non c'e' una costituzione vera e propria (solo un mucchio di documenti sciolti) e se una legge passa nell'unica camera allora e' legge e basta. Non c'e' tutto quel percorso costituzionale dove qualche senato, qualche presidente alla fine puo' fermare una pazzia.
Abbiamo il rappresentante della corona si (immagino che avra' anche il capello con le piume), ma e' scelto dal governo e serve solo a firmare le leggi che le mettono davanti. In fatti, il governo puo chiedere alla corona di rimuovere un rappresentante che non sia piu' del gradimento del governo. Il regio rappresentante puo mandare il governo a casa, ma solo in casi dove il governo abbia perso un voto di fiducia. In tante parole, quando il governo sta per crollare da solo.
Dunque le elezioni sono da prendere sul serio. L'unica cosa e' che ancora non so per chi cavolo votare.
Le scelte fin'ora sono i Labour (cioe' il centrosinistra), i National (cioe, il centrodestra) e poi un mucchio di partitini diversi.
Tra di loro ci sono
i Verdi,
i New Zealand First (una specie di AN alla Forza Italia dei National) ma pieni di conspiracy theories sulla forma nella quale la stampa vuole infangare al loro leader, Winston Peters. Comunque erano alleati dei Labour in questo governo. Il suo pubblico consiste maggiormente dei vecchi pensionati.
gli ACT che sarebbero una specie di destra liberale con un'immagine di duri e puri e incorruttibili. Mi fanno una forte antipatia. (una delle loro parlamentarie si e' pagata il gastric bypass rubando i soldi di un fondo educativo per bambini Maori).
Erm... C'e' il Maori Party che rappresenta ehm... ai Maori. Hanno qualche bella idea, tipo abolire il sussidio per la disoccupazione per creare invece posti nel governo (un po' come quello che fa l'Italia)
C'e' un partito (non ricordo il nome) che tenta di rappresentare i polinesiani in Nuova Zelanda ma e' fondato da un'indagato. I polinesiani sono come gli albanesi della Nuova Zelanda.
E poi ci sono diversi partiti piu o meno di destra ("Libertarians" e compagnia cantante. Immagino che ci sia qualche partito di estrema sinistra e il solito, intramontabile parti per la liberazione dell'erba.
Come vedete, un po[' di scelta c'e' ma non c'e' niente che mi faccia impazzire. Immagino che votero' per i Labour, ma quella e' una scelta fatta praticamente col autopilota.
Nel Texas le cose non solo sono piu' grandi, le elezioni sono anche piu' semplici.
Monday, 3 November 2008
Bob il fornaio
Bob... ho detto che volevo parlare di Bob. E forse non vale la pena. Anzi, sicuramente non vale la pena. Lui stesso sarebbe il primo di dirmi di lasciare perdere. Eppure... perche, vedete, Bob e' una specie di naufrago o di cane randagio o comunque e' qualche specie di metafora. Avra' i suoi quaranta (lunghi) e abita nella casa dietro di noi.
Il mattino del trasloco, Bob, panzone, incanutitto e con gli occhi arrossiti si e' avvicinato per spiegarci che lui, "E' un tipo molto simpatico, a chi piace quasi tutto,che fa il fornaio e che si vogliamo qualsiasi cosa, lui e' lieto di prepararla perche' quella e' la sua passione e che abita dietro di noi". Ho capito che si trattava di un banalissimo frichettone sul boulevarde del tramonto e non ci ho pensato piu'.
Certo che il fatto che, a priori e a brucciapelle, Bob abbia esordito con un discorso sulla propria simpatia mi ha lasciato un po' perplesso e diffido di chiunque si faccia avanti presentandosi come un simpaticone, perche' la vita ci insegna che uno cosi' spesso risulta uno stronzo, uno dei mostri nei romanzi di Stephen King. Dunque, nessuna fretta per approfondire l'amicizia col nuovo vicino. Per altro, gli ultimi proprietari ci hanno detto che Bob diventa un po'... non hanno saputo come descriverlo.
Ma ogni volta che lo incontravamo per strada, lui tornava sempre sullo stesso ritornello, dove lui e' un tipo molto simpatico e che dobbiamo conoscerci di meglio. Ritornello al quale ha aggiunto una strana vena di commenti molto negativi nei suoi propri confronti. Ha questa tendenza a iniziare ogni frase con, "So di non essere una persona interessante ma..."
E alla fine, che ne so... noblesse oblige e abbiamo accettato la sua offerta di passare per casa sua a giocare a quiz show sulla Playstation. Una tristezza terribile, giocando alla Playstation con Bob in una casa che, in un mondo piu' sensato andrebbe demolita. Non e' che sia pericolosa, ma solo che e' molto malandata. Carta parate stile anni 70 (palmiere verdi- o erano bambu'? su un fondo bianco), sporcizia ovunque, mobili che neanche le agenzie di beneficenza vorrebbero. E siamo rimasti li, a giocare ai quiz show e vincendo sempre perche Bob non pensa troppo velocemente. E circondati dai suoi amici, che non ho capito se erano amici o la ragazza di Bob e la figlia oppure se erano parenti o che cavolo. Poi c'e' il inquilino, che e' un ragazzo molto tamarro di una ventina di anni. Che Bob sta sempre per sfrattare per togliere due auto a pezzi che occupano molto spazio sul suo giardino.
Ma come Bob lavora di notte in una forneria non si incontrano spesso.
E questa e' una delle cose tragiche di Bob. Lui fa il turno notturno in una forneria, il quale vuol dire che ha una vita sociale a zero. Un peccato perche' uno lo vede che e' un uomo che sta affogando in una solitudine pazzesca. Sta sempre a ripetere che e' "cosi fortunato di aver conosciuto gente interessante come noi", e questo ci mette in un imbarazzo pazzesco. Allo stesso tempo, non e' per niente stupido. Legge molto, specialmente per uno in questa zona. Pare che sia divorziato da un pezzo e quello forse e' stato il momento determinante della sua vita. Dice di essere laureato in biologia ed e' molto attaccato a un grande aquario che ha in salotto. Ci dice che sta per essere promosso a manager della forneria anche se sapiamo che questo e' una bugia (Wellington e' un mondo molto piccolo) Dice che una volta correva e giocava a cricket, cosa che non si direbbe al vedere la pancia che sta a malapena nelle sue magliette a buon mercato sporche. Ma ci credo che una volta sia stato uno sportivo, perche' parlando con altri amici dopo la mia festa di compleanno (o pranzo o cena o quello che fu), una coppia ci ha raccontato del loro shock a vedere come si e' ridotto dopo tutti questi anni
Ed ecco Bob, una specie di cane randagio o un personaggio bonario uscito da un racconto di Bukowski. Veramente non dovrei cagarlo minimamente, ma che cazzo, tralasciarlo mi sembra brutto.
E per questo ho avuto una differenza di opinione con Sonja. Lei non voleva invitarlo alla festa, ma mi e' sembrato bruto fare una festa (che sicuramente si sarebbe udita da casa sua) e' non invitarlo. Sarebbe stato come un calcio nelle palle per lui.
Alla fine non e' andata male. Certo che il suo costante "So di essere noioso ma..." ha sorpreso un po' di gente e certo che qualche amico della Sonja lo ha guardato male, ma che dovevo fare?
Ma adesso rimane la domanda... come cazzo ci lo togliamo di addosso?
Il mattino del trasloco, Bob, panzone, incanutitto e con gli occhi arrossiti si e' avvicinato per spiegarci che lui, "E' un tipo molto simpatico, a chi piace quasi tutto,che fa il fornaio e che si vogliamo qualsiasi cosa, lui e' lieto di prepararla perche' quella e' la sua passione e che abita dietro di noi". Ho capito che si trattava di un banalissimo frichettone sul boulevarde del tramonto e non ci ho pensato piu'.
Certo che il fatto che, a priori e a brucciapelle, Bob abbia esordito con un discorso sulla propria simpatia mi ha lasciato un po' perplesso e diffido di chiunque si faccia avanti presentandosi come un simpaticone, perche' la vita ci insegna che uno cosi' spesso risulta uno stronzo, uno dei mostri nei romanzi di Stephen King. Dunque, nessuna fretta per approfondire l'amicizia col nuovo vicino. Per altro, gli ultimi proprietari ci hanno detto che Bob diventa un po'... non hanno saputo come descriverlo.
Ma ogni volta che lo incontravamo per strada, lui tornava sempre sullo stesso ritornello, dove lui e' un tipo molto simpatico e che dobbiamo conoscerci di meglio. Ritornello al quale ha aggiunto una strana vena di commenti molto negativi nei suoi propri confronti. Ha questa tendenza a iniziare ogni frase con, "So di non essere una persona interessante ma..."
E alla fine, che ne so... noblesse oblige e abbiamo accettato la sua offerta di passare per casa sua a giocare a quiz show sulla Playstation. Una tristezza terribile, giocando alla Playstation con Bob in una casa che, in un mondo piu' sensato andrebbe demolita. Non e' che sia pericolosa, ma solo che e' molto malandata. Carta parate stile anni 70 (palmiere verdi- o erano bambu'? su un fondo bianco), sporcizia ovunque, mobili che neanche le agenzie di beneficenza vorrebbero. E siamo rimasti li, a giocare ai quiz show e vincendo sempre perche Bob non pensa troppo velocemente. E circondati dai suoi amici, che non ho capito se erano amici o la ragazza di Bob e la figlia oppure se erano parenti o che cavolo. Poi c'e' il inquilino, che e' un ragazzo molto tamarro di una ventina di anni. Che Bob sta sempre per sfrattare per togliere due auto a pezzi che occupano molto spazio sul suo giardino.
Ma come Bob lavora di notte in una forneria non si incontrano spesso.
E questa e' una delle cose tragiche di Bob. Lui fa il turno notturno in una forneria, il quale vuol dire che ha una vita sociale a zero. Un peccato perche' uno lo vede che e' un uomo che sta affogando in una solitudine pazzesca. Sta sempre a ripetere che e' "cosi fortunato di aver conosciuto gente interessante come noi", e questo ci mette in un imbarazzo pazzesco. Allo stesso tempo, non e' per niente stupido. Legge molto, specialmente per uno in questa zona. Pare che sia divorziato da un pezzo e quello forse e' stato il momento determinante della sua vita. Dice di essere laureato in biologia ed e' molto attaccato a un grande aquario che ha in salotto. Ci dice che sta per essere promosso a manager della forneria anche se sapiamo che questo e' una bugia (Wellington e' un mondo molto piccolo) Dice che una volta correva e giocava a cricket, cosa che non si direbbe al vedere la pancia che sta a malapena nelle sue magliette a buon mercato sporche. Ma ci credo che una volta sia stato uno sportivo, perche' parlando con altri amici dopo la mia festa di compleanno (o pranzo o cena o quello che fu), una coppia ci ha raccontato del loro shock a vedere come si e' ridotto dopo tutti questi anni
Ed ecco Bob, una specie di cane randagio o un personaggio bonario uscito da un racconto di Bukowski. Veramente non dovrei cagarlo minimamente, ma che cazzo, tralasciarlo mi sembra brutto.
E per questo ho avuto una differenza di opinione con Sonja. Lei non voleva invitarlo alla festa, ma mi e' sembrato bruto fare una festa (che sicuramente si sarebbe udita da casa sua) e' non invitarlo. Sarebbe stato come un calcio nelle palle per lui.
Alla fine non e' andata male. Certo che il suo costante "So di essere noioso ma..." ha sorpreso un po' di gente e certo che qualche amico della Sonja lo ha guardato male, ma che dovevo fare?
Ma adesso rimane la domanda... come cazzo ci lo togliamo di addosso?
Saturday, 1 November 2008
Il problema e' che non succede niente
L'altro ieri mi e' arrivata una mail dalla Marzia che, en passant, mi faceva notare che non ho piu' aggiornato il blog. In realta', il problema e' che non ho molto da raccontare. Beh, in realta' succedono delle cose, ma sono piccole e di poco conto.
Situazione lavorativa? Sono disoccupato, ogni tanto mi chiamano per qualche colloquio di lavoro, risulto troppo qualcosa (troppo sperto, troppo inesperto, troppo caro, troppo semprequalcosa)e il gioco ricomincia da capo. Ma il feedback dopo il colloquio e' che ho fatto bella figura col cliente, ma purtroppo. Almeno adesso ho due contratti in un anno e dunque mi chiamano un pochino piu' spesso di prima.
Sonja e' pure nella stessa barca, ma credo che per lei sia peggio.
Alla fin dei conti, sono straniero e posso spiegare la mia situazione facendo riferimento ad una presunta diffidenza di parte dei nativi. Non lo intendo nel senso che stia sempre ad inventarmi scuse, ma soltanto che, dopo qualche tentativo fallito, uno si ferma e tenta di ragionare sopra e capire dove si sbaglia. Sonja invece... :P Beh, questa e' tutta roba che ho gia' discusso in altri post del blog e, se devo essere sincero, mi scoccia parlare di lavoro e occasioni mancate perche' mi fa sembrare come il capitano di una nave che affonda quando in realta' non sono messo cosi' male.
Dunque!
Sono arrivato ai quarantacinque. E devo dire che e' stata un'esperienza un attimino traumatica. Forse raccapricciante.
Allora, capisco benissimo che l'alternativa ad invecchiare non sia un granche'. Pero... beh, i quaranta uno li puo' portare un po' stoicamente. Dicono (chi?) che i quaranta siano i nuovi trenta e si, forse hanno ragione. Non e' stato quel traguardo stiggiano che mi aspettavo, bensi' una continuazione dei miei anni thirtysomething. Ma adesso mi trovo che tra cinque anni ne avro' cinquanta.
E cinquanta sono una specie di vetta, no? Voglio dire, non c'e' forma di dire con la faccia seria che a cinquanta uno e' ancora giovane. E la candela, a quel punto e' abbastanza consumata. A volte mi domando se non potevo aver fatto le cose un po' diversamente o (perche' non?) addirittura meglio. Di certo non ho combinato un granche'. Ma suppongo che almeno mi sono divertito e ho fatto il possibile per poter dire che, nel mio piccolo, ho vissuto.
Cmq... abbiamo tentato di fare una festa di compleanno, che grazie ad un cielo molto volubile, divento un barbecue, che divento un pranzo, che divento una cena. Con numeri diversi di ospiti che alla fine furono tipo dodici o tredici. Con le solite sorprese tra chi mi ha tirato il pacco e chi si ha fatto inattesamente vivo.
Parlando di ospiti, ho avuto una differenza di opinione con Sonja in riguardo.
Voglio parlare di Bob, il fornaio, ma lui merita un post a parte.
Ciao per ora,
Vince
Situazione lavorativa? Sono disoccupato, ogni tanto mi chiamano per qualche colloquio di lavoro, risulto troppo qualcosa (troppo sperto, troppo inesperto, troppo caro, troppo semprequalcosa)e il gioco ricomincia da capo. Ma il feedback dopo il colloquio e' che ho fatto bella figura col cliente, ma purtroppo. Almeno adesso ho due contratti in un anno e dunque mi chiamano un pochino piu' spesso di prima.
Sonja e' pure nella stessa barca, ma credo che per lei sia peggio.
Alla fin dei conti, sono straniero e posso spiegare la mia situazione facendo riferimento ad una presunta diffidenza di parte dei nativi. Non lo intendo nel senso che stia sempre ad inventarmi scuse, ma soltanto che, dopo qualche tentativo fallito, uno si ferma e tenta di ragionare sopra e capire dove si sbaglia. Sonja invece... :P Beh, questa e' tutta roba che ho gia' discusso in altri post del blog e, se devo essere sincero, mi scoccia parlare di lavoro e occasioni mancate perche' mi fa sembrare come il capitano di una nave che affonda quando in realta' non sono messo cosi' male.
Dunque!
Sono arrivato ai quarantacinque. E devo dire che e' stata un'esperienza un attimino traumatica. Forse raccapricciante.
Allora, capisco benissimo che l'alternativa ad invecchiare non sia un granche'. Pero... beh, i quaranta uno li puo' portare un po' stoicamente. Dicono (chi?) che i quaranta siano i nuovi trenta e si, forse hanno ragione. Non e' stato quel traguardo stiggiano che mi aspettavo, bensi' una continuazione dei miei anni thirtysomething. Ma adesso mi trovo che tra cinque anni ne avro' cinquanta.
E cinquanta sono una specie di vetta, no? Voglio dire, non c'e' forma di dire con la faccia seria che a cinquanta uno e' ancora giovane. E la candela, a quel punto e' abbastanza consumata. A volte mi domando se non potevo aver fatto le cose un po' diversamente o (perche' non?) addirittura meglio. Di certo non ho combinato un granche'. Ma suppongo che almeno mi sono divertito e ho fatto il possibile per poter dire che, nel mio piccolo, ho vissuto.
Cmq... abbiamo tentato di fare una festa di compleanno, che grazie ad un cielo molto volubile, divento un barbecue, che divento un pranzo, che divento una cena. Con numeri diversi di ospiti che alla fine furono tipo dodici o tredici. Con le solite sorprese tra chi mi ha tirato il pacco e chi si ha fatto inattesamente vivo.
Parlando di ospiti, ho avuto una differenza di opinione con Sonja in riguardo.
Voglio parlare di Bob, il fornaio, ma lui merita un post a parte.
Ciao per ora,
Vince
Sunday, 10 August 2008
E cosi, ho venti gg.
Alla fine, la Telecom decise che non mi volevano neanche lavorando per un'altra azienda.
Non si voleva un genio per capire che, se la Telecom non mi voleva dovuto alla mia scarsa (anzi, inesistente) sperienza, non mi avrebbero voluto neanche come dipendente di un'altra azienda. :P Adesso ho venti gg. di contratto rimasto (cioe il periodo di avviso). Mi hanno messo a fare una utility utilizzando ANT e Perl, due cose nelle quali non ho sperienza. Ma almeno ho un tempino per smanettare con due prodotti che alla fin fine sono standard nell'industria.
Perche' non volevo fare il dipendente? a) perche' pagano molto di meno e b) per la storia della riperibilita'. Non mi disturba fare degli straordinari (anche non retribuiti) quando e' necessario, o anche quando qualche problema mi interessa. Ma questa storia di dover stare a casa accanto al telefono *in caso* che si sputtani qualcosa, una settimana su quattro mi scoccia.
Ciao per ora,
Vince.
Non si voleva un genio per capire che, se la Telecom non mi voleva dovuto alla mia scarsa (anzi, inesistente) sperienza, non mi avrebbero voluto neanche come dipendente di un'altra azienda. :P Adesso ho venti gg. di contratto rimasto (cioe il periodo di avviso). Mi hanno messo a fare una utility utilizzando ANT e Perl, due cose nelle quali non ho sperienza. Ma almeno ho un tempino per smanettare con due prodotti che alla fin fine sono standard nell'industria.
Perche' non volevo fare il dipendente? a) perche' pagano molto di meno e b) per la storia della riperibilita'. Non mi disturba fare degli straordinari (anche non retribuiti) quando e' necessario, o anche quando qualche problema mi interessa. Ma questa storia di dover stare a casa accanto al telefono *in caso* che si sputtani qualcosa, una settimana su quattro mi scoccia.
Ciao per ora,
Vince.
Friday, 8 August 2008
Una situazione... complessa
Ok. Ho firmato un contratto a sei mesi con l'Alcatel come support per un loro sistema di OSS/BSS utilizzato dalla Telecom locale.
Sono gia' stato in ufficio un mese, ma non ho ancora iniziato a "lavorare". Il sistema e' molto complesso e c'era da studiare un bel po' prima di poter capire i vari errori e malfunzionamenti (e presumibilmente sistemarli). E poi, il team degli sviluppatori, nel mezzo del quale mi hanno seduto, era impegnatissimo con un nuovo release che stavano per mettere sul campo.
Dunque, ho studiato quasi da solo per un mese.
Adesso Telecom, senza mai avermi nemmeno visto, ha deciso che non possono avere gente senza sperienza nel loro team di support. Da un lato capisco il loro punto di vista, da un'altro, questo mi costringe a diventare "il terzo scomodo" della situazione.
Il sistema dell'Alcatel e' costruito in base a un altro prodotto, scritto da un'altra azienda e Alcatel ha suggerito all'altra azienda che farebbero bene a prendermi. Dopo tutto, ho gia studiato un bel po sulla loro roba, no? In teoria sto aspettando a fare una chiaccherata con i loro rappresentanti ma sono gia due giorni che siamo in ufficio tutti insieme e nessuno mi ha accennato niente. Neppure un "adesso siamo molto impegnati ma parliamo dopo!" L'altra cosa che non mi piace e' che il posto presso quest'altra azienda e' a tempo indeterminato. Il quale vuol dire che devo dare la reperibilita' (come prima), ma con lo stipendio di un dipendente, piuttosto che quello di un consulente. La cosa non mi piace troppo.
E allo stesso tempo, Alcatel non ha mai detto "Ti stiamo dando avviso. Hai venti giorni lavorativi prima di dover consegnare il badge e il PC".
Dunque non so che stia succedendo. Ma questo weekend, mi metto a mandare in giro il CV.
Ciao,
Vince.
Sono gia' stato in ufficio un mese, ma non ho ancora iniziato a "lavorare". Il sistema e' molto complesso e c'era da studiare un bel po' prima di poter capire i vari errori e malfunzionamenti (e presumibilmente sistemarli). E poi, il team degli sviluppatori, nel mezzo del quale mi hanno seduto, era impegnatissimo con un nuovo release che stavano per mettere sul campo.
Dunque, ho studiato quasi da solo per un mese.
Adesso Telecom, senza mai avermi nemmeno visto, ha deciso che non possono avere gente senza sperienza nel loro team di support. Da un lato capisco il loro punto di vista, da un'altro, questo mi costringe a diventare "il terzo scomodo" della situazione.
Il sistema dell'Alcatel e' costruito in base a un altro prodotto, scritto da un'altra azienda e Alcatel ha suggerito all'altra azienda che farebbero bene a prendermi. Dopo tutto, ho gia studiato un bel po sulla loro roba, no? In teoria sto aspettando a fare una chiaccherata con i loro rappresentanti ma sono gia due giorni che siamo in ufficio tutti insieme e nessuno mi ha accennato niente. Neppure un "adesso siamo molto impegnati ma parliamo dopo!" L'altra cosa che non mi piace e' che il posto presso quest'altra azienda e' a tempo indeterminato. Il quale vuol dire che devo dare la reperibilita' (come prima), ma con lo stipendio di un dipendente, piuttosto che quello di un consulente. La cosa non mi piace troppo.
E allo stesso tempo, Alcatel non ha mai detto "Ti stiamo dando avviso. Hai venti giorni lavorativi prima di dover consegnare il badge e il PC".
Dunque non so che stia succedendo. Ma questo weekend, mi metto a mandare in giro il CV.
Ciao,
Vince.
Thursday, 31 July 2008
Mentre siete in spiaggia...
Noi siamo nel bel mezzo del tormentone che il meteo ci aveva promesso. E dicono che e' stata la peggior buffera in decenni.
A noi non ci e' andata cosi' male. Il vento strappo' il cancello di entrata dai suoi cardini e ci ha lasciato senza internet per qualche giorno. Altrimente, tutto a posto. E meglio il cancello che il tetto, oppure la casa intera come succese a qualcuno. Cmq, tentaro di mettere su qualche foto del cancello.
Ieri fu il giorno peggiore e ho rischiato due volte di essere spazzato via dalla piattaforma della stazione e sui binari del treno... ma mi sono fermato in tempo!
Divertente, comunque! :D
Ciao,
Vince.
A noi non ci e' andata cosi' male. Il vento strappo' il cancello di entrata dai suoi cardini e ci ha lasciato senza internet per qualche giorno. Altrimente, tutto a posto. E meglio il cancello che il tetto, oppure la casa intera come succese a qualcuno. Cmq, tentaro di mettere su qualche foto del cancello.
Ieri fu il giorno peggiore e ho rischiato due volte di essere spazzato via dalla piattaforma della stazione e sui binari del treno... ma mi sono fermato in tempo!
Divertente, comunque! :D
Ciao,
Vince.
Saturday, 26 July 2008
Tormentone in arrivo
Il meteo ci ha promesso una buffera storica e, in quanto riguarda le parti piu' settentrionali, il meteo non scherzava.
Stavo appena leggendo la notizia di una studentessa italiana, finita in ospedale dopo che e' stata trascinata dal suo ombrello sotto una macchina.
Roba da non credere.
Se la buffera arriva fino a Wellington, pero, rimane da vedere.
Stavo appena leggendo la notizia di una studentessa italiana, finita in ospedale dopo che e' stata trascinata dal suo ombrello sotto una macchina.
Roba da non credere.
Se la buffera arriva fino a Wellington, pero, rimane da vedere.
Certi nomi...
Non so se avrete visto la notizia (che fighi, 'sti link!), un giudice ha dato in affidamento una bambina di nove anni, il cui nome "Tallula Does The Hula From Hawaii" era troppo ridicolo e causava imbarazzo alla bambina, che si faceva chiamare "K". Tanto per risparmiare tempo, immagino. Il tutto e' venuto fuori durante un'udienza per stabilire i diritti custodiali sulla bambina.
I media non sono chiari in riguardo alla durata dell'affidamento. Qualche fonte dice che e' solo finche i genitori trovino un'altro nome, qualche altra non menziona questo dettaglio.
Se siete troppo pigri per seguire il link (o se dovesse sparire la pagina), l'articolo va avanti a spiegare che sebbene certi nomi come Yeah Detroit, Fish and Chips (per i gemelli), Fat Boy, Cinderella Beauty Blossom e Sex Fruit sono sono stati rifiutati, altri tipo Benson & Hedges (ancora per i gemelli) e Number 16 Bus Stop sono stati accettati senza questione dall'anagrafe. Ed e' perfettamente legale: la legge si limita a vietare i nomi piu lunghi di cento caratteri o che potrebbero recare offesa. E quest'ultimo e' molto soggetivo e cmq cambia da generazione a generazione.
Non so come la vedo.
Mi hanno sempre dato fastidio quelle leggi che c'erano una volta in molti paesi latini, quelle che vietavano i nomi che non formassero parte dell'agiografe cattolico. Da un lato, e' un oltraggio alla liberta' personale e da un'altro e' un'idea miope e potenzialmente crudele. Che farebbe una coppia cinese? Non ci sono tanti santi con nomi cinesi tra i quali scegliere e, se volevate nominare il vs. figlio in onore dei nonni, allora ciccia.
E poi, non per chiamarsi come un santo eviti il ridicolo: una volta ho visto la lapida di una signora di nome "Fruttuosa". Ma dai. Spero che abbia avuto tanti bambini per eviatare battute ironiche (bah, immagino che le battute ironiche non sarebbero mancate, aldila' del numero di figli, no?)
Ah, e' c'era anche la madre di Sonja, che si chiamava "Elizabeth Betty", ovvero "Elizabetta Bettina". Entrambi nomi perfettamente comuni ma insieme un po'... beh, un po' qualcosa. Segno di poca fantasia, di certo, ma, essendo una di undici figli posso capire che i genitori non si prendessero la stessa cura che con il primo.
Ma tornando al discorso originale... anche se parlo di questi oltraggi alla liberta' personale, devo ammettere che ai miei tempi, un nome strano, fricchettone e poco convenzionale per una ragazza era "Sky", oppure "India". Adesso quei nomi non sorprendono piu a nessuno. E forse mi piace l'idea di un nome tradizionale, ti fa sentire parte di qualcosa.
Ciao,
Vince.
I media non sono chiari in riguardo alla durata dell'affidamento. Qualche fonte dice che e' solo finche i genitori trovino un'altro nome, qualche altra non menziona questo dettaglio.
Se siete troppo pigri per seguire il link (o se dovesse sparire la pagina), l'articolo va avanti a spiegare che sebbene certi nomi come Yeah Detroit, Fish and Chips (per i gemelli), Fat Boy, Cinderella Beauty Blossom e Sex Fruit sono sono stati rifiutati, altri tipo Benson & Hedges (ancora per i gemelli) e Number 16 Bus Stop sono stati accettati senza questione dall'anagrafe. Ed e' perfettamente legale: la legge si limita a vietare i nomi piu lunghi di cento caratteri o che potrebbero recare offesa. E quest'ultimo e' molto soggetivo e cmq cambia da generazione a generazione.
Non so come la vedo.
Mi hanno sempre dato fastidio quelle leggi che c'erano una volta in molti paesi latini, quelle che vietavano i nomi che non formassero parte dell'agiografe cattolico. Da un lato, e' un oltraggio alla liberta' personale e da un'altro e' un'idea miope e potenzialmente crudele. Che farebbe una coppia cinese? Non ci sono tanti santi con nomi cinesi tra i quali scegliere e, se volevate nominare il vs. figlio in onore dei nonni, allora ciccia.
E poi, non per chiamarsi come un santo eviti il ridicolo: una volta ho visto la lapida di una signora di nome "Fruttuosa". Ma dai. Spero che abbia avuto tanti bambini per eviatare battute ironiche (bah, immagino che le battute ironiche non sarebbero mancate, aldila' del numero di figli, no?)
Ah, e' c'era anche la madre di Sonja, che si chiamava "Elizabeth Betty", ovvero "Elizabetta Bettina". Entrambi nomi perfettamente comuni ma insieme un po'... beh, un po' qualcosa. Segno di poca fantasia, di certo, ma, essendo una di undici figli posso capire che i genitori non si prendessero la stessa cura che con il primo.
Ma tornando al discorso originale... anche se parlo di questi oltraggi alla liberta' personale, devo ammettere che ai miei tempi, un nome strano, fricchettone e poco convenzionale per una ragazza era "Sky", oppure "India". Adesso quei nomi non sorprendono piu a nessuno. E forse mi piace l'idea di un nome tradizionale, ti fa sentire parte di qualcosa.
Ciao,
Vince.
Thursday, 24 July 2008
Un mistero risolto... piu' o meno.
Uno dei miei dischi italiani favoriti e' l'inossidabile "Buon Compleanno, Elvis" di Ligabue. Uno dei brani, "Vivo, Morto O X", pero', ha una linea nel testo che mi ha sempre lasciato perplesso. A me sembrava che dicesse
"Siamo sempre qui, come cosacchi,"
e invece, ieri ho capito che dice
"Siamo sempre qui, come cosa chi?"
Non mi sono mai preoccupato troppo per quel strano riferimento ai cavalieri della steppa: una volta un collega nell'ENI (il grande Luciano) mi ha spiegato che Ligabue e' famoso per i suoi testi opacchi e vaghi. Paragonarsi ai cosacchi e' abbastanza vago e opacco. Ma almeno mi dava qualcosa alla quale aferrarmi. Voglio dire, i cosacchi. Tutto un programma. Si capisce di che cosa si parla, e solo questine di fare filare la cosa.
Adesso devo tentare di rinterpretare il senso del brano, e aveva ragione il grande Luciano. Non si capisce un cazzo.
"Siamo sempre qui, come cosacchi,"
e invece, ieri ho capito che dice
"Siamo sempre qui, come cosa chi?"
Non mi sono mai preoccupato troppo per quel strano riferimento ai cavalieri della steppa: una volta un collega nell'ENI (il grande Luciano) mi ha spiegato che Ligabue e' famoso per i suoi testi opacchi e vaghi. Paragonarsi ai cosacchi e' abbastanza vago e opacco. Ma almeno mi dava qualcosa alla quale aferrarmi. Voglio dire, i cosacchi. Tutto un programma. Si capisce di che cosa si parla, e solo questine di fare filare la cosa.
Adesso devo tentare di rinterpretare il senso del brano, e aveva ragione il grande Luciano. Non si capisce un cazzo.
Wednesday, 23 July 2008
Il forum dei dissidenti
L'altro giorno, prima di andare in ufficio, stavo facendo un giro dei message boards del Yahoo! locale e ho trovato un link ad un sito scritto da qualcuno a chi la Nuova Zelanda Non Piace Per Niente.
A quanto pare, il governo fa una campagna pubblicitaria piuttosto aggressiva in certi paesi dell'estero per convincere alla gente a migrare qui. E questo qua col suo sito vuole essere una specie di opposizione, facendo notare i punti meno piacevoli della vita qui. Punti sui quali la campagna del governo apparentemente sorvola egregiamente. Qualifico il discorso sulla campagna pubblicitiaria perche' veramente, non l'ho mai vista.
Comunque, stringo.
Sono rimasto piuttosto stupito a leggere qualcuni dei suoi commenti. Stupito perche' non avevo mai sentito a qualcuno lamentarsi di essere qui (io non mi sognerei di farlo pubblicamente) Il sito in se aveva un punto di vista molto di destra, per la serie ("macertochequie'tuttounamerdamachevuoiquandocisonodeicommunistialgoverno", bla, bla, bla, "lo Stato mamma", "solo la mediocrita' va premiata" bla, bla) La solita zolfa, insomma. C'erano dei link pero', compresso uno a un forum pieno di immigrati delusi.
Per qualche giorno ho letto i loro thread ed e' stato una cosa molto liberatoria. Come dice a volte il loro banner "No, it's not just you" (ovvero "no, non sei l'unico" oppure "no, non sono idee tue") In effetto, il consenso e' che le case sono fatte malissimo, piene di umidita e assurdamente fredde, la gente non e' molto amichevole e spesso incapace di affrontare un discorso che non comprenda il rugby, si guadagna poco, e gli orizzonti culturali sono molto limitati. Non erano idee mie, e' davvero cosi'.
Dovete capire che se qualcosa non mi va, non ho molta gente con cui parlarne. Se sono dispiaciuto per qualcosa, Sonja si sente in colpa, dunque devo essere sempre piuttosto diplomatico. Al lavoro devo tentare di essere simpatico dunque criticare il paese non e' una buona tattica. Lamentarsi davanti ai parenti della Sonja non ha senso perche non capirebbero niente del mio discorso: conoscono solo questa realta. Lamentarmi davanti agli amici? Non mi pare una buona idea, quei pochi nati qui non capirebbero e anche tra gli stranieri ci sono di quelli convintissimi (con chi finirei per litigare) e non e' facile capire chi e' veramente contento e chi no. Dunque, trovare tutto un forum di gente delusa fu una cosa molto liberatoria.
Ma dopo qualche giorno di essere d'accordo, ho cominciato a notare delle "crepe" nei loro discorsi. C'era qualcuno che diceva che il pane alla francese si puo solo comprare in una panetteria ("mentre che negli Stati Uniti si trova in ogni supermercato!") Quello, per esempio non e' affatto vero: i supermercati vendono il tipo di pane che vuoi (entro certi limiti: tra i pani tipo italiani si trovano le ciabatte e basta, ma e' gia' tanto, no?) Insomma, ho cominciato a notare che molti di loro abbitano in un paese che hanno osservato poco, e forse male. Un paese molto piu' cupo di quello da dove (cari amici) vi scrivo. E alla fine, l'unica cosa che avrei in comune con loro e' che siamo tutti un po' delusi con la Nuova Zelanda. Ma mica e' un campo di concentramento giapponese, come sperienza cimentaamicizie, postare a un forum non e' il massimo.
E fu quel momento di "Ehi, no! Spetta un'attimo!" con riguardo a un pane francese del cavolo che mi ha fatto capire che Sonja ed io non stiamo cosi' male qui. Davvero.
Certo, la Sonja finira' il suo contratto tra poco (i primi di agosto), e spero che trovi qualcosa presto cosi' non siamo alle solite, vivendo da un unico stipendio. E si, la gente e' fredda e poco amichevole, almeno in confronto con gli Italiani. Vabbeh, dovremmo fare amicizia con piu' italiani. Ah, e l'Australia ha un clima migliore. Insomma, pero', non ci va cosi' male.
A quanto pare, il governo fa una campagna pubblicitaria piuttosto aggressiva in certi paesi dell'estero per convincere alla gente a migrare qui. E questo qua col suo sito vuole essere una specie di opposizione, facendo notare i punti meno piacevoli della vita qui. Punti sui quali la campagna del governo apparentemente sorvola egregiamente. Qualifico il discorso sulla campagna pubblicitiaria perche' veramente, non l'ho mai vista.
Comunque, stringo.
Sono rimasto piuttosto stupito a leggere qualcuni dei suoi commenti. Stupito perche' non avevo mai sentito a qualcuno lamentarsi di essere qui (io non mi sognerei di farlo pubblicamente) Il sito in se aveva un punto di vista molto di destra, per la serie ("macertochequie'tuttounamerdamachevuoiquandocisonodeicommunistialgoverno", bla, bla, bla, "lo Stato mamma", "solo la mediocrita' va premiata" bla, bla) La solita zolfa, insomma. C'erano dei link pero', compresso uno a un forum pieno di immigrati delusi.
Per qualche giorno ho letto i loro thread ed e' stato una cosa molto liberatoria. Come dice a volte il loro banner "No, it's not just you" (ovvero "no, non sei l'unico" oppure "no, non sono idee tue") In effetto, il consenso e' che le case sono fatte malissimo, piene di umidita e assurdamente fredde, la gente non e' molto amichevole e spesso incapace di affrontare un discorso che non comprenda il rugby, si guadagna poco, e gli orizzonti culturali sono molto limitati. Non erano idee mie, e' davvero cosi'.
Dovete capire che se qualcosa non mi va, non ho molta gente con cui parlarne. Se sono dispiaciuto per qualcosa, Sonja si sente in colpa, dunque devo essere sempre piuttosto diplomatico. Al lavoro devo tentare di essere simpatico dunque criticare il paese non e' una buona tattica. Lamentarsi davanti ai parenti della Sonja non ha senso perche non capirebbero niente del mio discorso: conoscono solo questa realta. Lamentarmi davanti agli amici? Non mi pare una buona idea, quei pochi nati qui non capirebbero e anche tra gli stranieri ci sono di quelli convintissimi (con chi finirei per litigare) e non e' facile capire chi e' veramente contento e chi no. Dunque, trovare tutto un forum di gente delusa fu una cosa molto liberatoria.
Ma dopo qualche giorno di essere d'accordo, ho cominciato a notare delle "crepe" nei loro discorsi. C'era qualcuno che diceva che il pane alla francese si puo solo comprare in una panetteria ("mentre che negli Stati Uniti si trova in ogni supermercato!") Quello, per esempio non e' affatto vero: i supermercati vendono il tipo di pane che vuoi (entro certi limiti: tra i pani tipo italiani si trovano le ciabatte e basta, ma e' gia' tanto, no?) Insomma, ho cominciato a notare che molti di loro abbitano in un paese che hanno osservato poco, e forse male. Un paese molto piu' cupo di quello da dove (cari amici) vi scrivo. E alla fine, l'unica cosa che avrei in comune con loro e' che siamo tutti un po' delusi con la Nuova Zelanda. Ma mica e' un campo di concentramento giapponese, come sperienza cimentaamicizie, postare a un forum non e' il massimo.
E fu quel momento di "Ehi, no! Spetta un'attimo!" con riguardo a un pane francese del cavolo che mi ha fatto capire che Sonja ed io non stiamo cosi' male qui. Davvero.
Certo, la Sonja finira' il suo contratto tra poco (i primi di agosto), e spero che trovi qualcosa presto cosi' non siamo alle solite, vivendo da un unico stipendio. E si, la gente e' fredda e poco amichevole, almeno in confronto con gli Italiani. Vabbeh, dovremmo fare amicizia con piu' italiani. Ah, e l'Australia ha un clima migliore. Insomma, pero', non ci va cosi' male.
Sunday, 13 July 2008
Certi Spot...
Se c'e' una cosa che piace al governo e' fare degli spot pubblicitari alla TV. Due temi principali sono la violenza domestica e l'abuso del alcool.
Questo e' uno spot che passano abbastanza spesso. Forse occorre segnalare un paio di dettagli che potrebbero sfuggire a un pubblico italiano: il ragazzo bianco ("Dave") e' stato scelto per guidare quella notte, e per questo mostra le chiavi della macchina al barista. Ovviamente non dovrebbe bere, tanto meno di nascosto. "Mate", vorrebbe dire "amico": immagino che gli attori si siano divertiti molto a fare lo spot, in quanto quello di scegliere una parola e sprimersi con quella unica parola e' un gioco/esercizio abbastanza consueto in gruppi di teatro.
Quest'altro e' abbastanza auto-spiegatorio.
Non so come vedo sta mania per gli spot.
Da un lato, gli spot costano dei soldi, soldi che paghiamo in tasse e che potrebbero essere spessi in qualche forma piu' utile. Dall'altro, qui veramente NON SANNO come bere senza sputtanarsi, dunque gli spot finiscono per risparmiare soldi allo stato in quanto non ci sono tanti incidenti, giorni lavorativi mancati, ecc. O almeno cosi' dice lo stato. Da un terzo lato, quando ero in Italia sono tornato a casa sbronzo sul motorino diverse volte, e senza farmi mai ne anche un graffio. Mi pare assurdo che il governo spenda un patrimonio a dirmi che sono in pericolo di morte appena bevo due birre all'ora.
E si, ricordo benissimo che l'Italia non e' completamente ignara di storie di morte tra i ragazzi tornando a casa dalle discoteche. E forse i media italiani potrebbero prendere una linea piu; forte che i soliti *tsk tsk* dei telegiornali mostrando le macchine accatocciarte. Ma credo che in una popolazione di 59 milioni, il problema sia statisticamente minore. Qua, veramente e' una epidemia.
Poi ci sono le pubblicita' contro le sigarette (che sconsigliano di fumare in macchina, anche da solo), contro il gioco di azzardo, contro gli eccessi di velocita', a favore della nutrizione bilanciata, quelli che consigliano spendere piu' tempo con i figli e cosi' via dicendo. Solo dio sa' quanto costa tutta questa roba, e alla fine mi lascia con una sensazione di aver inciampato in un mondo alquanto totalitario, con tanti sani consigli dal Grande Fratello.
Ciao,
Vince.
Questo e' uno spot che passano abbastanza spesso. Forse occorre segnalare un paio di dettagli che potrebbero sfuggire a un pubblico italiano: il ragazzo bianco ("Dave") e' stato scelto per guidare quella notte, e per questo mostra le chiavi della macchina al barista. Ovviamente non dovrebbe bere, tanto meno di nascosto. "Mate", vorrebbe dire "amico": immagino che gli attori si siano divertiti molto a fare lo spot, in quanto quello di scegliere una parola e sprimersi con quella unica parola e' un gioco/esercizio abbastanza consueto in gruppi di teatro.
Quest'altro e' abbastanza auto-spiegatorio.
Non so come vedo sta mania per gli spot.
Da un lato, gli spot costano dei soldi, soldi che paghiamo in tasse e che potrebbero essere spessi in qualche forma piu' utile. Dall'altro, qui veramente NON SANNO come bere senza sputtanarsi, dunque gli spot finiscono per risparmiare soldi allo stato in quanto non ci sono tanti incidenti, giorni lavorativi mancati, ecc. O almeno cosi' dice lo stato. Da un terzo lato, quando ero in Italia sono tornato a casa sbronzo sul motorino diverse volte, e senza farmi mai ne anche un graffio. Mi pare assurdo che il governo spenda un patrimonio a dirmi che sono in pericolo di morte appena bevo due birre all'ora.
E si, ricordo benissimo che l'Italia non e' completamente ignara di storie di morte tra i ragazzi tornando a casa dalle discoteche. E forse i media italiani potrebbero prendere una linea piu; forte che i soliti *tsk tsk* dei telegiornali mostrando le macchine accatocciarte. Ma credo che in una popolazione di 59 milioni, il problema sia statisticamente minore. Qua, veramente e' una epidemia.
Poi ci sono le pubblicita' contro le sigarette (che sconsigliano di fumare in macchina, anche da solo), contro il gioco di azzardo, contro gli eccessi di velocita', a favore della nutrizione bilanciata, quelli che consigliano spendere piu' tempo con i figli e cosi' via dicendo. Solo dio sa' quanto costa tutta questa roba, e alla fine mi lascia con una sensazione di aver inciampato in un mondo alquanto totalitario, con tanti sani consigli dal Grande Fratello.
Ciao,
Vince.
Tuesday, 8 July 2008
Dopo una settimana al lavoro...
non ho molto da raccontare.
L'ufficio in se mi piace, ma sono ancora in fase di studiare la documentazione di progetto e di imparare il Java dunque non so come sara' lavorare li' "sul serio". Peraltro, dopo qualche settimana saro' messo in un'altro palazzo, su un'altra strada, in un team diverso, a lavorare direttamente con la Telecom dunque non so come sara' il lavoro "vero" (mi fa pensare, con non poca ansia, a quella barza sull'inferno che finisce con "E' finita la pausa caffe', tutti a testa in giu!")
I raga in ufficio sembrano simpatici, fino a quanto possono essere simpatici gli informatici anglo ("Buon giorno!" al quale rispondono con il consueto "mmf!" e poi click click click sulla tastiera).
In realta, mi sa che gli anglo (non gia' i neozelandesi) sono in netta minoranza. Tutti (tranne me, sob, sob) hanno una bandierina sopra la scrivania, che indica di dove sono. E la grande maggioranza sembrano di essere indiani: isole e isole di indiani. C'e' anche qualche australiano, un paio di americani, e poi orientali vari. Ah, e' due braziliani o portoghesi di passaggio che shtiano li a falare in portogeisc tudo el sciorno.
Beh, forse mi daranno una bandierina dopo. O forse mi la devo meritare, un po' come la spada di legno dei gladiatori. Capisco benissimo che le bandierine probabilmente fanno parte di qualche iniziativa un po' cretina ideata da HR nella notte dei tempi, ma preferisco fantasticare sulle bandierine piuttosto che domandare da dove vengono. Voglio il tricolore.
Il lavoro in se', quello che riesco a intravedere dalla documentazione, mi mette un po' di ansia. Consisterebbe nel sistemare problemi col loro sistema. Un sistema di gestione di servizi telefonici. Uno di quelli sistemi dove tu clicchi un pulsante su qualche pagina web e ti fanno avere immediatamente la segreteria telefonica in linea insieme a l'avviso di telefonata in attesa, per esempio. Di quelli dove il diagramma di flusso del sistema e' una giungla di scattole e freccette che attraversano diversi strati di server e wrapper e... :P "Complesso", in tante parole.
Il peggio e' che come troubleshooter, pare che non avro' possibilita' di scrivere software, solo di correggere problemi altrui, che spesso sono problemi con i dati che arrivano da fuori piuttosto che bachi veri e propri. E dando la riperibilita' una settimana su quattro. Non mi attira molto.
Il giorno prima di firmare il contratto sono stato contattato dall'agenzia che mi ha trovato l'ultimo contratto. Pare che l'HP finalmente stia per riprendere il progetto dove lavoravo. Sono andato a fare un colloquio segreto durante la pausa pranzo ma non so se mi prenderanno. E non so se voglio andarci neanche. Il loro contratto sarebbe per un'anno, piuttosto che i sei mesi che ho adesso, ma c'e' sempre la possibilita' che il mio contratto venga esteso comunque. Non c'e' da dare la riperibilita', ma allo stesso tempo dovrei lavorare con una data warehouse e non e' che ci sia tanto da programmare neanche li'. Sono tutte query e basta. E poi, Alcatel mi sta pagando per farmi una cultura sulle reti, il Java, ecc. ecc. Veramente non so che cosa voglio. Ma che ironia del cavolo, tutto questo tempo a cercare lavoro e saltano fuori due allo stesso tempo. E nessuno dei due mi fa impazzire. :P
Beh, adesso devo finire di vestirmi (oggi fa un freddo non gia' da cani, ma da cani boia!) e andare in ufficio. :)
Ciao ciao,
Vince.
L'ufficio in se mi piace, ma sono ancora in fase di studiare la documentazione di progetto e di imparare il Java dunque non so come sara' lavorare li' "sul serio". Peraltro, dopo qualche settimana saro' messo in un'altro palazzo, su un'altra strada, in un team diverso, a lavorare direttamente con la Telecom dunque non so come sara' il lavoro "vero" (mi fa pensare, con non poca ansia, a quella barza sull'inferno che finisce con "E' finita la pausa caffe', tutti a testa in giu!")
I raga in ufficio sembrano simpatici, fino a quanto possono essere simpatici gli informatici anglo ("Buon giorno!" al quale rispondono con il consueto "mmf!" e poi click click click sulla tastiera).
In realta, mi sa che gli anglo (non gia' i neozelandesi) sono in netta minoranza. Tutti (tranne me, sob, sob) hanno una bandierina sopra la scrivania, che indica di dove sono. E la grande maggioranza sembrano di essere indiani: isole e isole di indiani. C'e' anche qualche australiano, un paio di americani, e poi orientali vari. Ah, e' due braziliani o portoghesi di passaggio che shtiano li a falare in portogeisc tudo el sciorno.
Beh, forse mi daranno una bandierina dopo. O forse mi la devo meritare, un po' come la spada di legno dei gladiatori. Capisco benissimo che le bandierine probabilmente fanno parte di qualche iniziativa un po' cretina ideata da HR nella notte dei tempi, ma preferisco fantasticare sulle bandierine piuttosto che domandare da dove vengono. Voglio il tricolore.
Il lavoro in se', quello che riesco a intravedere dalla documentazione, mi mette un po' di ansia. Consisterebbe nel sistemare problemi col loro sistema. Un sistema di gestione di servizi telefonici. Uno di quelli sistemi dove tu clicchi un pulsante su qualche pagina web e ti fanno avere immediatamente la segreteria telefonica in linea insieme a l'avviso di telefonata in attesa, per esempio. Di quelli dove il diagramma di flusso del sistema e' una giungla di scattole e freccette che attraversano diversi strati di server e wrapper e... :P "Complesso", in tante parole.
Il peggio e' che come troubleshooter, pare che non avro' possibilita' di scrivere software, solo di correggere problemi altrui, che spesso sono problemi con i dati che arrivano da fuori piuttosto che bachi veri e propri. E dando la riperibilita' una settimana su quattro. Non mi attira molto.
Il giorno prima di firmare il contratto sono stato contattato dall'agenzia che mi ha trovato l'ultimo contratto. Pare che l'HP finalmente stia per riprendere il progetto dove lavoravo. Sono andato a fare un colloquio segreto durante la pausa pranzo ma non so se mi prenderanno. E non so se voglio andarci neanche. Il loro contratto sarebbe per un'anno, piuttosto che i sei mesi che ho adesso, ma c'e' sempre la possibilita' che il mio contratto venga esteso comunque. Non c'e' da dare la riperibilita', ma allo stesso tempo dovrei lavorare con una data warehouse e non e' che ci sia tanto da programmare neanche li'. Sono tutte query e basta. E poi, Alcatel mi sta pagando per farmi una cultura sulle reti, il Java, ecc. ecc. Veramente non so che cosa voglio. Ma che ironia del cavolo, tutto questo tempo a cercare lavoro e saltano fuori due allo stesso tempo. E nessuno dei due mi fa impazzire. :P
Beh, adesso devo finire di vestirmi (oggi fa un freddo non gia' da cani, ma da cani boia!) e andare in ufficio. :)
Ciao ciao,
Vince.
Wednesday, 11 June 2008
Parte il mio nuovo contratto... tra un po' :P
Non volevo raccontare niente, per scaramanzia (almeno fino alla conferma), ma ho un nuovo contratto! Il contratto e' per sei mesi e il titolo e' qualcosa tipo "OSS/BSS Engineer", il quale vuol dire (in parole povere) "sistematore di MALF". Le "malf" sono i MALFunzionamenti di un sistema. E niente a che fare, ahime, con le MILF.
Il contratto riunisce tutte le cose che tengo cosi vicine al cuore (eh! eh! eh!), una azienda internazionale dove sono stato vittima di un "mobbing" ante-literam, la riperibilita' e... (gulp) "i cavi" di ricordo Bosselliano (ZZZZZ!) ;)
Il colloquio e' stato interessante. Due ragazzi in magliette e jean. Uno di qui, l'atro di Sydney. Mi hanno fatto qualche domanda sulla progettazione delle base dati, e la mia risposta era migliore della loro risposta e cosi' tutto e' andato un po' a monte con tante domande supplementari cancellate! :D L'unica pecca e' che devo anche lavorare col Java, un linguaggio del quale non ho alcuna sperienza. Cmq mi hanno detto che, sapendo PL/SQL va bene che non sapia il Java, a patti che lo impari al piu presto.
Poi, qualche giorno dopo, il cliente ha deciso di andare avanti ed e' arrivato il momento delle riferenze. Dovevo trovare due riferenti disposti a rispondere a una serie di domande fatte telefonicamente dalla agenzia. Mi metto a cercare questi eventuali riferenti (in realta' ho poche scelte, ma suona meglio cosi') Insomma... ho chiesto a Gavin, un mio ex collega dal ufficio delle tasse (poi diventato anche amico) e il team leader dell'ultimo contratto. Il team leader e' in ferie, dunque ho dovuto parlare col SUO capo, un tizio col quale sono andato a qualche riunione e non molto di piu'.
Gavin e' un po' coglione pero' (anche se lo dico con tanto affetto)... dopo l'intervista con l'agenzia mi manda contentissimo un SMS dicendo che il posto sicuramente e' mio. Ha cantato(!) le sue risposte al telefono. Ha parlato anche delle mie sperienze di sparatorie con la mafia al rientro della pausa pranzo. Io non ci potevo credere, ma quella dell'agenzia si e' divertita un mondo facendogli delle domande e non lo ha preso per pazzo. Meno male perche avevo dimenticato di dire a Gavin che l'intervista sarebbe stata registrata :D Non glil'ho detto ancora perche' rimarrebbe male al sapere che forse le sue risposte spiritose mi costavano un posto di lavoro. Cmq, l'agenzia e' riuscita a tagliare le parti piu canore e strane dell'intervista.
Il capo del team leader e' stato ugualmente positivo (anche se meno fantasioso nel rispondere). In realta', anche se non ci siamo conosciuti molto, lui sicuramente avrebbe saputo se il mio lavoro non fosse stato alla altezza e non mi sento, dunque, di aver barato.
Poi dopo tutto quello, il cliente ha dovuto fare un chilo di riunione e tantissime cavillazioni burocratiche. Ma tante tante. Giorni e giorni di attessa e di conferme che non arrivavano. Alla fine mi hanno offerto il contratto oggi pomeriggio, con tante scuse per il tempo sprecato.
Ma, per problemi di risorse, il contratto non parte fino al primo di luglio. @#!!
Non so come la vedo... da un lato, HO lavoro, dall'altro vorrei guadagnare qualcosa subito da mettere verso il mutuo. Beh, ho due settimane per smanettare col Java e chissa se forse trovo qualcosa di meglio.
La riperibilita' e il problemo minore, apparentemente devo essere riperibile una settimana su quattro, forse una su cinque. E se il contratto dura sei mesi e sicuramente ci sara' un periodo di apprendistato, non credo che dovro' essere riperibile per piu di... beh... quattro settimane in sei mesi? Mica e' la morte. Per altro, mi daranno la connessione ai server da casa e non avro' bisogno di andare in centro alle tre di notte. Una cosa che mi piace di meno e' il fatto che non ci sono degli straordinari, il quale puo significare diverse cose.. forse mi daranno tempo libero in cambio o... non so. Ma non voglio dover fare un lavoro del cazzo solo perche' devo badare all'orologio o restare fuori tasca.
Dunque, tutto sommato, non mi sta andando cosi' male! :D Tocco ferro.
Il contratto riunisce tutte le cose che tengo cosi vicine al cuore (eh! eh! eh!), una azienda internazionale dove sono stato vittima di un "mobbing" ante-literam, la riperibilita' e... (gulp) "i cavi" di ricordo Bosselliano (ZZZZZ!) ;)
Il colloquio e' stato interessante. Due ragazzi in magliette e jean. Uno di qui, l'atro di Sydney. Mi hanno fatto qualche domanda sulla progettazione delle base dati, e la mia risposta era migliore della loro risposta e cosi' tutto e' andato un po' a monte con tante domande supplementari cancellate! :D L'unica pecca e' che devo anche lavorare col Java, un linguaggio del quale non ho alcuna sperienza. Cmq mi hanno detto che, sapendo PL/SQL va bene che non sapia il Java, a patti che lo impari al piu presto.
Poi, qualche giorno dopo, il cliente ha deciso di andare avanti ed e' arrivato il momento delle riferenze. Dovevo trovare due riferenti disposti a rispondere a una serie di domande fatte telefonicamente dalla agenzia. Mi metto a cercare questi eventuali riferenti (in realta' ho poche scelte, ma suona meglio cosi') Insomma... ho chiesto a Gavin, un mio ex collega dal ufficio delle tasse (poi diventato anche amico) e il team leader dell'ultimo contratto. Il team leader e' in ferie, dunque ho dovuto parlare col SUO capo, un tizio col quale sono andato a qualche riunione e non molto di piu'.
Gavin e' un po' coglione pero' (anche se lo dico con tanto affetto)... dopo l'intervista con l'agenzia mi manda contentissimo un SMS dicendo che il posto sicuramente e' mio. Ha cantato(!) le sue risposte al telefono. Ha parlato anche delle mie sperienze di sparatorie con la mafia al rientro della pausa pranzo. Io non ci potevo credere, ma quella dell'agenzia si e' divertita un mondo facendogli delle domande e non lo ha preso per pazzo. Meno male perche avevo dimenticato di dire a Gavin che l'intervista sarebbe stata registrata :D Non glil'ho detto ancora perche' rimarrebbe male al sapere che forse le sue risposte spiritose mi costavano un posto di lavoro. Cmq, l'agenzia e' riuscita a tagliare le parti piu canore e strane dell'intervista.
Il capo del team leader e' stato ugualmente positivo (anche se meno fantasioso nel rispondere). In realta', anche se non ci siamo conosciuti molto, lui sicuramente avrebbe saputo se il mio lavoro non fosse stato alla altezza e non mi sento, dunque, di aver barato.
Poi dopo tutto quello, il cliente ha dovuto fare un chilo di riunione e tantissime cavillazioni burocratiche. Ma tante tante. Giorni e giorni di attessa e di conferme che non arrivavano. Alla fine mi hanno offerto il contratto oggi pomeriggio, con tante scuse per il tempo sprecato.
Ma, per problemi di risorse, il contratto non parte fino al primo di luglio. @#!!
Non so come la vedo... da un lato, HO lavoro, dall'altro vorrei guadagnare qualcosa subito da mettere verso il mutuo. Beh, ho due settimane per smanettare col Java e chissa se forse trovo qualcosa di meglio.
La riperibilita' e il problemo minore, apparentemente devo essere riperibile una settimana su quattro, forse una su cinque. E se il contratto dura sei mesi e sicuramente ci sara' un periodo di apprendistato, non credo che dovro' essere riperibile per piu di... beh... quattro settimane in sei mesi? Mica e' la morte. Per altro, mi daranno la connessione ai server da casa e non avro' bisogno di andare in centro alle tre di notte. Una cosa che mi piace di meno e' il fatto che non ci sono degli straordinari, il quale puo significare diverse cose.. forse mi daranno tempo libero in cambio o... non so. Ma non voglio dover fare un lavoro del cazzo solo perche' devo badare all'orologio o restare fuori tasca.
Dunque, tutto sommato, non mi sta andando cosi' male! :D Tocco ferro.
Sunday, 25 May 2008
Fine della band?
Credo che oggi finisce la band, non con un boato ma con un gemito.
Ieri siamo andati a trovare il batterista a casa sua per fare le prove per questa benedetta serata del 7 di giugno e cavoli, il tizio non c'e'! Non c'e' nemmeno la batteria. I coinquilini mi dicono che Matt, ha traslocato e adesso sta abitando con la fidanzata (...ma che cazzo?)
Alla fine abbiamo deciso di inviarli un SMS, tanto per, che Matt (cioe, il batterista) ha letto per puro caso (non ha sentito arrivare l'SMS e lo ha trovato solo perche' stava smanettando col telefonino) Era in macchina e cosi' ha fatto un salto alla casa vecchia dove Billy ed io lo aspettavamo.
E ci ha raccontato una storia stranissima, dove ha saputo di un gran casino personale, ma non puo spiegarci di che si tratta ma adesso e' un discorso per la polizia. Era terribilmente mortificato di averci tirato un bidone del genere e sconvolto sul serio, dunque ho suggerito che ci pensi sopra e che ci spedisca un SMS oggi (domenica) per dirci che cosa vuol fare. Non ho illusioni sul contenuto del SMS (amesso che si ricordi di mandarlo) Questo ci molla.
Il discorso della polizia non e' cosi' strano come possa sembrare: a volte i tribunali ordinano il silenzio in riguardo a qualche processo ancora in aula. Credo che succeda lo stesso in Italia? Con Billy sospettiamo che qualcuno vicino a Matt (non Matt stesso) sia nella merda fino al collo e che forse Matt sia coinvolto come testimone. Cmq, non e' una bella situazione per lui e di certo non li permette la serenita' necessaria per imparare e ricordare tutta una scaletta.
A dire il vero non sono cosi' dispiaciuto. Mi piaceva un casino questa band e aveva delle vere possibilita, a giudicare dai commenti ricevuti. Ma quando e' andata Britta sono stato a pensare un po' a che cosa voglio fare col basso e mi sono progressivamente allontanato mentalmente dalla band.
Adesso credo che vorrei una cosa come quella che facevo con Paola, dove facevo delle basi piu o meno "ambient" per le sue poesie. Adesso ho piu' gadget tipo un looper (un ageggio che ripette infinitamente una frase suonata e permette sia di suonarci sopra, come di aggiungere altre frasi al loop) Forse si potrebbe aggiungere qualche racconto alle eventuali poesie. Non so se la cosa e fattibile a Wellington (e' un mondo diverso dal rock, e dunque terra incognita) ma almeno posso tentare.
Ciao per ora,
Vince.
Ieri siamo andati a trovare il batterista a casa sua per fare le prove per questa benedetta serata del 7 di giugno e cavoli, il tizio non c'e'! Non c'e' nemmeno la batteria. I coinquilini mi dicono che Matt, ha traslocato e adesso sta abitando con la fidanzata (...ma che cazzo?)
Alla fine abbiamo deciso di inviarli un SMS, tanto per, che Matt (cioe, il batterista) ha letto per puro caso (non ha sentito arrivare l'SMS e lo ha trovato solo perche' stava smanettando col telefonino) Era in macchina e cosi' ha fatto un salto alla casa vecchia dove Billy ed io lo aspettavamo.
E ci ha raccontato una storia stranissima, dove ha saputo di un gran casino personale, ma non puo spiegarci di che si tratta ma adesso e' un discorso per la polizia. Era terribilmente mortificato di averci tirato un bidone del genere e sconvolto sul serio, dunque ho suggerito che ci pensi sopra e che ci spedisca un SMS oggi (domenica) per dirci che cosa vuol fare. Non ho illusioni sul contenuto del SMS (amesso che si ricordi di mandarlo) Questo ci molla.
Il discorso della polizia non e' cosi' strano come possa sembrare: a volte i tribunali ordinano il silenzio in riguardo a qualche processo ancora in aula. Credo che succeda lo stesso in Italia? Con Billy sospettiamo che qualcuno vicino a Matt (non Matt stesso) sia nella merda fino al collo e che forse Matt sia coinvolto come testimone. Cmq, non e' una bella situazione per lui e di certo non li permette la serenita' necessaria per imparare e ricordare tutta una scaletta.
A dire il vero non sono cosi' dispiaciuto. Mi piaceva un casino questa band e aveva delle vere possibilita, a giudicare dai commenti ricevuti. Ma quando e' andata Britta sono stato a pensare un po' a che cosa voglio fare col basso e mi sono progressivamente allontanato mentalmente dalla band.
Adesso credo che vorrei una cosa come quella che facevo con Paola, dove facevo delle basi piu o meno "ambient" per le sue poesie. Adesso ho piu' gadget tipo un looper (un ageggio che ripette infinitamente una frase suonata e permette sia di suonarci sopra, come di aggiungere altre frasi al loop) Forse si potrebbe aggiungere qualche racconto alle eventuali poesie. Non so se la cosa e fattibile a Wellington (e' un mondo diverso dal rock, e dunque terra incognita) ma almeno posso tentare.
Ciao per ora,
Vince.
Thursday, 22 May 2008
Scusate il ritardo...
Scusatemi se non ho aggiunto niente per un po'.
La cosa che succese, vedete, e' che tutto e' andato vagamente a puttane e mentre aspettavo per capire come andrebbero a finire le cose (cosi' vi le potevo raccontare) di tempo ne e' pasato.
"A puttane" in quale senso? Beh, il mio contratto di lavoro e' finito (e fatico a trovare qualcos'altro), la batterista ha mollato la band e sono stato ricoverato in ospedale per qualche giorno. Ma adesso sono fuori dall'ospedale, abbiamo piu o meno trovato un batterista, (almeno per ora) e mi sento, dunque, come se tutto fosse tornato un po' come prima.
Mo' vi racconto.
Ok. Il contratto e' finito, ma quella era una morte anunziata. Sapevo che era a tempo determinato, e corto. Ma sono riuscito a dimenticarmi di questi dettagli, ed a credere che forse si sarebbe sistemato tutto e che mi avrebbero preso a tempo indeterminato. Cosi, per farmi una sorpresa, suppongo. Beh, non e' andata cosi e se sono rimasto deluso e' colpa mia. Ma almeno sono riuscito a fare un buon lavoro e mi ha datto un minimo di "chiusura" o "closure" come dicono gli Americani (e un po' di denaro per tirare avanti). Ho lavorato bene e mi sento come se avessi chiuso un capitolo, per aprire uno piu' positivo. Adesso almeno ho qualcuno che sa di informatica e mi puo fare di riferente locale. E' gia' tanto.
Ok, sto ancora cercando il mio prossimo contratto. Basta.
In altre notizie, Britta la batterista ci ha mollato. Aveva troppa roba da fare, tra il lavoro, che richiede i turni (e a volte pure la riperibilita' serale), e la scuola serale dove il suo contratto prevede la presenza infrasettimanale, ecc, ecc. Ha cominciato a dare i numeri e alla fine si e' scusata. E chi la biasima? Posso capire che la sua vita fosse una pizza.
Adesso abbiamo trovato un batterista ma anche lui fa i turni e, per altro, e' corteggiato da ben tre (3) altre band. E si sta fidanzato con la sua ragazza dopo solo due mesi. E lo hanno sfrattato di casa. E' un casino, veramente.
Sul lato positivo, e' bravissimo, anche se tende a strasuonare, il che vuol dire che fa "schiddili-schiddili-bum-bum-bum" in continuazione, permanentemente, perpetuamente, anzi. Dopo quindici minuti diventa un po' palloso ascoltarlo, ma per quei primi quindici minuti pensi "Ma questo e' un dio!". Abbiamo una serata organizzata per il sette di giugno, e siamo rimasti che lui fa la serata con noi e poi decide che vuol fare da grande. Matt, il batterista sostiene che una volta che lui decida come deve suonare smettera' di fare tutte quegli "arabeschi", ma lo dubito.
E se ci molla anche lui non so che cosa faro' riguardo la band... probabilmente spendere i venti dollari per quel libro di "Bach For Electric Bass" e lanciarmi (beh...) come bassista solista , il quale sembra noioso da morire, ma chissa..? Almeno non dovrei accolarmi tutte queste cazzate. Da un lato, mi piace un casino il suono del basso acustico quando suono tranquilo la notte dopo che Sonja si e' coricata. Dall'altro non so se io stesso pagherei cinque dollari per vedermi suonare. Non c'e' niente di male con quello che faccio ma il mondo dei pub e' ideato per musica piu' chiassosa. Vedro'.
E finalmente, sono stato in ospedale. Solo per qualche giorno, pero'. Succese che mi sono addormentato una sera con un po' di raffredore e il petto un po' chiuso e mi sono svegliato il mattino dopo con un asma terribile. Sonja e' andata a lavorare come sempre ma, preoccupata, e' tornata in dietro e ha insistito in chiamare un'ambulanza. E guardate che buffo, mi ha toccato la stessa paramedica che mi ha portato in ospedale la volta che ho fatto l'incidente con lo scooter! :D Si ricordava pure di me.
Comunque, stringo. Sono andato con l'ambulanza al pronto soccorso. Dopo qualche ora mi hanno lasciato andare. Siamo tornati a casa in tarda mattinata e mi sono appisolato. E cazzo, quando mi sono svegliato stavo male come prima!
Sonja ha insistito in chiamare un'altra ambulanza e siamo tornati allo stesso pronto soccorso. C'era anche lo stesso turno. E a quel punto mi hanno chiesto di restare li' per qualche giorno. Che noia stare in ospedale! Mi viene sempre un'ansia terribile pensando a tutte le cose che non sto facendo.
Cmq, ho speso qualche giorno li' e in realta', sono uscito prima del dovuto: era il compleanno della Sonja e non mi andava di farla passare il suo compleanno visitandomi in ospedale. E come risultato, ho speso dei giorni terribili a casa con un asma costante e un raffredore che non mi passava piu. Tossivo tanto che mi faceva un male boia in tutto il torace, compresso lo stomaco. E' solo in questa ultima settimana che mi sono sentito bene.
La cosa che mi ha colpito di piu', pero, e' che nell'ospedale non avevano molto che non fosse la stessa roba che ho a casa. Gli stessi medicinali e quasi quasi la stessa attrezzatura. Il quale vuol dire che se mi va male un'altra volta, non e' detto che l'ospedale possa fare qualcosa per me. Come pensiero e' un po' cupo, ma anche terrificante. Stavo cominciando a fumare un'altra volta, pasando dalle due sigarette al giorno alle sei, ma adesso ho smesso, spero che sia per l'ultima volta.
Beh, vi saluto per ora, dopo vi racconto dell'altra roba.
Ciao,
Vince.
La cosa che succese, vedete, e' che tutto e' andato vagamente a puttane e mentre aspettavo per capire come andrebbero a finire le cose (cosi' vi le potevo raccontare) di tempo ne e' pasato.
"A puttane" in quale senso? Beh, il mio contratto di lavoro e' finito (e fatico a trovare qualcos'altro), la batterista ha mollato la band e sono stato ricoverato in ospedale per qualche giorno. Ma adesso sono fuori dall'ospedale, abbiamo piu o meno trovato un batterista, (almeno per ora) e mi sento, dunque, come se tutto fosse tornato un po' come prima.
Mo' vi racconto.
Ok. Il contratto e' finito, ma quella era una morte anunziata. Sapevo che era a tempo determinato, e corto. Ma sono riuscito a dimenticarmi di questi dettagli, ed a credere che forse si sarebbe sistemato tutto e che mi avrebbero preso a tempo indeterminato. Cosi, per farmi una sorpresa, suppongo. Beh, non e' andata cosi e se sono rimasto deluso e' colpa mia. Ma almeno sono riuscito a fare un buon lavoro e mi ha datto un minimo di "chiusura" o "closure" come dicono gli Americani (e un po' di denaro per tirare avanti). Ho lavorato bene e mi sento come se avessi chiuso un capitolo, per aprire uno piu' positivo. Adesso almeno ho qualcuno che sa di informatica e mi puo fare di riferente locale. E' gia' tanto.
Ok, sto ancora cercando il mio prossimo contratto. Basta.
In altre notizie, Britta la batterista ci ha mollato. Aveva troppa roba da fare, tra il lavoro, che richiede i turni (e a volte pure la riperibilita' serale), e la scuola serale dove il suo contratto prevede la presenza infrasettimanale, ecc, ecc. Ha cominciato a dare i numeri e alla fine si e' scusata. E chi la biasima? Posso capire che la sua vita fosse una pizza.
Adesso abbiamo trovato un batterista ma anche lui fa i turni e, per altro, e' corteggiato da ben tre (3) altre band. E si sta fidanzato con la sua ragazza dopo solo due mesi. E lo hanno sfrattato di casa. E' un casino, veramente.
Sul lato positivo, e' bravissimo, anche se tende a strasuonare, il che vuol dire che fa "schiddili-schiddili-bum-bum-bum" in continuazione, permanentemente, perpetuamente, anzi. Dopo quindici minuti diventa un po' palloso ascoltarlo, ma per quei primi quindici minuti pensi "Ma questo e' un dio!". Abbiamo una serata organizzata per il sette di giugno, e siamo rimasti che lui fa la serata con noi e poi decide che vuol fare da grande. Matt, il batterista sostiene che una volta che lui decida come deve suonare smettera' di fare tutte quegli "arabeschi", ma lo dubito.
E se ci molla anche lui non so che cosa faro' riguardo la band... probabilmente spendere i venti dollari per quel libro di "Bach For Electric Bass" e lanciarmi (beh...) come bassista solista , il quale sembra noioso da morire, ma chissa..? Almeno non dovrei accolarmi tutte queste cazzate. Da un lato, mi piace un casino il suono del basso acustico quando suono tranquilo la notte dopo che Sonja si e' coricata. Dall'altro non so se io stesso pagherei cinque dollari per vedermi suonare. Non c'e' niente di male con quello che faccio ma il mondo dei pub e' ideato per musica piu' chiassosa. Vedro'.
E finalmente, sono stato in ospedale. Solo per qualche giorno, pero'. Succese che mi sono addormentato una sera con un po' di raffredore e il petto un po' chiuso e mi sono svegliato il mattino dopo con un asma terribile. Sonja e' andata a lavorare come sempre ma, preoccupata, e' tornata in dietro e ha insistito in chiamare un'ambulanza. E guardate che buffo, mi ha toccato la stessa paramedica che mi ha portato in ospedale la volta che ho fatto l'incidente con lo scooter! :D Si ricordava pure di me.
Comunque, stringo. Sono andato con l'ambulanza al pronto soccorso. Dopo qualche ora mi hanno lasciato andare. Siamo tornati a casa in tarda mattinata e mi sono appisolato. E cazzo, quando mi sono svegliato stavo male come prima!
Sonja ha insistito in chiamare un'altra ambulanza e siamo tornati allo stesso pronto soccorso. C'era anche lo stesso turno. E a quel punto mi hanno chiesto di restare li' per qualche giorno. Che noia stare in ospedale! Mi viene sempre un'ansia terribile pensando a tutte le cose che non sto facendo.
Cmq, ho speso qualche giorno li' e in realta', sono uscito prima del dovuto: era il compleanno della Sonja e non mi andava di farla passare il suo compleanno visitandomi in ospedale. E come risultato, ho speso dei giorni terribili a casa con un asma costante e un raffredore che non mi passava piu. Tossivo tanto che mi faceva un male boia in tutto il torace, compresso lo stomaco. E' solo in questa ultima settimana che mi sono sentito bene.
La cosa che mi ha colpito di piu', pero, e' che nell'ospedale non avevano molto che non fosse la stessa roba che ho a casa. Gli stessi medicinali e quasi quasi la stessa attrezzatura. Il quale vuol dire che se mi va male un'altra volta, non e' detto che l'ospedale possa fare qualcosa per me. Come pensiero e' un po' cupo, ma anche terrificante. Stavo cominciando a fumare un'altra volta, pasando dalle due sigarette al giorno alle sei, ma adesso ho smesso, spero che sia per l'ultima volta.
Beh, vi saluto per ora, dopo vi racconto dell'altra roba.
Ciao,
Vince.
Saturday, 22 March 2008
La vita va avanti...
La vita va avanti... ho finito la mia terza settimana di lavoro e finora nessuno mi ha datto due schiafi e cacciato fuori. Finora non ho combinato nessun disastro ne fatto una figura troppo merdosa. Ho dimenticato di lanciare un job prima di lasciare l'ufficio prima di Pasqua, ma spero di poter mettere tutto a posto martedi' mattina. In tante parole, non mi sono ricoperto di gloria, ma si tira avanti. Un po' alla volta. :)
Stasera (venerdi' santo) siamo andati in centro. Stranamente, per questo paese dove i negozi non chiudono neppure durante il giorno di natale, venerdi' santo e' intoccabile. E' vietato aprire i negozi, con la sola eccezione di bar e ristoranti. Ma loro devono pagare tanto in stipendi che chiedono un sovraprezzo di almeno 15%.
Ma anche sapendo tutto questo, volevo proprio scappare da casa: l'unica cosa sulla tivu' era quel film orrido con Harrison Ford e Anne Heche dove sono dei naufraghi. Non sono cosi' veccio di restare a casa a guardare film di quel infimo livello e cosi', siamo usciti.
Ma dove? Alla fine siamo andati in centro per vedere se c'era almeno dove prenderci un caffe. Non c'era. Tranne che per un ristorante italiano di tendenza chiamato "Scopa" (e allora? C'era uno ad Auckland chiamato "Pompino")
Cmq, entriamo e, come posto, lo trovo un po' sul modernismo anni 50. Un po' come se l'ATM a Milano fosse un ristorante piuttosto che un bar. Un casino di gente e puzza di qualcosa che brucia. Toast? Pane? Gia' il fatto che il logo del ristorante avessi delle gondole era preoccupante (quanti italiani pensano a Venezia come caput mundis culinario?) , ma insieme alla puzza di bruciato, c'era tante segnali di un posto senza sostanza.
La cameriera, una bella ragazza col caschetto alla Louise Brooks ci domanda se non preferiamo cenare piuttosto che prendere il caffe? E se vogliamo cenare, se possiamo scegliere adesso perche la cucina chiude tra cinque minuti? E oggi fanno soltanto la pizza. Ah... allora era la pizza che bruciava.
Ci porta il menu, Sonja chiede una quattro stagioni. La cameriera, mentre si segna l'ordine, ripette "una quattro staghioni" e Sonja insiste "No, no, ho chiesto una quattro stagioni" A quel punto, la cameriera (e il suo caschetto) si mettono a leggere attentamente il menu pensando che c'era una pizza nuova. Una volta risolta la confuzione, ho chiesto una quattro formaggi, che non si trova spesso nelle pizzeria di Wellington. Devo ammettere stavo per prendere la ragazza in giro ordinando una quattro formagghi, ma mi sono tirato in dietro all'ultimo momento. :D
Arrivano le pizze ed erano... strane. La "quattro staghioni" aveva il crudo, e la quattro formaggi non sapeva di niente. Avrei chiesto una diavola (chiamata "diavolo" sul menu) ma la fanno con la rucola (!) E poi, non so con che cosa avrano fatto l'impasto, ma era molto rigido. A me piace piegare la fetta in due, ma questa si spaccava, era cosi' rigida e secca. Infatti, sembrava un panino piuttosto che una pizza.
Poi Sonja si ha ordinato un cappuccino (visto che siamo all'estero) ma e' arrivato con scaglie di cioccolato piuttosto che il tradizionale caccao. Molto strano. Insomma, come dice un frasario milanese che ho, me vedarii pu' nanca pitturaa in sul mur. ;)
Dal resto, la vita ha i suoi altibassi.
Sono tornate le cataratte. Beh, tecnicamente, non sono delle cataratte, ma una reazione del corpo, ecc. ecc. Per la modica somma di €150, il chirugo mi fara' un piccolo foro nella lente di plastica, il quale permettera' la luce di passare e risolvera' tutto in mezz'ora. Statisticamente occorre fare questo ulteriore intervento in molti casi. Alcuni dicono il 25% dei casi, altri dicono il 50%. Sono abbastanza arrabbiato, ma allo stesso tempo non c'e' molto da fare.
Sul lato positivo, la paginetta MySpace ci ha aiutato a conoscere una band che ci ha chiesto di aprire per loro il 10 di aprile. Yipiii!
Beh, vi saluto!
Ciao,
Vince.
Stasera (venerdi' santo) siamo andati in centro. Stranamente, per questo paese dove i negozi non chiudono neppure durante il giorno di natale, venerdi' santo e' intoccabile. E' vietato aprire i negozi, con la sola eccezione di bar e ristoranti. Ma loro devono pagare tanto in stipendi che chiedono un sovraprezzo di almeno 15%.
Ma anche sapendo tutto questo, volevo proprio scappare da casa: l'unica cosa sulla tivu' era quel film orrido con Harrison Ford e Anne Heche dove sono dei naufraghi. Non sono cosi' veccio di restare a casa a guardare film di quel infimo livello e cosi', siamo usciti.
Ma dove? Alla fine siamo andati in centro per vedere se c'era almeno dove prenderci un caffe. Non c'era. Tranne che per un ristorante italiano di tendenza chiamato "Scopa" (e allora? C'era uno ad Auckland chiamato "Pompino")
Cmq, entriamo e, come posto, lo trovo un po' sul modernismo anni 50. Un po' come se l'ATM a Milano fosse un ristorante piuttosto che un bar. Un casino di gente e puzza di qualcosa che brucia. Toast? Pane? Gia' il fatto che il logo del ristorante avessi delle gondole era preoccupante (quanti italiani pensano a Venezia come caput mundis culinario?) , ma insieme alla puzza di bruciato, c'era tante segnali di un posto senza sostanza.
La cameriera, una bella ragazza col caschetto alla Louise Brooks ci domanda se non preferiamo cenare piuttosto che prendere il caffe? E se vogliamo cenare, se possiamo scegliere adesso perche la cucina chiude tra cinque minuti? E oggi fanno soltanto la pizza. Ah... allora era la pizza che bruciava.
Ci porta il menu, Sonja chiede una quattro stagioni. La cameriera, mentre si segna l'ordine, ripette "una quattro staghioni" e Sonja insiste "No, no, ho chiesto una quattro stagioni" A quel punto, la cameriera (e il suo caschetto) si mettono a leggere attentamente il menu pensando che c'era una pizza nuova. Una volta risolta la confuzione, ho chiesto una quattro formaggi, che non si trova spesso nelle pizzeria di Wellington. Devo ammettere stavo per prendere la ragazza in giro ordinando una quattro formagghi, ma mi sono tirato in dietro all'ultimo momento. :D
Arrivano le pizze ed erano... strane. La "quattro staghioni" aveva il crudo, e la quattro formaggi non sapeva di niente. Avrei chiesto una diavola (chiamata "diavolo" sul menu) ma la fanno con la rucola (!) E poi, non so con che cosa avrano fatto l'impasto, ma era molto rigido. A me piace piegare la fetta in due, ma questa si spaccava, era cosi' rigida e secca. Infatti, sembrava un panino piuttosto che una pizza.
Poi Sonja si ha ordinato un cappuccino (visto che siamo all'estero) ma e' arrivato con scaglie di cioccolato piuttosto che il tradizionale caccao. Molto strano. Insomma, come dice un frasario milanese che ho, me vedarii pu' nanca pitturaa in sul mur. ;)
Dal resto, la vita ha i suoi altibassi.
Sono tornate le cataratte. Beh, tecnicamente, non sono delle cataratte, ma una reazione del corpo, ecc. ecc. Per la modica somma di €150, il chirugo mi fara' un piccolo foro nella lente di plastica, il quale permettera' la luce di passare e risolvera' tutto in mezz'ora. Statisticamente occorre fare questo ulteriore intervento in molti casi. Alcuni dicono il 25% dei casi, altri dicono il 50%. Sono abbastanza arrabbiato, ma allo stesso tempo non c'e' molto da fare.
Sul lato positivo, la paginetta MySpace ci ha aiutato a conoscere una band che ci ha chiesto di aprire per loro il 10 di aprile. Yipiii!
Beh, vi saluto!
Ciao,
Vince.
Saturday, 1 March 2008
La Demo, MySpace, ecc...

Finalmente abbiamo ricevuto la copia mixata della nostra demo!
Abbiamo registrato tutto dal vivo nella nostrea sala prove. In una giornata di dodici ore, durante un sabato di gennaio. George e Lance, due amici che suonavano in Smelter, una band che ci ha dato una grande mano, si sono presi la responsabilita' per la registrazione.
La cosa interessante adesso e' capire come proporci. Perche' a dire il vero, non ci somigliamo a niente e questo vuol dire che non sapiamo ne a quali locali offrirci, ne come dovrebbe essere la ns. grafica... *mboh*
Sul lato positivo, la domanda e' diventata una specie di gioco, un po' come l'indovinello della sfinge. :) Ma come domanda e' importante perche' appena dici che suoni in una band, qualcuno ti domanda "ma che musica fate?" e poi, poter dire "la mia banda suona il ... " con aria certa fa sempre molta impressione tra i promoter.
Se volete ascoltare i mitici This Charming Mystery, siamo su
http://www.myspace.com/thischarmingmystery
Prima che Marco si metta a parlare di "sbavature", tenete in mente che questo non e' un nostro CD, e solo una demo per mostrare il nostro suono. :D Cmq, la risposta finora e' stata invariabilmente positiva, anche se molti dicono che il marketing sara' una faticaccia in quantoo non stiamo in un genere specifico tipo "heavy metal" o "hip hop". Ditemi voi....
Ho trovato lavoro.
E' da un pezzo che non aggiungo post a questo blog. In realta' volevo vedere "come andava a finire" prima di scrivere.
Il lavoro con la azienda dell'elettricita' fini' nel nulla. Ho avuto un secondo colloquio, che secondo la agenzia era per prendere un caffe' col team e costatare che andassimo tutti d'accordo. Strano si, ma qui si fanno queste cose.
Cmq, vado al colloquio e David, il capo informatico che avevo conosciuto la prima volta, era in riunione ad Auckland. Mi trovo, invece, davanti a due tizi nuovi che certamente non hanno aria di andare a prendere il caffe'. Ne oggi ne mai, a dire il vero. E questi, che si identificano come "la gente con cui dovreo lavorare", procedono a farmi un secondo collocquio. Aspettandomi un colloquio basato sul personale (come mi aveva suggerito l'agenzia), mi hanno preso completamente sul contropiede, con domande tipo, "Quali doti dovrebbe avere un DBA, secondo te?" e cazzate del genere. E io che, grazie a la cretina dell'agenzia, mi aspettavo domande tipo, "Ma per chi tifi?"
Il colloquio va avanti per un'ora buona. Verso il 50esimo domando, "Scusatemi, non voglio fare il paranoico, ma credevo che saremo andati a prenderci il caffe'? Siete voi che non avete ricevuto la mail o io che dovrei preoccuparmi?" Grandi risate e rispondono "Siamo noi che non abbiamo ricevuto la mail!"
Poi aggiungono, incuriositi, "Ma e' stato David a dirti del caffe' o l'agenzia?"
"L'agenzia."
"Ah, capito. No, bene... siamo andati a fare un colloquio al caffe' una volta, ma c'era tanto rumore di sottofondo. Non si capivano ne le domande ne le risposte!"
Beh, finisco il colloquio e torno a casa. E aspetto accanto al telefono. E studio e aspetto. E chiamo all'agenzia che non mi richiama. E studio... e aspetto.
Alla fine, dopo piu' di una settimana, mi chiama l'agenzia per dire che, anche se le mie capacita' tecniche sono indiscusse, il team non crede che sarei andato d'accordo con loro. In realta' quei del team sono stati astuti (a modo loro) perche' non mi hanno fatto tutto questo mondo di simpatia. Non che fosse gentaglia o niente del genere. Solo un pocchino noiosi. Credo che l'inserzione diceva qualcosa tipo "lavoriamo duro e viviamo in grande!" Beh, se lo dite voi...
E quel stesso giorno mi telefona sul cellulare uno da una agenzia che avevo dato per inutili durante la mia prima settimana di cercare lavoro, nel lontano 2006. Ha tra le mani un contratto a tre mesi con l'HP. Come sviluppatore Oracle.
Dico di "si" (figuratevi), e il giorno dopo mi chiama uno dall'HP, poi qualche ora dopo, il suo capo. Due ore al telefono parlando di Oracle e di roba sul mio curriculum. Uno degli intervistatori e' australiano. L'altro e austriaco. E adesso, dopo dieci giorni di attessa, devo cominiciare a lavorare in centro lunedi' mattina. Non ho mai visto in faccia ne a quello dell'agenzia ne ai due intervistatori (!) Come forma di fare le cose, mi piace molto di piu' che tutte quelle domande del cazzo, e attento a come ti siedi e attento a dove metti la valigietta, ecc. ecc. Se cosi si fanno le cose nel mondo dei consulenti, mi sa che continuero a propormi come consulente.
Il contratto e' solo per tre mesi, d'accordo, ma poi parte una nuova fase del progetto e se ho fatto bella figura, forse mi chiedono di restare per la seconda fase, che durera' molto piu' di tre mesi. Non sono molto contento con questa idea di un contratto a tre mesi semplicemente perche' immagino che ci sara' da pedallare, eccome. Sul positivo, pero, il progetto parte da quando parto io, piuttosto che addeguarsi a date prefissate. Se tutto va bene, almeno avro' qualcosa da aggiungere al CV.
L'unico ostaccolo era la referenza dall'IRD, ossia l'Inland Revenue, l'ufficio entrate. Quando ho saputo che volevano una referenza da loro mi sono caccato in mano, perche' quel progetto fu un vero disastro. Insomma, fu un progetto gestito a cazzo di cane e come un cretino sono rimasto in mezzo, con delle specifiche incomplete che facevano schifo, appogio a zero dal management, diritti di accesso al database quasi inesistenti, documentazione scarsa e pocchissima direzione.
Per fortuna, quello che ho nominato come referente era l'unica persona che ha capito il disastro nel quale sono stato cacciato e ha fatto commenti sulla "mancanza di direzione" mentre sottolineando le mie capacita' tecniche. HP ha avuto quelche dubbio ma finalmente ha dato la referenza per buona.
In che consiste il contratto? Bene, devo lavorare nella produzione dei data mart per la Telecom. Per voi che non siete informatici, il discorso e' cosi:
ci sono due tipi di disegno base dati. L'uno e' per database OLTP (che non c'entrano in questo caso e non vale la pena spiegare) e i data warehouse, ovvero magazzini di dati. In questi "magazzini di dati" un'azienda si tiene TUTTI i suoi dati, per anni e anni. Miliardi di record, che non sono archiviati (come sarebbe il caso in una base dati OLTP) ne aggiornati dagli utenti (come succede ancora un'altra volta nei disegni OLTP).
L'idea e' che l'OLTP risponde a domande tipo "Che cosa ci ha ordinato l'azienda tale, questo mese?" Un data warehouse, invece, serve a rispondere a domande tipo "Se questo mese abbiamo venduto tot. di questo prodotto, quanti abbiamo venduto due anni fa'?" E i data mart, finalmente, sono delle interfacce, basati su dati presenti nel data warehouse e pensati per situazioni specifiche. Una azienda potrebbe avere un data mart per l'ufficio vendite, un'altro per il magazzino e un terzo per la fabbrica. Bene, io devo andare a lavorare sui i data mart della Telecom.
Il lavoro richiede conoscenze di PL/SQL (buone), Unix (beh..! ma mi sono caricato Linux su un vecchio portatile e mi sono subito ricordato di parecchio), scrittura di script shell (idem), conoscenza delle funzioni analitiche Oracle (blurgh! Mai usate e rare in un contesto OLTP). Usano anche l'Oracle Warehouse Builder, che non ho usato mai, ma non vedo perche' dovrebbe presentare problemi. C'era anche di leggere un mucchio di roba teorica, ma per fortuna i data warehouse sono molto ricenti (beh... anni 90) e si trovano diversi saggi in linea, scritti da quelli che hanno proposto il data warehouse come concetto.
In questi gg. ho anche speso un bel po' di tempo giocando con Linux e imparando le funzioni analitiche tipo "rank" e "width_bucket" e altre cose insolite.
Sono un po' nervoso, perche' questa e' La Mia Grande Occasione, la possibilita' di dare un paso avanti, ecc. ecc. Spero di non inciampare sul gradino. ;)
Ciao,
Vince.
Il lavoro con la azienda dell'elettricita' fini' nel nulla. Ho avuto un secondo colloquio, che secondo la agenzia era per prendere un caffe' col team e costatare che andassimo tutti d'accordo. Strano si, ma qui si fanno queste cose.
Cmq, vado al colloquio e David, il capo informatico che avevo conosciuto la prima volta, era in riunione ad Auckland. Mi trovo, invece, davanti a due tizi nuovi che certamente non hanno aria di andare a prendere il caffe'. Ne oggi ne mai, a dire il vero. E questi, che si identificano come "la gente con cui dovreo lavorare", procedono a farmi un secondo collocquio. Aspettandomi un colloquio basato sul personale (come mi aveva suggerito l'agenzia), mi hanno preso completamente sul contropiede, con domande tipo, "Quali doti dovrebbe avere un DBA, secondo te?" e cazzate del genere. E io che, grazie a la cretina dell'agenzia, mi aspettavo domande tipo, "Ma per chi tifi?"
Il colloquio va avanti per un'ora buona. Verso il 50esimo domando, "Scusatemi, non voglio fare il paranoico, ma credevo che saremo andati a prenderci il caffe'? Siete voi che non avete ricevuto la mail o io che dovrei preoccuparmi?" Grandi risate e rispondono "Siamo noi che non abbiamo ricevuto la mail!"
Poi aggiungono, incuriositi, "Ma e' stato David a dirti del caffe' o l'agenzia?"
"L'agenzia."
"Ah, capito. No, bene... siamo andati a fare un colloquio al caffe' una volta, ma c'era tanto rumore di sottofondo. Non si capivano ne le domande ne le risposte!"
Beh, finisco il colloquio e torno a casa. E aspetto accanto al telefono. E studio e aspetto. E chiamo all'agenzia che non mi richiama. E studio... e aspetto.
Alla fine, dopo piu' di una settimana, mi chiama l'agenzia per dire che, anche se le mie capacita' tecniche sono indiscusse, il team non crede che sarei andato d'accordo con loro. In realta' quei del team sono stati astuti (a modo loro) perche' non mi hanno fatto tutto questo mondo di simpatia. Non che fosse gentaglia o niente del genere. Solo un pocchino noiosi. Credo che l'inserzione diceva qualcosa tipo "lavoriamo duro e viviamo in grande!" Beh, se lo dite voi...
E quel stesso giorno mi telefona sul cellulare uno da una agenzia che avevo dato per inutili durante la mia prima settimana di cercare lavoro, nel lontano 2006. Ha tra le mani un contratto a tre mesi con l'HP. Come sviluppatore Oracle.
Dico di "si" (figuratevi), e il giorno dopo mi chiama uno dall'HP, poi qualche ora dopo, il suo capo. Due ore al telefono parlando di Oracle e di roba sul mio curriculum. Uno degli intervistatori e' australiano. L'altro e austriaco. E adesso, dopo dieci giorni di attessa, devo cominiciare a lavorare in centro lunedi' mattina. Non ho mai visto in faccia ne a quello dell'agenzia ne ai due intervistatori (!) Come forma di fare le cose, mi piace molto di piu' che tutte quelle domande del cazzo, e attento a come ti siedi e attento a dove metti la valigietta, ecc. ecc. Se cosi si fanno le cose nel mondo dei consulenti, mi sa che continuero a propormi come consulente.
Il contratto e' solo per tre mesi, d'accordo, ma poi parte una nuova fase del progetto e se ho fatto bella figura, forse mi chiedono di restare per la seconda fase, che durera' molto piu' di tre mesi. Non sono molto contento con questa idea di un contratto a tre mesi semplicemente perche' immagino che ci sara' da pedallare, eccome. Sul positivo, pero, il progetto parte da quando parto io, piuttosto che addeguarsi a date prefissate. Se tutto va bene, almeno avro' qualcosa da aggiungere al CV.
L'unico ostaccolo era la referenza dall'IRD, ossia l'Inland Revenue, l'ufficio entrate. Quando ho saputo che volevano una referenza da loro mi sono caccato in mano, perche' quel progetto fu un vero disastro. Insomma, fu un progetto gestito a cazzo di cane e come un cretino sono rimasto in mezzo, con delle specifiche incomplete che facevano schifo, appogio a zero dal management, diritti di accesso al database quasi inesistenti, documentazione scarsa e pocchissima direzione.
Per fortuna, quello che ho nominato come referente era l'unica persona che ha capito il disastro nel quale sono stato cacciato e ha fatto commenti sulla "mancanza di direzione" mentre sottolineando le mie capacita' tecniche. HP ha avuto quelche dubbio ma finalmente ha dato la referenza per buona.
In che consiste il contratto? Bene, devo lavorare nella produzione dei data mart per la Telecom. Per voi che non siete informatici, il discorso e' cosi:
ci sono due tipi di disegno base dati. L'uno e' per database OLTP (che non c'entrano in questo caso e non vale la pena spiegare) e i data warehouse, ovvero magazzini di dati. In questi "magazzini di dati" un'azienda si tiene TUTTI i suoi dati, per anni e anni. Miliardi di record, che non sono archiviati (come sarebbe il caso in una base dati OLTP) ne aggiornati dagli utenti (come succede ancora un'altra volta nei disegni OLTP).
L'idea e' che l'OLTP risponde a domande tipo "Che cosa ci ha ordinato l'azienda tale, questo mese?" Un data warehouse, invece, serve a rispondere a domande tipo "Se questo mese abbiamo venduto tot. di questo prodotto, quanti abbiamo venduto due anni fa'?" E i data mart, finalmente, sono delle interfacce, basati su dati presenti nel data warehouse e pensati per situazioni specifiche. Una azienda potrebbe avere un data mart per l'ufficio vendite, un'altro per il magazzino e un terzo per la fabbrica. Bene, io devo andare a lavorare sui i data mart della Telecom.
Il lavoro richiede conoscenze di PL/SQL (buone), Unix (beh..! ma mi sono caricato Linux su un vecchio portatile e mi sono subito ricordato di parecchio), scrittura di script shell (idem), conoscenza delle funzioni analitiche Oracle (blurgh! Mai usate e rare in un contesto OLTP). Usano anche l'Oracle Warehouse Builder, che non ho usato mai, ma non vedo perche' dovrebbe presentare problemi. C'era anche di leggere un mucchio di roba teorica, ma per fortuna i data warehouse sono molto ricenti (beh... anni 90) e si trovano diversi saggi in linea, scritti da quelli che hanno proposto il data warehouse come concetto.
In questi gg. ho anche speso un bel po' di tempo giocando con Linux e imparando le funzioni analitiche tipo "rank" e "width_bucket" e altre cose insolite.
Sono un po' nervoso, perche' questa e' La Mia Grande Occasione, la possibilita' di dare un paso avanti, ecc. ecc. Spero di non inciampare sul gradino. ;)
Ciao,
Vince.
Sunday, 27 January 2008
26 di gennaio
Ieri fu il 26 di gennaio. Il quale vuol dire che sono passati precisamente 18 anni da quando ho lasciato Sydney. Dunque, sono otto anni da "piccolo piccolo" in Argentina (ma chi se li riccorda?), dieciotto anni in Australia e dieciotto anni fuori. Una volta, l'Australia mi definiva. Adesso, non tanto.
Oggi, non ho molto da raccontare. In realta', voglio scrivere qualcosa per mantenere attivo il blog. E poi, vedendo la vita un giorno alla volta, e' difficile sapere se qualcosa e' veramente una notizia oppure un caso. E' difficile sapere dove comincia un discorso nuovo.
Mercoledi' scorso sono andato a un colloquio di lavoro. Una azienda interessante, gestisce il mercato dell'elettricita'. Cioe', qualcuno produce l'elettricita, qualcuno la vende ai consumitori e questa azienda gestisce il mercato. Un problema interessante perche l'elettricita' non e' come il carbone que ti lo puoi tenere in magazzino fino a trovare un compratore o parecchi bambini cattivi. L'elettricita' va venduta allo stesso tempo che generata. Apparentemente, ci sono delle aste in linea ogni mezz'ora per l'elettricita'. Con prezzi diversi a seconda dell'area dove viene prodotta l'elettricita e cosi' via dicendo. Tutto un programma.
Non ho ancora avuto notizie sull'andamento del colloquio, ma il capo IT mi ha detto che stava vivendo una settimana molto incasinata e che probabilmente non deciderebbe niente fino a questa settimana che arriva adesso. Speriamo bene.
Il collocquio, pero, e' servito a dimostrarmi come sia essenziale restare in sella. L'Australasia e un bancone di prova per i nuovi SW e le aziende si aggiornano spesso. I requisiti per questo posto erano Oracle (pref. 10g), PL/SQL (fin la' tutto bene!), PHP, HTML (ok...) e Ruby On Rails (ke kazzo?). L'azienda e' molto interessata nel mondo Open Source, percio' ci sarebbe di imparare tutta questa roba Moderna e Di Tendenza (TM). E lasciatemi dire che l'Open Source e' un puttanaio indicibile e (perche' no?) una boiata pazzesca.
Sono andato a guardarmi il famoso Ruby On Rails (per curiosita' e per fare bella figura se mi chiamassero per un secondo colloquio) "Ruby" e' il linguaggio di programazione, il nome e' uno scherzo spiritoso sul Perl. Ruby fu scritto da un tecnico giapponese. Potete capire adesso l'umorismo di un popolo che invento l'harakiri, i kamikazi e il karaoke.
Cmq... stringo! :) Mi metto a guardare sulla home page del Ruby On Rails (http://www.rubyonrails.org) e trovo che tra i download c'e' un installer semplice per Windows. Scarico l'installer. 76Mb di roba (non e' uno scherzo) e viene fuori che l'installer installa anche Apache, PHP e MySQL, che ho gia. Ma le versioni bundled col installer sono piu' vecchie delle mie. E non c'e' come dire all'installer che voglio scegliermi i componenti da solo. E l'installer si aspetta che tutto sia nel suo posto sull'albero dei directory. Cioe', nel posto che vuole lui.
Alla fine, ho ranzato il tutto e ho deciso di installare i componenti uno alla volta. Cioe', Ruby per prima e poi il Rails. L'installer del Ruby (e non tutte le versioni sono compatibili col Rails) "pesa" solo 26Mb, dunque gia mi piace di piu' (la bandwidth non e' gratis, no?) Ma dopo scaricare l'installer, Windows mi dice che l'exe non funziona. O il file e' corrotto oppure ha un virus. Niente da fare, ci riprovo a scaricare l'installer e un'altra volta c'e' lo stesso msg. Nel fratempo noto che l'installer mi ha rovinato l'Apache, che procedo a reinstallare.
Ed e' per questo che dico che l'OpenSource e' un puttanaio. Come e' Open Source, non importa troppo se il software ha dei bachi, o dei problemmi di compatibilita' o non e' stabile. Tanto qualcuno con tempo tra le mani eventualmente sistemera' tutto. Riprovero' a scaricare l'installer lunedi' mattina. Forse qualche finnico con tempo tra le mani avra' gia' sistemato tutto!
Ciao per ora,
Vince.
Oggi, non ho molto da raccontare. In realta', voglio scrivere qualcosa per mantenere attivo il blog. E poi, vedendo la vita un giorno alla volta, e' difficile sapere se qualcosa e' veramente una notizia oppure un caso. E' difficile sapere dove comincia un discorso nuovo.
Mercoledi' scorso sono andato a un colloquio di lavoro. Una azienda interessante, gestisce il mercato dell'elettricita'. Cioe', qualcuno produce l'elettricita, qualcuno la vende ai consumitori e questa azienda gestisce il mercato. Un problema interessante perche l'elettricita' non e' come il carbone que ti lo puoi tenere in magazzino fino a trovare un compratore o parecchi bambini cattivi. L'elettricita' va venduta allo stesso tempo che generata. Apparentemente, ci sono delle aste in linea ogni mezz'ora per l'elettricita'. Con prezzi diversi a seconda dell'area dove viene prodotta l'elettricita e cosi' via dicendo. Tutto un programma.
Non ho ancora avuto notizie sull'andamento del colloquio, ma il capo IT mi ha detto che stava vivendo una settimana molto incasinata e che probabilmente non deciderebbe niente fino a questa settimana che arriva adesso. Speriamo bene.
Il collocquio, pero, e' servito a dimostrarmi come sia essenziale restare in sella. L'Australasia e un bancone di prova per i nuovi SW e le aziende si aggiornano spesso. I requisiti per questo posto erano Oracle (pref. 10g), PL/SQL (fin la' tutto bene!), PHP, HTML (ok...) e Ruby On Rails (ke kazzo?). L'azienda e' molto interessata nel mondo Open Source, percio' ci sarebbe di imparare tutta questa roba Moderna e Di Tendenza (TM). E lasciatemi dire che l'Open Source e' un puttanaio indicibile e (perche' no?) una boiata pazzesca.
Sono andato a guardarmi il famoso Ruby On Rails (per curiosita' e per fare bella figura se mi chiamassero per un secondo colloquio) "Ruby" e' il linguaggio di programazione, il nome e' uno scherzo spiritoso sul Perl. Ruby fu scritto da un tecnico giapponese. Potete capire adesso l'umorismo di un popolo che invento l'harakiri, i kamikazi e il karaoke.
Cmq... stringo! :) Mi metto a guardare sulla home page del Ruby On Rails (http://www.rubyonrails.org) e trovo che tra i download c'e' un installer semplice per Windows. Scarico l'installer. 76Mb di roba (non e' uno scherzo) e viene fuori che l'installer installa anche Apache, PHP e MySQL, che ho gia. Ma le versioni bundled col installer sono piu' vecchie delle mie. E non c'e' come dire all'installer che voglio scegliermi i componenti da solo. E l'installer si aspetta che tutto sia nel suo posto sull'albero dei directory. Cioe', nel posto che vuole lui.
Alla fine, ho ranzato il tutto e ho deciso di installare i componenti uno alla volta. Cioe', Ruby per prima e poi il Rails. L'installer del Ruby (e non tutte le versioni sono compatibili col Rails) "pesa" solo 26Mb, dunque gia mi piace di piu' (la bandwidth non e' gratis, no?) Ma dopo scaricare l'installer, Windows mi dice che l'exe non funziona. O il file e' corrotto oppure ha un virus. Niente da fare, ci riprovo a scaricare l'installer e un'altra volta c'e' lo stesso msg. Nel fratempo noto che l'installer mi ha rovinato l'Apache, che procedo a reinstallare.
Ed e' per questo che dico che l'OpenSource e' un puttanaio. Come e' Open Source, non importa troppo se il software ha dei bachi, o dei problemmi di compatibilita' o non e' stabile. Tanto qualcuno con tempo tra le mani eventualmente sistemera' tutto. Riprovero' a scaricare l'installer lunedi' mattina. Forse qualche finnico con tempo tra le mani avra' gia' sistemato tutto!
Ciao per ora,
Vince.
Saturday, 12 January 2008
E' morto Sir Ed.
Ieri siamo rimasti tristi per la morte di Sir Edmund Hillary, neozelandese e primo a scalare l'Everest.
Come succede tante volte, stavamo facendo dello zapping e ci siamo fermati davanti a un programma su di lui. Tante foto, piccoli spezzoni di documentari, ecc. Poi, dopo dieci minuti abbiamo cominciato a sentire che il programma stava andando per le lunghe, e poi finalmente Sonja suggerisce "Non e' che sara morto?"
.
.
.
E morto era, per grande tristezza della Nuova Zelanda.
E anche per la nostra perche, per una di quelle cose assurde della vita, lo abbiamo conosciuto a Milano. Anzi, ci ha portato a cena in un ristorante sui Navigli.
Successe che Sir Ed doveva arrivare a Milano come parte di un giro (una tournee?) di conferenze in anniversario della conquista dell'Everest e, per una di quelle confuzioni bureaucratiche tra diversi ministeri, dipartimenti, ecc. nessuno ha pensato di andare a riceverlo a Malpensa. Una gaffe clamorosa, visto che Hillary era tra le persone piu' stimate di tutta la NZ (per esempio era l'unico neozelandese vivente raffigurato sulle banconote)
Finalmente, Sonja ha visto la notizia (addiritura sul sito di un'altro ministero) e ha chiesto se non sarebbe il caso di coinvolgere il consolato. L'allora console, un po' infastidito, ha detto, "Non ho tempo per quelle cose. Vacci tu" e si ha lavato le mani. Sonja ha dovuto essenzialmente prendersi carico di Sir Ed mentre lui fosse a Mliano.
Abbiamo avuto un momento di panico. Ma chi cazzo era questo Sir Edmund Hillary e come sarebbe fatto? Avrebbe temi da non toccare? allergie inattese? Insomma, non voleva fare brutta figura e volevamo poter fare domande intelligenti. Insomma...
Sapevamo che lui avesse scalato l'Everest... ma dopo? Ricordavo, dalla scuola elementare, un disegno tratto da una foto dello sherpa Tensing (nemmeno Hillary stesso) in cima alla montagna. Purtroppo, non era un ricordo molto utile per individuare a Sir Ed in una folla quasi cinquanta anni dopo. :P Ma grazie a Yahoo! (il google di allora!) abbiamo trovato una foto recente e Sonja ha saputo individuarlo subito quando e' aterrato. Per'altro, Sir Ed misurava ben oltre i due metri, dunque era come guardare un carroccio che avanzava tra la folla! :D
Sonja si ha presentato, stringendoli la mano e quando le ha chiesto "Come devo chiamarla?" lui rispose subito "Puoi chimarmi Sir Ed".
Cosi' emblemmatico. Lui era un "Sir", Knight Of The Garter, l'ordine cavalleresca piu' alta dell'impero britannico, e quel fatto non andava trascurato. Ma allo stesso tempo, non era un "Edmund", bensi' il piu semplice e familiare "Ed". Bella combinazione della simpatia e il rispetto dovuto.
E lui ci porto a cena. Beh, il ristorante lo avevamo scelto noi, ma quando arrivo il conto lui insistete di pagare per tutti. C'era anche la moglie, June e la loro nipote, il cui nome ho dimenticato. Aveva anche interesse a sentire quello che potevamo raccontare della vita a Milano, lui che e' stato ospite di mezzo mondo e aveva fatto dei viaggi di scoperta con Neil Armstrong. Veramente non ricordo di che abbiamo parlato (cazzatine, probabilmente), ma non ci furono vuoti nella conversazione. Mi ricordo che Sir Ed, che avrebbe avuto ottimi motivi per fare il nazista della salute, non si e' infastidito quando dopo cena abbiamo accesso delle sigarette. Si, ok, forse sembro Fantozzi col Duca-Conte, lo so. Ma scusatemi, sono molto difficile di impressionare... e quando qualcuno mi fa impressione, lo fa alla grande. E questo era uno che veniva da un mondo diverso, dove le cose vanno fatte alla grande. Non me ne frega niente delle imprese sportive, non me ne frega niente di qualcuno che abbia circomnavigato il mondo. Ma Sir Ed era in una classe aparte, veramente si sentiva che lui fosse una persona nobile, e veramente signorile, ma signorile da spirito. Mi veniva di volere essere un po' piu' cosi' anche io. E sebbene l'alpinismo e' fuori discussione perche mi vengono le vertiggini al solo salire su uno sgabellino, vorrei sapere emulare quella sua grandezza di anima.
Cmq, stringendo. Nei gg. successivi siamo andati a sentire le sue due conferenze, serate, cattedre, quello che fossero. Credo che in zona San Gottardo, ma fu tanto tempo fa'.
E veramente mi aspettavo che Sir Ed facesse un discorso piuttosto mirato al mondo commerciale, per la serie "Gestire una azienda e' come sfidare la montagna, bla, bla, bla". Dopo tutto, Reinhold Messner (un suo amico) ha fatto quella campagna pubblicitaria dove insiteva che "Dissetarsi con Levissima e' come salire sull'Everest!" Sir Ed invece si e' limitato a parlare della sua vita.
E dall'1953, lui ne aveva fatto delle cose. Tante cose. Principalmente raccogliere soldi per costruire scuole, ponti, aeropiste, ospedali e cliniche nel Nepal, dove divento un mito nazionale. E poi e' stato il primo ad arrivare al Polo Sud su un vehicolo motorizzato (ok, non e' un primato molto emozionante ma qualcuno doveva pur farlo, no?), ha esplorato il Ganges in lancia, ha fatto di tutto. Ma principalmente voleva parlare del Nepal e della sua fondazione per lo sviluppo. Ha anche subito la morte della prima moglie e una delle sue figlie in un incidente aereo, quando loro stavano arrivando in Nepal per stare in famiglia. Poi e' stato High Commissioner della Nuova Zelanda in India, sposandosi con June, una amica di famiglia che aveva perso il marito in un'altro incidente aereo. Ha fatto un mucchio di roba.
E interessantemente, ha fatto un discorso quasi identico parola per parola in due notti successive. Nelle interviste con la stampa, raccontava la stessa identica storia. Lui ovviamente era uno che aveva dovuto raccontare la sua vita troppo spesso e alla fine si era preparato un discorso da fare. E chi avrebbe fatto diversamente? Ma mi piaceva, perche lo rendeva in certa forma piu enigmatico.
In quei gg. c'era anche un po' di discussione nella stampa estera perche avevano appena trovato il cadavere di Mallory, (un'altro esploratore) sull'Everest, scomparso in una spedizione del 1924.
Ma la macchina fotografica della spedizione Mallory o si era rotta o persa (non ricordo bene) e non si capiva se Mallory fosse morto salendo o scendendo la montagna. Cmq, la stampa, essendo quella che e', aveva subito corso a "smascherare" Sir Ed, in nome della loro circolazione. La stampa britannica si e' fermata prima di dare dal truffatore a Sir Ed. Ma non avrebbe mancato molto, i toni erano piuttosto pesanti.
E quando, dopo una conferenza, qualche giornalista tra il pubblico a Milano ha chiesto che cosa ne pensasse Sir Ed di tutto l'affare Mallory, lui risposse che, prima e inanziutto, era disgustato con la stampa, che aveva scelto di pubblicare le foto del cadavere in prima pagina senza considerare la famiglia del morto. E poi aggiunse che se veniva fuori che lui, Sir Edmund Hillary, non era stato il primo a conquistare l'Everest, andava bene anche cosi'. Lui aveva gia' avuto l'onore per quarantacinque? cinquanta? tantissimi anni e, se adesso toccava a qualcun altro, lui non si opponeva. :D
E dopo, ogni sera, c'erano tanti che volevano che lui firmassi autografi e libri sull'alpinismo. Beh, libri su un mucchio di cose, in realta'. C'erano delle file lunghissime, piene di gente che erano ovviamente librai cercando qualche pezzetto di "valore aggiunto" per il loro stock. C'era gente che si faceva avanti con cinque, sei libri sotto il braccio. Avevano aspettato solo per quello e del Nepal non le fregava niente. Alla fine Sir Ed si e' stuffato e ha detto attraverso l'interprete che non firmava piu niente. Immagino che le capitava spesso, per sordida che fosse la cosa.
Ma se tanti prendevano delle cose, molti le davano cose. Ovunque pasasse Sir Ed, sicuramente qualcuno le dava un souvenir, una placca, un quadro,la chiave, la medaglia... ogni specie di souvenir immaginabile.
E prima di partire da Milano, Sir Ed ci ha regalato un barattolone di miele organico, regalo di un amico alpinista (torinese, credo). Non era un regalo cosi' strano perche prima di salire sull'Everest, Sir Ed e la sua famiglia avevano fatto l'apicultora. Purtroppo, con tanti souvenir da portare sull'aereo, non c'era spazio nella valigia per il miele. Se avete mai mangiato il miele sulle crepe a casa nostra, quello era il miele di Sir Ed.
E adesso e morto. Non li fanno piu' cosi'.
Come succede tante volte, stavamo facendo dello zapping e ci siamo fermati davanti a un programma su di lui. Tante foto, piccoli spezzoni di documentari, ecc. Poi, dopo dieci minuti abbiamo cominciato a sentire che il programma stava andando per le lunghe, e poi finalmente Sonja suggerisce "Non e' che sara morto?"
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E morto era, per grande tristezza della Nuova Zelanda.
E anche per la nostra perche, per una di quelle cose assurde della vita, lo abbiamo conosciuto a Milano. Anzi, ci ha portato a cena in un ristorante sui Navigli.
Successe che Sir Ed doveva arrivare a Milano come parte di un giro (una tournee?) di conferenze in anniversario della conquista dell'Everest e, per una di quelle confuzioni bureaucratiche tra diversi ministeri, dipartimenti, ecc. nessuno ha pensato di andare a riceverlo a Malpensa. Una gaffe clamorosa, visto che Hillary era tra le persone piu' stimate di tutta la NZ (per esempio era l'unico neozelandese vivente raffigurato sulle banconote)
Finalmente, Sonja ha visto la notizia (addiritura sul sito di un'altro ministero) e ha chiesto se non sarebbe il caso di coinvolgere il consolato. L'allora console, un po' infastidito, ha detto, "Non ho tempo per quelle cose. Vacci tu" e si ha lavato le mani. Sonja ha dovuto essenzialmente prendersi carico di Sir Ed mentre lui fosse a Mliano.
Abbiamo avuto un momento di panico. Ma chi cazzo era questo Sir Edmund Hillary e come sarebbe fatto? Avrebbe temi da non toccare? allergie inattese? Insomma, non voleva fare brutta figura e volevamo poter fare domande intelligenti. Insomma...
Sapevamo che lui avesse scalato l'Everest... ma dopo? Ricordavo, dalla scuola elementare, un disegno tratto da una foto dello sherpa Tensing (nemmeno Hillary stesso) in cima alla montagna. Purtroppo, non era un ricordo molto utile per individuare a Sir Ed in una folla quasi cinquanta anni dopo. :P Ma grazie a Yahoo! (il google di allora!) abbiamo trovato una foto recente e Sonja ha saputo individuarlo subito quando e' aterrato. Per'altro, Sir Ed misurava ben oltre i due metri, dunque era come guardare un carroccio che avanzava tra la folla! :D
Sonja si ha presentato, stringendoli la mano e quando le ha chiesto "Come devo chiamarla?" lui rispose subito "Puoi chimarmi Sir Ed".
Cosi' emblemmatico. Lui era un "Sir", Knight Of The Garter, l'ordine cavalleresca piu' alta dell'impero britannico, e quel fatto non andava trascurato. Ma allo stesso tempo, non era un "Edmund", bensi' il piu semplice e familiare "Ed". Bella combinazione della simpatia e il rispetto dovuto.
E lui ci porto a cena. Beh, il ristorante lo avevamo scelto noi, ma quando arrivo il conto lui insistete di pagare per tutti. C'era anche la moglie, June e la loro nipote, il cui nome ho dimenticato. Aveva anche interesse a sentire quello che potevamo raccontare della vita a Milano, lui che e' stato ospite di mezzo mondo e aveva fatto dei viaggi di scoperta con Neil Armstrong. Veramente non ricordo di che abbiamo parlato (cazzatine, probabilmente), ma non ci furono vuoti nella conversazione. Mi ricordo che Sir Ed, che avrebbe avuto ottimi motivi per fare il nazista della salute, non si e' infastidito quando dopo cena abbiamo accesso delle sigarette. Si, ok, forse sembro Fantozzi col Duca-Conte, lo so. Ma scusatemi, sono molto difficile di impressionare... e quando qualcuno mi fa impressione, lo fa alla grande. E questo era uno che veniva da un mondo diverso, dove le cose vanno fatte alla grande. Non me ne frega niente delle imprese sportive, non me ne frega niente di qualcuno che abbia circomnavigato il mondo. Ma Sir Ed era in una classe aparte, veramente si sentiva che lui fosse una persona nobile, e veramente signorile, ma signorile da spirito. Mi veniva di volere essere un po' piu' cosi' anche io. E sebbene l'alpinismo e' fuori discussione perche mi vengono le vertiggini al solo salire su uno sgabellino, vorrei sapere emulare quella sua grandezza di anima.
Cmq, stringendo. Nei gg. successivi siamo andati a sentire le sue due conferenze, serate, cattedre, quello che fossero. Credo che in zona San Gottardo, ma fu tanto tempo fa'.
E veramente mi aspettavo che Sir Ed facesse un discorso piuttosto mirato al mondo commerciale, per la serie "Gestire una azienda e' come sfidare la montagna, bla, bla, bla". Dopo tutto, Reinhold Messner (un suo amico) ha fatto quella campagna pubblicitaria dove insiteva che "Dissetarsi con Levissima e' come salire sull'Everest!" Sir Ed invece si e' limitato a parlare della sua vita.
E dall'1953, lui ne aveva fatto delle cose. Tante cose. Principalmente raccogliere soldi per costruire scuole, ponti, aeropiste, ospedali e cliniche nel Nepal, dove divento un mito nazionale. E poi e' stato il primo ad arrivare al Polo Sud su un vehicolo motorizzato (ok, non e' un primato molto emozionante ma qualcuno doveva pur farlo, no?), ha esplorato il Ganges in lancia, ha fatto di tutto. Ma principalmente voleva parlare del Nepal e della sua fondazione per lo sviluppo. Ha anche subito la morte della prima moglie e una delle sue figlie in un incidente aereo, quando loro stavano arrivando in Nepal per stare in famiglia. Poi e' stato High Commissioner della Nuova Zelanda in India, sposandosi con June, una amica di famiglia che aveva perso il marito in un'altro incidente aereo. Ha fatto un mucchio di roba.
E interessantemente, ha fatto un discorso quasi identico parola per parola in due notti successive. Nelle interviste con la stampa, raccontava la stessa identica storia. Lui ovviamente era uno che aveva dovuto raccontare la sua vita troppo spesso e alla fine si era preparato un discorso da fare. E chi avrebbe fatto diversamente? Ma mi piaceva, perche lo rendeva in certa forma piu enigmatico.
In quei gg. c'era anche un po' di discussione nella stampa estera perche avevano appena trovato il cadavere di Mallory, (un'altro esploratore) sull'Everest, scomparso in una spedizione del 1924.
Ma la macchina fotografica della spedizione Mallory o si era rotta o persa (non ricordo bene) e non si capiva se Mallory fosse morto salendo o scendendo la montagna. Cmq, la stampa, essendo quella che e', aveva subito corso a "smascherare" Sir Ed, in nome della loro circolazione. La stampa britannica si e' fermata prima di dare dal truffatore a Sir Ed. Ma non avrebbe mancato molto, i toni erano piuttosto pesanti.
E quando, dopo una conferenza, qualche giornalista tra il pubblico a Milano ha chiesto che cosa ne pensasse Sir Ed di tutto l'affare Mallory, lui risposse che, prima e inanziutto, era disgustato con la stampa, che aveva scelto di pubblicare le foto del cadavere in prima pagina senza considerare la famiglia del morto. E poi aggiunse che se veniva fuori che lui, Sir Edmund Hillary, non era stato il primo a conquistare l'Everest, andava bene anche cosi'. Lui aveva gia' avuto l'onore per quarantacinque? cinquanta? tantissimi anni e, se adesso toccava a qualcun altro, lui non si opponeva. :D
E dopo, ogni sera, c'erano tanti che volevano che lui firmassi autografi e libri sull'alpinismo. Beh, libri su un mucchio di cose, in realta'. C'erano delle file lunghissime, piene di gente che erano ovviamente librai cercando qualche pezzetto di "valore aggiunto" per il loro stock. C'era gente che si faceva avanti con cinque, sei libri sotto il braccio. Avevano aspettato solo per quello e del Nepal non le fregava niente. Alla fine Sir Ed si e' stuffato e ha detto attraverso l'interprete che non firmava piu niente. Immagino che le capitava spesso, per sordida che fosse la cosa.
Ma se tanti prendevano delle cose, molti le davano cose. Ovunque pasasse Sir Ed, sicuramente qualcuno le dava un souvenir, una placca, un quadro,la chiave, la medaglia... ogni specie di souvenir immaginabile.
E prima di partire da Milano, Sir Ed ci ha regalato un barattolone di miele organico, regalo di un amico alpinista (torinese, credo). Non era un regalo cosi' strano perche prima di salire sull'Everest, Sir Ed e la sua famiglia avevano fatto l'apicultora. Purtroppo, con tanti souvenir da portare sull'aereo, non c'era spazio nella valigia per il miele. Se avete mai mangiato il miele sulle crepe a casa nostra, quello era il miele di Sir Ed.
E adesso e morto. Non li fanno piu' cosi'.
Sunday, 6 January 2008
Altre foto di Wellington
Non ho messo molte fotografie di Wellington, dunque oggi vorrei aggiungere un po' di foto del centro.
Questa statua, che forse avete visto su questo stesso blog, molti mesi fa', si chiama "The Albatross" e fu costruita da Ron, il padre di Sonja. Il quale vuol dire che la sculttrice si e' presentata con un modello in miniatura e Ron ha fatto la statua stessa, in cemento, se non sbaglio. Anche David, il fratello di Sonja si ha datto da fare con la statua ma si e' ammalato verso la fine, e per qualche ragione ormai dimenticata, il suo nome non compare sulla targa commemorativa. Credo che la cosa divento un motivo di attrito tra David e Ron, ma non sono sicuro.
Potrebbero darle una lavattina al cemento, che ormai non e' cosi' lindo come una volta ma le forme sono tutt'ora armoniose.

Qui c'e' qualche immagine di palazzi e navi sul porto. L'elicottero serve per i riscatti (? si dice cosi?) e serve anche come ambulanza aerea.

E qui c'e' l'immancabile immagine di un rimorchio arruginito, cosi' si capisce che si tratta di un porto romantico e pieno di mistero. Ho aggiunto anche il cancellone per guadagnare qualche punto in piu' per atmosfera.

Queste qui sono gli uffici di una azienda che vende (che sorpresa!), legno. :) Bella costruzione moderna, che usa il legno per dare un tocco piu' naturale al palazzone.

Se uno seque il porto, si arriva ad una grande piazza piena di oggetti di arte moderno. Da un lato si arriva a Te Papa, il museo nazionale della Nuova Zelanda ("Te Papa" vuol dire "Il Nostro Luogo" in Maori) e dal altro si passa al centro. In queste foto si vede l'approccio al centro, visto che non abbiamo avuto tempo per vedere Te Papa.

La donna nella giacca blu che sta attraversando la piramide e' Cathy, una amica di Sonja. Forse la ricordate, una volta per esempio e' venuta con noi a festeggiare capo d'anno a casa di Gianna e Beppe. Cmq adesso e' venuta a visitarci un po' mentre si prepara per fare un po' di trekking nella isola sud col suo fratello.
E' stato bello avere un'ospite, mi da piu' perspettiva sul luogo. Especialmente adesso che mi sento piu' al mio agio. Lei mi ha incoraggiato molto con le magliette in questi gg. (a volte era cosi' entusiasta che credevo mi prendessi per il culo). Spero di non deluderla. :)
Questa statua, che forse avete visto su questo stesso blog, molti mesi fa', si chiama "The Albatross" e fu costruita da Ron, il padre di Sonja. Il quale vuol dire che la sculttrice si e' presentata con un modello in miniatura e Ron ha fatto la statua stessa, in cemento, se non sbaglio. Anche David, il fratello di Sonja si ha datto da fare con la statua ma si e' ammalato verso la fine, e per qualche ragione ormai dimenticata, il suo nome non compare sulla targa commemorativa. Credo che la cosa divento un motivo di attrito tra David e Ron, ma non sono sicuro.
Potrebbero darle una lavattina al cemento, che ormai non e' cosi' lindo come una volta ma le forme sono tutt'ora armoniose.

Qui c'e' qualche immagine di palazzi e navi sul porto. L'elicottero serve per i riscatti (? si dice cosi?) e serve anche come ambulanza aerea.

E qui c'e' l'immancabile immagine di un rimorchio arruginito, cosi' si capisce che si tratta di un porto romantico e pieno di mistero. Ho aggiunto anche il cancellone per guadagnare qualche punto in piu' per atmosfera.

Queste qui sono gli uffici di una azienda che vende (che sorpresa!), legno. :) Bella costruzione moderna, che usa il legno per dare un tocco piu' naturale al palazzone.

Se uno seque il porto, si arriva ad una grande piazza piena di oggetti di arte moderno. Da un lato si arriva a Te Papa, il museo nazionale della Nuova Zelanda ("Te Papa" vuol dire "Il Nostro Luogo" in Maori) e dal altro si passa al centro. In queste foto si vede l'approccio al centro, visto che non abbiamo avuto tempo per vedere Te Papa.

La donna nella giacca blu che sta attraversando la piramide e' Cathy, una amica di Sonja. Forse la ricordate, una volta per esempio e' venuta con noi a festeggiare capo d'anno a casa di Gianna e Beppe. Cmq adesso e' venuta a visitarci un po' mentre si prepara per fare un po' di trekking nella isola sud col suo fratello.
E' stato bello avere un'ospite, mi da piu' perspettiva sul luogo. Especialmente adesso che mi sento piu' al mio agio. Lei mi ha incoraggiato molto con le magliette in questi gg. (a volte era cosi' entusiasta che credevo mi prendessi per il culo). Spero di non deluderla. :)
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