Tuesday, 29 December 2009

Non conosco a nessuno che...

Allora, la sera del 25 facciamo una cenetta per una coppia di amici e il loro figlio ventenne che fa roba con flash. E ci mettiamo a parlare di libri e lui (il marito) si lancia a dire che non conosce a nessuno che legga i classici. A questo punto, Sonja s'incazza un po' e dice che IO (cioé me) leggo "i classici". La moglie s'incazza di brutto e dice che anche lei legge i classici tipo Jane Austen (beh... "classici"..?) e che e' disgustata che dopo tanti anni di matrimonio lui la conosca cosí poco. Ecc. Ecc. Ecc.

La cosa strana e' che fin'allora non mi era venuto in mente che forse io fossi l'unico sul mio isolato che legge a Svetonio (anche se in inglese) per passare il tempo. Non sono particolarmente dotto, successe che quando ero ragazzo leggevo molta fantascienza e i pochi libri di fantasy che c'erano in giro. Questo era prima del boom degli anni 80 dunque non c'era tutta quella scelta. E vista la mancanza di libri fantasy, leggevo molto i testi che dovevamo studiare per il corso di istoria antica. Tucidide, Erodoto e cia. Res Gestae Divi Augusti, Salustio. Poi ho scoperto le saghe dell'islandese Sturlurson, le lettere dei conquistadores spagnoli, ecc.

Come ho detto, non sono particolarmente dotto, é semplicemente che mi piace leggere di questi mondi perduti, quando Plinio il Veccio sparava delle cazzate sugli animali dell'Africa, lui ci credeva in tutti quelle meraviglie.

Allora, oggi sono andato in ospedale per una uveite e mi sono portato l'Edda in Prosa per leggere mentre aspettavo il mio turno. Per quelli di voi che non conoscete l'Edda, e' una specie di manuale per scrivere saghe. Spiega cose tipo l'origine delle kennigars, ecc. ecc. C'e' (come era da aspettarsi) l'apposito articolo in Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Edda_in_prosa

E una cosa che mi ha colpito e' che i norreni credevano che i vecchi dei pagani, Odino e compagnia cantante, fossero vissuti (una volta) a Troia. E anche i romani antichi credevano di essere discendenti dei troiani.

Mi sono chiesto se non e' possibile che la caduta di Troia fosse un evento veramente cataclismico, che non vedemo come tale semplicemente per l'ottica judeo-cristiana che ci dice che fu tutto una leggenda.

Ma alla fine, se i dei veramente dimoravano tra le muraglie di Troia, e un uomo e' riuscito ad ingannare agli dei lasciandoli un gigantesco cavallo di legno... forse quello e' stato un traguardo gigantesco, un "passaggio di consegna" da un mondo ad un'altro, dall'etá degli eroi all'etá dei uomini comuni. Veramente epico.

Solo un'idea...

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