Saturday, 13 March 2010

Serata di solidarietá con i terremotati cileni

E che bella serata che e' stata.

Una settimana fa, Sonja rincasa e mi racconta che un suo collega cileno fa parte del comitato organizzatore di una serata di solidarieta' per i terremotati, da farsi tra una settimana (cioé, oggi). Ho chiesto immediatamente se potevano suonare i 3Cities e, un po' sorprendentemente, il comitato ha accettato.

Mi hanno spiegato al telefono che volevano che, piuttosto che fermarsi ad ascoltare una band, il pubblico facesse cose di piú aiuto ai terremotati, tipo spendere soldi, comprare biglietti di riffa, ecc. Mi hanno anche chiesto se ci dispiaceva suonare musica di fondo... e anche molto piano per lasciare che la gente parlasse tra di loro. Visto che siamo una band maggiormente strumentale, un po' jazz con tocchi di world music, lounge... e completamente acustica, abbiamo detto di si.

Non so perche, sapendo che si trattava di latinoamericani, ho avuto quest'immagine di 3Cities come quelle band jazz che si vedono sempre nei film degli anni 60, suonando col frac nelle feste eleganti. Ho anche chiesto Barry e Marian venissero in abiti di sera (l'idea e' naufragata perche non li possiedono).

Ma anche se non abbiamo indossati il frac e anche se la Sonja doveva lavorare, lasciandoci ridotti ad un trio, e' stata una serata magnifica.

All'inizio, l'idea di avvicinarmi ai cileni mi sembrava strana: sono cresciuto con una certa diffidenza nei loro confronti. E' una di quelle classiche antipatie tipo greci/turchi, tedeschi/olandesi, ecc (di fatto, il loro inno nazionale dice (tradotto da Wikipedia)


Maestosa è la bianca montagna
Que ti dette per baluardo il Signore,


e presumibilmente, il baluardo sarebbe contro gli argentini)

Cmq, me ne sono accorto di non conoscere cileni, di non aver parlato con un cileno in quasi trentacinque anni e di non sapere assolutamente niente su di loro. Una per la serie, "Ma perche che cazzo penso cosí?"

E per il mio grandissimo piacere, oggi mi sono trovato nel mezzo di gente simpaticissima, con la quale avevo molto piú in comune di quanto pensavo. Non avevo idea che ci fossero tanti latinoamericani a Wellington. In fatti, la serata mi ha rammentato un po' al club degli uruguaiani al quale andava la mia famiglia quando ero piccolo a Sydney (tutti quanti riescono a formare un fottutissimo club... tranne gli argentini) E non avevo idea che ci fossero tanti latinoamericani a Wellington, ad un tratto mi sono trovato in una stanza gremita di una folla che strillava allegramente tra di loro per farsi sentire, sempre in un'ottimo Spanglish. Molti bambini, che sfrecciavano ovunque, quei visi latinoamericani, quella gente che non conoscevo ma che potrei benissimo conoscere... che bella serata!

Anche la musica e' stato bella. Come da copione, un trio di amici (bravissimi, come da copione) ha cantato "Gracias A La Vida" attorno ad una chitarra. Come si fa ad avere orecchie che funzionano e non emozionarsi al sentire una canzone talmente bella? A volte il solo pensiero di quella canzone mi fa venire i brividi. Credo di non aver mai sentito una brutta versione di quella canzone.

Poi c'era il solito ragazzo Cubano (come sempre molto bravo ma a) incomprensibile con quel accento e b) un po' scontato ma sempre pur bravo). Poi c'era un gruppo abbastanza insolito, con un cantate boliviano, un coreano che suonava il cajón, un ragazzo tedesco (biondo) che suonava il charango e un neozelandese di area molto accademica che suonava il bombo. Molto ma molto bravi, ho sentito un po' di pudore di suonare dopo di loro.

Poi hanno chiuso "la parte musicale della serata" e dato il palco (che in realtá era un angolo della stanza) ad "un gruppo argentino che fará musica ambient" Mi sono chiesto momentaneamente di chi si parlassi, ho capito che si parlava di noi e ci siamo messi a suonare.

E il pubblico e' rimasto. Immagino che qualcuni semplicemente stavano comodi e non hanno voluto alzarsi ma mi ha stupito vedere anziane signore latinoamericane scuottendo a testa, qualcuno che batteva le mani col ritmo, ecc. Roba da matti. Alla fine, una donna ci ha chiesto dove poteva comperare il ns. CD e due signore dell'Irlanda ci hanno chiesto se volevamo fare altre serate a beneficenza dei profughi. Ma certo! :D

Insomma, mi sono divertito un mondo. Ho scoperto che c'e' un club spagnolo/latinoamericano, che c'e' una radio latinoamericana in spagnolo, insomma che c'e' tutto un'altro mondo insospettato qui a Wellington. Ma che roba.

Ciao,
Vince.

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