Thursday, 31 May 2007

Il funerale di Ron, e dopo.

Volevo descrivere un po' il funerale di Ron, il padre di Sonja. L'unico problema e' che ormai sono qui in Nuova Zelanda da parecchi mesi e tante cose non attirano piu' la mia attenzione. Spesso non me ne accorgo piu' che sto vedendo cose che in Italia non esistono oppure sono molto diverse. E il punto di questo blog era portarVi un po' con me, farVi vedere (entro il possibile) questo paese cosi' diverso dall'Italia.

Tanto per incominciare, abbiamo scelto di fare un funerale quasi identico a quello di Betty, la madre di Sonja. Cosi' nessuno poteva accusarci di favoritismi. Stesso posto, un "funeral home" nel centro di Lower Hutt. Stesso crematorio dopo, stesso celebrante. Si, "celebrante", perche' nessuno nella famiglia di Sonja e' religioso e nessuno (neppure Ron) voleva andare in chiesa.

Abbiamo fatto una riunioncina col celebrante un paio di giorni prima della ceremonia, per scegliere una foto da mettere sul libricino (una pagina piegata in due) e cose del genere. Hanno scleto una foto di Ron davanti a una statua gigantesca che lui aveva aiutato a costruire. La statua si trova sulla bahia di Wellington e sono stato io a scattare la foto, qualche anno fa'. Abbiamo dovuto scegliere anche le musiche da fare suonare, scegliere i fiori e tutto quello. C'era anche da raccontare diverse annedote (spelling?) della vita di Ron cosi' il celebrante poteva mettere tutto insieme in una panegirica.

Per la musica abbiamo scelto una canzone (per me orrida) chiamata "You Raise Me Up" registrata da un tenore galese con ambizioni un po' "pop". Sullo stesso disco c'era una versione ancora piu' kitsch di "Caruso", che mi sarebbe piaciuta molto di piu' (anche se il tizio l'ha distrutta) ma essendo in Italiano, ecc. sapevo che nessuno la avrebbe apprezzata, percio' non l'ho suggerita. Per l'uscita della bara abbiamo scelto una versione di "McArthur's Park" brano pop anni 70, (la versione di Richard Harris, non quella di Donna Summer) semplicemente perche negli ultimi giorni, Ron stava sempre a cantarla a squarciagola. Una volta, dopo aver sbagliatamente presso troppi antidolorifici e, sentendosi un po' allegro, Ron e' rimasto in cesso a cantarla per due ore di seguito. Come non includere "McArthur's Park" nella ceremonia? :)

I fiori, stranamente, furono acquistate da "Pak 'n' Save", un supermercato locale. Io sono rimasto un po' male (l'idea mi sembrava poco dignitosa), ma vedendo i fiori ho dovuto ammettere che erano fiori veramente stupendi.

Della ceremonia non so che cosa raccontarVi. Il celebrante ha parlato un po', pronunciando male il cognome di Ron ("Maddocks" invece di "Maddock")... ma con grande generosita', la famiglia ha deciso di non fare troppo caso. Sonja ha fatto un piccolo discorso (molto riuscito e ben ricevuto) a nome della famiglia. Poi Christine, una ns. nipote, ha letto un poema scritto da una giovanissima vittima del cancro. A Ron piaceva moltissimo quel poema. Poi ha parlato Rose, una cugina di Sonja, che ha raccontato delle serate quando portavano a Ron a vedere le gare di stock-cars. E finalmente fu ora di portare la bara fino al carro funebre, una vecchia Rolls Royce degli anni '50.

Mi piace il fatto di essere stato scelto per prendere una delle maniglie (si, si, Marco... sono sicuro che ci sia una parola piu' essatta, ma non mi viene in mente!).

Non ho chiesto questo onore, ma rimaneva una maniglia senza coprire e, a quel punto, qualcuno mi ha chiesto se volevo fare parte anche io. Non avrei mai chiesto perche', con tanti parenti, nipoti, pro-nipoti e pro-pro-nipoti (se cosi' si dice) credevo che ci sarebbe stato qualcuno piu'... idoneo, insomma. Invece, Sonja mi ha fatto notare tutte le giornate che Ron ed io spendevamo insieme in giro per Wellington e tutte le giornate che ho spesso a casa sua, a prepararle tantissime tazze di the dopo il suo infarto.

Non avrei creduto che le bare fossero cosi' pesanti! Col fatto che ancora non ho tutta la forza di una volta nella gamba sinistra sono stato molto sollevato quando siamo arrivati al carro funebre. Non che stessi per lasciare cadere il tutto (oddio, la vergogna!) ma veramente e' stato molto faticoso per me.

Poi siamo andati a prendere "rinfreschi" (ie: birre) al RSA del quartiere, il club dei veterani delle guerre. Ron, come marinaio mercante era membro da sempre eil club ha tenuto la bandiera a mezz'asta dalla sua morte fino al giorno dopo il funerale.

Interessante, il discorso "veterani". Sonja sempre ha creduto che Ron avessi lasciato la sua nave per sposare a Betty durante la guerra, ma il fatto e' avvenuto soltanto nel '47. Si, ha "desertato" la nave ma il termine si riferisce alla non osservazione del contratto di lavoro. Un discorso civile e basta.

Da un lato, mi sembra meno romantico, ma dall'altro, mi fa' piacere che lui abbia rimasto li', un bersaglio per i sottomarini tedeschi e giapponesi fino alla fine delle ostilita'. Una cosa ammirabile.




Adesso c'e' da capire che dobbiamo fare con tutta la roba di Ron. La casa sara' venduta e i soldi saranno divisi in cinque tra Sonja e i suoi quattro fratelli. Ma poi ci sono tutti gli oggetti tipo attrezzi, asciugamani, mobili, ecc. Abbiamo deciso di comprare la macchina (una Toyota Rav del 96) con parte dei soldi che toccherebbero a Sonja. Prenderemo anche il PC di Ron, la sua stampante e la poltrona di ufficio sul quale si sedeva. Forse compreremmo anche la TiVu di Ron dal resto degli ereditieri. Perche' cosi' abbiamo deciso... se qualcuno vuole qualcosa, l'oggetto va valutato (tramite eBay o simile) e poi ciascuno compra l'oggetto dagli altri ereditieri.

Per fortuna, le classiche lite tra parenti per l'eredita' sono rimaste quasi a zero. E i pocchi disaccordi sono stati per cose di poco conto (tranne che per il valore sentimentale, si capisce). Ci fu' una discussione per un frullatore vecchissimo, per esempio. Ma tutto qui. Le cose sono principalmente in mani dell'avvocato e quello sembra un persona onesta e perbene.

Vince.

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