Non ero mai stato ad un funerale laico, ma la vita e' sempre piena di nuove esperienze e come non abbiamo dei cosidetti "Funeral Home" in Italia, pensavo di condividere un po' con voi la storia di quel giorno.
La famiglia di Sonja non sono religiosi e hanno deciso di fare un funerale "non religioso" per Betty, la mamma. Non e' che siano questi grandi mangiapreti, semplicemente se ne fregano.
Dalla mia parte, e' stato difficile capire che potevo indossare a un funerale avendo tutto questo metallo attorno alla gamba. I pantaloni di certo non mi li posso mettere. Alla fine abbiamo preso i pantaloni di un track suit (si dice "jogger", no?) e poi mi sono messo sopra giacca e cravatta. Tutto sommato non era brutto come completino :)
Il giorno e' cominciato con il viaggio al mortorio. Entrare e uscire di una macchina e' una cosa piuttosto penosa per ora, e visto che ho una sedia a rotelle, ho chiamato il taxi per i disabili. Codesto taxi consiste in un mini bus con un montacarichi sul retro e tante chingie e corde per legare la sedia (e me) una volta saliti dentro. Ho fatto il viaggio da solo.
Il tassista era un tipo gentile, che mi ha fatto le solite domande e ha fatto i soliti "tsk" e "ahia!" nei momenti giusti del mio racconto. Nonnostante la giornata uggiosa, e' stato bellissimo uscire di casa e vedere le strade e gente un'altra volta.
Arrivando al mortorio, nel distretto commerciale di Lower Hutt, fu veramente sorprendente vedere quanta gente era venuta. Parliamo di duecento persone o anche di piu'. Certo che Wellington e' un paesone e se spendi 80 anni qui, come fece Betty, alla fine fai amicizia con tutti quanti. Per altro, lei era una di undici figli (o erano quindici?) dunque i cugini, nipoti, pro-nipoti e cosi' cia dicendo non mancano. Neanche Sonja li conosceva tutti.
La prima sorpresa, per me almeno, fu la scelta della musica. Alla Betty adolescente piaceva scappare di casa la notte per andare a ballare con gli Americani che si fermavano a Wellington tra una battaglia con i Giapponesi ed un'altra. Di fatto fu in un dance hall che lei ha conosciuto a Ron, il padre di Sonja, che allora faceva il marinaio mercante. Dunque, prima di cominciare il funerale, la musica e' pasata dal solito pianoforte un po' New Age all'"In The Mood" di Glen Miller. Parara-PaPaRaRaRaRaaaaa... Fu un po' scioccante. Ma ai fin dei conti, perche' no? Dava un bel indizio sul carattere forte e vivace di Betty. Per la foto sul prgramma, la famiglia aveva scelto una bellissima e alegra foto di Betty a Disneyland, accanto a Tigger, la tigre di Winnie The Pooh.
Il celebrante, ha parlato un po' sulla vita di Betty, che ha amesso di non conoscere molto in vita per poi soffermarsi sul fatto che anni fa', lui aveva comprato la sua casa da Ron e Betty. Come ho detto, e' un paesone. :)
Sonja ha fatto un piccolo discorso che e' andato molto bene anche se Sonja era, come potete capire, molto emozionata e vicina alle lacrime. Fare il discorso in se fu un piccolo trionfo. Il giorno dopo la mote di Betty, quando il celebrante ha domandato alla famiglia se c'era qualcuno che intendeva dire qualche parola "in memoriam", John, ikl fratello maggiore di Sonja, che abita in Australia, ha detto qualcosa tipo "Mah, si. Quacuno scriva qualcosa e la leggo io". Sonja ha deciso che quello non era lo spirito giusto e si e' pressa carico della panegirica.
Dopodiche', hanno suonato "I Can't Stop Loving You" di Ray Charles e come musica di uscita dopo il funerale hanno suonato la canzone favorita di Betty, "Luna Rossa". La canzone ha riscosso un certo successo alla radio in occasione della Coppa Americas qualche anno fa. Fu molto bello sentire un po' di musica Italiana. Un pocchino di sole in una giornata cosi' uggiosa e grigia.
A quel punto, la famiglia ha presso in mano la bara e siamo usciti tutti per strada dove pioveva in quella forma leggerina, ma rompiscattole cosi' tipica di Wellington. Fu una buona occasione per conoscere molti altri membri della famiglia Maddock ma alla fine c'erano tanti, e poi tanti! Credo che mi mettera' molto tempo ancora prima di conoscerli a tutti, anche a vista.
La famiglia ha scelto la cremazione per le salme ma solo Sonja ha voluto fare il viaggio completo fino al crematorio. Per altro, c'era poco posto in macchina. E' andata con una amica di lunga data, Renee.
Non abbiamo ancora ricevuto le cenere, ma non e' da stupirsi: mi dicono che fanno le cremazioni di notte, per non sconvolgere ai vicini.
Altro..? mboh... Ci fu il rinfresco al Cosmopolitan Club (normalmente storpiato a "Cossi Club"), che e' una specie di club con ristorante e macchinette "Las Vegas" per la classe operaia, ma quello lo lascio per un altro giorno.
Ciao,
Vince.
Tuesday, 5 December 2006
Subscribe to:
Post Comments (Atom)

No comments:
Post a Comment