Saturday, 16 December 2006

Coabitando coi morti

Molti anni fa', a scuola, ci hanno parlato dei popoli della micronesia (o era la polinesia?) e le loro strane usanze funebri.

Questo popolo, chiunque sia, ha la costume di affumicare lentamente i morti, e le salme diventano leggerissime e sottili. Come le aringhe, immagino.

Dopo la ceremonia, la famiglia si porta il cadavere a casa e se lo tengono, insieme a tutti i cadaveri degli altri loro avi. A volte, i bambini piu' avventurosi legano una corda al cadavere del nonno e lo utilizzano come un aquilone. Spiegano che stanno giocando col nonno.

Beh, cosi' ci hanno raccontato.

Forse l'insegnante solo ripeteva legende urbane che i nativi spacciano tra i turisti per farsi quattro risate... ma cosi' ci hanno detto a scuola, e cosi' vi la racconto io.

Comunque, la morale della fragola era che quel popolo aveva un bellissimo rapporto con la morte, e non si lasciava suggestionare come noi occidentali. Per loro, i morti erano parte della loro vita quotidiana e i vivi non si facevano questioni per quello.

Ok, e adesso passiamo al dunque.

Mercoledi', Sonja e' andata a prendere le cenere della mamma dal crematorio. E' tornata con: una borsa di plastica griggia, che teneva dentro una scatola di cartone, che teneva dentro una scatola di pino, che teneva dentro le cenere. E per ora abbiamo il tutto a casa. Sabato mattina consegneremo il tutto a Ron, il padre di Sonja.

Ma e' strano avere i morti a casa. Personalmente, sono piu' abituato all'idea tradizionale, dove i morti hanno una casa tutta loro (cioe', il cimitero) e se ne stanno li', tranquili e beati. Almeno finche il comune non decide di spostarli. Ma ecco, sono in un cimitero. Tutti al loro posto, noi e loro.

E strano vedere le reazioni della gente adesso che abbiamo le cenere a casa.

Dopo averle dimenticate in macchina, Sonja aveva posato le cenere sul tavolo del salotto, pero poi, Teina (sorella di Sonja) e' pasata a saltutarci ieri sera e si e' arrabbiata, dicendo che non potevamo mettere la Mamma sul tavolo. Dopo qualche negoziato (ma perche cavoli non sul tavolo?) siamo rimasti d'accordo di mettere le cenere sotto l'albero di Natale. Allora... perche' stare li', tra i regali vari, dovrebbe essere piu'... dignitoso... di stare su un tavolo mi sfugge. Ma cosi' e'.

Oggi pero', doveva passare a visitarci il padre di Sonja e non volevamo che lui vedesse le cenere prima di Sabato. Abbiamo, quindi, messo il tutto in un ripostiglio. Non so se quello sia piu' o meno dignitoso di stare sotto un'albero di natale in plastica verde. Ma cosi' e'.

Pensadoci sopra, ho capito che la scelta di Teina aveva poco di razionale, e molto piu' a che fare con il naturale sconvolgimento di una che vede, per prima volta, quello che resta di un essere amato. Ma ho capito che la gente prende le situazioni diversamente.

La cosa che mi mette in difficolta', personalmente, e la *praticalita'* delle cenere. Quando un morto e' in una bara, uno e' colpito dalla massa dell'oggetto. E' grande, ha maniglioni in ottone e ci vuole diversa gente per muoverlo. Dunque uno SA che dentro c'e' qualcosa d'importante, di riguardo. La cosa e' ovvia e il simbolismo e ben scelto. E poi va a finire tutto in cimitero risolvendo tutte le questioni di rispetto dovuto, ecc. Le linee sono ben tracciate.

Adesso non so come vedo l'avere le cenere a casa. In una certa forma, mi sento "guardato" da Betty. E veramente non so che atteggiamento prendere verso l'oggetto che, in fin dei conti e oggetto e anche persona. Se essere giocoso, cupo, o simplemente fare finta di non notare mai quella borsa di plastica griggia. Finalmente c'e' il timore (remoto) di rovesciare il tutto in qualche momento di sbadatezza.

Voi avete vissuto con una situazione simile? Mi piacerebbe sentire i vs commenti.

6 comments:

Unknown said...

In Italia ho scoperto che è possibile conservare a casa l'urna solo a partire dal 2001, quindi non credo ci sia molta gente che ha provato.
Io personalmente sono dell'idea che è meglio se i morti stanno coi morti e i vivi coi vivi, ma rispetto qualsiasi altra idea.

In ogni caso la cosa che mi fa più impressione è l'idea che dopo un po' di anni tutti i resti di quelli sepolti nei cimiteri vengano ammassati negli ossari, per cui la cosa che preferirei è (credo, non è che ci abbia mai pensato troppo...) la cremazione con successiva dispersione delle ceneri da qualche parte tipo il mare.

Ma comunque non ho fretta.

Vince Cabrera said...

Si, anche per me fu un vero shock scoprire che anche se sei sepolto non finisce li'.

Siamo andati a trovare mia madre al Maggiore un giorno e, strada facendo verso la sua tomba abbiamo inciampato su quello che sembrava un grosso atto di vandalismo. C'erano delle lapide spaccate, la terra disturbata, ecc. Sembrava opera dei classici naziskin ma no, era il comune che spostava tutti negli in ossari. Mi viene di pensare a quelli che noleggiano i pedalo, quando urlano "tornate a riva n.27, il Vs tempo e' scaduto!" con il megafono.

Adesso che mio padre vuole tornare in Argentina, immagino che ci sara' di cremare quello che rimane di mia madre e portarlo via. Non so se lei sarebbe stata di accordo, amava l'Italia in modo totale e assoluto. Forse posso convincre mio padre di gettare le cenere nell'Arno.

Non so fino a quale punto non mi stia facendo questioni inutili: se c'e' un aldila' i morti e' possibile che i morti non si preoccupino troppo per i loro resti e dove vanno a finire.

E se non c'e' niente dopo la morte? Beh in quel caso, la questione non sussiste. :)

The Barebow said...

Per quel che mi riguarda la questione del rapporto con i defunti è piuttosto intricata (forse perché sono cosciente che abbiamo già un'iscrizione al club da quando nasciamo).

Io sono abituato alla tradizionale tumulazione con corteo dei parenti e conoscenti a seguito del feretro (stile film surrealista alla Entr'acte).
Quelle poche (per fortuna) volte nella quali facevo parte dei parenti prima o poi ho pensato: "Ma in fondo poi tutti se ne tornano a casa e tutto ritorna normale" .
Quando ho fatto il partecipante al lutto pensavo: " Che utilità ha la mia presenza, che sicuramente non aiuterà chi ne è stato colpito a superare la tragedia".
Insomma passo dalla rabbia, all'impotenza.

Se devo esprimere una opinione penso che, in fondo, con l'urna delle ceneri ci puoi anche parlare.
Contiene qualcosa di tangibile del defunto e lascia la ricostruzione della sua immagine alla tua immaginazione.
La foto sulla lapide della tomba invece è di solito l'immagine migliore che potevi trovare (generalmente è il morto qualche anno prima o addirittura da giovane e quindi neanche come te lo ricordavi negli ultimi tempi).
Forse sono un pò cinico ma, non avendo figli, non sono molto preoccupato della fine che farò io e di come sarò ricordato (in cenere o in scatola) e di conseguenza mi rapporto con il problema.

A presto con qualche tua nuova storia dall'altra parte del mondo.

Vince Cabrera said...

Mah... in primo luogo, credo che farsi presente al lutto aiuta a quelli rimasti. Non in una forma tangibile, certo, ma al meno non ti senti cosi' solo.

So che quando fu il turno di mia madre, anni, fa', mi ha fatto tantissimo piacere vedere che qualche amico e' venuto in chiesa. Non e' che mi sia rallegrato *subito*, capirai, ma col passare del tempo mi sono sentito non so... "supportato". E' sempre stato un bel ricordo.

E si, certo che si puo' parlare con le cenere nell'urna, ma che fa la gente ai cimiteri (intendo quelli che non sono li' per fregare i fiori)? Parlano con i defunti. Credo che sia una tendenza del tutto universale. Da quel punto di vista, non so se avere l'urna a casa aiuta davvero alla communicazione.

Ma almeno ti risparmi l'andata in cimitero, ogni domenica. E quello e' veramente un preggio. All'inizio ho tentato di andare al cimitero ogni domenica ma dio... alla fine diventa una specia di "ragion d'etre" per la proprioa vita, e anche a vita. Non l'ho capito allora, ma mi sentivo diventare una specie di vecchia gattaia.

Se avere le cenere a casa ti aiuta a incorporare i morti nella vita quotidiana senza che loro si prendano tutto, allora ben venga!

Anonymous said...

mmmmmmm bellissimo...
"la morale della FRAGOLA".....

Vince, devi tornare in Italia!!!!
GORI TI VUOLE!!!!!!

Vince Cabrera said...

In realta' dovevamo tornare (in vacanza) a Marzo, ma adesso mi sa che dovremo ritardare la vacanza. Non mi tolgono i ferri fino a Marzo.

Per la vacanza, adesso si parla di Maggio... ammesso che un eventuale lavoro mi lo permetta.