La vita va avanti... ho finito la mia terza settimana di lavoro e finora nessuno mi ha datto due schiafi e cacciato fuori. Finora non ho combinato nessun disastro ne fatto una figura troppo merdosa. Ho dimenticato di lanciare un job prima di lasciare l'ufficio prima di Pasqua, ma spero di poter mettere tutto a posto martedi' mattina. In tante parole, non mi sono ricoperto di gloria, ma si tira avanti. Un po' alla volta. :)
Stasera (venerdi' santo) siamo andati in centro. Stranamente, per questo paese dove i negozi non chiudono neppure durante il giorno di natale, venerdi' santo e' intoccabile. E' vietato aprire i negozi, con la sola eccezione di bar e ristoranti. Ma loro devono pagare tanto in stipendi che chiedono un sovraprezzo di almeno 15%.
Ma anche sapendo tutto questo, volevo proprio scappare da casa: l'unica cosa sulla tivu' era quel film orrido con Harrison Ford e Anne Heche dove sono dei naufraghi. Non sono cosi' veccio di restare a casa a guardare film di quel infimo livello e cosi', siamo usciti.
Ma dove? Alla fine siamo andati in centro per vedere se c'era almeno dove prenderci un caffe. Non c'era. Tranne che per un ristorante italiano di tendenza chiamato "Scopa" (e allora? C'era uno ad Auckland chiamato "Pompino")
Cmq, entriamo e, come posto, lo trovo un po' sul modernismo anni 50. Un po' come se l'ATM a Milano fosse un ristorante piuttosto che un bar. Un casino di gente e puzza di qualcosa che brucia. Toast? Pane? Gia' il fatto che il logo del ristorante avessi delle gondole era preoccupante (quanti italiani pensano a Venezia come caput mundis culinario?) , ma insieme alla puzza di bruciato, c'era tante segnali di un posto senza sostanza.
La cameriera, una bella ragazza col caschetto alla Louise Brooks ci domanda se non preferiamo cenare piuttosto che prendere il caffe? E se vogliamo cenare, se possiamo scegliere adesso perche la cucina chiude tra cinque minuti? E oggi fanno soltanto la pizza. Ah... allora era la pizza che bruciava.
Ci porta il menu, Sonja chiede una quattro stagioni. La cameriera, mentre si segna l'ordine, ripette "una quattro staghioni" e Sonja insiste "No, no, ho chiesto una quattro stagioni" A quel punto, la cameriera (e il suo caschetto) si mettono a leggere attentamente il menu pensando che c'era una pizza nuova. Una volta risolta la confuzione, ho chiesto una quattro formaggi, che non si trova spesso nelle pizzeria di Wellington. Devo ammettere stavo per prendere la ragazza in giro ordinando una quattro formagghi, ma mi sono tirato in dietro all'ultimo momento. :D
Arrivano le pizze ed erano... strane. La "quattro staghioni" aveva il crudo, e la quattro formaggi non sapeva di niente. Avrei chiesto una diavola (chiamata "diavolo" sul menu) ma la fanno con la rucola (!) E poi, non so con che cosa avrano fatto l'impasto, ma era molto rigido. A me piace piegare la fetta in due, ma questa si spaccava, era cosi' rigida e secca. Infatti, sembrava un panino piuttosto che una pizza.
Poi Sonja si ha ordinato un cappuccino (visto che siamo all'estero) ma e' arrivato con scaglie di cioccolato piuttosto che il tradizionale caccao. Molto strano. Insomma, come dice un frasario milanese che ho, me vedarii pu' nanca pitturaa in sul mur. ;)
Dal resto, la vita ha i suoi altibassi.
Sono tornate le cataratte. Beh, tecnicamente, non sono delle cataratte, ma una reazione del corpo, ecc. ecc. Per la modica somma di €150, il chirugo mi fara' un piccolo foro nella lente di plastica, il quale permettera' la luce di passare e risolvera' tutto in mezz'ora. Statisticamente occorre fare questo ulteriore intervento in molti casi. Alcuni dicono il 25% dei casi, altri dicono il 50%. Sono abbastanza arrabbiato, ma allo stesso tempo non c'e' molto da fare.
Sul lato positivo, la paginetta MySpace ci ha aiutato a conoscere una band che ci ha chiesto di aprire per loro il 10 di aprile. Yipiii!
Beh, vi saluto!
Ciao,
Vince.
Saturday, 22 March 2008
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6 comments:
Interessantissimo sulla Pizza:
http://www.pizzanapoletana.org/viewstampa.php?n=48
BUONA PAQUA!!!
JJ
Tengo a precisare che l'anonimo sopra non sono io! :))
Ci son stato da Brandi, che dire? Si, ho mangiato la pizza nella pizzeria più antica di Napoli; e quindi del mondo intero. Per il resto andrei altrove...a Port'Alba sicuramente !!
Per i milanesi alla lettura suggerirei "Anna e Leo" a Lambrate o Maruzzella in Piazzetta Oberdan (adiacente i bastioni di P.ta Venezia). Altri non me ne vengono...
In questo periodo sto vagando per la Svizzera e tra Zurigo e Berna: credo ci siano più i ristoranti italiani lì che non i cinesi a Milano!
Un inferno...ed io che volevo assaggiare la tipica cucina (?) svizzera. Ok, sarà l'ora di cena, la fame ed una mia perversione nei confronti del cibo ma non riesco a smettere di parlarne.
A differenza del sesso, almeno per il cibo non ne parlo solamente. Ma forse questa era meglio la tenevo per me... :/
Hm...buona Pasqua fatta e grazie per questi spaccati di quotidianità neozelandese!
Un abbraccio!
Sandro
Ciao Vince, non ho capito la frase in milanese!!! Per piacere puoi dirmi che significa? E complimenti per il prossimo impegno musicale!!! E comunque meglio insipida che indigesta, la pizza...
ciaooo Marter
Tel disi mi Marter: "non mi vedrai più neanche se mi dipingi sul muro".
Esplicito sistema per dire ad un oste che hai mangiato da schifo e che nel suo locale non metterai mai più piede. Te capì?
Singolare associazione quella fra il cibo e la pittura ma ... sono proprio strani questi milanesi! comunque grazie per la spiegazione e ciao Vince
Marter
L'era on esempi.
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