Saturday, 1 November 2008

Il problema e' che non succede niente

L'altro ieri mi e' arrivata una mail dalla Marzia che, en passant, mi faceva notare che non ho piu' aggiornato il blog. In realta', il problema e' che non ho molto da raccontare. Beh, in realta' succedono delle cose, ma sono piccole e di poco conto.

Situazione lavorativa? Sono disoccupato, ogni tanto mi chiamano per qualche colloquio di lavoro, risulto troppo qualcosa (troppo sperto, troppo inesperto, troppo caro, troppo semprequalcosa)e il gioco ricomincia da capo. Ma il feedback dopo il colloquio e' che ho fatto bella figura col cliente, ma purtroppo. Almeno adesso ho due contratti in un anno e dunque mi chiamano un pochino piu' spesso di prima.

Sonja e' pure nella stessa barca, ma credo che per lei sia peggio.

Alla fin dei conti, sono straniero e posso spiegare la mia situazione facendo riferimento ad una presunta diffidenza di parte dei nativi. Non lo intendo nel senso che stia sempre ad inventarmi scuse, ma soltanto che, dopo qualche tentativo fallito, uno si ferma e tenta di ragionare sopra e capire dove si sbaglia. Sonja invece... :P Beh, questa e' tutta roba che ho gia' discusso in altri post del blog e, se devo essere sincero, mi scoccia parlare di lavoro e occasioni mancate perche' mi fa sembrare come il capitano di una nave che affonda quando in realta' non sono messo cosi' male.

Dunque!

Sono arrivato ai quarantacinque. E devo dire che e' stata un'esperienza un attimino traumatica. Forse raccapricciante.

Allora, capisco benissimo che l'alternativa ad invecchiare non sia un granche'. Pero... beh, i quaranta uno li puo' portare un po' stoicamente. Dicono (chi?) che i quaranta siano i nuovi trenta e si, forse hanno ragione. Non e' stato quel traguardo stiggiano che mi aspettavo, bensi' una continuazione dei miei anni thirtysomething. Ma adesso mi trovo che tra cinque anni ne avro' cinquanta.

E cinquanta sono una specie di vetta, no? Voglio dire, non c'e' forma di dire con la faccia seria che a cinquanta uno e' ancora giovane. E la candela, a quel punto e' abbastanza consumata. A volte mi domando se non potevo aver fatto le cose un po' diversamente o (perche' non?) addirittura meglio. Di certo non ho combinato un granche'. Ma suppongo che almeno mi sono divertito e ho fatto il possibile per poter dire che, nel mio piccolo, ho vissuto.

Cmq... abbiamo tentato di fare una festa di compleanno, che grazie ad un cielo molto volubile, divento un barbecue, che divento un pranzo, che divento una cena. Con numeri diversi di ospiti che alla fine furono tipo dodici o tredici. Con le solite sorprese tra chi mi ha tirato il pacco e chi si ha fatto inattesamente vivo.

Parlando di ospiti, ho avuto una differenza di opinione con Sonja in riguardo.

Voglio parlare di Bob, il fornaio, ma lui merita un post a parte.

Ciao per ora,
Vince

2 comments:

Unknown said...

Il problema è che se a 45 anni cominci a pensare di averne 50, quando compi 51 pensi già ai 60 e a 52 cominci a prenotare il loculo... Comincia a goderti questi altri 5 anni da 40enne, cioè da 30enne postdatato, che poi non sono così diversi dai 20 e a dir la verità magari scopri che non ti sei mai spostato realmente dai 16-17 anni. E pensi ai 50??? Quantomeno è positivo che hai ripreso ad aggiornare il blog... ciao ciao

Vince Cabrera said...

Capisco benissimo, e credimi: la stupidaggine della situazione non mi sfugge. Ma tieni conto che gia' ai venti anni (e con le candelline ancora fumeggianti!) mi preoccupavo di non essere piu' un teenager! :D