Come al solito, la sera del 31, attorno alle 19:00 ci e' venuta la solita angoscia, per la serie "E adesso? Che facciamo sta sera?"
Il problema e' che uno ha sempre queste idee che a capo d'anno si deve andare a fare festa in qualche modo epico. Con zingare (statuarie e belle, non come quelle della metro) che ballano nude in fontane di champagne, balli in maschera (un po' alla "Vienna" degli Ultravox) quel tipo di cosa. E di certo, tornare a casa piu o meno a mezzo giorno.
Cmq, le scelte erano:
- Andare a casa di una coppia amica che hanno un bel pezzetto di terra nella valle acanto. Ci hanno detto, con una certa allegria che avevano invitato "molti fricchetoni e i loro bambini". Davanti a un invito cosi alettante non abbiamo potuto fare a meno di stare alla larga.
- Restare a casa a guardare la TV e lamentarci degli spot. Beh... c'e' sempre tempo per quello, no?
- Farsi l'hara-kiri.
Ci sono due problemi:
l'uno e' che qui si prendono il discorso della guida in stato di ebrezza molto sul serio. I ragazzi prendono la parte della ebrezza molto sul serio e guidano ubriachi fradici e gli sbirri si prendono la legge sul serio e mettono posti blocco ovunque e ti fanno il test del alcool. Perció, Sonja non voleva guidare in centro.
problema #2 e' che se giá Upper Hutt é noiosa durante un giorno normale, alla sera diventa un mortoio. Tranne che per i boy racer, che sono come i coatti che gareggiano per le strade di Roma, ma non cosi ben vestiti.
Alla fine, Sonja ha ricordato a Maramena, una amica che non vedevamo da anni. Lei e qui da qualche anno, ma quando la abbiamo conosciuta, faceva la inviata europea per la TV nazionale (tipo la RAI, ma neozelandese) Era a Milano per la America's Cup. Lasciando l'Europa, ci ha detto di andare a trovarla "uno di questi giorni" e abbiamo finalmente colto l'occasione.
In realtá, e' stata una serata molto interessante. Lei e' Maori e cosí ho potuto togliermi diverse curiositá linguistiche. Per esempio: la parola per dire "carne" in Maori "moderno" sarebbe "miti", che e' ovviamente una corruzione dell'inglese "meat"... ma sicuramente i Maori mangiavano la carne? Specialemente di maiale: erano/sono molto ghiotti della carne suina.
Lei mi ha spiegato che non c'era una parola generica per dire "carne". Piuttosto, usavano i nomi degli animali dai quali veniva la carne (un po' come noi diciamo "agnello", "maiale", ecc) .
(A proposito: non parlo per niente il Maori, e' solo che qualche tempo fá, il governo ha distribuito un libricino di introduzione alla lingua Maori (o "te reo Maori" come lo chiamano, un'espressione che mi ha sempre fatto sorridere) E nel libricino c'erano le tipiche foto di stanze e frigo con freccine e caption. E' cosi che sono au courant con questa roba!)
E anche Maramena ha trovato un po' di ostacoli al tornare, la solita diffidenza e timori da parte di quelli che sono restati. La cosa ha perfino un nome: la "tall poppy syndrome", cioé, la sindrome dei papaveri alti (che sono da tagliare) In realtá, molti neozelandesi si sentono minacciati dagli stranieri al lavoro, spesso temono di fare brutta figura.
Alla fine ha mollato il suo lavoro come giornalista e si ha messo in proprio come produttrice. Adesso sta lavorando su un programma per la TV Maori. (Avete presenti i "makeover show"? Qui sono molto comuni: show che ti rifano la casa, il viso, ecc. "I fantastici cinque" e' un esempio)
Quello di Maramena si occupa di rifare marae rurali.
Una marae (visto che mi avete chiesto) sarebbe come un luogo comunale per la tribú, e' tecnicamente uno spazio aperto, ma quasi sempre ci sono diversi edifici, principalmente una grande sala, dove la tribu puó riunirsi, fare ceremonie sacre e fondamentalmente, immagino, essere loro stessi. Membri di altre tribu (e menchemeno i bianchi) non possono entrare tranne che per invito. Non e' discriminazione, e' una loro costume e non e' particolarmente difficile farsi invitare.
Cmq, la cosa interessante dello show e' che, in campagna, le razze sono molto piú vicine, immagino che le comunita siano troppo piccole per stare a parte, e faceva piacere vedere a bianchi (chiamati Pakeha) che lavoravano insieme ai Maori. Una cosa piú rara nelle grandi cittá.
A volte ci sono questi piccoli momenti dove capisco che ho tanta roba ancora da imparare e capire.
Buon anno cmq!
Vince.

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