Thursday, 29 October 2009

Il Farmers' Market

Ovvero, il mercato dei contadini.

Questa e' una idea che sta prendendo un po' di rincorsa (da queste parti) recentemente. Si tratta di un mercato di roba comestibile (cioé, niente artigianato ne cacciaviti cinesi) e tutto quello che va in vendita deve provenire da una zona entro cento (a volte duecento) chilometri dal mercato.

Se uno produce "valore aggiunto" (tipo una marmellata piuttosto che il pesce salato piuttosto che pane piuttosto che ecc.) l'ottanta percento del prodotto base deve essere dalla zona circondante. Ossia che, tornando alla marmellata, lo zucchero e il barattolo possono venire da altrove ma la frutta deve essere di zona. C'e' anche un tavolone a parte per tutti coloro che non fanno il contadino da mestiere ma forse hanno un melo dietro casa e vogliono vendere la frutta.

E parlo di questa cosa, e la spiego pure, perché fino a stasera dovevo gestire il mercato a Upper Hutt, che parte questa domenica. Ma l'organizzatore ha capito oggi di essere rimasto senza fondi disponibili e il mio spirito civico non e' tale di farmi uscire da casa alle sette del mattino di una domenica senza essere pagato. Si riparla tra un mese.

La gestione in se pare che sia una cazzata: si deve visitare ogni stand per controllare che abbiano i certificati in regola, prendere i soldi per il noleggio dello stand, e generalmente prendermi carico di tutto (segnaletica per il traffico, per esempio), ma visto che non si tratta di fisica nucleare dovrebbe essere un lavoretto piuttosto semplice.

La cosa interessante, peró, e' che siamo nel mezzo di una specie di guerra malcelata tra i piccoli commercianti e quelle grosse catene che pullulano nel centro commerciale.

La storia e' cosi: da qualche anno abbiamo un centro commerciale che non cagava nessuno. Era un mortoio totale. Stava dietro la via principale (chiamata "Main Street" come nei film americani!) e tranne che per un paio di grossi magazzini, non c'era molto di piú. Recentemente, la multinazionale a chi appartiene il centro commerciale, si ha dato una svegliata e stano tentando di prendere il sopravento.

E fanno cose veramente sporche: per esempio, hanno comprato un mucchio di negozi su Main Street attorno al centro commerciale e hanno apertamente dichiarato la loro intenzione di lasciarli sfitti finche non si riempi il Centro Commerciale. La nostra Main Street e', dunque, piena di negozi vuoti. Va bene che ci sia una crisi e che tanti di quei negozi erano in affitto a aziende fallite ma dio, adesso mi sembra di vivere in una canzone di Bruce Springsteen. :P

L'idea dietro del mercato dei contadini sarebbe quella di attirare un po' di pubblico a Main Street e dare un attimo di fiato ai piccoli commercianti. Il Centro Commerciale, invece, ha deciso di fare contemporaneamente, un "mercato dei cibi freschi", con tanto di palloncini per i primi cento bimbi e una grossa campagna pubblicitaria a livello locale. Campagna che, per altro, usa font e colori simili al Farmers' Market.

E' buffo perche' uno pensa a le multinazionali, i monopoli commerciali, ubi maior minor cessat, ecc e spesso (a me almeno) vengono in mente i Zapatisti, la United Fruit Company e cose del genere. Hombres molto magri con dei grossi baffi. Ed eccoci davanti a una cosa che, nel suo piccolo, e' molto simile ma in un contesto locale del tutto inatteso.

Abbiamo deciso con Sonja che andremo in giro, sabato mattina, a distribuire i volantini del Farmer's Market. Crediamo che ci saranno molte famiglie sui campi sportivi locali a guardare i figlioletti che giocano a rugby, ossia che forse raggiungeremo tanti. Promette di essere una giornata divertente e cmq quello dei volantini é una buona scusa per farci un bel giro in bici. Vi faró sapere.

Ciao per ora,
Vince.

2 comments:

marter said...

Evviva il Farmer's Market!!!
ciao
Marter

Vince Cabrera said...

Grazie! Oggi siamo andati a distribuire volantini. Spero che venga gente.